RobertoC ha scritto:Il che a dire non che mi senta poco patriota (ma è anche possibile, visto che in me alberga un borbonico ancora risentito per l'invasione piemontese,
omissis
Ma nel 2005 in un mondo che si evolve in progressione geometrica ogni secondo, dove si parla costantemente di Unità Europea, dove esiste un confronto e una disputa su culture e tradizioni differenti, ma volta alla ricerca delle radici comuni e di quanto può unificare, Lei pensa ancora alla validità di frazionamenti provinciali, che provocavano solo divisioni culturali? Quel mondo di cui parla Lei non l'ha conosciuto e se esistesse oggi sarebbe anacronistico e totalmente fuori dalla realtà.
Se fossi vissuto in quel tempo io per metà sarei stato un suddito del re di Sardegna (sono piemontese) e per metà un suddito del re delle Due Sicilie (mia mamma è abruzzese), e se avessi potuto scegliere dove combattere avrei preferito le Due Sicilie, ma oggi non posso pensare che l'esistenza del Regno delle Sicilie sarebbe stata la soluzione giusta per il nostro Paese; se esistessero ancora gli Stati Preunitari, l'Italia oggi come diceva Metternich, sarebbe solo una "espressione geografica" ed io mi permetto di aggiungere da operetta...
Personalmente ho il rispetto di tutti i Caduti di tutte le guerre e di tutte le parti, sono contro la guerra come atto d'offesa, ma sono orgoglioso di essere un Europeo della Repubblica Italiana, alla quale ho giurato fedeltà nel momento del servizio militare, e, perchè ho una sola parola, mi manterrò sempre fedele.
Ma allo stesso tempo sono orgoglioso della mia famiglia piemontese che dai tempi di Napoleone I non si è persa una guerra, dando ad ogni generazione esempi di eroismo (altrettanto posso dire dei miei antenati abruzzesi, un esempio per tutti: mia nonna materna sposò mio nonno materno, perchè rimasta vedova di un eroe della prima guerra mondiale che non era altro che il fratello di mio nonno materno).
Ed ho ancora nel cuore il ricordo delle mie prozie (sorelle di mia nonna paterna) che da bambino mi portavano al cimitero di Casale Monferrato in questi tristi giorni di novembre a mettere un fiore sulle tombe dei caduti della prima guerra mondiale, preferendo quei caduti con il nome Francesco, per ricordare il loro unico fratello caduto "per il Re e per la Patria" che non potevano andare a visitare essendo sepolto al Sacrario Miliare dei Caduti d'oltremare di Bari...
Oggi parlare di questa vittoria può sembrare assurdo, ma credo che sia un mezzo per dire grazie a tutti i nostri Soldati che in ogni parte del mondo fanno il loro dovere per difenderci ed aiutarci a creare quel mondo migliore che tutti auspichiamo.
E qui voglio concludere con quanto scrisse Salvatore Gotta:
"quando muore un soldato italiano, le sue stellette si staccano dal bavero e salgono in cielo, ed è questa la ragione per cui il cielo d'Italia è il più stellato del mondo".
Pier Felice degli Uberti