Reliquie dei Santi Martiri

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Reliquie dei Santi Martiri

Messaggioda malgoth » domenica 24 giugno 2007, 16:49

Cari Amici,
sapete se nel passato o anche nel presente ad alcune Famiglie o a singoli personaggi potevano venire donate le Reliquie ossee dei Santi Martiri?
In caso affermativo, da chi veniva concesso questo privilegio? e, soprattutto, quali requisiti doveva avere questo personaggio o questa Famiglia?

Grazie,

Cris
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Messaggioda Guido5 » domenica 24 giugno 2007, 17:38

Caro Cris,
se, su licenza dell'Ordinario del luogo, la santissima Eucaristia può essere conservata anche negli oratori o cappelle private (il prof. Enrico Medi, del quale è in corso la causa di beatificazione, aveva nel proprio appartamento una stanza destinata a cappella) a maggior ragione si possono detenere le reliquie si Santi (martiri o no).
Tieni conto anche del fatto che un tempo la Messa poteva essere celebrata unicamente su un altare che contenesse la “pietra sacra” nella quale erano sigillate reliquie inizialmente solo dei Martiri. Gli interessati (istituti di vita consacrata ma anche privati) le ricevevano di solito dal Vescovo.
Oggi è la solennità della nascita di san Giovanni Battista: posso dirti che il suo capo è conservato e venerato a Damasco nella moschea degli Omayyadi mentre il suo braccio destro è a Istanbul nel museo di Topkapi.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 24 giugno 2007, 18:09

Caro Guido, prendo spunto dal tuo intervento per citare un altro Giovanni Battista, De Rossi, che nella seconda metà dell'Ottocento, spronato da Pio IX intraprese una serie di scavi e ricerche nelle catacombe cristiane, proprio con il desiderio di rinvenire reliquie oltre che per studiare il significato di noti simboli cristologici (come ad esempio la famosa raffigurazione del pesce, in greco i-ch-th-u-s, acrostico di Iesoùs Christòs Theou Uios Sotér "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore").

A quanto detto giustamente da te, vorrei aggiungere ancora che il Codice di Diritto Canonico al can. 1190 § 1 afferma: "E' assolutamente illecito vendere le sacre reliquie". Nel passato - è una mia supposizione - ci saranno stati diversi abusi in questo. Ad ogni modo l'unica restrizione prevista per il trasferimento delle reliquie è quella esposta nel § 2 dello stesso canone: "Le reliquie insigni, come pure quelle onorate da grande pietà popolare, non possono essere alienate validamente in nessun modo né essere trasferite in modo definitivo senza la licenza della Sede Apostolica".

Attualmente (Costituzione Apostolica Pastor Bonus, 1988) la conservazione e il trasferimento delle reliquie sono regolati dalla Congregazione per le Cause dei Santi, mentre il culto delle stesse è disciplinato dalla Congregazione del Culto Divino.
Ultima modifica di Antonio Pompili il domenica 24 giugno 2007, 18:24, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda malgoth » domenica 24 giugno 2007, 18:21

Caro Guido,
come stai? Roma è assolata più del solito :wink:
Grazie per la risposta.....
Quindi chi aveva avuto il privilegio di una Cappella di Famiglia doveva insieme ricevere la "pietra sacra"...
Giusto?

1) Ma tali persone dovevano avere particolari requisiti vista "la delicatezza" dell'oggetto (vedi riti....);

2) Mi è stato riferito che il contenitore delle Sacre Ossa abbia nella parte posteriore raffigurata una croce trifogliata (rappresenta la Basilica di San Pietro?)

Conosco bene questo giorno solenne anche perchè mio padre porta il nome di questo Santo Uomo e tale nome è il più antico tra quelli che si tramandano in Famiglia....

Un abbraccio,

Cris
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Messaggioda FP » domenica 24 giugno 2007, 18:30

Mi viene in mente la mania delle Signorine Corbera di Salina del romanzo Il Gattopardo del Princ. Tomasi di Lampedusa :lol: Avevano numerose reliquie nella loro cappella di famiglia, ma poche erano quelle vere :wink:
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Messaggioda Aesculapius » domenica 24 giugno 2007, 18:38

Cari amici,
non so se Vi è mai capitato di vedere quei piccolissimi reliquari che contengono le schegge ossee di santi martiri o apostoli o addirittura brandelli di vesti della Vergine et cetera: tali piccolissime teche, che spesso erano allegate a cartigli pergamenacei con fili d'argento e sigilli di ceralacca, circolavano liberamente e ci sono alcune famiglie che ne posseggono centinaia. Un nobile salernitano mi ha mostrato circa 300 piccoli reliquari che potevano essere custoditi in casa senza alcuna dispensa o permesso e lo stesso mio padre mi racconta di una teca vitrea in cui sua nonna venerava le ossa di una venerabile del luogo.

Credo che si debba fare, quindi, un necessario distinguo tra reliquie e reliquie.

Saluti
dott. Antonio Russo, MD
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Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre
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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 24 giugno 2007, 19:12

Caro Dott. Aesculapius,
sono perfettamente d'accordo circa una così necessaria "distinzione".

Mi sembra sia quello che la Chiesa stessa ritiene con l'indicazione che si ritrova tra i sacri canoni da me precedentemente citati: "Le reliquie insigni, come pure quelle onorate da grande pietà popolare, non possono essere alienate validamente in nessun modo né essere trasferite in modo definitivo senza la licenza della Sede Apostolica". Ci sono reliquie e reliquie: insigni e non, onorate da grande pietà popolare e da "privati"!

In ogni caso il Concilio Vaticano II accennando brevemente alla venerazione delle reliquie dei santi ne sottolinea il significato: "I santi sono venerati nella chiesa, secondo la tradizione, e le loro reliquie autentiche e immagini sono tenute in onore. Le feste dei santi infatti proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare" (Sacrosanctum concilium, 111). La venerazione delle reliquie (autentiche!) ha come unica giustificazione e scopo quello di rimandare a Cristo, i santi del quale sono definiti con il titolo - eccelso dal punto di vista biblico - di "servi".
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Messaggioda malgoth » domenica 24 giugno 2007, 19:36

Ma cosa mi dite sulla croce trifogliata?
Cosa starebbe ad indicare?

Cris
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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 24 giugno 2007, 20:14

Potrei sbagliare... ma tra tanti reliquiari contenenti ossa di santi che ho avuto modo di vedere non mi sembra di ricordarne uno decorato da una croce trifogliata. Se ti è "stato riferito" di un tale reliquiario - cosa più che verosimile visto che trifogliata o no una croce non può che esser naturale ornamento su un simile "contenitore" - deve trattarsi di un caso ben preciso di raffigurazione simbolica più che di una consuetudine. E anche per questo non credo che quella croce trifogliata debba aver necessariamente un preciso significato.
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Messaggioda adj » domenica 24 giugno 2007, 20:57

Il canone 1190 $2 del Codice di Diritto Canonico del 1983 di fatto non fa che riprendere il canone 1281 $1 del Codice del 1917:
"Insignes reliquiae aut imagines pretiosae itemque aliae reliquiae aut imagines quae in aliqua ecclesia magna populi veneratione honorerentur, nequeunt valide alienari neque in aliam ecclesiam perpetuo transferri sine Apostolicae Sedis permissu."
Il canone 1190 $1 del 1983 trova riscontro nella prima parte del canone 1289 $1 del 1917:
" Sacras reliquias vendere nefas est; ..."
Il Codice del 1917 specificava anche, al canone 1281 $ 2 cosa si dovesse intendere per reliquie insigni:
"Insignes Sanctorum vel Beatorum reliquiae sunt corpus, caput, brachium, antibrachium, cor, lingua, manus, crus aut illa pars corporis in qua passus est martyr, dummodo sit integra et non parva."
Inoltre il canone 1282 $2, sempre del codice del 1917, recitava:
"Reliquiae non insignes debito cum honore etiam in domibus privatis servari pieque a fidelibus gestari possunt."

Il nuovo Codice non ha ripreso tutta l'ampia trattazione dedicata alle reliquie dal Codice del 1917; si può presumere che, in mancanza di disposizioni specifiche, quelle precedenti conservino quanto meno un valore di consuetudine.

Mi scuso di aver riportato i testi in latino (peraltro direi di immediata comprensione), non disponendo di una traduzione ufficiale (che oltretutto credo non esista per il Codice del 1917).
adj
 

Messaggioda Guido5 » domenica 24 giugno 2007, 22:04

Ottima precisazione, caro Alberto! Sul culto delle reliquie un documento abbastanza recente è il "Direttorio sulla pietà popolare", che non mi sono portato in vacanza... Tra l'altro vi si dice che i reliquiari non devono mai essere messi sull'altare. A me sembra abbastanza spesso di sentire voci che rubano le parole a Giacomo e Giovanni: "Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?".
Dimenticavo una precisazione: le "pietre sacre" possono diventare tali anche "per contatto" così come sono reliquie i teli sepolcrali, e gli oggetti appartenuti a un Santo, un Beato, eccetera.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 25 giugno 2007, 0:58

Visto che torni vantaggiosamente sulla questione delle "pietre sacre" degli altari, caro Guido, ora facendo un balzo all'indietro di diversi secoli rispetto alle ultime regolamentazioni da te indicate, vorrei dire una parola riguardo all'origine di questo uso.
Infatti già prima della pace costantiniana i cristiani avevano cominciato a celebrare l'Eucaristia presso le tombe dei martiri. Nella seconda metà del IV secolo si diffonde un pò ovunque fuori Roma la traslazione delle reliquie dei martiri all'interno delle città e la loro deposizione nelle basiliche. S. Ambrogio è il primo a stabilire un legame tra questa traslazione e la dedicazione di una chiesa appena costruita. Per la dedicazione della basilica milanese che egli aveva fatto erigere in vista della propria sepoltura si mise alla ricerca di sante reliquie. Scoprì allora i resti dei Santi Gervaso e Protaso (a.386). Nel deporli sotto l'altare spiegò il significato del suo gesto: è opportuno che "le vittime trionfanti prendano posto là dove Cristo offre se stesso come ostia: sopra l'altare, colui che si è offerto per tutti; sotto l'altare, coloro che sono stati da lui riscattati con la sua passione".
Poichè non tutti i vescovi avevano la fortuna come Ambrogio di scoprire tombe di martiri al momento della dedicazione di un'altare, cominciò la pratica della deposizione di reliquie figurate, oggetti o indumenti che avevano toccato le sacre tombe, ai quali tu accennavi, caro Guido.
Successivamente cominciò la pratica della spartizione delle ossa dei martiri, anche se la chiesa romana restò a lungo riluttante davanti a quest'ultima pratica, già largamente diffusa in Oriente e in Africa all'inizio del V secolo. Ancora Gregorio Magno vi si opporrà, anche se è di poco successivo al santo pontefice il Sacramentario romano che recita: "Dove si venera una reliquia, là si suppone riposi la totalità del corpo".
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Messaggioda Tilius » lunedì 25 giugno 2007, 1:13

antonio p. v. g. ha scritto:S. Ambrogio è il primo a stabilire un legame tra questa traslazione e la dedicazione di una chiesa appena costruita. Per la dedicazione della basilica milanese che egli aveva fatto erigere in vista della propria sepoltura si mise alla ricerca di sante reliquie.

Sant'Ambrogio ha fatto erigere la basilica "per la propria sepoltura"???
Chi era??? Un faraone??? O Ambrogio aveva semplicemente un opinione molto alta ( :2: ) di sé stesso...???

Non é che stiamo confondendo le ragioni fondative con le funzioni che poi l'edificio ha assunto ma che probabilmente non erano nelle intenzioni del fondatore...?
:roll:
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 25 giugno 2007, 1:29

Si sa che ancora oggi un vescovo diocesano può esser tranquillamente sepolto nella sua chiesa cattedrale (CIC 1242)...

Per quanto ricordi (ma potrei sbagliare: purtroppo non ho sotto mano la documentazione necessaria per controllare) Sant Ambrogio aveva già dedicato una basilica detta 'romana' prima di quella che poi vide la sua sepoltura.
Quest'ultima fu costruita a partire dal 379 in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane, per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata Basilica Martyrum. Lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei martiri: oltre ai già citati Gervasio e Protasio, San Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice e Valeria. Sant'Ambrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambiò nome, assumendo quello attuale.
La chiesa fu inizialmente piuttosto piccola: di tre navate senza transetto. Probabilmente il santo Vescovo non avrà pensato che poi quella basilica sarebbe stata intitolata proprio a lui e notevolmente ingrandita e arricchita nei secoli successivi... In questo senso sicuramente "le ragioni fondative non coincidono con le funzioni che poi l'edificio ha assunto ma che probabilmente non erano nelle intenzioni del fondatore..." :)

Ma la mia espressione, forse problematica - me ne rendo conto - aveva una sfumatura precisa: "in vista della propria sepoltura" (avvenuta nel 397) è leggermente diverso dal dire: "per la propria sepoltura". Almeno credo :oops: . Per Ambrogio quella era essenzialmente una chiesa in onore dei Martiri e non certo il suo mausoleo. 8)

Ad ogni modo grazie per l'invito alla spero utile precisazione.:wink:

Antonio
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Messaggioda pompiere » lunedì 25 giugno 2007, 14:41

Io ho sentito spesso parlare di un fiorente mercato cominciato già nel medioevo che spinse molti personaggi a produrre false relique tanto che alcuni Santi a giudicare da quante reliquie hanno sparse in giro avrebbero dovuto avere dei fisici da giganti magari con tre o quattro femori e così via.
Sicuramente molto reliquie sono vere ma è molto probabile che ne girino molte false che confezionate decenni se non secoli fa sono oggi difficili da smascherare.
Dat virtus locum flammaeque recedunt
(Motto della Federazione Tecnica dei Corpi Pompieri Italiani 1899-1937)
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