Inserisco immagini e testo del sempre preparato Mauro Valerio (MVC).
"Gentili amici,
mi scuso per l'intromissione ma, dato che l'Oplologia medievale
è da sempre stata il mio primo grande "amore"...Non ho resistito al richiamo...
E ho pensato bene di far inserire dal caro Tomaso le immagini tratte dalle opere di
Fiore de' Liberi e Filippo Vadi, maestri d'arme del tardo XV secolo ( le opere sono
rispettivamente: il "Flos Duellatorum" e "L'Arte cavalleresca del combattimento").
In questi esempi, si può ben vedere, su disegni fatti degli stessi maestri d'armi,
come fosse l'Azza nella realtà dell'epoca
( si badi che questa arma è tipica proprio di quel periodo).
Riguardo, dunque, allo stemma del caro amico Riccardo, non vi è dubbio che si tratti
di un'Azza vera e propria.
Azza realizzata con tutti i crismi che sono tipici di questa arma ( anche se il tocco
artistico ottocentesco si sente non poco).
Per spiegarmi meglio, ho inserito anche un trittico nel quale si possono raffrontare
sia l'Alabarda, sia la Scure da fante sia l'Azza...Anzi, di quest'ultima ne ho messo altre due varianti,
col becco e col martello di dimesioni e fogge diverse.
Ecco, l'Alabarda è un'arma da taglio ( e poco da punta),
la Scure da fante, ad esempio, è sia da taglio che da botta, mentre l'Azza ( che qui è una riproduzione
recente ma filologicamente ineccepibile) è un'arma da botta e da punta...
La caratteristica dell'Azza è di avere una parte terminante a "becco" ( più o meno lungo, che serviva per
bucare principalmente gli elmi, nonchè le teste che stavano sotto...)
Una seconda parte a "martello", con tre oppure quattro sporgenze ( che serviva per frantumare ossa
e smagliare usberghi), infine una terza parte, quella superiore, (a punta) che serviva
come spiedo da brandeggio.
La differenza tra Azza e Alabarda, dunque, è data sostanzialmente da due fattori:
1- la diversa forma ( ovviamente)
2- la mancanza di parti da taglio nell'Azza, e di parti da botta nell'Alabarda.
Infine, va notato che , in virtù di questo impiego assai versatile dell'Azza, essa NON ha un verso
prestabilito...Veniva usata e impugnata utilizzando il lato che meglio si confaceva con il tipo di posta
assunta e col tipo di danno che si voleva infliggere al nemico. Solitamente
veniva usata dal lato del becco, ma non era affatto una regola, anzi...In alcune prese di ferro di Fiore
de' Liberi si vede che le Azze si scontrano di piatto.
Questo ci impedisce di stabilire con esattezza se essa, all'interno di uno scudo araldico,
sia raffigurata rivolta oppure no....Diciamo, comunque, che se si dovesse tener fede al modo più solito
di usarla, cioè col becco in avanti, NON sarebbe affatto rivolta ( ma, ripeto, NOn si tratta di una verità assoluta)
Riguardo, poi, l'ottima opera del comm. Gelli, considerate che la lunghezza dell'asta NON era affatto una
regola, nè una discriminante...Possiamo avere Azze lunghe o Azze col manico corto...Questo dato
variava a seconda della statura e della corporatura di chi la usava...
Sperando di non aver annoiato nessuno, colgo l 'occasione per salutarvi tutti, (particolarmente
Riccardo), e per esprimere la mia stima sincera a Fra Eusanio, davero ottimo araldista!
Valefacio Vobis
MVC