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contegufo ha scritto:Salve
Purtroppo, fermo restando le note disposizioni transitorie e finali della Costituzione, almeno formalmente la nobiltà oggi rappresenta quanto di meno democratico ci possa essere, ovvero non siamo tutti uguali e chi ha avuto a che fare con certi ambienti ne ha rilevato il trattamento conseguente al di là dei formalismi dovuti.
Lo stesso dicasi quanto avviene in seno a certi Ordini Cavallereschi che prevedono classi nobili.
Insomma in un mondo che cambia restano bolle di vetro anacronistiche di cui non è ben chiaro quali siano i presupposti fondanti oggi nel secolo corrente.
Una sorta di Monarchia inclusa in uno Stato repubblicano.
Saluti e auguri
GENS VALERIA ha scritto:Egon von Kaltenbach ha scritto:Un cavalierato in un ordine di merito è solo un'onoreficenza, mentre nel caso di un cavalierato melitense dovrebbe trattarsi di nobiltà personale. Questo è almeno quanto ho sempre ascoltato in ambito SMOM.
Solo nel caso di ingresso in una delle classi tradizionalmente nobiliari, ovvero dopo presentazione ed accoglienza di prove documentarie per il relativo processo di ammissione si ha, in ambito S.M.O.M., ricognizione familiare ( non personale ).
Lo "status" nobiliare della famiglia, in Italia ha oggi mera valenza storico-morale così come ogni titolo o distinzione personale o familiare italica ed estera che non rientri tra quelle sottoposte a cerimoniale diplomatico.
La cosa riporta al dualismo, a mio avviso totalmente vizioso, tra esistenza e riconoscimento di un fatto sociale .

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