Un titolo "di cortesia"

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Un titolo "di cortesia"

Messaggioda ippolito » domenica 6 marzo 2011, 20:14

Negli anni '20 del '900 la mia famiglia ha ricevuto dalla Consulta araldica del Regno il riconoscimento del più antico titolo di Nobiltà civica ma non anche -nè per la verità lo richiese- quello di Barone, ad essa generalmente attribuito (che se non erro nell' ex Regno delle Due Sicilie si riferiva per lo più a una "qualità" derivante dall'intestazione in càpite di feudi nobili per un tot di anni, caso appunto della mia famiglia). La mia curiosità nel topic sullo SMOM (viewtopic.php?f=6&t=12639) riguardava appunto l'eventualità di un simile riconoscimento!
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda MMT » domenica 6 marzo 2011, 22:25

Il nuovo quesito apre un baratro, più volte affrontato, e se vogliamo mai completamente risolto: quello cioè di titoli di cortesia attribuiti ai possessori di un patriziato. Per riassumere il discorso possiamo dire che se in alcuni casi quest'attribuzione di titoli è stata regolamentata appositamente (per es. tutti i patrizi veneti sono conti e tutti i patrizi geneovesi marchesi) altrove non è sempre stato così.
Se invece si riferisce al riconoscimento di un titolo de facto in quanto detentori di un feudo è materia diversa, materia che in realtà la consulta araldica ha bocciato più volte nel tempo: di solito non si riconosceva il titolo di "Barone di..." ma di "nobile" generico ed il predicato del feudo. Questo è stato l'orientamente della Consulta nel caso in cui mancasse una vera e propria concessione di un titolo baronale.
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda contegufo » domenica 6 marzo 2011, 22:31

Salve

Credo che se la famiglia avesse diritto al titolo baronale Consulta Araldica o non Consulta Araldica il riconoscimento è implicito se in epoca preunitaria tale titolo era riconosciuto.
Anche in questo caso, come purtroppo in altri, ci sono state richieste per la nobiltà civica ma non per il titolo (feudale) e col passare dei tempi si perde la cognizione nella sua completezza dello status nobiliare.

Saluti
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda MMT » domenica 6 marzo 2011, 23:29

In realtà non è implicito. Mi permetto di precisare: la Consulta Araldica si pronunciava su quanto richiesto, anche in modo negativo. All'Archivio all'EUR ci sono molte interessanti pratiche di famiglie che furono "cassate" perchè quello che avevano richiesto non era corretto o non era stato fatto in maniera adeguata. Io ritengo che la famiglia di cui parla il Signore abbia fatto benissimo a chiedere ed ottenere il riconoscimento del patriziato civico e che abbia fatto ancora meglio a NON chiedere il riconoscimento di quello baronale, se solo di "cortesia". Chi inoltò la pratica doveva esser a conoscenza dei rigidi criteri adoperati dall'ente e dai suoi consiglieri, che erano tutti ferratissimi in materia, oltre che essere appartenenti a grandi nomi dell'aristocrazia italiana: magari ci fosse ancora un ente del genere con la serietà dell'epoca che avesse forza di legge!
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda contegufo » lunedì 7 marzo 2011, 8:28

Salve

Il problema è sempre il solito e cioè se la Consulta Araldica poteva anteporre le proprie regole a quelle centenarie e di abitudine oltre che di cortesia degli stati preunitari.
L'attuale tendenza mi sembra che voglia salvaguardare appunto le abitudini precedenti l'unita d'Italia.
A proposito il 17 Marzo è prossimo!

Saluti
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 marzo 2011, 10:04

MMT ha scritto:In realtà non è implicito. Mi permetto di precisare: la Consulta Araldica si pronunciava su quanto richiesto, anche in modo negativo. All'Archivio all'EUR ci sono molte interessanti pratiche di famiglie che furono "cassate" perchè quello che avevano richiesto non era corretto o non era stato fatto in maniera adeguata. Io ritengo che la famiglia di cui parla il Signore abbia fatto benissimo a chiedere ed ottenere il riconoscimento del patriziato civico e che abbia fatto ancora meglio a NON chiedere il riconoscimento di quello baronale, se solo di "cortesia". Chi inoltò la pratica doveva esser a conoscenza dei rigidi criteri adoperati dall'ente e dai suoi consiglieri, che erano tutti ferratissimi in materia, oltre che essere appartenenti a grandi nomi dell'aristocrazia italiana: magari ci fosse ancora un ente del genere con la serietà dell'epoca che avesse forza di legge!


D'accordissimo con te, tuttavia l'operato della Consulta non fu affatto limpido ed imparziale, a forza di colpi di machete troncò storiche e legittime nobiltà e interi patriziati cittadini con criteri spesso campanilistici e clientelari.

Se vogliamo provare a affrontare scientificamente la materia consiglio la lettura di
Gian Carlo Jocteau: "Nobili e nobiltà nell'Italia unita", ricchissima di riferimenti all'operato dell'ente.

Saluti toto corde :D
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda adj » lunedì 7 marzo 2011, 11:15

In pratica, anche in campo nobiliare, non fu unificazione ma inglobazione.
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 marzo 2011, 11:23

adj ha scritto:In pratica, anche in campo nobiliare, non fu unificazione ma inglobazione.


[hmm.gif] Direi piuttosto un tentativo di unificazione ed equiparazione di titoli e trattamenti , difficile operazione portata avanti malamente, che scontentò un po' tutti !

Cordialmente :D
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda MMT » lunedì 7 marzo 2011, 16:18

In realtà a mio avviso scontentò quelli che si erano un po' approfittati della situazione di inceretezza trattata in materie in alcuni ordinamenti statuali. Certo l'opera di unificazione fu molto difficile e i criteri adoperati spesso troppo rigidi... ma io ho avuto modo di leggere delle richieste all'Archivio di Stati dell'EUR che dire infondate è un eufemismo! In più la Consulta era suddivisa in commissioni regionali, altamente rappresentate, che comunque conoscevano la situzione locale che rappresentavano!

Non sono d'accoro con contegufo, non me ne voglia, nel dire che anche i titoli di cortesia vanno riconosciuti tout court... immagiamoci che confusione che si verrebbe a creare e che si sarebbe venuta a creare all'epoca! Un conto è quando queste regole di cortesia, assurgendo a consuetudine, venivano poi regolamentate e disciplinate, un conto è quando la cortesia sfociava e sfocia tutt'ora nell'autoproclamazione!

Molto interessante il testo consigliato da Sergio, lo cercherò!
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda zico » lunedì 7 marzo 2011, 16:43

Tuttavia chi è reso nobile da una Fons-Honorum legittima e riconosciuta,lo è punto e basta.Non capirò mai il perchè dei riconoscimenti,se il titolo è preunitario.Diversa cosa se il titolo è post-unità o x l'ingresso in un'ordine cavalleresco nella categoria di giustizia. [king.gif]
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda contegufo » lunedì 7 marzo 2011, 19:52

Salve

Quanto all'autoproclamazione non è da oggi che i cadetti non titolati si facciano chiamare invece che "dei conti" o "dei marchesi" semplicemente Conte e Marchese salvo poi scoprire la verità nei necrologi o negli ammuffiti atti ufficiali.
E una consuetudine nasce anche proprio così col silente beneplacito dell'interessato che omette.......

Saluti

Ps. Pare che fons honorum sia maschile.
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda Guido5 » lunedì 7 marzo 2011, 20:32

contegufo ha scritto:...Pare che fons honorum sia maschile.

Sì caro amico!
In latino qualsiasi "fons" è maschile (come in italiano il fonte battesimale...).

Ciao a tutti!
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda zico » lunedì 7 marzo 2011, 22:29

Grazie Contegufo.Traducendo fons appunto in fonte,ignoravo che si dicesse il fonte e non la fonte. [bangin.gif] [sorry.gif]
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda Guido5 » martedì 8 marzo 2011, 2:20

Caro Zico,
preciso che se traduci in italiano "fonte" è femminile: la forma maschile è arcaica ed è rimasta solo per il fonte battesimale (o sacro fonte). Dunque: "un fons honorum legittimo e riconosciuto" ma "una fonte di onori legittima e riconosciuta".

Ciao a tutti!
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Re: Un titolo "di cortesia"

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 8 marzo 2011, 16:17

MMT ha scritto:In realtà a mio avviso scontentò quelli che si erano un po' approfittati della situazione di inceretezza trattata in materie in alcuni ordinamenti statuali. Certo l'opera di unificazione fu molto difficile e i criteri adoperati spesso troppo rigidi... ma io ho avuto modo di leggere delle richieste all'Archivio di Stati dell'EUR che dire infondate è un eufemismo! In più la Consulta era suddivisa in commissioni regionali, altamente rappresentate, che comunque conoscevano la situzione locale che rappresentavano!

Non sono d'accoro con contegufo, non me ne voglia, nel dire che anche i titoli di cortesia vanno riconosciuti tout court... immagiamoci che confusione che si verrebbe a creare e che si sarebbe venuta a creare all'epoca! Un conto è quando queste regole di cortesia, assurgendo a consuetudine, venivano poi regolamentate e disciplinate, un conto è quando la cortesia sfociava e sfocia tutt'ora nell'autoproclamazione!

Molto interessante il testo consigliato da Sergio, lo cercherò!



Infatti durante il Regno d'Italia la legislazione non poteva avallare quelli che adesso vengono definiti titoli " di cortesia " o con un'espressione che preferisco " di consuetudine " . Tali titoli o trattamenti spesso venivano solo ...tollerati in via ufficiosa ma spesso si ritrovano in ufficiali documenti di stato civile. In ogni caso le famiglie interessate erano pacificamente considerate - a tutti gli effetti - nobili e/o titolate nel tessuto sociale nel quale vivevano e questo era quello che, probabilmente, ritenevono veramente importante.

Saluti toto corde :D
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