Età dei soggetti negli atti notarili

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Età dei soggetti negli atti notarili

Messaggioda mfc » giovedì 4 ottobre 2007, 0:09

Cari Amici,
da qualche tempo, per portare avanti la mia ricerca genealogica, sono dovuto ricorrere agli archivi notarili.

Come ben sapere, negli atti notarili, non c'è nessuna data o riferimento diretto alle età dei soggetti se non in rari casi: per questo motivo vorrei comunque estrapolare le età (del tipo maggiore/minore di tot anni) dei soggetti a partire dalle regole con cui venivano rogati questi atti.

Per ora l'unica età "limite" certa che ho trovato è quella dei 25 anni oltre la quale una persona poteva comparire direttamente come attore nell'atto notarile.

Un altra età che ogni tanto compare come limite è quella dei 14 anni (intesa come periodo da 14 a 25 anni) che, da quanto ho visto, permetteva alla persona di comparire nell'atto comunque insieme ad un "curatore".

Ed ecco i miei dubbi:
sotto 14 anni come venivano considerati?
una persona con meno di 25 anni poteva comparire come beneficiario in un testamento senza che gli vennisse assegnato un curatore?
c'erano altre età limite o casi particolari?

Gli atti a cui mi riferiscosono tutti del periodo compreso tra XV e XVIII secolo e sono stati rogati nello Stato Pontificio.

Gazie per l'aiuto
Marco
mfc
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 25 gennaio 2007, 13:40

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 4 ottobre 2007, 7:49

Ho trovato atti nel sud Italia dove figuravano persone di età diverse. Ad esempio in un atto del 1712 alla morte del padre la madre e i cinque figli vendono una casa ereditata dal padre.

Di questi 5 figli 3 sono di maggiore età e 2 dichiarati esplicitamente minori e rappresentati dalla madre.

Alla fine dell'atto il notaio ha fatto impegnare solennemente tutti i pertecipanti di maggiore età a conferire la loro parte anche ai figli minori.

Dunque anche se minori, pur non potendo partecipare direttamente all'atto di vendità, hanno comunque diritto all'eredità.

Praticamente come succede anche oggi.
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7469
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Messaggioda eugubino » giovedì 4 ottobre 2007, 8:35

Per i minori orfani di padre era prevista la figura della legittima amministratrice, cioè della madre. Altrimenti, se orfani di entrambi i genitori, vi era quella che potremmo equiparare alla moderna tutela.

A 25 anni si era maggiorenni.

Le donne, in genere, non potevano rogare senza il consenso del marito o dei più prossimi consanguinei.

Ogni Statuto comunale (visto che parliamo dello Stato Pontifico) aveva delle regole. Credo però che, in linea generale, si somigliassero molto.
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda mfc » giovedì 4 ottobre 2007, 18:55

Vi ringrazio per i suggerimenti.

appena potrò, andrò a leggere i vari statuti medievali dei paesi interessati dalla mia ricerca.

Marco
mfc
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 25 gennaio 2007, 13:40

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » giovedì 4 ottobre 2007, 22:02

Signor Marco,
l'età delle persone negli atti notarili a volte compare.
Nella mia esperienza di consultazione di atti notarili nelle Puglie ho trovato l'età dei contraenti.
Certo non si tratta di atti di vendita, conpravendita,testamenti,Capitoli matrimoniali, donazioni....
Si tratta di atti definiti di "Attestazione" o "Dichiarazione" .
In questi atti "comparivano " innanzi al notaio dei cittadini di untale località i quali, a volte, venivano identificati con il loro nome, cognome, paternità, provenienza della località ed età. Solitamente erano persone "informate dei fatti" come si direbbe oggi che narravano eventi passati come ex prestazioni di decime o particolari usanze di determinate località. Taluni testimoniavano di fatti "scabrosi" di falsità di atti notarili etc.....
I figli pioi venivano "Emancipati" dal padre, ovvero dopo quell'atto notarile (come Lei ha scritto ed anche altri) potevano divenire attori negli atti notarili, ovvero comparire come una delle controparti.
Si, a volte venivano "emancipati" a 21 anni nel corso del millessettecento.
Sempre nel settecento ho trovato un testamento scritto all'età di diciassette - venti anni e sicuramente meno di venticique !!!!!!
Questo mi hanno riferito degli studiosi e degli archivisti era possibile, però non mi hanno saputo dare ulteriori riferimenti.
Sulla presenza dei minori negli atti notarili, confermo ciò che è stato detto.
Certo nello Stato Pontificio non sò come era regolata la professione del Notaio.
Secondo me infatti bisogna conoscere le norme notarili, i formulari e le "regole" a cui i Notai Pontifici dovevano sottostare.
Saluti e Buon Lavoro.....
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Messaggioda mfc » venerdì 5 ottobre 2007, 23:21

Ma le norme a cui dovevano sottostare i notai si trovano negli statuti comunali o in qualche altro testo?
mfc
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 25 gennaio 2007, 13:40

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 6 ottobre 2007, 10:14

mfc ha scritto:Ma le norme a cui dovevano sottostare i notai si trovano negli statuti comunali o in qualche altro testo?


Le "norme a cui dovevano sottostare i notai" erano differenti nelle varie "regioni"(diremmo oggi) italiane.
L'italia, come Lei sà, è unita solo dall'anno 1861.
Lei in che luogo sta svolgendo ricerche genealogiche?
Questo è fondamentale saperlo per dare una risposta.
Certamente c'è tantissima bibliografia sul notarito e sui notai.

Le segnalo un testo anche se datato che riguarda il meridione d'italia :
ALFONSO LEONE, il Notaio nella società meridionale del Quattrocento, in <<Per una storia del Notariato meridionale>>, Consiglio Nazionale del Notariato-Roma 1982.
Nell'italia dei "comuni" non sò come andavano le cose concernenti i notai.
In quelli che erano i Feudi dell'antico Regno di Napoli Le posso ripèortare qualche scarna notizia, anche se non pertinente alla Sua domanda.

Nel Regno di Napoli delle Leggi furono emanate nel decennio francese, sotto Gioacchino Murat.
Con Decreto del 03 Gennaio 1809, emanò disposizioni circa la conservazione dei protocolli e la redazione di appositi Repertori ed indici delle scritture a cui i notai dovevano sottostare.
Non fu il primo ad occuparsene perchè già nel 1447, regnante Re Ferdinando d'Aragona, fù prevista l'istituzione di un Archivio.
Poi sotto Re Carlo V, altri tentativi che furono vanificati.
Bisognerà attendere il 1786 quando sotto Re Ferdinando IV si stabilirono altre norme per la conservazione degli atti.
Con Gioacchino Murat nel 1809 si ebbe la Legge sopracitata.
Il decreto Legge del Regno d'italia del 25 maggio 1879, istituì Gli Archivi Notarili Distrettuali, dove confluirono e confluiscono in maniera regolare tutti i protocolli dei notai che cessano di rogare, e poi finalmente trascorsi un secolo dalla stesura dell'ultimo atto, vengono versati negli Archivi di Stato. Tutto ciò per la gioia degli studiosi che non devono pagare Euro 7,01 per la visione di un atto magari del 1850, ancora conservato presso L'Archivio Notarile Distrettuale perchè il tale notaio ha finito di rogare nel 1908!!
Infatti vi sono Notai che hanno rogato per sessanta o settanta anni.
Il caso di un notaio, non ricordo quale, che "scrisse" il suo ultimo protocollo alla veneranda età di novantasette anni.
Cerchi, cerchi e cerchi......Vi sono molti testi a riguardo....
Saluti e Buon Lavoro
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Messaggioda mfc » sabato 6 ottobre 2007, 11:49

Le mie ricerche, per ora, sono tutte concentrate nell'alto Lazio, in particolar modo a Viterbo e Orte.

Vi ringrazio per l'aiuto
Marco
mfc
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 25 gennaio 2007, 13:40

Messaggioda archer » sabato 6 ottobre 2007, 14:17

Ma visto che il computo degli anni. ad esempio nel 400' di cui mi sto occupando in certi studi, era diverso dal nostro, per il diritto antico si era maggiorenni quando si compivano i 25 anni o quando si entrava nel venticinquesimo anno di vita?
Voscenza banadica!
archer
 
Messaggi: 18
Iscritto il: domenica 30 settembre 2007, 12:28
Località: catania


Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti