A Conti scrive: …tra il Conca e il Foglia…) di passare la mia infanzia e la prima adolescenza a Ivrea (TO). Ivrea è sede di un celeberrimo Carnevale: lo Storico Carnevale di Ivrea, purtroppo noto soprattutto per la battaglia delle arance, ma che è costiuito da una serie di appuntamenti singolarissimi basati su un simbolismo e un rituale che (pur in evoluzione) sono pressoché costanti da oltre due secoli. Dunque riti e simboli (anche araldici) sono diventati, con lo Storico Carnevale di Ivrea, una mia passione direi epidermica.
PF degli Uberti scrive: Bravo è proprio così... avendo parenti ad Ivrea (una cugina di mio padre ricoprì il prestigioso ruolo di Mondina del carnevale negli anni 50) conosco bene il carnevale e la sua simbologia... E questa simbologia merita una studio che mai è stato fatto.
Antonio Conti scrive: Ciò detto, la mia famiglia paterna non ha alcuna origine nobile e credo proprio derivi da quella scimmia che nella notte dei tempi scese da un albero e cominciò a camminare eretta e ad usare il pollice… Questa mia famiglia di umili origini ha avuto modo, in poche generazioni, di fornire alla cultura (in senso ampio) personalità di un certo spessore tutte onorate e di specchiata onestà.
PF degli Uberti scrive: La cultura e l'onestà sono virtù che rendono l'uomo veramente "nobile" e parte di quella nobilà che non si disconosce e non si perde... Dovreste leggervi la Civile Conversazione splendida pubblicazione di un mio concittadino del XVI secolo Stefano Guazzo che era di una nobiltà vera ed indiscutibile... e che ha insegnato a molti inglesi compresi...
A. Conti scrive: Diversi autori lo sostengono ed io mi limito a citare nuovamente l’Arcivescovo Heim. L’Araldica non è patrimonio della nobiltà, pensarlo significa condannarla ad essere la “scienza vana, assurda, turiferaia” come lamentava Pietro Guelfi Camaiani nel suo celebre “Dizionario Araldico”. Su questo fronte il discorso sarebbe lungo, e quindi proseguo nel racconto da dove l’avevo interrotto.
PF degli Uberti scrive: L'araldica è nata per distinguere le persone durante i combattimenti, ma è stata usata subito da tutte le classi sociali. Mons. Heim a ragione!
A. Conti scrive: Iscrittomi all’Università di Urbino, proprio sull’onda di quanto visto nello Storico Carnevale di Ivrea, decisi di rifondare l’Ordine Goliardico di quella Università (il Maximus Ordo Torricinorum), Ordine che languiva in sonno sostanzialmente dai primi anni ’70.
Condividendo una frase del mitico Magnifico Rettore Carlo Bo: “Non si costruisce nulla senza la memoria, senza una base d’esperienza”, mi appassionai per la storia del ducato di Urbino non limitamdomi al periodo più celebrato di Federico da Montefeltro. Da qui un rinnovato interesse per l’araldica: quella dei Montefeltro e dei Della Rovere (quante imprecisioni si leggono sull’argomento!), ma anche per l’Araldica Goliardica.
La Goliardia è un fenomeno interessante. Un gioco, per certi versi, ma assolutamente serio, che vede (con una tradizione antica e una storia generale che risale al sorgere delle Università), una serie di Ordini costituiti come Stati. Ognuno con una gerarchia proria, propri dicasteri, propire onorificenze… anche in questo caso riti e simboli.
Dunque la Goliardia, un fenomeno che si lega con l’Araldica (ma anche con la Cavalleria) non solo per l’Araldica degli Ordini in quanto tali, ma anche per quella dei singoli Goliardi. Un’Araldica sovente di fantasia, a volte rigorosa, alle volte no.
PF degli Uberti scrive: Bravo è proprio così, come sai a Dublino al Congresso Internazionale di Genealogia ed Araldica era proprio sull'araldica degli Ordini Goliardici italiani e ti posso garantire che la sala d'onore (la più grande messa a disposizione dal Capo Araldo d'Irlanda) era strapiena e tutti sono voluti venire a sentire la mia relazione... e moltissimi si sono divertiti un sacco.
Qui rispondo all'e-mail che mi hai scritto. Purtroppo sino a che il Congresso non pubblica gli atti non posso fornirti la mia relazione perchè sarebbe scorretto nei confronti del Chief Herald. Ma desidero parlare con te di questi argomenti a lungo e per questo dobbiamo sentirti per telefono.
Mandami per e-mail il tuo numero di telefono dove posso trovarti domani cosi ci scambiamo idee su questo argomento.
In confidenza ai miei tempi la scintilla della goliardia era nascosta sotto la cenere e mi sono perso una bellissima esperienza che ti auguro di goderti in pieno... tuttavia fra gli onori che ho avuto in tutti questi anni uno di quelli che ho apprezzato di più è quello di essere stato nominato TUNO DE HONOR de la TUNA del Colegio Mayor Marqués de la Ensenada di Madrid (Il Collegio degli Hidalgos di Spagna) - fra l'altro onore che divido solo con S.E. Don Vicente de Cadenas y Vicent Cronista Rey de Armas del Regno di Spagna.
Per questo di dico che fai bene a riportare agli onori di un tempo l'Ordine Goliardico della tua Università.
Sai ho in progetto di censiere tutti gli Ordini Goliardici italiani e gli equipollenti nel mondo, lavoro che potremmo fare insieme e con l'aiuto di altri seri (si fa per dire) goliardi...
A. Conti scrive: A parte l’incontro genealogia-araldica nelle vicende dei miei avi, ripeto, l’interesse è la curiosità, che mi spingerà a ricercare (quando avrò il tempo e maggiori competenze) i miei avi sconosciuti.
PF degli Uberti scrive: Tutti gli avi meritano di essere onorati indipendentemente da cosa erano nella vita. Onorare gli avi è onorare i propri genitori ai quali dobbiamo la nostra vita. Considero uno dei più gravi crimini l'alterazione genealogica che è uno dei più gravi peccati che va contro il IV Comandamento.
A. Contri scrive: Piuttosto mi domando, esistono correnti di pensiero (diciamo così, schieramenti araldicamente intesi) nel mondo dell’Araldica?
PF degli Uberti scrive: Si c'è qualche corrente... e qualcuna anche in contrasto...
Io ad esempio sono considerato un rivoluzionario... eppure sono vicinissimo al pensiero degli araldici del mondo (Canada, SudAfrica, Spagna)... io penso che l'araldica per continuare a vivere deve adattarsi al "paesaggio " che la circonda
I parrucconi fanno male all'araldica perchè la uccidono giorno dopo giorno.
L'araldica è un linguaggio e la lingua si evolve sempre...
Come vedi abbiamo molti in comune e questo mi piace
Pier Felice degli Uberti