fabrizio guinzio ha scritto:Sarebbe interessante conoscere meglio questo istituto. Secondo il Barbolani di Montauto era legato alla proprietà feudale e quindi superato e da sopprimere dopo la scomparsa della realtà che lo giustificava; ma si sarebbe dovuto procedere diversamente e non, secondo lui ed altri, incostituzionalmente. In Italia sicuramente presente nel Napolitano, in Sicilia e...? Chi ne sa qualcosa di più?
Più che un istituto , in altre zone d'Italia non influenzate dalla legge salica dei Franchi,
Venezia , Sardegna ( oltre a Puglia , Calabria, Basilicata, Sicilia) nei Secoli IX , X , XI era una consuetudine di ripiego in assenza di eredi maschili, ritenuta valida dall'impalcatura legislativa bizantina.
Attraverso la famiglia si trasmettevano ricchezza, posizione ed eventuale prestigio sociale, tradizione di partecipazione alla vita pubblica e a quella politica, in altre parole un’aspettativa di affermazione per i discendenti, che spetta ai singoli, certo, realizzare di volta in volta .
A differente da quella di concezione franco-imperiale, la nobiltà ereditaria che si stava formando nelle società sotto l'influenza culturale e legale bizantina era di due tipi :
una di fatto determinata dal possesso di latifondi ,
l’altra derivante dall’esercizio delle cariche pubbliche o dallo svolgimento di incarichi di corte, contemporaneamente legate ad un concetto di famiglia dalla quale si discendeva sia per via maschile sia femminile.
“ La nobiltà della provincia imperiale bizantina della Venezia altomedievale era associata alla ricchezza terriera e alla presenza negli uffici, tra il Secolo X ed il XI il concetto di nobiltà ereditaria si andava formando e consolidando”. ( H. Ahrweiller , in "Bureaucracy in Traditional Society" ) Nello stesso periodo non si era ancora diffuso, sia in Oriente che in Occidente, il sistema di trasmissione del nome secondo la linea paterna:
”Ciò che noi chiamiamo “cognome” poteva provenire o dal padre o dalla madre, o persino dalla nonna secondo la linea materna (…) inoltre gruppi di individui apparentai da un unico nome di famiglia rimanevano comunque in relazione reciproca anche se non formavano un lignaggio patrilineare: in questo caso i loro legami erano bilaterali ( e cioè patrilineari e matrilineari), e la loro separazione di cognati e agnati non era nettamente tracciata. Nella coscienza sociale bizantina del XI e XII Secolo il concetto di “genos” ( stirpe, lignaggio ) era applicato ad essi non meno di quello di famiglia patrilineare.
Salvo rare eccezioni possiamo a buon diritto considerare gli individui che portano lo stesso nome di famiglia come appartenenti ad un lignaggio, comprendenti cognati ed agnati." ( Da Alexander P. Kazhdan e Silvia Ronchey, “L’aristocrazia bizantina )Con il Secolo XIII ma soprattutto XIV a Venezia fu sviluppata una severissima legislazione nobiliare di successione strettamente maschile.