Zanetto ha scritto:FP ha scritto:Zanetto ha scritto:"...a prescindere dai ceti era prassi e poi praticamente legge, nello Stato della Chiesa, in terre e città con distinzione dei ceti, dare la qualifica di Nobile ai membri della Magistratura e quindi ad Anziani, Priori e Gonfalonieri (prima del XIX sec. questi ultimi erano detti Sindaci o Consoli in alcuni luoghi). "
"Dunque per Cento credo che le famiglie Consolari, corrispondenti poi sicuramente a quelle di primo ceto, venissero considerate nobili. Tantopiù che, ad esempio, le famiglie di nobiltà civica a Velletri (RM) erano dette "famiglie nobili consolari" veliterne."
Caro Francesco,
a quale legge ti riferisci? Ne hai il testo? Di che epoca è?
Altro quesito, la nobiltà civica spettava solo al magistrato e ai suoi discendenti od anche ai rami collaterali (p.es. il fratello del Console o dell' Anziano) e ai suoi discendenti? Insomma la carica cittadina nobilitava il ramo o la famiglia?
Ciao e grazie
Ma io trovo Cento inserita tra le città che ebbero riconosciuta la nobiltà delle proprie famiglie dal regno d'Italia. Stando così le cose basta prendere gli elenchi ufficiali del Regno e controllare quali sono state le famiglie centesi riconosciute Nobili di Cento.
Nulla di più semplice !

e avrei piacere di sapere quali sono state le famiglie centesi riconosciute Nobili di Cento, mi pare di ricordare che altrove sul forum si è parlato di molte famiglie che per diversi motivi non si premurarono di avere riconoscimenti dal nascente R.I. .
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