Doppio cognome sinonimo di nobiltà!?

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Doppio cognome sinonimo di nobiltà!?

Messaggioda MMT » domenica 14 agosto 2005, 19:25

Sollevo una questione che ormai dilaga un po' ovunque soprattutto nell'immaginario collettivo, per cui chi ha un doppio cognome è necessariamente nobile. Ora questo se da un punto di vista è giustficabile poichè una volta era così, adesso con l'attuale leglislazione (si vedano le discussioni in merito all'aggiunta di un secondo congnome) avere il doppio cognome è molto più semplice.

Cosa ne pensate in merito? Soprattutto secondo voi: aggiungendo un cognome storico o nobile, si "acquista" (ricordando che la Repubblica non riconoce tale status) anche lo status nobiliare!?

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Andrea B.P.d.M. » domenica 14 agosto 2005, 19:50

caro Michele...
molti di noi, come sai, non godono di doppio cognome o di predicato ma hanno alle spalle un titolo, magari basso, ma sempre legittimo rispetto alle persone che ne hanno un doppio, magari omonimi di qualche altisonante dinastia, ma che nn hanno sangue in comune... allora... un vognome vale piu' della legittimita' di sangue?? certo che no.. e, noi che possiamo, teniamo alto il nostro status...

certo, l'uomo inistruito puo' fraintendere... ma solo perche' qualcuno glielo lascia fare!!!
buone vacanze Michele!!!
Andrea B.P.d.M.

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Messaggioda Baronevalmont » domenica 14 agosto 2005, 22:50

Bella riflessione Michele!

L'idea che il doppio cognome debba necessariamente significare sangue blu è una di quelle che Paolo Grossi chiamerebbe "mitologie giuridiche della modernità", diffusa purtroppo anche tra gente di cultura.

Un mio amico si è fatto aggiungere il cognome della madre proprio per questo motivo...

Caro Michele, c'è del marcio in Danimarca!


BV
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Messaggioda Davide Shamà » lunedì 15 agosto 2005, 0:48

assolutamente no. Anche se ci fosse un'aggiunta di cognome o una adozione non si diventa nobili affatto. Manca una autorità sovrana per permettere successione di titolo o altro ! Con l'attuale legislazione si attesta solo che il signor X o la signora Y hanno a che fare, in qualche modo, con una casata storica. Ma nulla di che. E poi la domanda è senza senso: se manca il riconoscimento dello status per legge da parte della Repubblica perchè lorsignori dovrebbero ricevere un qualsiasi status nobiliare ? :shock: Mi pare che si stiano confondendo le cose qua :wink:
E permettetemi infine una riflessione. La nobiltà si è sempre basata sulla discendenza di sangue (via maschile o femminile), sui relativi riconoscimenti e sulle relative investiture sovrane, mi pare ridicolo vantarsi di chissà cosa senza avere autentici ascendenti e solo perchè un pezzo di carta lo certifica ! Trovo sia moralmente indegno quasi quanto inventarsi antenati illustri o quarti di nobiltà inesistenti. Certo, se l'adottato discende parzialmente dalla famiglia adottante il discorso cambia, successioni nobiliari non ce ne sono comunque, però potrà sempre dire onestamente di avere illustri antenati.
....Comunque sapete che sono il solito estremista che vede la nobiltà come un corpo sociale chiuso (o quasi) :D :D
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Messaggioda Cottoneum » lunedì 15 agosto 2005, 6:20

Non credo: in Trentino ad esempio, moltissime famiglie anche contadine hanno addirittura tre cognomi: questo perche` nei paesini di montagna vi erano moltissimi rami di poche famiglie.
E come ci ricorda il Crollalanza, moltissime famiglie nobili italiane, anche famose, non hanno doppio cognome.
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Re: Doppio cognome sinonimo di nobiltà!?

Messaggioda Messanensis » lunedì 15 agosto 2005, 17:07

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Soprattutto secondo voi: aggiungendo un cognome storico o nobile, si "acquista" (ricordando che la Repubblica non riconoce tale status) anche lo status nobiliare!?


Ovviamente no!!! Nemmeno aggiungendone due o tre...
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 16 agosto 2005, 12:14

No, il doppio (ma anche triplo o quadruplo) cognome non è automatico indice di nobiltà, dai, lo sappiamo tutti almeno qui! (credo... o meglio lo spero!).

È altrettanto vero che nei rapporti sociali il doppio cognome "suona bene" godendo ampiamente del suddetto luogo comune, e, piaccia o meno, penso anche che inizialmente possa dare un "qualche aiutino". Non si spiegherebbe altrimenti il proliferare di doppi cognomi, predicati veri, ma spesso anche presunti, autoassunti etc. e questo molte volte accade ahimé proprio nell'ambiente delle persone che si occupano di materie nobiliari e cavalleresche.

Intendiamoci, in linea di principio non sono contrario ma vi deve essere un diritto cristallino all'aggiunta; il caso forse quasi meritorio é quando il soggetto discendendo da famiglia antica ma estinta (e, intendiamoci non necessarimante "nobile" vi sono anche dei nobilissimi motivi affettivi) ne continui il ricordo e la vita proprio per quella parte di vita e di affetti che da quella lui stesso ha ricevuto.

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Messaggioda Guido5 » martedì 16 agosto 2005, 14:13

Cari amici,
penso anch'io che sia lapalissiano che il doppio o triplo cognome non ha di per se' alcun significato in fatto di nobilta' misurata in termini di possedimenti (in illo tempore) e/o diplomi. Ecco comunque tre casi esemplificativi, molto diversi fra loro, di ripescaggio di cognomi per l'estinzione della linea maschile:
1 - Monsignani Sassatelli (Eleonora 1892-1971): due famiglie di antichissima nobilta' i cui cognomi erano stati uniti da tempo; il doppio cognome e' stato aggiunto di recente a quello della famiglia Fornaroli.
2 - Marconi (Guglielmo 1874-1937): diventato marchese (e Sir) dopo l'invenzione della radio, ad averne aggiunto il cognome sono i nipoti Paresce, Braga e Giovanelli.
3 - De Gasperi (Alcide 1881-1954): capo provvisorio dello Stato e presidente del Consiglio dei ministri nel secondo dopoguerra non ebbe ovviamente titoli nobiliari; il cognome e' stato aggiunto a quello della famiglia Catti.
Ciao a tutti!
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Messaggioda MMT » martedì 16 agosto 2005, 15:34

Carissimi amici intervenuti alla discussione,
vi ringrazio per aver risposto alla mia provocatoria domanda.
Quello che abbiamo appurato è che di fatto nei luoghi comuni, purtroppo e come al solito, si fa di tutta l'erba un fascio. Ecco che quindi in questi ultimi tempi si è visto un proliferare di aggiunte al proprio cognome, d'ogni sorta, per mera vanteria. Eppure non possiamo certo mettere sullo stesso piano famiglie storiche, che magari portano due cognomi da lungo tempo per i motivi più disparati, con quelle che lo aggiungono al giorno d'oggi.
Eppure però dobbiamo fare ancora una distinzione: chi di famiglia importante, storica, nobile, aggiunge al proprio un altro cognome, di un'ava, magari di famiglia estinta, nobile. E un'altra ancora: chi nasce da padre non-nobile ma di mandre aristocratica e che aggiunge il cognome materno al proprio. Ebbene in questo caso sono dell'idea che in quelche modo la nobiltà venga trasmessa, proprio come il sangue.
Molto discusso è, invece, il caso di chi viene adottato. Secondo le norme consuetudinarie, non essendoci più un sovrano che potrebbe rattopare la questione con una concessione o un riconoscimento, sembra che gli adottati proprio perchè non hanno lo stesso sange del padre non dovrebbero succedere nello status nobiliare.
Situazione a mio avviso molto delicata proprio perchè storicamente anche questo è avvenuto, come la surrogazione.

Cosa seguire: il moderno diritto o quello superato, perchè desueto, del Regno!?
Questione molto discussa. Secondo l'ultimo vi sarebbe ancora la questione sulla distinzione dei figli legittimi da quelli naturali, oggi invece equiparati. E per questo bisognerebbe anche suguire le abominevoli leggi raziali che non trascurarono nemmeno il diritto nobiliare.
Come comportarsi? Davvero un bel dilemma sul quale, purtroppo non si giungerà mai ad un arrivo per mancanza di legislazione e di autorità secifiche: si rimarrà dunque sulle proprie convinzioni e posizioni, vi saranno sempre diverse e parallele linee di pensiero. Purtroppo.


Michele T.
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