Software Archivi Parrocchiali

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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda MAX08 » giovedì 20 agosto 2009, 15:34

Un software creato apposta per la trascrizione digitale degli atti parrocchiali è il seguente : Certosa. Ne potete trovare una versione libera in questo sito :

http://www.cognomix.it/software_genealogia.php


Io non lo ho mai usato ma a leggere la descrzione sembra proprio il programma che state cercando; spero di esservi stato utile. :)

Saluti.
quod homines de Cenedese, Belluno, et Feltre erant liberi homines et nobiles (a.D. 1179) - Massimo Della Giustina

http://www.ascenedese.it
https://independent.academia.edu/massimodellagiustina
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda Rachis » sabato 28 novembre 2009, 21:35

Cortese RFVS,
essendomi iscritto da poco, sto cercando i topic più interessanti.
Il quesito che Lei propone è molto interessante ed il dibattito molto molto attuale.
Per i libri o registri di anagrafe sacramentale esistono dei programmi che possono essere utilizzati. Tra il sipa.net, un altro messo a disposizione nel sito della regione Lombardia ed altri elaborati per conto dell'Ufficio Beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana (cfr www.chiesacattolica.it) c'è da poter scegliere.
Ma, per personale esperienza nel settore, devo dirLe che sarebbe buono un database che venga aggiornato e non sia abbandonato nella ricerca. Quello che mi pare migliore e che ho sperimentato è filemaker pro. L'ho usato e mi ha fornito garanzie in ordine alla qualità, alle possibilità di ricerche incrociate, alla duttilità. In più gira su Mac os e su pc windows, che significa poterci lavorare con compatibilità tra sistemi operativi.
Quanto ai registri, alcune osservazioni:
1- vanno fatti restaurare da laboratori idonei (pagare meno = restauri non validi). La tradizione monastica, per antica esperienza degli addetti, è di certo garanzia di serietà. A costo di farne uno alla volta;
2- vanno fotografati e/o filmati riga per riga e portate le pagine su supporto magnetico (DVD) in almeno due copie (nel caso che una per motivi di rigatura del supporto non si legga, c'è sempre l'altra...);
3- avere un progetto chiaro e sapere bene cosa fare, programmando gli interventi e le fasi. Sembra banale, ma nel prosieguo dell'operazione accadono situazioni che potrebbero bloccare l'iniziativa;
4- la trascrizione. Cosa trascrivere? I dati o l'intero atto? Anche qui la scelta è fondamentale, poiché il database va tarato sulle nostre necessità.
5- a chi la competenza? Personalmente, se si conosce un paleografo, anche giovane, (soprattutto le grafie dei secc. XVI-XVIII sono ostiche e lo scioglimento delle abbreviazioni non sempre facile) è bene inserirlo nel gruppo di lavoro. E' il suo mestiere. Bisogna stilare delle schede sui singoli registri con dati precisi. Garantisce serietà e competenza anche di fronte al parroco.
6- si provi a vedere se in giro ci sono pubblicazioni di trascrizioni dei registri di anagrafe sacramentale. Non se ne trovano integrali. Pochissime sono le pubblicazioni, per le oggettive difficoltà (trascrizione, problemi linguistici, comparazioni di termini, nomi, ricostruzione di attribuzioni di nomi, ricostruzioni di genealogie per attribuire il nome laddove assente, apparati di corrispondenze, indici finali) e perché spesso di uso ed utilizzazione locale. Non hanno né mercato né sono ricercate per i limiti geografici dell'indagine...
7- l'entusiasmo è importantissimo ma anche le delusioni fanno bene: si sia pronti all'uno ed alle altre.
Ho abbastanza esperienza nel settore da essere contento che ci si adoperi per la salvaguardia di registri, che sono la nostra storia e contengono dati altrimenti impossibili da reperire altrove. Le parrocchie, al di là delle opinioni confessionali o laiche, hanno generalmente davvero conservato contrariamente allo Stato, che spesso ha distrutto parte significativa del patrimonio archivistico per incuria, per pochezza visuale, per miopia culturale.
Resto a disposizione.
Con cordialità e buon lavoro.
Rachis
Minima quoque docent.
Fragmenta colligere.
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda marcello.palermo » sabato 13 novembre 2010, 12:05

Penso che un programma versatile che si presta bene a questo tipo di esigenze sia access, che essendo un database relazione, invece di una semplice tabella come excell, sia da preferire.
Richiede soltanto poche conoscenze basilari, ma è dotato di buone potenzialità. Nell'archivio dove lavoro l'ho introdotto da molti anni in sostituzione di precedenti soluzioni, sia per la compilazione di indici, sia per la redazione di inventari, e si è dimostrato sempre soddisfacente non senza sorpresa di colleghi e utenti.
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda claudio2574 » lunedì 6 dicembre 2010, 19:28

Mi permetto di aggiungere la mia a questo topic. Di mestiere faccio sviluppo di software e archivi, perciò mi scuserete lo sproloquio.
Tutto quanto è stato detto sulla (scarsa) affidabilità nel tempo dei supporti informatici è vero. Questo vale anche per i DVD, che in uno degli interventi mi sembra siano stati messi su un piano superiore a quello dei CD; non è così.
Anche l'interoperabilità dei dati è un problema: sono stati citati excel (che NON è un software per archivi, ma è facile da usare), access (che ha una scarsissima stima da parte del settore professionale) e file maker pro. Non so su quale database si appoggi il software destinato alle Parrocchie (ne scrissi uno anch'io, decenni fa; girava su Commodore 64...). A mio avviso chi ha fatto questi riferimenti vede la cosa solo dal punto di vista del "suo" archivio.

Secondo me il punto, invece, è: chi lo gestirà in futuro?

Mi spiego meglio: ciascuno di noi ha dei documenti di carta, che in futuro saranno sempre più o meno leggibili e riconoscibili, a parte le inevitabili perdite dovute al tempo e ai fatti accidentali. Ciascuno di noi ha anche dei file (immagini, documenti, archivi): questi in (un breve) futuro saranno CERTAMENTE inutilizzabili: dove sono memorizzati? il supporto sarà integro? qualcuno avrà le password (se richieste)? esisterà ancora un hardware su cui montare il supporto? esisterà ancora un software in grado di leggerne il contenuto?
Esempio hardware: se avete un hard disk IDE, tra un paio di anni non riuscirete più a leggere i (facciamo 300 GB di) dati in esso contenuto, perchè è una tecnologia già obsoleta.
Esempio software: un mio amico professore universitario, in pensione da qualche anno, è assai dispiaciuto di non poter più disporre delle tesi dei suoi studenti, che aveva in Framework. I file non si leggono più, e un software di conversione Framework->Word, regolarmente pagato, si è dimostrato incapace di fare il suo compito.
Il punto è che la tecnologia informatica è formidabile per gestire il presente, ma è ancora troppo giovane per dimostrare di sapere reggere il passare del tempo.

Forse l'unica soluzione è quella di affidare il risultato di queste ricerche a dei siti web; sono stati già citati in questo topic.

Qui possiamo contare sul fatto che qualcuno si occupa del mantenimento nel tempo (il provider, pagato per questo), che qualcuno provvede a farne le copie (sempre il provider, sempre pagandolo), che l'archivio (non più gli archivi) è omogeneo e esteso, se lo si vuole, a tutti gli utenti che partecipano al progetto. Ormai da quasi qualunque posto si può accedere ad internet, sia per caricare che per consultare. I database che vanno per la maggiore in ambito web (MySQL, MSSQL, Oracle) hanno davanti a sé certamente una vita più lunga dei software prima ricordati e garantiscono affidabilità e capacità enormemente superiori.

Per esperienza duramente pagata in prima persona, ho imparato che l'informatica vive grazie alle copie e che il reale valore di un sistema informatico non è né nell'hardware né nel software, ma nei dati.

Grazie a tutti quelli che hanno avuto la temerarietà di arrivare qui in fondo. [sweatdrop.gif]
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda Bottacin Arturo » martedì 7 dicembre 2010, 14:08

Mi inserisco nel discorso archivi parocchiali in quanto sono curatore di un grande archivio storico a Spilimbergo qui i registri del 1600 sono stati restaurati già nel 1992 dalla Ditta Paolo Ferarris di Torino, ma nn posso quantificare i costi in quanto sono stati pagati dalla Sovraintendenza regionale con sovvenzioni dirette .
Io ho trascritto su cartaceo e su cd tutti i cognomi , lavoro arduo in quanto sono registrati per nome, ho fatto tutto il '500 e il '600 in quanto anni fà era gia stato fatto il cartaceo x cognomi degli anni successivi.Adesso è stato fotografato il volume del 1533-1601 e verra fatta una pubblciazione completa di tutto e la sua trascrizione, qsto. lavoro fatto da professionisti e amanti della storia quindi volontari e nn è poco vi assicuro. quindi se vuoi unn preventivo puoi scivere aPaolo ferraris o al centro di restauro Villa Manin di Passariano (UD) direttore Alessandro Giacomello. a presto

per quanto riguarda le opere passate es. abbiamo 32 microfilm ma ormai sono obsoleti si dovrà passarli su cd.
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 7 dicembre 2010, 17:34

Complimenti per il lavoro fatto!
Il microfilm però non è affatto supporto superato dato che può durare anche 500 anni mentre il CD dopo alcuni anni si smagnetizza ;)
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda claudio2574 » martedì 7 dicembre 2010, 19:17

Alessio Bruno Bedini ha scritto:... il CD dopo alcuni anni si smagnetizza ;)


Solo un'osservazione tecnica: il CD è un supporto ottico (areola riflettente/non riflettente), non magnetico (calamitina orientata da una parte o dall'altra). Non si smagnetizza: si graffia o si distorce. Ma il risultato è lo stesso. [throw.gif]
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Re: Software Archivi Parrocchiali

Messaggioda danti73 » sabato 11 dicembre 2010, 19:27

Sapevo che il restauro dei registri parrocchiali erano a cura della Soprintendenza dei Beni Storico Artistici. Non ho capito se il registro di cui parla è suo o di una parrocchia. Nel primo caso sarebbe giusto riconsegnarlo alla diocesi o alla parrocchia di appartenenza. Ricordo che qualche anno fà un calabrese emigrato a Roma trovò in mercartino dell'antiquariato un registro parrocchiale di Monteleone (oggi Vibo Valentia). Come ci fosse finito il registro dalla Calabria a Roma non è chiaro, tuttavia il signore che lo aveva ritrovato ha pensato di acquistarlo e riconsegnarlo alla parrocchia con grande compiacimento del vescovo e del clero della zona che fecero una festa all'atto della riconsegna. Pensate che a Castelmonardo (oggi Filadelfia) manca l'intero archivio storico! Da una nota del parroco dell'epoca risulta che i registri furono consegnati ad un nobile della città che li prendeva in consegna per studiarli. I registri non tornarono più alla parrocchia. Si è chiesto ai discendenti del "nobile signore" di restituirli ma nessuno ne sapeva nulla. Inutile dirvi che patrimonio è andato perduto, anche se qualcuno è ancora convinto che non sia proprio andato perso e che i registri continuano ad essere in mano a quella famiglia aristocratica.
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