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cooptavano altre famiglie ritenute merievoli , votando a maggioranza la loro aggregazione .
di queste aggregazioni si ebbe nel 1297 ( Serrata del Maggior Consiglio ) poi man mano veniva avvertita la necessità di ampliare il Consiglio e/o renderlo più rappresentativo e accogliendo famiglie ritornate in Patria dopo la caduta di Acri (1291) , quella di Costantinopoli (1304) o meritevoli dopo la guerra contro Genova e la repressione della congiura di Tiepolo ( 1310) , la guerra di Chioggia ( 1381 ) .
finanziamento a rimpinguare le assetate casse dello Stato , svuotate per le spese sostenute nella guerre contro il Turco . Anche in questo caso ( che a prima vista potrebbe sembrare una mera operazione finanziaria ) l'ingresso nel Maggior Consiglio era comunque sottoposto a duplice Furio ha scritto:Caro Salvennor,
premetto di non avere conoscenze puntuali sulla Sardegna, però posso dire che l’elenco ufficiale aveva valore legale per la consulta italiana e rappresenta l’ultima ricognizione della nobiltà isolana quindi con valore storico probante.
La nobiltà poi appartiene allo status della persona quindi si acquista dalla nascita ed è imprescrittibile, anche se bisogna provare la legittima discendenza da un insignito certo, con documenti autentici e la decorosa posizione sociale dei gradi intermedi.
Resta il fatto che in Italia non c’è più un’autorità legittima che possa riconoscere alcunché essendosi la Repubblica disinteressata al problema, solo l’Ordine Sovrano di Malta continua a verificare la nobiltà dei suoi cavalieri emettendo pareri legali.
A questo proposito vorrei ricordare che se il Regno di Italia ha unificato i vari stati formando una nobiltà italiana restano i diritti nobiliari degli stati precedenti anche se non riconosciuti.
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