La Badessa Giovanna di Piacenza

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » martedì 9 dicembre 2008, 2:22

Intorno al 1519,Antonio Allegri da Correggio (1489 circa - 1534) ricevette l'incarico dalla badessa Giovanna da Piacenza, donna di ricca e varia cultura, la quale aveva raccolto attorno a sé un eletto cenacolo di studiosi ed umanisti, di dipingere la "camera" del monastero di San Paolo a Parma, dall'arcaica volta tardogotica ad ombrello, realizzata da Giorgio Edoari da Herba nel 1514.

Nell'Appartamento della Badessa si vede il suo blasone: d'argento (?) ai tre crescenti (di???) posti in banda. Il Monogramma della Badessa era IO PIA ............. :shock: :shock: ma di che famiglia era? Come era in realtà il Blasone?

C'è qualcuno che può aiutarmi?

Grazie!
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » martedì 9 dicembre 2008, 2:29

Trovo anche notizia che : Si deve a Scipione Dalla Rosa, cognato della badessa Giovanna Piacenza e amministratore del monastero di S. Paolo, la venuta a Parma del Correggio.
Quindi la Badessa era imparentata con i marchesi Dalla Rosa Prati......... :shock: :? :? Ma poi sulla badessa non trovo altro..... :?
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma

Re: La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda Guido5 » martedì 9 dicembre 2008, 3:25

Caro Andrea,
a http://www.correggioarthome.it/SchedaOpera.jsp?idDocumentoArchivio=2511 si dice tra l'altro che "Giovanna Piacenza, figlia di una Bergonzi ed eletta all'incarico abbaziale nel 1507 a 28 anni, succedeva ad altre due sue parenti della famiglia Bergonzi, Donna Cecilia e Donna Orsina, le quali largamente avevano coltivato - come anch'ella farà - le arti e il decoro del monastero".

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Re: La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda dpascale » martedì 9 dicembre 2008, 11:16

Non vorrei sbagliarmi, perché vidi lo stemma dei Bergonzi parecchio tempo fa in un libro e non me lo ricordo benissimo... mi sembrava che il campo fosse nero e i crescenti d'oro: ma è possibilissimo che sbagli :oops: :oops:

I Bergonzi furono marchesi di Costamezzana nel ducato di Parma.

Un caro saluto :)


Daniele
Sub Cuius pede fons vivus emanat
dpascale
 
Messaggi: 1209
Iscritto il: sabato 2 giugno 2007, 18:42

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » martedì 9 dicembre 2008, 11:43

:D :D Grazie mille!
Quindi Giovanna era "da" Piacenza ed era della famiglia Bergonzi marchesi di Costamezzana con il blasone di nero ai tre crescenti d'oro posti in banda..... E' Così? :?:

Grazie ancora! :D

Se avete notizie, siti e genealogie dei Bergonzi fatemi sapere! :D ( sono notoriamente incontentabile..... :? )
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » martedì 9 dicembre 2008, 12:06

:D :D OK Trovato!
Vi segnalo questo sito http://biblioteche.comune.parma.it/port ... p_pagina=1
che fa riferimento all'opera di Roberto Lasagni: Dizionario Biografico dei Parmigiani, nel quale sono citati tutti i Bergonzi ed anche GIOVANNA PIACENZA:
PIACENZA GIOVANNA ( http://biblioteche2.comune.parma.it/lasagni/ ) :2:
Parma 1479-Parma 19 settembre 1524
Figlia di Marco, patrizio parmigiano appartenente alla famiglia ghibellina delle Tre Parti, e di Agnese Bergonzi (famiglia guelfa del partito rossiano), la Piacenza venne eletta badessa del monastero di San Paolo in Parma a ventotto anni (1507), succedendo a Orsina bergonzi, la quale era succeduta a sua volta (1505) a un’altra Bergonzi, Cecilia. Quando la Piacenza assunse la dignità, nel suo stesso convento entrarono altre tre Bergonzi: Francesca lucrezia anastasia, Maria Caterina e Drusiana: come era costume, anche il San Paolo fu dunque un feudo monastico.La Piacenza entrò in questo arengo, spese del suo, tutto contrassegnò col suo scudo e naturalmente vantò il suo buon diritto.Certamente fu una donna decisa, se, da poco eletta, si rivolse al Pontefice per chiedere la sua protezione contro gli usurpatori dei beni, dei libri, delle ragioni e delle scritture spettanti al suo monastero: il Santo Padre le diede ragione con un Breve che minacciò di scomunica gli usurpatori.Alei si deve l’esecuzione degli stupendi affreschi dipinti nel 1518 da Antonio Allegri detto il Correggio, per una camera del monastero.Da quei giorni in poi, una serie di personaggi più o meno importanti accompagnano le cronache del governo della Piacenza: i Bergonzi della Comunità di Parma (tra essi Melchiorre, dottore in leggi), i da Piacenza, imparentati coi dalla Rosa (e tra essi Cesare e Scipione), i da Cola (o Colla), anch’essi impegnati nella vita pubblica, i garimberti, il cardinale Montini e molti altri tra i maggiori del tempo.Tra i tanti personaggi che entrarono in rapporto con la Piacenza, vi fu anche il vicario generale del vescovo, Bartolomeo Guidiccioni da Siena, che dal 1509 e fino oltre il 1524 resse la Diocesi parmense per incarico di Alessandro Farnese (poi divenuto papa Paolo III).Questi, secondo la tesi dell’Affò, sarebbe stato antagonista della Piacenza.Ma nulla si legge del dissidio sorto tra i due e semmai ci furono sollecitazioni all’applicazione della Riforma e interventi e provvedimenti questi vennero dalla comunità, come si verificò nel caso dell’abate dei cistercensi di San Martino de’ Bocci, dell’arciprete Giacomo Colla e di molti altri.Solo il Cherbi (Le grandi epoche sacre, 1835-1839) nel suo guazzabuglio di appunti storici, che non danno però alcuna garanzia, scrive che il vicario Guidiccioni cominciò a insistere sulla pratica attuazione della Riforma a partire dal 1516.Al contrario, il Benassi affema con decisione che non vi furono sollecitazioni: in primo luogo per l’indulgente debolezza del governo papale, poi per i molti intrighi, per una certa titubanza (leggi papa Adriano VI) e per i molti sospetti. Comunque è certo, contro la tesi dell’Affò che lascia adito a molti dubbi sull’onorabilità della Piacenza in ragione della sua presunta altezzosità, che fu proprio lei ad accettare per la prima volta a Parma la perpetua clausura e la regolare osservanza.Radunate infatti nella sua camera cubiculare le monache di San Paolo, il 28 agosto 1524, la Piacenza fece oggetto del suo capitolo il Breve di papa Clemente VII (che Francesco Ugoleto aveva stampato, unitamente a quelli dei papi Giulio II e Leone X, il 28 giugno 1524), laddove monalium urbis nostrae clausura petitur.considerati i vantaggi che ne venivano al convento, sia nel vivere temporale che in quello spirituale, si convenne, fatte salve alcune prerogative, di aderire alla prescrizione papale e, a riprova dei buoni rapporti intercorsi tra il vescovo e la Piacenza, venne affidata al vicario vescovile monsignor Bartolomeo Guidiccioni l’amministrazione del monastero, riservandosi la piacenza, a vita, dignità e onori abbaziali, nonché l’usufrutto di certi beni.Dopo di lei, fu deciso che la badessa avrebbe avuto incarico annuale.Il che venne steso e rogato e quindi confermato dal Breve papale del 2 dicembre 1524.E tutto ciò mentre in tutti gli altri conventi della città non si faceva assolutamente nulla di nuovo e continuava il vivere scandaloso. È vero che la Piacenza (già gravemente ammalata) accettò la Riforma in articulo mortis, comunque, lei vivente, nel suo monastero non ebbe mai a verificarsi alcun grave fatto, come quello che spinse il Consiglio Generale parmense a decidere (27 novembre dello stesso 1524) di prendere provvedimenti per riportare le monache del monastero di San Paolo all’osservanza, al caso minacciando di espellerne talune come membri fetidi.Tutto ciò conferma la rettitudine della Piacenza e il suo buon governo.
FONTI E BIBL.: L.Mensi, Dizionario biografico dei Piacentini, 1899, 212; La badessa Giovanna da Piacenza, in Bollettino Storico Piacentino 20 1925, 177-179; P.G.Colombi, Il tinello della badessa Giovanna, in La Lettura novembre 1929; G.Mariotti, La mia bella badessa, Roma, Editrice Mercurio, 1942; G.Parroni, L’apoteosi di Giovanna Piacenza nella Camera di San Paolo, in Aurea Parma 27 1943, 89-100; A.M.Aimi, La fastosa badessa Giovanna Piacenza, in Gazzetta di Parma 22 maggio 1950, 3; F.da Mareto, Bibliografia, II, 1974, 847; Parma nell’Arte I 1975, 14-16.

................ :shock: :shock: Rimane solo il piccolo quesito di come mai una Piacenza (o Delle Tre Parti :?: Ma che famiglia è? :?: ) usasse lo stemma dei Bergonzi....
Dinastia che mi pare poco studiata........... 8) 8)
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma

Re: La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda dpascale » martedì 9 dicembre 2008, 12:07

andvent ha scritto: con il blasone di nero ai tre crescenti d'oro posti in banda..... E' Così? :?:


Non prendermi in parola (va bene il tu?]... :oops: :oops: In giornata proverò a rintracciare il libro su cui ho visto lo stemma Bergonzi e te ne posterò una foto :wink:

A presto :)


Daniele
Sub Cuius pede fons vivus emanat
dpascale
 
Messaggi: 1209
Iscritto il: sabato 2 giugno 2007, 18:42

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » martedì 9 dicembre 2008, 15:02

:D :D Grazie Daniele!!

Ma se si chiamava Piacenza o delle Tre Parti (.... ma che cognome è???) ed era nobile, perché utilizzava lo stemma della Madre (Bergonzi??)......... :?

Mi sembra che queste famiglie della nobiltà "dei Farnese" siano un pò poco studiate.... (mi sbaglio?) :cry:
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma

Re: La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda dpascale » mercoledì 10 dicembre 2008, 17:59

Ritratto tutto! :lol:

Ho trovato lo stemma dei Bergonzi:

Immagine

In particolare di Ippolita Bergonzi, figlia del Conte Artaserse, e moglie di Giangirolamo Segni, patrizio bolognese: siamo alla fine del '600.

Quindi lo stemma Bergonzi: d'oro alla fascia accompagnata da tre crescenti montanti, due in capo e uno in punta, il tutto di nero [perdono! :oops: ], è simile ma diverso da quello da te visto a Parma. :wink:

Un caro saluto, :D


Daniele

PS l'immagine è tratta dal libro: Giuliano Malvezzi Campeggi (a cura di), Ranuzzi Storia Genealogia e Iconografia, Costa Editore, Bologna 2000. In particolare, l'immagine intera riporta i quarti di nobiltà della contessa Gertrude Segni, dama dell'ordine della Croce Stellata e moglie del senatore Annibale IV Ranuzzi, 13° conte dei Bagni della Porretta.

D.
Sub Cuius pede fons vivus emanat
dpascale
 
Messaggi: 1209
Iscritto il: sabato 2 giugno 2007, 18:42

La Badessa Giovanna di Piacenza

Messaggioda andvent » giovedì 11 dicembre 2008, 15:23

:shock: Benissimo! Allora lo stemma della Badessa ha tre crescenti ma non disposti 2-1 (come nello stemma Bergonzi) ma posti in banda........ :?

Di che famiglia si tratta? Non Bergonzi (che era la madre) ma Tre Parti (???) o meglio Piacenza o da Piacenza.... famiglia parmigiana!
:shock: :shock:

E' singolare quanto poco si sappia sulla committenza delle opere d'arte! :!: E forse è una delle cause dei tanti "ritratti di Gentiluomo" o "di Dama" non meglio specificati che troviamo nelle pinacoteche di tutto il mondo! :1:
andrea
andvent
 
Messaggi: 399
Iscritto il: mercoledì 13 settembre 2006, 2:11
Località: roma


Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 15 ospiti