Libro di Camillo de' Curtis

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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda roby » mercoledì 24 giugno 2009, 17:58

Fatto!!
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Grazie per la nuova, buona idea! [clapping.gif]
Saluti,
Roby
roby
 
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 24 giugno 2009, 18:28

Spesso il telefono è il mezzo migliore e più rapido ;)
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Alessio Bruno Bedini
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Storia dei de Curtis dai Longobardi alla falsa nobiltà di To

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 4 luglio 2009, 12:20

Salve, un paio di mesi fa, ho avuto modo di Leggere buona parte di questo libro presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli, che conserva, se non erro, due copie ammesse al prestito. Il libro, se non ricordo male, non è reperibile nelle librerie perchè la sua pubblicazione non era destinata alla vendita.
Passando al contenuto, il libro è molto interessante perchè, secondo l'autore, racconterebbe (il condizionale è d'obbligo) la storia dei veri Marchesi de Curtis di origine longobarda, che in "cattive acque", negli anni '30, sarebbero stati avvicinati da un attore in auge, appunto Totò, il quale, si sarebbe recato da loro, al Castello di Somma (Vesuviana), e dopo aver comprato tutto l'archivio di famiglia e un vecchio quadro di un antenato rifiutato in precedenza da molti antiquari, avrebbe offerto un lavoro nella sua compagnia teatrale al papà dell'autore, spacciandosi, da quel momento, per suo cugino. In realtà, sempre secondo Camillo de Curtis, gli antenati di Totò sarebbero degli omonimi di bassa condizione sociale, imbianchini, ambulanti, ecc., come si è sostenuto anche in qualche vecchia discussione di questo forum, sempre se la memoria non m'inganna. Totò, con l'aiuto di alcuni genealogisti "amici" (l'avv. Bizzaro, l.'avv. de Simone e, dal 1951, il conte Pelliccioni di Poli) avrebbe affermato che un tal de Curtis detto "grippo" vissuto nel '500 e membro della famiglia de Curtis di Somma fosse anche suo antenato e discendesse dai "Griffo" imperatori di Bisanzio. Non avrebbe provato tutti gli attacchi genealogici, tra lui e il "grippo" nè tra quest'ultimo e i "Griffo" ma, nonostante ciò, il Tribunale di Napoli, gli avrebbe dato ragione. Ecco,forse, spiegato l'arcano della nobiltà di Totò, che sarebbe riuscito a lavare l'onta di essere nato figlio di n.n., facendosi riconoscere "altezza imperiale" dall'Italia (oltre che da San Marino e dall'Ordine di Malta, aggiungo io). Perchè Liliana de Curtis, non apre l'archivio di "famiglia" agli studiosi? Perchè nessuno ha mai visto l'albero genealogico di Totò, che, addirittura, arriverebbe al 362 a.C. (anno in cui l'eroe leggendario Marco Curzio, appartenente alla Gens Curtia, indossata l'armatura, si sarebbe gettato con il suo cavallo in una voragine incolmabile, apertasi nel foro romano, che subito si sarebbe richiusa su di lui)? E' l'autore stesso a porre queste domande e questi dubbi, credo, del tutto condivisibili.
Il libro è davvero interessante e "nuovo", nel suo genere, e, pertanto meriterebbe di essere diffuso su ampia scala, ma una cosa non mi è proprio piaciuta, il tentativo dell'autore di distruggere anche il Totò attore, poeta e cantautore, questo è assurdo! Il titolo di "principe della risata", a mio avviso, non potrà toglierglielo nessuno! Grazie per l'attenzione.

PS Per rimanere in tema, posto il link di questa intervista che Oriana Fallaci fece nel 1963 a Totò: http://www.oriana-fallaci.com/tot/intervista.html . Vi consiglio di leggerla, si capiscono tante cose della "psicologia" di questo straordinario attore.
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Re: Storia dei de Curtis dai Longobardi alla falsa nobiltà di To

Messaggioda Davide Shamà » sabato 4 luglio 2009, 12:45

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Salve, un paio di mesi fa, ho avuto modo di Leggere buona parte di questo libro presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli, che conserva, se non erro, due copie ammesse al prestito. Il libro, se non ricordo male, non è reperibile nelle librerie perchè la sua pubblicazione non era destinata alla vendita.
Non avrebbe provato tutti gli attacchi genealogici, tra lui e il "grippo" nè tra quest'ultimo e i "Griffo" ma, nonostante ciò, il Tribunale di Napoli, gli avrebbe dato ragione. Ecco,forse, spiegato l'arcano della nobiltà di Totò, che sarebbe riuscito a lavare l'onta di essere nato figlio di n.n., facendosi riconoscere "altezza imperiale" dall'Italia (oltre che da San Marino e dall'Ordine di Malta, aggiungo io).


ma è sicuro ? Questa notizia non mi risulta proprio
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 4 luglio 2009, 13:11

Gentile dr. Shamà, tutto ciò che Ella ha quotato è affermato dall'autore nel libro in oggetto, tranne la parte tra parentesi, che ho aggiunto io, relativamente ai riconoscimenti nobiliari a favore di Totò da parte della Repubblica di San Marino che, oltre ad avergli conferito la Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata e San Marino, concesse o rinnovò il titolo di contessa di Ferrazzano alla figlia Liliana e ciò consentì alla famiglia di essere inserita nella terza parte dell'Elenco Storico della Nobiltà Italiana curato dal Sovrano Militare Ordine di Malta. Cordialmente.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Davide Shamà » sabato 4 luglio 2009, 13:54

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentile dr. Shamà, tutto ciò che Ella ha quotato è affermato dall'autore nel libro in oggetto, tranne la parte tra parentesi, che ho aggiunto io, relativamente ai riconoscimenti nobiliari a favore di Totò da parte della Repubblica di San Marino che, oltre ad avergli conferito la Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata e San Marino, concesse o rinnovò il titolo di contessa di Ferrazzano alla figlia Liliana e ciò consentì alla famiglia di essere inserita nella terza parte dell'Elenco Storico della Nobiltà Italiana curato dal Sovrano Militare Ordine di Malta. Cordialmente.


appunto, dunque ciò riguarda la figlia e i suoi eventuali discendenti e non il padre. Se il titolo comitale è stato riconosciuto/concesso alla sola figlia (con traferimento ai figli), dunque che c'entra il trattamento di Altezza Imperiale riconosciuto da Smom e San Marino ? Totò non ebbe mai tanto onore.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 4 luglio 2009, 16:46

Davide Shamà ha scritto: appunto, dunque ciò riguarda la figlia e i suoi eventuali discendenti e non il padre. Se il titolo comitale è stato riconosciuto/concesso alla sola figlia (con traferimento ai figli), dunque che c'entra il trattamento di Altezza Imperiale riconosciuto da Smom e San Marino ? Totò non ebbe mai tanto onore.


Gentile dr. Shamà, ha ragione, in questi casi le precisazioni sono d'obbligo. Comunque ho trovato su internet che: "Probabilmente Totò apparteneva effettivamente a un ramo molto decaduto dei nobili de Curtis, quello dei conti di Ferrazzano, sebbene tale discendenza non sia mai stata dimostrata. Il 16 marzo 1960 la Repubblica di San Marino riconobbe il titolo di conte con il predicato di Ferrazzano alla figlia di Totò, Liliana, con decreto presidenziale sammarinese. Lo stemma è d'oro a tre bande di azzurro, al capo dello stesso, con un crescente montante di argento, accompagnato da tre stelle di otto raggi d'oro, 1 e 2." A mio parere, la questione del riconoscimento della presunta nobiltà di Totò da parte dell'Italia e della presunta nobiltà dell'unica figlia Liliana da parte di San Marino e indirettamente da parte dello SMOM, sono strettamente collegate. Cordialmente.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Davide Shamà » sabato 4 luglio 2009, 17:38

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:
Davide Shamà ha scritto: appunto, dunque ciò riguarda la figlia e i suoi eventuali discendenti e non il padre. Se il titolo comitale è stato riconosciuto/concesso alla sola figlia (con traferimento ai figli), dunque che c'entra il trattamento di Altezza Imperiale riconosciuto da Smom e San Marino ? Totò non ebbe mai tanto onore.


Gentile dr. Shamà, ha ragione, in questi casi le precisazioni sono d'obbligo. Comunque ho trovato su internet che: "Probabilmente Totò apparteneva effettivamente a un ramo molto decaduto dei nobili de Curtis, quello dei conti di Ferrazzano, sebbene tale discendenza non sia mai stata dimostrata. Il 16 marzo 1960 la Repubblica di San Marino riconobbe il titolo di conte con il predicato di Ferrazzano alla figlia di Totò, Liliana, con decreto presidenziale sammarinese. Lo stemma è d'oro a tre bande di azzurro, al capo dello stesso, con un crescente montante di argento, accompagnato da tre stelle di otto raggi d'oro, 1 e 2." A mio parere, la questione del riconoscimento della presunta nobiltà di Totò da parte dell'Italia e della presunta nobiltà dell'unica figlia Liliana da parte di San Marino e indirettamente da parte dello SMOM, sono strettamente collegate. Cordialmente.


concesso. Ciò apre altri scenari sulla vera nobiltà di questa famiglia e dà indirettamente ragione a Camillo de' Curtis.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda tanirusso92 » sabato 18 luglio 2009, 0:21

Salve a Tutti
Sono il figio del collaboratore di Camillo de Curtis.
Vi scrivo quest'oggi per sottolineare ancora una volta che ormai non ci sono dubbi sul fatto che il caro Totò non sia nobile ;il libro del defunto vero Marchese lo a vostra grazie ad opportune e chiarissime ricerche storiche. Per qualsiasi informazione per il libro rivolgersi ,a mio padre tale Domenico Russo.Siamo a vostra completa disponibilità basta inviare un e-mail al mio contatto : dirsan.ds76@aslnapoli4.it
Inoltre vorrei ricordarvi che grandi casi editrici hanno rifiutato di pubblicare l'opera.
tanirusso92
 
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda tanirusso92 » sabato 18 luglio 2009, 0:26

A dimenticavo ..vorrei ricordare al signor.Davide Shamà che l'ipotesi da lui citata è da scartare...sul libro di Camillo de Curtis questa ipotesi viene dimostrata come falsa..basta vederegli alberi genealogici..

Discreti Saluti
Tani Russo
tanirusso92
 
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Davide Shamà » sabato 18 luglio 2009, 0:41

tanirusso92 ha scritto:A dimenticavo ..vorrei ricordare al signor.Davide Shamà che l'ipotesi da lui citata è da scartare...sul libro di Camillo de Curtis questa ipotesi viene dimostrata come falsa..basta vederegli alberi genealogici..

Discreti Saluti
Tani Russo


ho l'impressione che abbia letto male i miei interventi, io mi sono soffermato soprattutto sui titoli vantati da Totò, come si evince da quanto ho scritto e non mi sono proprio occupato degli ascendenti. I riconoscimenti dei titoli sono un problema, la prove genealogiche un altro problema ancora. Inoltre, non avendo mai visto l'opera di C. de Curtis neppure posso fare commenti sulla sua metodologia di lavoro e sugli eventuali risultati (siano essi attendibili o meno).
Davide Shamà
 

Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 18 luglio 2009, 11:31

tanirusso92 ha scritto:Salve a Tutti
Sono il figio del collaboratore di Camillo de Curtis.
Vi scrivo quest'oggi per sottolineare ancora una volta che ormai non ci sono dubbi sul fatto che il caro Totò non sia nobile ;il libro del defunto vero Marchese lo dimostra grazie ad opportune e chiarissime ricerche storiche...Inoltre vorrei ricordarvi che grandi casi editrici hanno rifiutato di pubblicare l'opera.


Gentile Tani Russo,
innanzitutto benvenuto su questo Forum. come ho scritto in precedenza ho letto buona parte del libro curato da Suo padre. L'ho trovato molto interessante, ma credo che, così com'è, non possa interessare a una grande casa editrice. Mi spiego meglio, solo metà del libro parla della presunta falsa nobiltà di Totò, mentre il resto riguarda la storia della famiglia de Curtis che, difficilmente può interessare a un grande pubblico. Inoltre, Suo padre sarebbe "tempestato" di querele da parte di "donna" Liliana de Curtis almeno per la parte, a mio avviso molto sgradevole, in cui si mettono in dubbio le doti comiche di Totò e addirittura la "paternità" del suo capolavoro letterario "A' Livella" e, se non ricordo male, anche di una canzone stupenda come "Malafemmena". In questo caso l'autore ha dimostrato un'estrema ingratitudine nei confronti di Totò, i cui soldi, l'ammette lui stesso, aiutarono la sua nobile famiglia decaduta a sopravvivere negli anni '30. Qui Camillo de Curtis e Suo padre hanno cercato di negare ciò che è innegabile e cioè che Totò fu e rimarrà sempre almeno il "Principe della risata".
Una domanda, secondo gli studi del Grimaldi, Totò potrebbe discendere dal ramo dei Conti di Ferrazzano, titolo riconosciuto nel '60 alla figlia Liliana dalla Repubblica di San Marino. Come mai nel libro curato da suo padre non si parla di questo ramo dei de Curtis? Grazie e a presto.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 18 luglio 2009, 18:29

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:[..]
Una domanda, secondo gli studi del Grimaldi, Totò potrebbe discendere dal ramo dei Conti di Ferrazzano, titolo riconosciuto nel '60 alla figlia Liliana dalla Repubblica di San Marino. Come mai nel libro curato da suo padre non si parla di questo ramo dei de Curtis? Grazie e a presto.


Se parliamo di studi, credo sia opportuno riferirci solo ed esclusivamente a pubblicazioni.

Credo che Grimaldi (nostro ex utente del forum) non abbia ancora pubblicato alcunché e sull'OPAC non trovo nulla a suo nome.

Parlare dunque di studi che probabilmente solo lei ha l'opportunità di conoscere, ha poco senso, tanto più se non conosciamo le fonti su cui si basano e il loro grado di scientificità.

Magari aspettiamo la loro pubblicazione prima di tirarli in ballo. ;)
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 18 luglio 2009, 18:36

lo studio a cui mi riferivo è da tempo disponibile in rete a questo link:

http://www.antoniodecurtis.com/grimaldi.htm

Cordialmente.
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Re: Libro di Camillo de' Curtis

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 18 luglio 2009, 23:44

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:lo studio a cui mi riferivo è da tempo disponibile in rete a questo link:

http://www.antoniodecurtis.com/grimaldi.htm

Cordialmente.


Non conoscevo la pagina web segnalata.

Ne cito un pezzo:

Da quanto mi risulta comunque, confermato da alcuni studiosi, sembra che dai documenti presentati Totò risultasse discendente da un ramo collaterale al 1° Marchese De Curtis, il citato Michele (attraverso Federico, sembra, fratello di Michele; ma in realtà Federico ebbe solo discendenza femminile).
In realtà comunque sembra che la famiglia di Totò e quella dei Marchesi De Curtis fossero due famiglie distinte di cui, per ora, non mi risulta che sia stato rintracciato nessun legame, anche se mi è noto che sia in corso uno studio su tale argomento.


Ad una prima lettura ci sono troppi condizionali per poterlo considerare un articolo scientifico.

Ci sono anche fonti certe e verificabili?
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