io direi che si tratta di una corona all'antica... dopotutto non c'era bisogno all'epoca di usare dei gradi specifici per le corone: tutti sapevano riconoscere lo stemma del Re!
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antonio p. v. g. ha scritto:Direi che un araldista prudente deve limitarsi nella maggior parte dei casi a una descrizione dettagliata della corona, indicandone metallo, numero di punte e/o fioroni, perle e/o gemme, senza voler a tutti i costi precisare a partire da essa il grado nobiliare del titolare. La menzione tipologica (marchionale, ducale, ecc.) potrà esser data solo qualora la connessa dignità trovi conferma da altri dati.
Gian ha scritto:mi scusi ma non sono d'accordo... possiamo ben indicare che la corona che timbra lo scudo è di un determinato tipo(marchionale, ducale ecc..) senza stare a contare perle e fioroni. sopratutto se parliamo di stemmi relativamente recenti. e se conosciamo la valenza di quella corona nell'area geografica da cui proviene lo stemma, mi spiego meglio: la corona "ducale" italiana è corrispondente alla corona comitale svedese(o paese simile, ora non ricordo..), il fatto che poi la famiglia sia insignita di quel titolo è una questione più storica che araldica, questo almeno il mio pensiero. per altro se proprio devo dirla tutta per me la corona è "roba a parte", può essere un'utile annotazione, ma credo che la blasonatura vera e propria non includa le corone ma solo stemma e cimiero. magari anche sostegni e tenenti...
G.
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Guido5 ha scritto:Cari amici,
se può essere utile, a http://www.webalice.it/buldrini/Iagi/corone.jpg troverete un’immagine non molto contrastata (è tratta da una fotocopia) delle corone secondo il “Regolamento tecnico araldico” di Antonio Manno.


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