Michele Tuccimei di Sezze ha scritto: Nessuno Stato può togliere uno status conferito ad una famiglia da un sistema già preesistente e nessuno Stato l'ha mai fatto. Anche la Rivoluzione Francese -tanto decantata nei moderni libri di scuola- vi è riuscita. Molti sostengono che i titoli non possono valere se non al di fuori dell'ordinamento che li ha posti in essere. Credo che sia una visione errata e storpiata della realtà oggettiva dei fatti. I titoli e la nobiltà rimango prerogativa delle famiglie, e si susseguono e tramandano come il sangue. Non dico si tratti di una legge "divina" o di un'elezione di popolo degli unti e quante altre cose sono state dette. E' così: i titoli nobiliari sussistono e perseguono, li si riconosca, vieti, abolisca, proibisca o li si ignori. Anche perchè gli stessi sono sopravvissuti a varie forme di governo, che si sono succedute nel tempo.
Un abbraccio,
Michele.
In effetti, lo status (se di status si poteva parlare) fu eliminato: il disconoscimento eliminò alla radice ogni differenziazione. Del resto, la nobiltà assume rilevanza in base al sistema giuridico di riferimento che, tra l'altro, ne fornisce la disciplina, contribuendo così alla ricostruzione della sua fattispecie.
Se così non fosse, non si capirebbe come regolare le varie problematiche nobiliari (successione, rilevanza, precedenze, ecc.): solo le regole che un soggetto sovrano si è dato permettono di risolvere questi problemi, oltre a quelli recenti (dati, per esempio, dalle nuove regole in materia di diritto di famiglia) che si sarebbero posti se i titoli nobiliari avessero ancora rilevanza. L'Italia ha però scelto di seguire una via particlare: ha ritenuto che essi ricadano nell'indifferente giuridico. Si tratta di una scelta che richiederebbe un'analisi attenta, anche per inquadrare correttamente la questione all'interno dell'insieme dell'ordinamento. La stessa Consulta ha cercato di fornire una sistemazione al problema, con la nota sentenza sovente citata in questo forum.
Nel momento stesso in cui il sistema è cambiato, dall'ordinamento nobiliare alla costituzione, è mutato di conseguenza il modo di intendere la nobiltà.
Ora, è vero che i titoli nobiliari non sono stati aboliti, ma sicuramente essi non hanno più alcuna rilevanza per l'ordinamento italiano. Di questo si deve prendere atto, piaccia o non piaccia.
Ovviamente, ognuno resta libero di dichiarasi nobile, ma ciò non ha alcuna rilevanza per l'Italia.
A presto,
Elassar