Adozione "nobiliare"

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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda contegufo » sabato 24 settembre 2011, 19:24

Salve

Il mio intervento di risposta a antonio 33 non è stato compreso in quanto paragonavo la Nobiltà personale e non trasmissibile ad una Onorificenza che in quanto appunto personale sembra assomigliarli molto nella forma.

I titoli nobiliari di fatto o sono concessi col contagocce oppure non più e situazioni episodiche non fanno letteratura ma anzi confermano che una tendenza nostalgica non è più attuabile.

Come contraltare le Onorificenze hanno aumentato il loro valore simbolico a conferma che rappresentano una compensazione alla mancanza di riconoscimenti nobiliari.

Quanto a chi cerca la nobilitazione attraverso una onorificenza perchè cassato dal CNI, oppure perchè non incluso in certi repertori ognuno si guardi attorno e troverà volti noti......


Saluti
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 26 settembre 2011, 16:42

Quindi parlavi solo di titoli nobiliari personali, con esclusione di quelli ereditari. Non avendolo compreso, il tuo post era per me ...??? Ciao,
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 27 settembre 2011, 11:22

contegufo ha scritto:(...) Oggi i titoli nobiliari non sono ne più concessi dai sovrani ne tanto meno considerati dalla repubblica ma a tutto esiste una soluzione ed è "La nobiltà personale" che virgoletto perchè trattasi di forma anziché di sostanza (tra)vestita dai panni del cavalierato.
Anzi i più raffinati che distinguono un Ordine da un'altro sanno scegliere ed a fronte di un po' di sacrificio riescono ad ottenere se la via diretta è preclusa per "insufficienza di prove" quella secondaria, ovvero la classe di merito.(...)


Probabilmente non volendo, nel bel mezzo di un mazzolino di pensieri in libertà, hai scritto un pensiero profondo che sottende una verità:

Nella realtà italiana, e non solo, il futuro della nobiltà, intesa come etica elitaria tradizionale (al di fuori di queste “coordinate” è solo un'improponibile caricatura del passato) sta nell'adesione convinta e sincera alla cavalleria cristiana.

Quel che rimane della nobiltà può evitare la lenta scomparsa nell'anonimato o nella banalità dell’albagia appariscente e tornare a costituire un’autorevole e concreta presenza, un punto di riferimento morale solo poggiando su istituzioni storiche, solide e tradizionali quali sono gli ordini cavallereschi cristiani, habitat naturale e sicuro nel quale riconoscersi ma soprattutto rischiare un ruolo propositivo ed incisivo all’interno di una società in netto declino, pesantemente secolarizzata ma tuttavia assetata di certezze.

Quindi, non l’affermazione spocchiosa di un ceto dominante ma la rivendicazione del diritto all’esistenza di una storica élite a vocazione etica, vera eccellenza al servizio - concreto e positivo - dell’Ideale.
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda fabiomartella » martedì 27 settembre 2011, 12:39

Ma non vi ricordate di questo grandissimo film?
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=eqdegGQh9iI
http://www.youtube.com/watch?v=yAHKK9iz ... re=related
Questi penso chiudano la discussione, con un sorriso


Saluti

Fabio
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda contegufo » martedì 27 settembre 2011, 19:26

GENS VALERIA ha scritto:Probabilmente non volendo, nel bel mezzo di un mazzolino di pensieri in libertà, hai scritto un pensiero profondo che sottende una verità:


Ti ringrazio per l'alta considerazione in realtà volevo, eccome e non essendo un superficiale credo di vedere bene oltre le apparenze, ma si sa la mia è posizione sgradita ai più.

Saluti
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 27 settembre 2011, 22:04

contegufo ha scritto: Ti ringrazio per l'alta considerazione in realtà volevo, eccome e non essendo un superficiale credo di vedere bene oltre le apparenze, ma si sa la mia è posizione sgradita ai più.

Prendo atto con piacere , ma... chi tira sassi in piccionaia corre il rischio di rompere il vetro della finestra e farsi inseguire dal proprietario (magari armato di forcone ) ;)
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Mario Trabucco » giovedì 13 ottobre 2011, 11:16

Mi accorgo solo adesso di questo argomento, che mi incuriosisce non poco.

Ho più volte sentito ripetere, e sono pienamente d'accordo, che dovremmo considerare maggiormente il diritto nobiliare vigente quando il titolo fu concesso per disciplinarne l'uso, piuttosto che quello contemporaneo (inesistente) o quello di una qualunque fase storica tra la concessione e il giorno presente.

Noto allora che la successione del titolo in favore di un figlio adottivo era consentita, in casi eccezionali e in mancanza di eredi, dalla legislazione preunitaria, e che fu solo quella sabauda -con RD 1489 del 1926 e successivamente con l'art. 42 del RD 651 del 1943- a vietarla del tutto. Come più volte richiamato però, entrambe le sabaude disposizioni sono state abrogate dalla Suprema Corte, così come la legislazione nobiliare del periodo 1922-1946.

A questo punto immagino dunque che sarebbe cosa saggia rifarsi al dettato della legislazione preunitaria, ovviamente a quella specificamente competente in quanto emanata dalla stessa fonte che concesse gli onori de quo.

Spero con questo di ravvivare la discussione,

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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » giovedì 13 ottobre 2011, 11:40

Credo, comunque si prospetti la questione, che si tratti sempre di eventuali riconoscimenti a titolo di pura cortesia...
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Mario Trabucco » giovedì 13 ottobre 2011, 12:06

Beh, certo la questione è decisamente accademica. Anche perché se la mettessimo su un piano di sola cortesia dovremmo attenerci a ciò che diceva monsignor Della Casa, e reputare educazione il fare agli altri ciò che a loro fa piacere, ovvero nel caso specifico chiamare contessa la figlia adottiva di un conte se ad ella ciò faccia piacere. In fondo è pur vero che qualora noi non si faccia parte di qualche commissione araldica, non è in fondo affar nostro informarci del quando, del come e del perché riguardo alla denominazione usata dal nostro prossimo.

Nondimeno se si voglia procedere nel discorso accademico, pro bono scientiae, potremmo ricordare ad esempio l'art. 274 del Codice per lo Regno delle Due Sicilie, leggi civili, del 1836:

274. L'adottato non acquisterà verun dritto di successione su i beni de' parenti dell'adottante; ma sulla successione dell'adottante avrà gli stessi diritti che vi avrebbe il figlio nato da matrimonio, anche quando vi fossero altri figli legittimi e naturali dopo l'adozione.
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » giovedì 13 ottobre 2011, 13:01

Complimenti sia per la citazione che per il codice.. Purtroppo non sempre i codici si trovano.
Antonio
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Mario Trabucco » giovedì 13 ottobre 2011, 13:45

Grazie per i complimenti. Io mi limito a fare ciò che posso da casa, avvalendomi dell'ottimo Google Books.

A tal proposito, ecco un'altra piccola citazione, questa volta dal Codice civile sardo del 1839:

196. La nobiltà e le armi gentilizie dell'adottante non passeranno all'adottato senza una Sovrana concessione fatta sulla domanda dell'adottante.


Il successivo art 199 riprende, oserei dire pedissequamente, il testo del codice duosiciliano già citato.
Ne dedurrei che la legislazione sarda, facendo esplicita menzione dell'esclusione dei titoli dalla successione, abbia una disciplina diversa da quella duosiciliana, la quale invece comprenderebbe i titoli nella successione. Questo quel che pare a me, almeno.

Infine vorrei aggiungere al calderone l'art. 37 del RD 314 del 1896, non toccato dalle abrogazioni della Suprema Corte:

Art. 37
I titoli nobiliari, guarentiti dall'Art. 79 dello Statuto fondamentale del Regno, si riconoscono nella forma e colle condizioni della originaria concessione.


Ciò darebbe forza all'interpretazione di Gens Valeria, qualora ve ne fosse bisogno, che prevede di adottare il regime vigente al momento e nel luogo in cui fu concesso il titolo (leggi napoletane e siciliane per i titoli concessi dai Borbone di Napoli, leggi sarde per i Savoia del regno di Sardegna, regi decreti sabaudi per i titoli concessi durante il Regno d'Italia).
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » giovedì 13 ottobre 2011, 13:52

Quindi nessun automatismo, ma richiesta dell'adottante e successiva concessione. E questo, in Italia, ovunque? Oppure...
Antonio
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Mario Trabucco » giovedì 13 ottobre 2011, 15:00

Il meccanismo della richiesta e ottenimento della sovrana concessione vale sicuramente per i titoli concessi dal Re di Sardegna e dal Re d'Italia. Non sono sicuro però che ciò si possa estendere a tutti gli altri stati preunitari. Ne dubito per il Regno delle due Sicilie.

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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 13 ottobre 2011, 15:09

Mario Trabucco ha scritto:Beh, certo la questione è decisamente accademica. Anche perché se la mettessimo su un piano di sola cortesia dovremmo attenerci a ciò che diceva monsignor Della Casa, e reputare educazione il fare agli altri ciò che a loro fa piacere, ovvero nel caso specifico chiamare contessa la figlia adottiva di un conte se ad ella ciò faccia piacere. In fondo è pur vero che qualora noi non si faccia parte di qualche commissione araldica, non è in fondo affar nostro informarci del quando, del come e del perché riguardo alla denominazione usata dal nostro prossimo.Nondimeno se si voglia procedere nel discorso accademico, pro bono scientiae, potremmo ricordare ad esempio l'art. 274 del Codice per lo Regno delle Due Sicilie, leggi civili, del 1836:

274. L'adottato non acquisterà verun dritto di successione su i beni de' parenti dell'adottante; ma sulla successione dell'adottante avrà gli stessi diritti che vi avrebbe il figlio nato da matrimonio, anche quando vi fossero altri figli legittimi e naturali dopo l'adozione.


Essendo ormai defunti i rappresentanti delle famiglie citate nell' ultimo elenco nobiliare di uno stato italiano ( quello unitario ) ovvero il Libro d'Oro Consulta Araldica , Roma, dal punto di vista prettamente legale possiamo ormai parlare solo di discendenti di famiglie nobili , i quali godono di qualità, titoli, trattamenti di mero valore storico-morale ovviamente per coloro che li riconoscano.

Potremmo considerare tali titoli/trattamenti "di cortesia" ma mi sembra più corretta l'espressione "di storica consuetudine".

Cordialmente :D
Ultima modifica di GENS VALERIA il giovedì 13 ottobre 2011, 21:08, modificato 2 volte in totale.
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Tilius » giovedì 13 ottobre 2011, 15:47

GENS VALERIA ha scritto: ma mi sembra più corretta l'espressione "di storica consuetudine".


Renderei l'espressione ancora più stringente: "di storico fondamento".
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