Italia civiltà contadina

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Italia civiltà contadina

Messaggioda silvestro » venerdì 23 febbraio 2007, 20:31

Gentili Signori,
Sfogliando il libro "Il Sud e l'Unità d'Italia" mi sono imbattuto in una citazione dello scrittore Marcello Veneziani, cui l'autore faceva riferimento per affermare che l'anima liberale e anticlericale del Risorgimento provocò "la frattura con l'anima religiosa del popolo italiano, la frattura con il mondo rurale e con i valori tipici di una civiltà contadina, la frattura con il Meridione".
Rilevo a tal proposito che il concetto di civiltà contadina è presente ogni volta che si cerca di definire l'identità italiana e la sua evoluzione nei secoli.
Personalmente trovo riduttiva l'identificazione del nostro popolo con la sola civiltà contadina, se non altro perché l'Italia è una penisola bagnata per tre quarti dal mare. Inoltre, la tradizione marittima del Paese è di primo piano e le Repubbliche Marinare sono un vanto della nostra Storia senza distinzioni territoriali fra nord e sud, per una volta, per non parlare dei navigatori.
Mi farebbe piacere verificare se questo mio modo di vedere è condivisibile.
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Messaggioda Antesterione » venerdì 23 febbraio 2007, 21:49

Condivido pienamente le sue riflessioni, aggiungendo che nell'italia preunitaria è riduttivo identificare la realtà meridionale come "contadina". Il settentrione italiano (Val Padana in primis) era caratterizzato proprio da deboli economie rurali, contadine. La differenza di ricchezza tra il meridione ed il nord era notevole, ed al momento dell'unificazione, il grosso delle ricchezze nazionali, proveniva proprio dal meridione.
Alcuni storici ed economisti vedono proprio nell'unificazione e nella cattiva gestione dei patrimoni meridionali, il sorgere della "Questione meridionale". Trentino, terre della Valle Padana, Piemonte e così molte altre regioni ancor oggi hanno un sub-strato di cultura contadina notevole, che si rispecchiano in quei piccoli micro-cosmi fatti anch'essi di dialetti, tradizioni, costumi ecc. Ad attestazione di una civiltà "anche" contadina, ma non certo come identità "nazionale", lì dove vi erano realtà regionali e culturali preunitarie ancora troppo forti.

Condivido ancora le sue riflessioni in merito alle civiltà marinare. Dal mio canto, percepisco l'italia come realtà con più anime, di cui una "culturale" (incontro della latinità e della grecità, oltre all'enorme patrimonio culturale del paese), una marinara/mediterranea e un'altra infine, contadina. Ma quasi tutte queste anime hanno trovato espressione nella maggior parte delle regioni italiane.

Infine, la giovane età della nostra Italia come nazione, comporta l'assenza di un'identità nazionale vera e propria, e questo è il primo limite (oltre che una ricchezza per certi versi) che sta alla base del lento processo di unificazione culturale del paese. Trovo tuttavia sempre riduttivo e non troppo storico, indicare nel Sud, l'anima "contadina", del nostro paese. Un cliché più che una verità storica.
Certamente una frattura economica e culturale c'è, c'è stata ed ha avuto una precisa ragione d'essere, ma l'analisi di questo problema, dovrebbe essere ricercata altrove, a mio avviso.

Rileggendo bene la citazione del Veneziani inoltre, rilevo come identificare il Risorgimento come qualcosa di esclusivamente settentrionale ed incompatibile con il Meridione (tanto da comportarne l'esclusione, come fosse una realtà non passibile di evoluzione), sia sostanzialmente un errore. In quella frase c'è già evidenziato il problema, ma implicitamente.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Messaggioda silvestro » sabato 24 febbraio 2007, 23:51

La ringrazio per il suo articolato e ben argomentato intervento.
Concordo pienamente con lei sulla diversità, anche se mi piace pensare che l'anima sia una e che quella che varia è la manifestazione dei suoi modi d'essere.
Sicuramente lo sviluppo dell'identità nazionale deve essere proteso verso una consapevolezza condivisa di quest'anima.
Il problema che intendevo sottolineare è che si tende a considerare l'Italia tutta come il prodotto di una civiltà contadina. Non ricordo più il numero di volte che ho letto o sentito questa espressione, anche da fonti che stabiliscono l'agenda del dibattito culturale nazionale.
Ciò secondo me tende ad appiattire il dialogo su modelli che non tutti riconoscono e impedisce di guardare in direzioni nuove. Converrà che una cosa del genere è deleteria, specialmente in momenti in cui una comunità, o una nazione se preferisce, ha bisogno degli slanci creativi che ne assicurino la crescita spirituale prima e materiale poi.
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 9 marzo 2007, 5:49

Gentilissimo,
ho ricercato Contado Contadino e ho trovato..........

http://www.italica.rai.it/rinascimento/ ... illano.htm

Ho sempre pensato che il contadino fosse vassallo del contado......

Ciao Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
Maria Luisa Alasia
 
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Messaggioda silvestro » sabato 10 marzo 2007, 21:30

Gentilissima Signora,
Grazie per il suo input.
Certo non è un bel quadro quello che viene dipinto.
Vi ho riconosciuto l'origine di tutti gli stereotipi che utilizziamo noi stessi per descrivere i peggiori difetti del carattere nazionale.
In ogni caso basta aver studiato un po' anche la storia della nostra emigrazione per capire che l'immagine dell'italiano è riassunta benissimo nella descrizione data di Bertoldo.
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