Quale futuro c'è in queste memorie?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 13 gennaio 2008, 0:01

T.G.Cravarezza ha scritto:
curiosa ha scritto:Gentile Miss Hompesch,
l'araldica è una Scienza e come tale ha una terminologia ben precisa, ma far cantare uno stemma è un'Arte sublime e le note di questa melodia non vanno svecchiate, rimosse o sostituite. Vanno solo comprese con passione e studio.
Ma questa è solo la mia opinione :D


Ad ogni modo, la definizione migliore, secondo me, l'ha scritta la gentile Curiosa. Un bel blasone è davvero poesia e chi lo sa realizzare è un poeta. Non si può pretendere di essere tutti poeti o artisti :)

Un plauso ad entrambi.

Poeta è anche chi sa leggere in maniera poetica.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 13 gennaio 2008, 0:09

miss hompesch ha scritto:Io parlavo di scienza non di arte, nè di musica nè di poesia.

Attenta.
L'araldica è scienza, sì.
Ma è anche arte.
Le due facce d'un'unica moneta.


I grandi dell'araldica stanno studiando un nuovo linguaggio, questa è l'unica certezza!

Anche Dante scrisse la Commedia in un linguaggio "rivoluzionario" per l'epoca.

Ma sempre un dialetto del latino era.

Se l'avesse scritta in cinese, sarebbe finito dritto dritto sul rogo.

I nuovi linguaggi non piovono dal cielo, assieme ai marziani.

Spesso derivano soltanto da un modo diverso di vedere le cose.

E di dirle.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 13 gennaio 2008, 0:12

miss hompesch ha scritto:Una lingua se non progredisce, se non si arricchisce di neologismi, di nuove forme, dopo un pò muore.

Caro Guido, vuoi parlare tu alla nostra amica della locuzione blasonica a mo' di?

:wink: :lol:

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Re: Sono anch'io lampassata

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 13 gennaio 2008, 0:27

Sigillum1 ha scritto:Chi ha seguito recentemente il nostro forum sa che il tema proposto mi è caro e sono perciò contenta che qualcuno sia riuscito a coinvolgere una comunità che mi è sempre parsa poco sensibile all'oggetto.
Concordo... i cultori dell'Araldica debbano cominciare a riflettere, e lo ha già fatto, in un ormai antichissimo ma molto attuale contributo (gli araldisti del resto sono adusi agli strumenti antichissimi...), Giorgio Cencetti, sulla storia della disciplina e a liberarsi del pesante fardello costituito da una letteratura per gran parte autoreferenziale, certamente non scientifica e soprattutto del tutto sprovvista di una vera conoscenza delle fonti, che ha prodotto il linguaggio e la sintassi di cui si parla.
Il termine lampassato è solo uno dei tanti "barbarismi", così li definì Cencetti, che contribuiscono a rendere incomprensibile la descrizione araldica, ma qualcuno può spiegarmi perchè dovremmo continuare a descrivere come "di rosso" un campo rosso?
Ho appena trascritto un certo numero di blasonature bolognese del XVII secolo, tratte da diplomi di concessione da parte di conti palatini, l'uso degli aggettivi è identico a quello attualmente in uso. Credo che proprio noi, cultori e appassionati dell'Araldica, possiamo fare molto....Silvia

Vero! Noi cultori ed appassionati, possiamo far emolto.

Innanzitutto, cominciare a spiegare l'araldica come si deve.

A dire a cosa serve un certo termine blasonico, dove e come usarlo, come e quando preferirgli un'alternativa, e quale.

Autoreferenti non sono le letterature, ma gli autori.

Se si parlano addosso.

O se si disinteressano di spiegare.

O se si disinteressano di guardare dietro a sè per imparare.

Il vecchio frate, per usare decentemente il computer a pedali, ha dovuto studiarsene il funzionamento.

La cosa non era fra le sue aspirazioni massime.

Ma se voleva aiutare gli amici di questo forum, doveva studiarselo. E l'ha studiato.

Uno che studia stemmi, per descriverli agli altri, può invece essere libero di inventarsi un linguaggio nuovo?

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Il linguaggio araldico

Messaggioda Sigillum1 » domenica 13 gennaio 2008, 0:40

Cara frate, potremo parlare a lungo di questo tema che ho sempre considerato fondante, ma non è un nuovo linguaggio che proponevo, piuttosto la revisione critica di una terminologia che è il frutto di un ristretto periodo della storia della disciplina e anche un recupero del linguaggio delle fonti che è spesso molto più comprensibile di quello che comunemente si usa ora.
L'esempio si riferisce alla blasonatura degli smalti di cui parlavo ed è datato 1651:
...insignia gentilitia contulit: scutum scilicet militare erectum album in quo conspicitur aquila nigra erecta expansis alis, diademate aureo redimita, tribus stellis caput eiusdem circumdantibus, supraque galeam altera aquila erecta, inferiori simillima, corona aurea stellaque et congruis coloribus exornata, prout latius in publico desuper extenso instrumento expressum erat.
Ciao, a presto. Silvia
Silvia
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Messaggioda Guido5 » domenica 13 gennaio 2008, 1:28

fra Eusanio da Ocre ha scritto:Caro Guido, vuoi parlare tu alla nostra amica della locuzione blasonica a mo' di? :wink: :lol:
Caro fra Eusanio,
Miss Hompesch sa bene che apprezzo certe tue "invenzioni": in uno dei messaggi precedenti ho detto chiaramente «è ben vero che il “fiancato ricurvo e convergente in punta” potrei indicarlo forse con una funzione matematica o con altre parole (a caso: “una V bombata con gli estremi in punta e a un quinto del bordo superiore”) ma preferisco il neologismo di fra Eusanio». Tu sai bene invece che la "banda a mo' di fascia" non mi entusiasma (sa tanto di "leone illeopardito") anche se davvero non posso dire "inclinata di tot gradi"...

Ciao a tutti!
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Re: Il linguaggio araldico

Messaggioda FML » domenica 13 gennaio 2008, 1:42

Sigillum1 ha scritto:non è un nuovo linguaggio che proponevo, piuttosto la revisione critica di una terminologia che è il frutto di un ristretto periodo della storia della disciplina e anche un recupero del linguaggio delle fonti che è spesso molto più comprensibile di quello che comunemente si usa ora.


Nel mio piccolo mi vado convincendo sempre più del fatto che la terminologia utilizzata per blasonare uno stemma araldico si possa migliorare....non inficiandone la qualità e la scientificità, bensì aggiornandone alcune locuzioni :roll: particolarmete complesse e di fattura romanticheggiante.

Il ritorno alla semplicità delle origini proposto dalla gentile Silvia, è molto interessante. Anche nel campo più prettamente artistico delle figure araldiche, i primordi della nostra amata disciplina rappresentano certamente un riferimento imperituro.

L'arte di uno stemma, lo sappiamo, suscita :P una bellezza (soggettiva e, come tale, indescrivibile), assolutamente amabile.
Un blasone deve descrivere in modo eloquente (e il più possibile comprensibile), nulla più.

Questo, lo ripeto, è il mio semplice punto di vista.

Ferrante

P.S. - Grazie a "miss hompesch" per aver aperto questo fondamentale e coraggioso dibattito. Grazie, altresì, a tutti per i partecipati contributi. A cominciare dal caro Presidente.
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Messaggioda miss hompesch » domenica 13 gennaio 2008, 2:17

Caro Zaccheo,
qualcuno diceva, più o meno, che quando tutti sono contro vuol dire che si ha ragione :D
Quello che non mi è piaciuto è invece l'accanimento di un gruppo verso un singolo: sola , "nuova", sconosciuta.

E quando si difendono delle idee, ciò è un comportamento molto grave.

Lei lo chiama coraggio? Non so se sono coraggiosa, so di certo che difendo le cose in cui credo anche non nascosta da un PC.

La ringrazio e mi complimento con Miss Sigillum, decisa, preparata.

Miss Hompesch AAPS
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 13 gennaio 2008, 9:44

miss hompesch ha scritto:Caro Zaccheo,
qualcuno diceva, più o meno, che quando tutti sono contro vuol dire che si ha ragione :D
Quello che non mi è piaciuto è invece l'accanimento di un gruppo verso un singolo: sola , "nuova", sconosciuta.

E quando si difendono delle idee, ciò è un comportamento molto grave.

Lei lo chiama coraggio? Non so se sono coraggiosa, so di certo che difendo le cose in cui credo anche non nascosta da un PC.

La ringrazio e mi complimento con Miss Sigillum, decisa, preparata.

Miss Hompesch AAPS


Io non ho visto nessun "accanimento" ma solo un discutere.

Se poi ci sono stati 2 o 3 post consecutivi contrari alle sue tesi non la deve prendere come una questione personale poichè qui ognuno è libero di pensarla come crede e non vi è nessuno con la verità in tasca a priori.

Io rispetto molto il vostro punto di vista ma continuo a rimanere delle idee esposte prima: il tecnicismo è fondamentale in qualsiasi scienza.

E come già detto non mi scandalizzo per un lampassato cosi come non lo faccio per un fattore/prodotto o un cateto/ipotenusa. E di esempi sa anche lei quanti potrebbero ancora essercene :wink:
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Messaggioda FML » domenica 13 gennaio 2008, 10:03

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
miss hompesch ha scritto:Caro Zaccheo,
qualcuno diceva, più o meno, che quando tutti sono contro vuol dire che si ha ragione :D
Quello che non mi è piaciuto è invece l'accanimento di un gruppo verso un singolo: sola , "nuova", sconosciuta.

E quando si difendono delle idee, ciò è un comportamento molto grave.

Lei lo chiama coraggio? Non so se sono coraggiosa, so di certo che difendo le cose in cui credo anche non nascosta da un PC.

La ringrazio e mi complimento con Miss Sigillum, decisa, preparata.

Miss Hompesch AAPS

Io non ho visto nessun "accanimento" ma solo un discutere.

Se poi ci sono stati 2 o 3 post consecutivi contrari alle sue tesi non la deve prendere come una questione personale poichè qui ognuno è libero di pensarla come crede e non vi è nessuno con la verità in tasca a priori.

Concordo :) con le parole espresse dal caro Alessio Bruno Bedini (la parte 8) sopra riportata)!

Neanche a me è sembrato di scorgere atteggiamenti di "accanimento" nei confronti di una teoria piuttosto che di un'altra.
E poi non sempre è veritiero che "quando tutti sono contro vuol dire che si ha ragione" (frase, evidentemente, detta in modo scherzoso).
Il dibattito in questione tocca certamente temi molto delicati sia della scienza araldica che genealogica.
Una certa :2: "passionalità" è, dunque, naturale.
Conosco molte delle persone che hanno fino ad ora preso parte alla discussione: sono tutte culturalmente preparate, assolutamente non prevenute e, soprattutto, dotate di profonda sensibilità umana e propensione al dialogo.

Continuo a pensare, in ogni modo, che le questioni aperte da "miss hompesch" siano importanti e coraggiose (nel senso più moderato del termine....non si sta facendo una guerra!), perchè ci invitano ad esporre i nostri pensieri.

E' giusto ascoltare la voce di tutti. L'oggetto della discussione lo merita....

Buona Domenica!

Ferrante
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Messaggioda curiosa » domenica 13 gennaio 2008, 14:35

Sono d'accordo con il fatto che l'Araldica italiana debba mettersi al passo con i tempi, spero solo che, così facendo, non perda in Armonia e in Poesia, tutto qui.
...insomma, anche io sono per il "fiancato ricurvo convergente in punta" :D
..."dica di più chi vane frasi ha da spendere,
io non vanterò ciò che non intendo vendere" (W.S.)
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Messaggioda FML » domenica 13 gennaio 2008, 16:05

curiosa ha scritto:Sono d'accordo con il fatto che l'Araldica italiana debba mettersi al passo con i tempi, spero solo che, così facendo, non perda in Armonia e in Poesia, tutto qui.
...insomma, anche io sono per il "fiancato ricurvo convergente in punta" :D

Gentile "curiosa",
nel confidarle che leggo volentieri i suoi interventi, :) sempre di buon livello, oltre che cortesi e simpatici, le dico che sarebbe veramente terribile se l'araldica perdesse le sue belle tradizioni e la sua profonda poeticità.
Credo, tuttavia, che l'arte così come l'armonia ed il fascino emanati da uno stemma non potranno mai morire. Almeno fino a quando si continueranno a realizzare armi con partizioni e figure (ben vengano quelle di nuovo creazione) peculiari della scienza/arte araldica (oggi, ahimè, la tendenza è quella di raffigurare "paesaggi" o "logotipi"....e questo è veramente un grande pericolo!).

Discorso leggermente diverso meritano i blasoni, cioè le descrizioni in "prosa" di come è fatto uno stemma. E' di questo che si dibatte ora. A mio modesto avviso, la scienza blasonica si è complicata a dismisura nel corso del tempo, introducendo una serie di "virtuosismi fine a se stessi" su cui, ne sono convinto, anche mille bravi araldisti non riuscirebbero ad intendersi tra loro. Una :roll: "Babele del linguaggio"!

Noi, nel nostro piccolo, discutiamone....sempre pronti ad ascoltare gli insegnamenti di chi ne sa più di noi.....sempre al fine di rinvigorire e non abbattere ciò che di assolutamente meraviglioso vi è dietro il linguaggio blasonico.

Saluti e grazie! Ferrante
Ultima modifica di FML il domenica 13 gennaio 2008, 22:31, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda adj » domenica 13 gennaio 2008, 19:37

miss hompesch ha scritto:Caro Zaccheo,
qualcuno diceva, più o meno, che quando tutti sono contro vuol dire che si ha ragione :D


Penso che si riferisse a uno degli aforismi di Oscar Wilde, che però è leggermente diverso (ma anch'io cito a memoria):
Tutte le volte che gli altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto

Il favore altrui sarebbe quindi indice dell'aver torto...
... ma l'altrui sfavore non sarebbe automaticamente garanzia dell'aver ragione. :(
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Messaggioda Sigillum1 » domenica 13 gennaio 2008, 20:49

...I grandi dell'araldica stanno studiando un nuovo linguaggio? Bene.
Imparerò anche quello, come sto imparando questo...ha scritto Curiosa...
Da qui prenderei le mosse per ribadire che è qui, dove la disciplina si coltiva e si comunica con passione e impegno, dove i vecchi frati imparano ad usare i "data base" per meglio comunicare con la comunità, che il linguaggio araldico deve essere osservato, con gli stessi strumenti metodologici qui utilizzati ogni giorno per smantellare leggende e intessere genealogie credibili.
Nulla del linguaggio araldico può scaldalizzarmi, è espressione che mi tengo cara per altri contesti, ma perchè non proviamo ad osservarlo con la stessa attenzione con cui studiamo uno scudo o un albero genealogico?
Non aspettiamo che "I grandi dell'Araldica" ce ne forniscano uno, non facciamoglielo fare da soli....Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
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Re: Sono anch'io lampassata

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 13 gennaio 2008, 23:11

Sigillum1 ha scritto:qualcuno può spiegarmi perchè dovremmo continuare a descrivere come "di rosso" un campo rosso?

Chi blasona in lingua inglese, ad inizio blasone non usa l'equivalente della nostra particella "di".

Anzi, non la usa nemmeno nelle specificazioni cromatiche interne al blasone!

Chi blasona in lingua francese, spagnola, portoghese, tedesca e italiana invece lo fa.

Ogni metodologia araldica consegue anche alla maggiore o minore secchezza dell'idioma.

Del resto, è come modellare uno scudo in legno scegliendo di tagliarlo con l'accetta o di rifinirlo col cesello.

Questione di gusti. E di mano.

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