PENSIERO DEDICATO ALLE VITTIME DI LONDRA

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Terrorismo

Messaggioda gt_2001 » sabato 9 luglio 2005, 11:55

Preghiamo non solo per le vittime di questa orribile strage di innocenti, ma per tutto il mondo che sta vivendo attimi di paura, di terrore e di angoscia.

Preghiamo affichè il Signore ci aiuti in questo momento difficile e che illumini tutte le genti con la forza del Suo Spirito.


Réquiem aetérnam
dona eis Dómine:
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace. Amen.
Fabio Volpe

Veritas sicut turris fortitudo
gt_2001
 
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Messaggioda Cottoneum » sabato 9 luglio 2005, 19:17

Mi unisco anch'io nel dolore e nella preghiera
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Messaggioda MMT » domenica 10 luglio 2005, 14:48

Il Papa oggi ha espresso delle parole su cui tutti, cristiani e musulmani ed ebrei, siamo chiamati a riflettere. L'ha detto nel nome dell'Unico Dio. Dio è amore, ci ha creati per amore: perchè allora la guerra!?


Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Michele Baroncini » domenica 10 luglio 2005, 22:36

Carissimi Amici,

spero mi consentiate alcune personalissime considerazioni qui sulla nostra Piazza Principale che sento un po’ come la mia piazza.

Oggi alle h. 19:00, al Marco Polo di Venezia, è atterrato il volo che mi ha riportato in Patria da Londra dov’ero volato nel pomeriggio del ferale giovedì 8 luglio (restando peraltro bloccato a Hetrow sino a tarda sera) per recuperare e riaccompagnare a casa Serena, una mia cugina diciannovenne che si trovava nella capitale britannica per trascorrervi quelli che avrebbero dovuto essere 10 mesi di studio e spensieratezza nell’ambito del progetto interuniversitario Erasmus.

Vorrei raccontarVi dei miei sentimenti d’ira furente e di odio profondo (cattivo cristiano che sono!) nel constatare gli effetti della bestialità dell’uomo su una giovane bella, mite, allegra, intelligente… una fanciulla a cui non si potrebbe mai non voler bene, una ragazza italiana ed europea come ce ne sono tante e in cui certo non viene spontaneo intravedere una colpevole artefice della presunta oppressione d’un popolo o una cinica crociata dell’imperialismo occidentale.

Una giovane semplice e un po’ sfortunata cui, dopo aver perduto il padre ancora bimba, è toccato in sorte di sperimentare una delle forme più turpi, fantiche e insensate dell’odio e della cattiveria umani.

Una volta giunto Londra e “licenziato” dallo scalo di Hetrow, ho preso la via del campus universitario appena fuori Londra dove stava mia cugina. Itinerario consumato tra non poche difficoltà e dopo essermi perduto per un paio di volte, il che mi ha dato la possibilità di fare esperienza diretta del leggendario self control britannico pur in un momento tanto drammatico, constatando tutta la solerzia e la pacata cortesia con cui la gente rispondeva alle richieste d’indicazione formulate in inglese scolastico e non poco arrugginito da un giovane italiano che aveva un’idea piuttosto confusa della propria meta londinese.

Giunto finalmente a destinazione in un grazioso e verdeggiante sobborgo di cui ho già scordato il nome, ho trovato ad attendermi nella sua camera, come fossi la Divina Provvidenza, una Serena indicibilmente pallida, provata, eccitata e in preda a continue crisi di ansia. La prima al mio arrivo: mi si è lanciata addosso quasi con violenza (ho battuto la schiena sullo stipite d’una porta… ma non mi pareva il caso di farglielo pesare!) piangendo, ridendo, e pronunciando un fiume di parole quasi prive d’un senso logico, ripetendo il mio nome e toccandomi continuamente il volto, quasi incredula di sentir parlare la lingua madre. Portava una vistosa fasciatura all’avambraccio sinistro e sulle sue guance si notavano alcuni graffi. Nulla di grave mi ha assicurato il medico del convitto, in pochi giorni e con qualche pillola passerà anche lo stato d’agitazione. Una vera fortuna! Ma che razza di spavento… Ne sono rimasto davvero sconvolto e inizialmente non ho saputo dire nulla, travolto da tanta emozione. Due occhi marroni enormi e sgranati che mi guardavano atterriti, imploranti e ancora pieni di lacrime e che mi pregavano di riportarla presto a casa: lei che amava (e ama tuttora) alla follia Londra e la lingua inglese, lei che ha fatto il diavolo a quattro per partire nonostante l’opposizione della mamma.

Questo quello che ho trovato lì a Londra e che ha fatto montare in me una furia profonda e sorda di cui un poco provo vergogna, ma che non riesco a contenere e che desidero sfogare scrivendo nonostante la stanchezza.

Di dormire quella notte neppure a parlarne, naturalmente. Il fiume di parole e lacrime di Serena è continuato ininterrotto tutta la sera, poi a cena (allorchè ho mangiato io solo), quindi in albergo sino a notte fonda, senza quasi mai staccare la mano dalla mia o distogliere lo sguardo dal mio, come per la paura di rivedere quelle immagini inquietanti che senz’altro si riaffacceranno, terribili fantasmi nella sua mente, chissà per quanto tempo ancora.

Serena si trovava due sole carrozze più indietro rispetto al vagone sul quale è avvenuta la deflagrazione. Un brutto taglio al di sopra del polso a causa d'una scheggia di vetro e alcune contusioni dovute all’arresto improvviso e al pur composto trambusto del dopo esplosione. Poi l’uscita dal treno, lenta ed esasperante, accompagnando, tirando per mano l’amica francese il cui viso sanguinava ma che non si riusciva a capire cosa avesse (un taglio in fronte, un’altra fortunata!), poi i soccorritori, un cartellino al polso (priority 3: nulla di grave!) e poi, ancora, attesa, medici, gente, sirene, rumore: paura!

E ora finalmente il ritorno a casa in aereo, col cugino preferito chiamato e comparso dal nulla in men che non si dicesse! Venezia vista di sfuggita mentre già la sua mano nella mia cessava di affondarmi le unghie nelle carni, poi il treno fino a casa. Ma una volta in stazione, ecco il primo fantasma: per guadagnare l’uscita dal binario d’arrivo occorre necessariamente transitare per il sottopasso. Tremendo sentire, toccare, sinanche condividere la paura della ragazza al mio fianco. Il percorso coperto quasi di corsa e nonostante l’affardellamento di valige e zaini, il suo respiro, un ansito crescente e affannoso, impossibile da dominare, la mano che tornava a serrare la mia, facendomi male con una forza insospettata in una creatura così esile e graziosa, alcuni singhiozzi soffocati in gola forse per vergogna o forse per timore d’esser presa in giro dal terribile cugino, come quando s’era bambini durante i pomeriggi da zia Marta!

Dopotutto si è ancora a casa, ci si può abbracciare di nuovo e si può ringraziare il Signore… che seguita ad amare le sue creature. Anche quelle più odiose ed empie: quelle che uccidono in Suo nome!

MB
Michele Baroncini
 

Messaggioda Andrea B.P.d.M. » lunedì 11 luglio 2005, 9:15

Con tutto il cuore, caro Michele, dai un bacio alla tua parente che ha scampato il peggio...
non aggiungo altro perche' il tuo resoconto mi ha fatto venire i brividi... spero che ella riacquisti fiducia nell'Uomo nonostante tutto...
Andrea B.P.d.M.

Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo, è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra.
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Messaggioda pompiere » lunedì 11 luglio 2005, 10:59

Se dicessi che a leggere viene la pelle d'oca forse sarei riduttivo. Direi ora fiumi di parole sulla vigliaccheria di chi sfoga la propria viscida fame di potere in nome di una religione su innocenti che certo non ne posso nulla.
Meglio che taccia dunque, essendo religioso sono certo che quel dio unico saprà a suo tempo dare l'unico giusto giudizio.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 luglio 2005, 16:03

Michele Baroncini ha scritto:Carissimi Amici, spero mi consentiate alcune personalissime considerazioni qui sulla nostra Piazza Principale che sento un po’ come la mia piazza. Oggi alle h. 19:00, al Marco Polo di Venezia, è atterrato il volo che mi ha riportato in Patria da Londra dov’ero volato nel pomeriggio del ferale giovedì 8 luglio (restando peraltro bloccato a Hetrow sino a tarda sera) per recuperare e riaccompagnare a casa Serena, una mia cugina diciannovenne...(omissis)...MB


Carissimo Michele,
che la tua giovane familiare possa presto tornare ad essere Serena, in tutti i sensi.

L'augurio è sentito e cordiale, e scusa se è stato espresso con una battuta di quart'ordine (in questi frangenti, è difficile far di meglio).

Non è certo da queste banalità che su quel volto provato nascerà un sorriso, ma la normalità è fatta anche (forse soprattutto) di minuscole cose.

Forza, Serena!

Forza, Occidente!

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Messaggioda MMT » lunedì 11 luglio 2005, 16:09

Carissimo Michele,
ti prego di portare da parte mia un abbraccio a tua cugina Serena, che sento vicina come quasi coetanea.
Posso solo e soltanto immaginare quello che ha provato in quei terribili momenti. Sono contento che ti abbia trovato pronto ad aiutarla e a "salvarla", con il tuo carattere forte.

Un abbraccio fortissimo,
Michele.
MMT
 
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 11 luglio 2005, 17:07

Carissimo Michele B.
hai tutta la mia simpatia e la mia solidarietà!

Un augurio alla tua parente e ringraziamo Dio per lei.

Così come non possiamo fare a meno di sentire dolore ed indignazione per ciò che è accaduto alle vittime.

Saluti cari
Grimaldi
 

Messaggioda Michele Baroncini » lunedì 11 luglio 2005, 18:05

Carissimi,

a nome di Serena Vi ringrazio per le squisite espressioni di solidarietà giuntemi pubblicamente e in privato! :P

Ancora una volta questo forum rivela d'essere, oltre che un piacevole e proficuo luogo di discussione, una comunità di persone legate da stima e vera amicizia. :P

un caro saluto a Voi tutti! :P

MB
Michele Baroncini
 

Messaggioda dome72 » martedì 12 luglio 2005, 20:18

Michele, leggo ora il tuo post: ti ringrazio tantissimo per averci fatto conoscere un risvolto di questo dramma collettivo che ha colpito da vicino anche i tuoi cari.

Un abbraccio forte a te e Serena anche da parte mia
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Messaggioda omero » mercoledì 20 luglio 2005, 14:25

Mi unisco anche io al cordoglio per le vittime, non insistendo sulla questione politica che in questa sede non sarebbe di buon gusto. Mi permetto di ricordare la nostra compatriota Benedetta Ciaccia che non ha avuto la fortuna di scampare all'ignobile attentato, e che è cugina di un mio carissimo amico residente proprio a Londra.

Pier Carlo Omero Bormida
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 20 luglio 2005, 15:41

La tua testimonianza (unita a quella di Michele) ribadisce quanto sia tristemente vero, caro Pier Carlo, che nessuno oggi possa dirsi estraneo a codeste tragedie.

Bene vale
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