Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

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Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 15 novembre 2011, 12:42

antonio33 ha scritto:Caro Sergio, continuo, forse stupidamente, a perseverare nel mio dubbio.
Sicuramente tempus regit actum, nel senso che ogni atto deve essere disciplinato dalla normativa vigente al momento in cui esso è posto in essere.
Quindi se noi si dibatte sulla validità di un titolo, si deve necessariamente far riferimento all'attimo o al tempo in cui il titolo venne concesso.
Ma se si tratta invece della successione ad un titolo, l'atto in questione non è più la concessione di questo, ma, riterrei, l'atto sia la successione stessa, normata proprio, in ossequio al principio tempus regit actum, dalle leggi in vigore in quel momento.
Infatti, attualmente, i titoli non sono più riconosciuti, se non astrattamente e da chi voglia farlo per pura cortesia.
Se fosse valida la normativa in materia di successione in vigore all'epoca della concessione del titolo, oggi abrogata, avremmo nobili e titolati riconosciuti anche ai nostri tempi e dal nostro ordinamento.

Caro amico, abbi pazienza se ho scritto cose imprecise, oppure sostenuto tesi improponibili. Ma, per indole, non riesco a tacere fino a quando non ho capito.....

Cordialmente saluto e ringrazio. Antonio



Caro Antonio,
hai compreso perfettamente il nocciolo della questione :

"Se fosse"valida" la normativa in materia di successione in vigore all'epoca della concessione del titolo, oggi abrogata, avremmo nobili e titolati riconosciuti anche ai nostri tempi e dal nostro ordinamento."

Secondo me, Status e titoli mantengono intatta la loro validità storica-morale, nonostanti i cambiamenti politici spazio-temporali avvicendatisi , il fatto è che oggi non vengono riconosciuti dallo Stato , ma ovviamente la Repubblica non riconosce nessuna concessione o qualità nobiliare.
Lo Stato è indifferente all'intera materia nobiliare.

Nel caso dubbio ( come quello esposto in questo topic ) si pone il problema su quale legislazione applicare per la successione.
Per me ( e per altri ) è equo applicare la giurisprudenza dell'epoca in cui fiorì una qualità nobiliare o fu concesso un titolo.

Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Messaggioda LeSaboteur » martedì 15 novembre 2011, 13:42

GENS VALERIA ha scritto: ma a quanto pare, all'epoca fu preferito lasciare le cose come stavano...


Fu una storia che fece molto parlare all'epoca ed "i cugini" se ne vollero discostare.

Ringrazio per la viva partecipazione ed il grande contributo Suo e degli altri cari e gentili forumisti.

Cordialmente,
Giancarlo
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Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 15 novembre 2011, 16:17

Carissimi, il fatto è che il nostro Stato, del quale stiamo festeggiando il Centocinquantesimo anniversario, è passato dall'articolo 79 dello Statuto albertino: "I titoli di nobiltà sono mantenuti per coloro che ne hanno diritto. Il Re può conferirne dei nuovi " alla XIV disposizione costituzionale transitoria che invece recita: "I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti anteriormente al 28 Ottobre 1922 valgono come parte del nome." Il problema giuridico era, in taluni casi controversi e fino all'1 gennaio 1948, indentificare gli aventi diritto a nobiltà e titolatura. Dopo, il discorso è continuato solamente per eventuali predicati nobiliari. Sic stantibus rebus, solo una modifica legislativa costituzionale ed ordinaria potrebbe riaprire il discorso sulla titolatura nobiliare. Oggi il diritto al predicato potrebbe essere oggetto di giudizio presso la magistratura(anche nel caso in topic, carissimo LeSaboteur). In araldica è in vigore il Decreto 28 Gennaio 2011, che concerne unicamente il settore onorifico cavalleresco e l'araldica pubblica e null'altro, per ora!(le modifiche susseguenti a eventuale modifica costituzionale sono già in bozza). Si sono diffusi i principii legislativi sabaudi poichè quegli Stati sono stati vincenti nel 1860 - 1861 e si sono annessi gli altri, per esempio i Carabinieri creati da Vittorio Emanuele I(Re di Sardegna e Re nominale d'Italia per una settimana) nel 1815, la Guardia di Finanza creata nel 1774 da Re Vittorio Amedeo III sono realtà pan - italiane etc. etc. etc. Poi nel 1946 la Monarchia ha perso ed ha vinto la Prima Repubblica, nella attuale dicunt moribonda Seconda sono comunque già state presentate alcune proposte legislative(sia queste che i parlamentari proponenti sono stati postati nel nostro forum) ovviamente per superare il "cerchiobottismo" attuale togliendo il pubblico riconoscimento ai predicati nobiliari o riconoscendo anche i titoli come parte del nome. Io lo auspico, non possiamo sempre distinguerci come il Paese della commedia dell'arte di Arlecchino... Pulcinella... Gianduia e ... Un caro saluto,
fabrizio guinzio
 
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