Cosa è lo "jus patronatus"?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 14 maggio 2007, 22:59

Carnelevario ha scritto:Questo istituto, per la sua natura e per i costi che comportava, era in effetti un privilegio di appannaggio della nobiltà in quanto «la legge canonica e gli usi del Regno non concedevano anticamente [i patronati] che ai patrizi indigeni o aggregati» (cfr. A. SALMENA, Morano calabro e le sue case illustri, Milano 1882). Tale asserzione è valida almeno fino al secolo XVII in ambito rurale, quando acquistò peso nella società il ceto degli “onorati” o della ricca borghesia.


E' sempre difficile generalizzare ma per quanto riguarda la mia esperienza invece, nei piccoli paesi, i giuspatronati appartenevano ai civili non-nobili, dato che non esisteva una vera e propria nobiltà (nel senso di riconosciuta ufficialmente), cosa che accadeva piu difficilmente nelle grandi città.
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Messaggioda Carnelevario » lunedì 14 maggio 2007, 23:20

Per dovere di completezza riporto il seguente link relativo ad una discussione di Aristarco che verteva sugli stessi temi:
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?p=38942#38942
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Messaggioda San Celestino » martedì 15 maggio 2007, 2:37

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Messaggioda FP » martedì 15 maggio 2007, 19:51

Francesco Francesconi ha scritto:Io dico con certezza che lo Jus Patronato non era assolutamente destinato ai soli nobili! a Navelli e paesi vicini infatti vi erano moltissime famiglie che avevano lo jus patronato di altari e cappelle senza essere ne nobili ne tantomeno notabili. E' già miei cari, ho trovato diversi jus patronati in svariate visite pastorali appartenenti a famiglie addirittura contadine!
Saluti

FF

Non è poi così strano, basta solo fare chiarezza. Anch'io ho visto famiglie di bassa estrazione detenere, per qualche cinquantennio e comunque sempre in epoche piuttosto recenti (fine XVIII secolo), forme di "jus patronatus popolare". Tuttavia è d'uopo fare delle distinzioni. Per gli altari piccoli e meno importanti, era invalso l'uso (nei paesi più piccoli) di affidarne la cura anche a famiglie di pastori o contadini, specialmente se le famiglie nobili si estinguevano ed il privilegio rimaneva vacante o se il parroco incaricava un prete di tali estrazioni di occuparsene (non so se fosse il vescovo in persona a dare a queste famiglie il giuspatronato o se in questi casi fosse responsabile il parroco). In genere, però, anche più famiglie modeste e magari parenti potevano contribuire a mantenere lo stesso altare, formando una specie di "clan". Ciò accadeva specialmente quando non c'erano famiglie nobili, patrizie o nobili "locali" che potevano occuparsene (i paesi piccoli, potevano contare su una manciata di famiglie nobili :wink: ).
Ma per quanto riguarda gli altari più importanti, specialmente se legati a cappellanie molto cospicue e comunque privilegiati da tempo immemorabile (XV-XVI secolo), non c'è dubbio che fossero le famiglie patrizie a detenerne lo Jus Patronatus.
Del resto possiamo distinguere ancora tra due casi per ottenere lo J.P.:
1) Investitura diretta da parte del vescovo (solitamente per fam. nobili).
2) Lascito, in caso di privilegio vacante.
Nel primo caso è il vescovo in persona che si accerta del fatto che il candidato all'investitura abbia i requisiti necessari per ottenerla. L'atto, in tal caso, è sempre redatto fedelmente e riportato sia su rogito che sulle carte della Curia. Anche nel secondo caso accadeva che il lascito veniva registrato, ma di solito i testatori erano preti di media estrazione che si erano arricchiti durante la carriera.
Insomma, la fondazione di un altare privilegiato molto rilevante (pensiamo che in questi casi le famiglie dovevano occuparsi costantemente dell'altare, incaricando affrescatori, scalpellini, scultori, sarti per le tovaglie o artigiani, apponendo lo stemma di famiglia) era cosa assai dispendiosa e, a quell'epoca, non per tutti.
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Messaggioda MMT » mercoledì 16 maggio 2007, 7:33

Cari amici quanto detto è vero lo jus patronato poteva essere un privilegio goduto anche da famiglie notabili, contadine non lo sapevo, grazie Francesco per averlo precisato.
In sostanza diciamo che originariamente era appannaggio di soli nobili, ma perchè erano i nobili a poterselo permettere economicamente: non dimentichiamo che spesso le cifre spese per far erigere un altare dipingere una tela, fornire i sacri oggetti, reliquie erano davvero somme folli! E poi vi erano le spese per il mantenimento dello stesso, della cera... era normale che nel 300 per esempio fossero i nobili. Quando poi la borghesia prese piede e cominciò a mettersi in competizione con l'antica nobiltà e ad avere anch'essa cifre rilevanti di cui poter disporre, è normale che anch'essi potevano godere di tale diritto, specie se erigevano un altara ex novo!

Volevo precisare che il patronato di un altare, come quello maggiore, o comunque importante, poteva essere di pertinenza di più famiglie, specie se imparentate tra loro. E spesso sorgevano anche delle dispute interne alle famiglie per la nomina del cappellano beneficiario.

Michele Tuccimei
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Messaggioda FML » giovedì 17 maggio 2007, 17:22

Francesco Pompili ha scritto:In genere le cappelle più grandi possedevano anche lo spazio per l'inumazione; erano dunque tombe-cappelle.
Come dice anche Wikipedia, tra i secc. XV-XVII (e parte del XVIII), questi privilegi erano concessi solo alla nobiltà.

Questi privilegi, più precisamente, erano concessi esclusivamente (tranne rari casi) a chi possedeva il necessario quantitativo di pecunia, caro Francesco.
Nulla toglie, tuttavia, che lo jus patronatus, in virtù del suo carattere quasi sempre ereditario, poteva spettare anche a famiglie alle quali, nel corso del tempo, era venuto meno un certo stato economico-sociale.
Concordo, dunque, con quanto affermato dal gentile Francesconi e solo parzialmente con quanto da te scritto.

"Nobiltà" è :roll: una parola "grossa".

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda San Celestino » giovedì 17 maggio 2007, 23:02

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Messaggioda fguar » lunedì 21 maggio 2007, 17:24

Dove si trovano gli atti che attestano lo jus patronato di una famiglia?
suppongo nell'archivio diocesano... esiste qualche sezione in particolare?
grazie
Fabio
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Messaggioda San Celestino » lunedì 21 maggio 2007, 19:26

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Messaggioda fguar » martedì 22 maggio 2007, 14:25

Francesco Francesconi ha scritto:Puoi trovarli nelle visite pastorali dell'epoca. E queste si trovano o nell'archivio parrocchiale o nell'archivio della curia. Ma questo dipende dal luogo, spesso alcuni comuni le hanno spostate appunto dalla parrocchia alla curia. Devi chiedere comunque al parroco o al funzionario dell'archivio della curia. E una volta trovate queste visite cerchi la chiesa da te interessata eppoi li ti trovi tutte le famiglie che hanno goduto di jp dei vari altari.
Saluti
FF


Benissimo.
La ringrazio tanto.
Controlleroo appena possibile.
Per non sbagliare, cosa troverò nelle visite pastorali?
Fabio
fguar
 
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Messaggioda San Celestino » martedì 22 maggio 2007, 16:33

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Messaggioda fguar » martedì 22 maggio 2007, 16:36

Grazie dottor Francesconi.
Altra domanda:
Che differenza sussiste tra JP e "Cappella Laicale di Diritto con Patronato"?
Grazie
F.G.
fguar
 
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Messaggioda San Celestino » martedì 22 maggio 2007, 17:37

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Messaggioda fguar » giovedì 24 maggio 2007, 15:53

Francesco Francesconi ha scritto:Grazie a Lei per il dottore.....ma è un titolo che ancora non mi spetta :lol:
io credo che la differenza sia solo che una cappella se la potevano permettere solamente famiglie veramente abbienti tra le quali molte nobili. Mentre come già detto lo JP di un altare spesso a seconda della mole di quest'ultimo potevano permetterselo anche famiglie normali e cittadine. Comunque per la cappella privata serviva una bolla papale che permetteva gli interessati a farvi celebrare messa. Il che appunto era un privilegio spettante veramente a persone abbienti e se non nobili particolarmente notabili.
Saluti
FF


Grazie signor Francesconi,
mi scusi per il dott. :roll:
Ero sicuro che JP e Cappelania Laicale fossero la stessa cosa!
Grazie grazie
Fabio
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Messaggioda San Celestino » giovedì 24 maggio 2007, 16:25

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