Cappello insolito...

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Cappello insolito...

Messaggioda nicolad72 » lunedì 19 gennaio 2009, 20:40

Navigando sul sito del bravissimo Marco Foppoli, tra le novità inserite tra le armi degli ecclesiastici ho trovato questa...

Immagine

Di sicuro un cappello di tal fatta, privo di nappe, non mi era mai capitato di vederlo...

a cosa si potrebbe riferire?

Io avrei pensato ad un Diacono... (andando in diminuzione dal cappello presbiterale)... ma sul punto tutti i testi (non moltissimi a dire il vero) di araldica ecclesiastica che ho, tacciono...

Chi si sente in grado di illuminarmi?
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Michele Baroncini » lunedì 19 gennaio 2009, 22:44

Gentile Collega,

anch'io avevo notato sul sito di Marco Foppoli l'arma che Lei propone alla ns attenzione (peraltro esteticamente pregevole come tutte le sue creazioni).

Non essendo a conoscenza di eventuali usi nel senso dell'eliminazione della nappina per i Presbiteri e pur rammentando da una passata discussione su qs forum ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=1&t=2063&hilit=+diaconi ) che i Diaconi (per il fatto di essere ordinati per il "servizio" e non per il "sacerdozio") non hanno diritto al cappello prelatizio, sarei propenso a ritenere che il copricapo in questione potrebbe timbrare proprio lo stemma di un Diacono.

Essendo infatti il Diacono ascrivibile alla categoria dei "chierici" e partecipando anch'esso al "sacerdozio ministeriale" (insieme a Presbiteri e Vescovi), potrebbe essere plausibile l'utilizzo di un cappello di tipo prelatizio senza nappine.

E' tuttavia appena il caso di notare che nella "codificazione araldica" tradizionale detto copricapo non appare annoverato per la semplice ragione che il Diacono (così come i Chierici non ordinati) non ha facoltà di siglare atti con rilevanza pubblica nell'ambito dell'ordinamento Canonico (atti di battesimo, matrimonio, et similia) e pertanto non ha la pratica necessità all'utilizzo di uno stemma.

Appare evidente che si tratterebbe di un uso "non codificato", una sorta di "neologismo araldico".

Naturalmente quanto sopra esposto è la modesta opinione di chi scrive e va considerata per quel che vale. ;-)

cordialità

MB
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 19 gennaio 2009, 23:05

Quanto da te esposto caro Michele è ragionevole e coerente.
Dovrei solo apportare a quanto affermi una correzione di ordine teologico-sacramentale: il diacono non partecipa del sacerdozio ministeriale come Vescovi e Presbiteri. E' un ministro ordinato (del primo grado dell'Ordine Sacro) ed è pertanto un chierico, ma al diacono - secondo l'insegnamento del Vaticano II ripreso dalla Traditio Apostolica di Ippolito - sono imposte le mani "non per il sacerdozio, ma per il ministero". Ne deriva - nel caso della creazione di uno stemma diaconale - la necessità di una chiara differenziazione del timbro rispetto al cappello utilizzato dagli altri chierici.
Ora, la soluzione del cappello senza nappe è in uso presso le chiese di Inghilterra. E mi sembra una buona soluzione anche applicata a un diacono della Chiesa Cattolica romana.
Non avrei molti dubbi che l'amico Marco abbia voluto rappresentare qui uno stemma diaconale.
Quanto alla questione relativa alla siglazione di atti di ufficio non la vedrei vincolante, dal momento che è ammissibile che un sacerdote che non svolga un ufficio stabile possa usare un proprio stemma. Si tratterà di un uso privato evidentemente. Ma niente lo proibisce.
Infine vorrei sottolineare che in passato non esisteva l'istituto del diaconato "permanente", presente nei primi secoli della Chiesa e ripristinato da Paolo VI. Il diaconato esisteva solo come ultima "tappa" prima dell'Ordinazione sacerdotale. Sicuramente questo ha fatto sì che in passato non si ponesse il problema della creazione di stemmi diaconali.
Ma se l'araldica ecclesiastica deve essere uno specchio della vita della Chiesa, credo sia non solo "lecito" ma anche più che opportuno che un diacono che desideri dotarsi di un proprio stemma possa farlo.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Michele Baroncini » lunedì 19 gennaio 2009, 23:27

Caro don Antonio.

Ti ringrazio per la precisazione. Le mie reminiscenze canonistiche sono piuttosto lontane. ;-) Mi scuso per l'imprecisione.

Ricordo tra l'altro che nella discussione il cui link ho precedentemente riportato il caro Tomaso sottolineava l'opportunità di risalire alla foggia del copricapo anticamente portato dai Diaconi, il che forse apparirebbe ancora più adeguato da una prospettiva "filologica" dell'utilizzo di un copricapo prelatizio.

Cosa ne pensi? Ci sai suggerire qualcosa in proposito?

Antonio Pompili ha scritto:Quanto alla questione relativa alla siglazione di atti di ufficio non la vedrei vincolante, dal momento che è ammissibile che un sacerdote che non svolga un ufficio stabile possa usare un proprio stemma


Certo un Sacerdote che non eserciti un ufficio stabile non sigla atti con valenza pubblica, ma ne ha comunque la facoltà, se non altro potenziale. E' abilitato a farlo. Un po' come un avvocato che non eserciti, tanto per intenderci. ;-) In questa prospettiva si "giustificherebbe" il possesso di uno stemma, quantunque non impiegato.

un saluto

MB
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 gennaio 2009, 0:19

Michele Baroncini ha scritto:Caro don Antonio.

Ti ringrazio per la precisazione. Le mie reminiscenze canonistiche sono piuttosto lontane. ;-) Mi scuso per l'imprecisione.

Figurati! Siamo qui per rinfrescarci l'un l'altro la memoria e aiutarci vicendevolmente in tutte le materia di pertinenza del forum e in quelle correlate.

Ricordo tra l'altro che nella discussione il cui link ho precedentemente riportato il caro Tomaso sottolineava l'opportunità di risalire alla foggia del copricapo anticamente portato dai Diaconi, il che forse apparirebbe ancora più adeguato da una prospettiva "filologica" dell'utilizzo di un copricapo prelatizio.
Cosa ne pensi? Ci sai suggerire qualcosa in proposito?

In quella discussione si parlava anche in modo più generale di paramenti indossati nel passato e nel presente dai diaconi e del loro possibile utilizzo araldico. Discorsi di innegabile ragionevolezza almeno come ipotesi di lavoro. Ma quella discussione è un capitolo a sé. Mi limito qui alla risposta - espressione di una mia personale visione - circa l'idea dell'utilizzo di un antico copricapo di cui esplicitamente mi fai domanda. Penso che nell'araldica ecclesiastica (e non solo) sia necessaria una duplice tensione tra conservazione della tradizione e rinnovamento. Se si pone la questione di introdurre qualcosa di nuovo (come nel caso della creazione dello stemma per un diacono cattolico romano) questo dovrà essere sì nuovo, ma non staccato dal passato, almeno non totalmente. Altrimenti in luogo di qualcosa di nuovo avremmo qualcosa di estraneo. L'esempio più luminoso in questo senso è la mitra d'argento ornata di tre fasce d'oro che timbra lo stemma del Pontefice felicemente regnante. Tuttavia è necessario considerare il passato in tutto il suo sviluppo, fino ai tempi più recenti, per non cadere nell'anacronismo e per non adottare qualcosa di irriconoscibile o non più significativo ai nostri giorni. Ora, a parte la grandissima difficoltà (forse dovremmo parlare di impossibilità) di risalire a un copricapo portato nei primi secoli della storia della Chiesa dai diaconi (un simile copricapo potrebbe non esser mai esistito), per la creazione del timbro di uno stemma diaconale non sarebbe opportuno - a mio avviso - risalire così indietro nel passato, a qualcosa che nessuno potrebbe riconoscere, e che comunque precede l'"epoca araldica". Meglio utilizzare un timbro che richiami in modo chiaro e inequivocabile l'ornamento esterno caratteristico da secoli per tutti i membri del clero (dal cardinale al semplice sacerdote): il cappello prelatizio. Con le necessarie modifiche di cui abbiamo parlato.

Antonio Pompili ha scritto:Quanto alla questione relativa alla siglazione di atti di ufficio non la vedrei vincolante, dal momento che è ammissibile che un sacerdote che non svolga un ufficio stabile possa usare un proprio stemma


Certo un Sacerdote che non eserciti un ufficio stabile non sigla atti con valenza pubblica, ma ne ha comunque la facoltà, se non altro potenziale. E' abilitato a farlo. Un po' come un avvocato che non eserciti, tanto per intenderci. ;-) In questa prospettiva si "giustificherebbe" il possesso di uno stemma, quantunque non impiegato.

un saluto

MB

Hai toccato il cuore del mio precedente discorso. Anche se un sacerdote non svolge un ufficio stabile appartiene all'ordine dei Presbiteri. Il cappello prelatizio che gli è caratteristico esprime questa appartenenza. Lo stesso potrebbe essere, per derivazione, per un diacono in quanto appartenente al primo grado dell'Ordine Sacro.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Guido5 » martedì 20 gennaio 2009, 1:11

Michele Baroncini ha scritto:... E' tuttavia appena il caso di notare che nella "codificazione araldica" tradizionale detto copricapo non appare annoverato per la semplice ragione che il Diacono (così come i Chierici non ordinati) non ha facoltà di siglare atti con rilevanza pubblica nell'ambito dell'ordinamento Canonico (atti di battesimo, matrimonio, et similia) e pertanto non ha la pratica necessità all'utilizzo di uno stemma ...

Caro Michele,
lieto di rivederti su questo "forum". Permettimi di precisare che un diacono permanente può amministrare il battesimo, celebrare un funerale (che non è sacramento) e assistere a un matrimonio (qui i "ministri" sono gli stessi sposi) e dunque firmare i relativi atti. Nel caso che, su delega del parroco, debba rilasciare un certificato - mi corregga don Antonio se sbaglio - non userà mai il proprio stemma, che è per uso "privato", bensì il sigillo della Parrocchia, così come qualsiasi altro sacerdote, parroco compreso.

Ciao a tutti!
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 gennaio 2009, 14:16

Certo. Oggi per i chierici che non sono insigniti di Ordine Episcopale parliamo sempre di un uso privato del proprio stemma.
"Sive Patribus Cardinalibus, sive Episcopis conceditur, ut generis insigne adhibere possint", recita l'Istruzione di Paolo VI Circa vestes, titulos et insignia generis Cardinalium, Episcoporum et Praelatorum ordine minorum (31 marzo del 1969). Gli atti parrocchiali saranno siglati con un sigillo proprio della parrocchia a norma del can. 535 § 3 del Codice di Diritto Canonico.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 20 gennaio 2009, 14:35

Antonio Pompili ha scritto:(...) la soluzione del cappello senza nappe è in uso presso le chiese di Inghilterra.

Segnalazione corretta! ;)

E mi sembra una buona soluzione anche applicata a un diacono della Chiesa Cattolica romana. (...)

...su questo il vecchio frate vorrebbe proporre tre occasioni di dialogo e di riflessione.

L'araldica è fenomeno sovranazionale, nell'ambito del quale le singole specificità locali tendono a influenzarsi da quando essa esiste.

Nel mondo cristiano, l'auspicio all'ecumenismo è una realtà quotidiana che impegna ognuno di noi a cercare di renderlo un fatto concreto e condiviso.

Sotto i due predetti punti di vista, quindi, l'ornamento esterno dello scudo sopra presentato è certo un "segno" forte e vero.

Ma un terzo ragionamento, esclusivamente basato sulla :oops: logica razionale, si basa su una constatazione di reciprocità: si ha nozione di uno stemma "pienamente" anglofono di odierna creazione ove sia contenuta una figura di derivazione "romana"?

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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 gennaio 2009, 17:49

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:L'araldica è fenomeno sovranazionale, nell'ambito del quale le singole specificità locali tendono a influenzarsi da quando essa esiste.

Nel mondo cristiano, l'auspicio all'ecumenismo è una realtà quotidiana che impegna ognuno di noi a cercare di renderlo un fatto concreto e condiviso.

Sotto i due predetti punti di vista, quindi, l'ornamento esterno dello scudo sopra presentato è certo un "segno" forte e vero.

Ma un terzo ragionamento, esclusivamente basato sulla :oops: logica razionale, si basa su una constatazione di reciprocità: caro Antonio, si ha nozione di uno stemma "pienamente" anglofono di odierna creazione ove sia contenuta una figura di derivazione "romana"?

Il tuo intervento, reverendo frate, sembra particolarmente consono al clima di questa settimana dedicata dalla Chiesa alla preghiera per l'unità dei cristiani.
Fino ad alcuni decenni fa per il clero non episcopale anglicano (che timbra il proprio scudo con la mitra, come era per tutti i vescovi nella più antica prassi) non vi erano regole che disciplinassero l'ornamentazione degli scudi. Tale regolamentazione è avvenuta con un decreto del Gran Maresciallo nel dicembre del 1967. I cappelli prescritti sono diversi da quelli in uso per il clero cattolico e, a parte i diversi colori dei fiocchi, sono tutti neri. Non di meno possiamo dire che l'ispirazione sia giunta proprio dai cappelli utilizzati ormai da secoli dal clero cattolico-romano.
Ma c'è un elemento che da più secoli indica quella "reciprocità" a livello araldico di cui parli, anche dopo la riforma. Ed è proprio nell'arma della Diocesi di Canterbury, con cui l'Arcivescovo titolare partisce il proprio stemma. Infatti in quell'arma ritroviamo il pallio, paramento liturgico usato nella Chiesa cattolica, la cui presenza si spiega per il fatto che fino alla riforma l'Arcivescovo di Canterbury era il primate cattolico di Inghilterra.
Questa è una raffigurazione successiva al XV secolo di Henry Chichele che fu Arcivescovo della sede primaziale inglese dal 1414 in cui il pallio (nella realtà non più usato
Immagine
Forse non è questa nostra la sede idonea per prolungate troppo riflessioni su questo punto, ma il dialogo ecumenico è anche dialogo a livello culturale. E' fuori dubbio che l'araldica ecclesiastica in questo dialogo potrebbe avere ancora oggi il suo peso. E torno a citare l'esempio dello stemma del Papa felicemente regnate, S.S. Benedetto XVI, con l'innovazione della mitra che sottolinea il suo essere Vescovo. Vescovo della Chiesa capo di tutte le altre, quella di Roma. Ma vescovo come gli altri.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 20 gennaio 2009, 18:01

Giuste tutte le osservazioni e le riflessioni, carissimo.

Ma l'immagine dell'Arcivescovo in questione dimostra che il pallio è presente in detto stemma da epoche a noi ben lontane.

Il quesito sulla reciprocità, invece, chiedeva di soffermarsi su "...uno stemma "pienamente" anglofono di odierna creazione ove sia contenuta una figura di derivazione "romana"..."

;)

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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 gennaio 2009, 18:10

La domanda è più sottile e molto più interessante! Al momento non saprei indicarti nulla di preciso. Ma mi hai suggerito una interessante pista di ricerca. Spero di poter presto condividere qualche interessante scoperta. ;)

Intanto mi correggo circa quanto scritto sopra. Per la fretta ho invertito i numeri. Il decreto del Gran Maresciallo è del 1976.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda nicolad72 » martedì 20 gennaio 2009, 18:26

Vi chiedo venia, ho dato il via a questa discussione, ma poi non vi ho preso parte... come dire ho lanciato il sasso nello stagno nascondendo repentinamente la mano.

Chi mi segue sa che sono più pratico di normative relative agli Ordini di Cavalleria che di Araldica, anche se la materia mi piace, e nel tempo libero... diciamo che mi esercito ;)

Ho letto qualcosa sul diaconato, e mi sono fatto una idea. Da quando il CV II ha re-introdotto questa figura come grado permanente dell'Ordine (prima si parlava di Ordini, se non erro), poco per volta, in molte Diocesi, questa figura di ministro ha iniziato ad essere istituita.

Il Diacono Permanente si differenzia da quello Transeunte (mi pare che sia questo il temine corretto, ma se mi sbaglio spero che mi corriggerete :D ), per il fatto che il secondo viene ordinato diacono quale prima tappa prima di ricevere il Sacramento nel Grado di Presbitero, mentre il primo, con il Sacramento dell'Ordine nel grado di diacono risponde pienamente alla chiamata che ha ricevuto.

Spesso i diaconi permanenti, prestano un servizio a tempo parziale, poichè, avendo sovente una famiglia, ed una attività lavorativa, possono dedicare alla Chiesa solo il tempo che i precedenti impegni gli lasciano libero.

Ora ipotizziamo, il Sig. Paolo Rossi (nome di fantasia), di professione consulente aziendale, coniugnato con la signora Rossi e padre di Luigi e Carla, viene Ordinato Diacono. Questi possiede o decide di farsi realizzare uno stemma personale, e in virtù del suo stato, decide di timbrare l'arma con qualcosa che manifesti la sua appartenenza all'Ordine.

Non pensate che l'uso "pubblico" (da non intendersi in senso giuridico), dello stemma che usi un copricapo (come il cappello prelatizio, pur senza nappe) possa essere foriero di equivoci?

... in fondo, molta gente non ha ancora ben chiaro cosa sia un Diacono Permanente...

Forse sarebbe il caso di trovare un elemento differente o alternativo (quantomeno per i Permanenti), che esprima lo stesso significato, ma che non dia adito ad equivoci.

In fondo, l'araldica, conosce già le corone tollerate per i titoli nobilitari... si potrebbe prevedere un simbolo alternativo, magari con un espresso richiamo al servizio alla carità e al Vescovo.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 gennaio 2009, 18:53

nicolad72 ha scritto:Vi chiedo venia, ho dato il via a questa discussione, ma poi non vi ho preso parte... come dire ho lanciato il sasso nello stagno nascondendo repentinamente la mano.

Vero! 8-) Dove eri finito? :lol:

Il Diacono Permanente si differenzia da quello Transeunte (mi pare che sia questo il temine corretto, ma se mi sbaglio spero che mi corriggerete :D ), per il fatto che il secondo viene ordinato diacono quale prima tappa prima di ricevere il Sacramento nel Grado di Presbitero, mentre il primo, con il Sacramento dell'Ordine nel grado di diacono risponde pienamente alla chiamata che ha ricevuto.

Esatto.

Spesso i diaconi permanenti, prestano un servizio a tempo parziale, poichè, avendo sovente una famiglia, ed una attività lavorativa, possono dedicare alla Chiesa solo il tempo che i precedenti impegni gli lasciano libero.

In grandi linee è così. Poi ci sono i singoli casi. Anche se il diacono non solo presta servizio, ma è per definizione diakonos, "servo".

Ora ipotizziamo, il Sig. Paolo Rossi (nome di fantasia), di professione consulente aziendale, coniugnato con la signora Rossi e padre di Luigi e Carla, viene Ordinato Diacono. Questi possiede o decide di farsi realizzare uno stemma personale, e in virtù del suo stato, decide di timbrare l'arma con qualcosa che manifesti la sua appartenenza all'Ordine.

Non pensate che l'uso "pubblico" (da non intendersi in senso giuridico), dello stemma che usi un copricapo (come il cappello prelatizio, pur senza nappe) possa essere foriero di equivoci?

... in fondo, molta gente non ha ancora ben chiaro cosa sia un Diacono Permanente...

Capisco il tuo ragionamento.
Ma di fatto il diaconato permanente è una riscoperta recente. Al di là del nostro discorso araldico equivoci ci sono ancora. Ma sposato o no, un diacono è diacono. Partecipa del primo grado dell'Ordine Sacro. Di fatto un diacono in quanto ministro ordinato potrebbe usare tranquillamente la veste talare. Usa del resto stola e dalmatica durante le celebrazioni, e in alcuni casi il piviale. Quindi se fa uso di paramenti sacri, può far tranquillamente uso di un timbro che indichi l'appartenenza all'Ordine Sacro. Anzi, nel suo piccolo, un simile stemma sarà un contributo culturale alla comprensione della figura del diacono.


Forse sarebbe il caso di trovare un elemento differente o alternativo (quantomeno per i Permanenti), che esprima lo stesso significato, ma che non dia adito ad equivoci.

In fondo, l'araldica, conosce già le corone tollerate per i titoli nobilitari... si potrebbe prevedere un simbolo alternativo, magari con un espresso richiamo al servizio alla carità e al Vescovo.

Credo che un cappello nero privo di cordoni e nappe sia una soluzione geniale in questo senso. E' un ornamento comune a quello di ogni altro chierico (sacerdote, prelato, vescovo o cardinale che sia). Ma è anche nettamente diverso: l'unico che non è ornato di cordoni e fiocchi. Un cappello di questo genere è dunque qualcosa in linea con la tradizione araldica comune, e qualcosa di innovativo al tempo stesso. Un timbro sufficientemente chiaro (o almeno intuibile nel suo valore) di per sé.
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Titolo di "don"...

Messaggioda Tilius » martedì 19 maggio 2009, 14:09

...mi accodo a questa dotta discussione araldica per chiedere di un argomento collegato ma non del tutto pertinente.
Il "don" da anteporre al nome compete anche al diacono oppure solo al prete (presbitero)?
Merci.
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Re: Cappello insolito...

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 19 maggio 2009, 18:18

Sì, il "don" si utilizza anche per i diaconi. Tuttavia non è ovunque facile vederlo applicato anche ai diaconi permanenti (pur essendo essi, come sopra accennato, del 1° grado dell'Ordine Sacro in modo niente affatto diverso da un diacono che si prepara al presbiterato).
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