Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Tilius » lunedì 13 settembre 2010, 15:20

Cronista di Livonia ha scritto:Plaudo alla coraggiosa iniziativa del comune in questione che finalmente lancia la sfida al giogo vetero-comunista che preclude l'uso legittimo di quello che e' di fatto un elemento identificativo della famiglia (e non gia' della nobilta') al pari del cognome.
Spero che altri comuni vogliano seguire questa strada sino a costringere la nostra bolscevica Repubblica ad ammainare le sue rosse bandiere ed a riconoscere finalmente la giusta tutela agli stemmi.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


Aborro l'aberrante iniziativa del comune in questione che inopinatamente tenta riesumazioni di stampo vetero-nostalgico (per non dire ****ista) piegando a illeggittimi scopi di propaganda quello che parte del patrimonio genealogico al pari del cognome, e che potrebbe uscirne solo ulteriormente svilito dalla gestione operata da istituzioni totalmente prive della competenza necessaria.
Spero che non vi siano altri comuni che intraprendano goliardate similari: la nostra Repubblica delle Banane é afflitta da ben altri problemi per dover anche reprimere gli abusi che una simile gestione "allegra" inevitabilmente porterebbe con sè.
Cordialmente,

Tilius
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Michele Baroncini » lunedì 13 settembre 2010, 15:59

Aborro l'aberrante iniziativa del comune in questione che inopinatamente tenta riesumazioni di stampo vetero-nostalgico (per non dire ****ista) piegando a illeggittimi scopi di propaganda quello che parte del patrimonio genealogico al pari del cognome, e che potrebbe uscirne solo ulteriormente svilito dalla gestione operata da istituzioni totalmente prive della competenza necessaria.
Spero che non vi siano altri comuni che intraprendano goliardate similari: la nostra Repubblica delle Banane é afflitta da ben altri problemi per dover anche reprimere gli abusi che una simile gestione "allegra" inevitabilmente porterebbe con sè.
Cordialmente,

Tilius


In pieno accordo con Lei. Solo escluderei la qualificazione di "****ista", mi pare eccessiva e rischia di dare l'erronea idea, già fonte di molteplici danni, che l'araldica sia legata a un'ideologia di stampo reazionario e consimili amenità... 8-)

saluti
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Tilius » lunedì 13 settembre 2010, 16:30

É un ****ista completabile a piacere.
Al limite anche fiorista. :D
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Michele Baroncini » lunedì 13 settembre 2010, 16:35

Tilius ha scritto:É un ****ista completabile a piacere.
Al limite anche fiorista. :D


:P :P :P
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 13 settembre 2010, 16:55

In effettti sono vari i rischi e i fraintendimenti insiti in questa iniziativa. Innanzi tutto, a dispetto dell'ambito istituzionale sbandierato :D, c'è l'assoluta insussistenza di una qualsivoglia ufficialità giuridica o legale del "Registro".
Poi anche il dubbio sottolineato da Tilius, quello che a gestire il tutto siano istituzioni o persone totalmente prive della competenza necessaria. Chi e cosa certificano il valore e la competenza di più o meno abili "esperti" che devono disciplinare il tutto?
E, ancora, direi, che la scelta di dotarsi di uno stemma è già legittima e non ha assolutamente il bisogno dell'intervento dello Stato, della Regione o del Comune: oggi, dovrebbe essere il risultato di un percorso personale, una scelta consapevole e meditata, con la chiara comprensione di cos'è uno stemma e l'araldica. Distribuire stemmi "a pioggia", così, a corredo del "Palio della castellana" o della "Tenzone della salamella" tra i visitatori come se fossero numeri del telefono e poi redigerne il loro elenco, le "Pagine araldiche" del Comune, ecco davvero mi pare una totale svalutazione della nobile arte e della disciplina dell'araldica che mi sembra non abbia bisogno di questa sorta di Dungeons & Dragons comunal-amministrativo.

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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Tilius » martedì 14 settembre 2010, 8:29

Michele Baroncini ha scritto:
Tilius ha scritto:É un ****ista completabile a piacere.
Al limite anche fiorista. :D


:P :P :P


Celie a parte (gli anatemi del Cronista si prestano splendidamente a ottimi esercizi di parafrasi... [dev.gif] )... posso solo aggiungere:
stiamo a vedere.
Non vorrei che per eccesso di prudenza si finisca per foderarsi gli occhi col sacro prosciutto del pregiudizio.
Anche se se i timori di una possibile/potenziale/probabile deriva populista che ho espresso fra le righe, li ho tutti (son scettico di natura, perdonate [sorry.gif] ).
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda adj » martedì 14 settembre 2010, 8:48

Tilius ha scritto:deriva populista


Ah, ecco! :D
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 14 settembre 2010, 9:45

Ringrazio Tilius per i complimenti ai miei anatemi, spero che si diverta a parafrasarli quanto io mi diverto ad elaborarli.

Spero che si comprendesse il tono tra il serio e dil faceto del mio intervento.

Il punto voleva essere, "non sarebbe male se vi fosse un registro araldico nazionale", naturalmente sorgono spontanei i dubbi sulle capacita' di un piccolo comune di poter gestire un simile registro.

In fin dei conti la nostra Costituzione conserva i predicati _nobiliari_ precedenti al 1922, perche' non dovrebbe tutelare gli stemmi che sono proprieta' anche di famiglie non-nobili?

Il discorso fatto da qualcuno "basta disegnarsi il proprio stemma ed usarlo, che bisogno c'e di registri?" e' un discorso fondamentalmente ingenuo ed anche un po' miope. Il nostro FJVT innalza uno stemma, cosa mi impedisce di copiarlo ed usarlo a mia volta od anche di registrarlo come marchio della mia azienda e di fronte ad una sua eventuale protesta costringerlo magari al silenzio in tribunale ed anche a pagarmi i danni e le spese legali?

No, un regsitro nazionale degli stemmi delle famiglie italiane (antichi o nuovi che siano) non sarebbe male. Il dubbio di fondo resta pero' "puo' sorgere tramite simili iniziative dal basso o si trasformeranno in semplici bancarelle di simil-genealogia che per una mera omonimia vi scoveranno parenti ed antenati nobili in mezza Europa?"

Cordialmente,

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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 14 settembre 2010, 10:32

Gentile Cronista,

il mio Wildman è assai tollerante e bonario, l'aria dei monti e la tranquillità dei boschi, sa com'è... sono certo che se lo vorra "copiare" non avrà nulla da ridire, visto che io stesso, identità fittizia, vero pesudonimo da forum, l'ho copiato da quel che era in realtà... :D

Ecco, mi sono sempre chiesto quanto tutta quest'ansia affannosa di registrazione, registri, annuari, araldici, etc., sia realmente motivata per l'araldica contemporanea. Facciamo un esempio pratico: sono il classico Sig. Mario Rossi, nel 2010 mi invento un bello stemma ex novo, e lo uso con discrezione e gusto sulle poche cose che lo consentono. Ma a chi caspita salterà mai in mente di andarmelo a copiare facendolo il suo brand di successo? Chi penetrerà nottetempo in casa nei miei ex libris e sui pochi oggetti personali che lo raffigurano carpendolo con dolo? Suvvia, possibile che tutti gli stemmi moderni siano li pronti ad essere copiati da industriali/commercianti senza fantasia e senza scrupolo con il gusto dell'araldica moderna altrui di signori nessuno? Quante sono, per non essere davvero ingenui, le possibilità reali che questo avvenga? Molto poche se non scarsissime.

Detto questo sul "grande pericolo" che, davvero ingenuamente, si accampa sempre in questo genere di raccolte moderne, la mia sensazione è che sia una ben più nota e comprensibile aspirazione, con cui siamo naturalmente molto indulgenti (ci mancherebbe :D!). Semplicemente quella di esserci, di lasciare un segno - nell'impossibilità di avere la propria arma già consacrata da una più o meno antica e diffusa tradizione storica - di comparire in un "Registro araldico" di un paese e, ora, addirittura di un comune. "Registro araldico", suona molto bene, "fa fine", ed è assai accattivante. La cosa mi rammenta, l'ebbrezza che probabilmente dovevano provare i primi possessori del telefono a comparire su quegli esclusivi elenchi numerici che li qualificavano come dei privilegiati possessori di un oggetto molto raro.

Ecco i Registri araldici di stemmi moderni, alla fine, rischiano di diventare poco più che un "elenco telefonico" dell'araldica, un elenco di signori che nel 2010 hanno deciso legittimanete di crearsi uno stemma. E lo rischiano ancor più ove ci si mettesse, come sembra qui sia il caso, a distribuire stemmi a chiunque e comunque a corredo di sagre, palii, tenzoni, più o meno medioevali.

Realizzate onestamente e con le migliori intenzioni, sono ovviamente operazioni legittime, ci mancherebbe, e il mio parere è quello di un Signor nessuno che ha diritto alla sue opinioni. Ma mi chiedo: c'è davvero bisogno dello Stato, della Regione, del Comune, del Vigile urbano, del Carabiniere, per fare una cosa del genere? Io direi di lasciare i funzionari e gli amministratori pubblici alle loro più usuali faccende, che già li impegnano parecchio... [sweatdrop.gif]

Un saluto,

FJ

P.S. Altra cosa sarebbe la salvaguardia e la tuttela di stemmi storici, antichi e famosi, quelli si che sono a rischio di essere copiati. Mi ricordo una ditta di tessuti di lusso che aveva come logo lo stemma degli Asburgo Lorena...
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 14 settembre 2010, 10:47

Cortese FJVT,

concordo che il rischio di veder copiato lo stemma X di un Signor Mario Rossi, sia modesto, pero' esiste, magari non lo si fa con dolo (oppure si), ma esiste. Gia' mi vedo un nutrito numero di aziende vinicole cinesi a caccia di stemmi europei (in primis francesi, ma perche' no anche italiani) atti a nobilitare le loro produzioni locali ed a confondere gli ignari. Come ci si potrebbe non fidare di un vino che innalza uan splendida arme coronata?

Ma al di la' di questo e' ben piu' grave e presente come lei giustamente ricordo il pericolo corso da quello che e' un patrimonio storico familiare e nazionale. Stemmi famosi sono sostanzialmente privi di tutela e quasi chiunque puo' sbandierare cio' che vuole.

Il problema, dal mio punto di vista, e' che da un lato lo Stato non percepisce la necessita' di tutelare questo patrimonio e dall'altro rifugge dal farlo in quanto lo vede come aristocratico nemico della Repubblcia (dimenticando che quasi tutte le nostre storiche Repubbliche erano aristocratiche).
Non penso che sarebbe poi cosi' oneroso riattivare un registro degli stemmi storici e non, anzi si potrebbe forse portare pure qualche Euro nelle esauste casse dello Stato, ma, almeno in alto, nulla si muove.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


P.S. Grazie per l'offerta del Selvaggio, ma in casa abbiamo ereditato la controparte femmile, che preferisco, in primo luogo ha un nesso familiare ed in secondo la trovo un filo piu' graziosa!
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 14 settembre 2010, 11:05

Cronista di Livonia ha scritto:Cortese FJVT,
concordo che il rischio di veder copiato lo stemma X di un Signor Mario Rossi, sia modesto, pero' esiste, magari non lo si fa con dolo (oppure si), ma esiste. Gia' mi vedo un nutrito numero di aziende vinicole cinesi a caccia di stemmi europei (in primis francesi, ma perche' no anche italiani) atti a nobilitare le loro produzioni locali ed a confondere gli ignari. Come ci si potrebbe non fidare di un vino che innalza uan splendida arme coronata?


Gentile Cronista,

come Lei sa bene, la tutela dei marchi è la cosa più pervicacemente intutelata al mondo a dispetto di serie legislazioni. Griffes ben più celebri dell'eventuale stemmino del signor Rossi, sono quotidinamente copiate, taroccate e commercializzate con dolo senza che nessuno dica o faccia nulla in Cina come in Europa... figurarsi gli stemmi vinicoli scopiazzati dagli stemmari europeii dai cinesi...
Il principio è naturalemte sacrosanto ma la realtà quotidiana è purtroppo un'altra.

Cronista di Livonia ha scritto: Non penso che sarebbe poi cosi' oneroso riattivare un registro degli stemmi storici e non, anzi si potrebbe forse portare pure qualche Euro nelle esauste casse dello Stato, ma, almeno in alto, nulla si muove.
Cordialmente,


Concordo. Ho sempre pensato che la molla fiscale potrebbe essere il motivo più realistico nel dare seguito a operazioni di questo tipo. Del resto è sempre stato così, le gabelle araldiche hanno sempre ingolosito le "prerogatve regie" dei vari sovrani che registravano e concedevano per il quattrino sonante.
Mi pare che il Sud Africa conceda le sue registrazioni a caro prezzo. Se lo diciamo a Tremonti, visti i tempi, altro che stemmi: si mettono a conceder principati!

Cronista di Livonia ha scritto:P.S. Grazie per l'offerta del Selvaggio, ma in casa abbiamo ereditato la controparte femmile, che preferisco, in primo luogo ha un nesso familiare ed in secondo la trovo un filo piu' graziosa!


Beh, allora facciamoli almeno incontrare :D... chissà che ne non nasca qualcosa :D

Un saluto cordiale,

FJ
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Paolo Bizzozero » giovedì 23 settembre 2010, 0:18

Riscontro con piacere l’interesse che l’iniziativa promossa dal Comune di Mesenzana con il Centro Studi Araldici ha suscitato.
In merito poi alle domande ed alle ipotesi sulle caratteristiche dell’iniziativa formulate in alcuni interventi, rammento che per evitare congetture più o meno fantasiose, o più o meno imprecise, come sempre è sufficiente rivolgersi direttamente alle “fonti”, che in questo caso sono appunto il Comune di Mesenzana ed il Centro Studi Araldici (i recapiti sono facilmente reperibili, comunque per comodità ricordo l’indirizzo mail dell'ente a cui mi onoro di appatenere: comunicazioni@centrostudiaraldici.org) .

Con i più cordiali saluti
Paolo Bizzozero
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 23 settembre 2010, 9:21

Più che l'interesse, per quel che mi riguarda, diciamo piuttosto la sbigottita sorpresa e l'incredulità, per una discutibile commistitone di complicati aspetti giuridici e araldici che l'iniziativa sembra presentare in modo semplicistico e confuso.

Si è discusso mi pare, solo in base a quanto dichiarato dallo stesso sindaco del Comune, ovvero che «per la prima volta in tutta Italia, Mesenzana riconoscerà gli stemmi araldici familiari» attraverso un «Pubblico Registro Araldico del Comune» e, ancora, «Per la prima volta un ente pubblico ne riconoscerà e disciplinerà l'uso. (...) I residenti potranno fregiarsi, gratuitamente, del proprio stemma. I simboli di riconoscimento entreranno a far parte di un archivio ufficiale.» La stessa informazione in effetti vedo che è riportata sul sito del Suo sodalizio, http://www.centrostudiaraldici.org/noti ... liano.html

Le parole riportate dalle fonti on line utilizzate nella discussione sono quindi in linea con le "fonti dirette" e, mi pare, abbiano un senso ed un significato chiaro: ovvero, il sindaco del comune di Mesenzana ha iniziato ad attuare motu proprio un'attività di "riconoscimento" e di "disciplina d'uso" degli stemmi a cui conferisce un valore "ufficiale" attraverso un "pubblico registro" che diventa appunto un "archivio ufficiale". Alle famiglie prive di stemmi ne verranno gratuitamente "concessi" e "riconosciuti" di nuovi.

Ora, è evidente l'assoluta insussistenza giuridica per attuare una simile procedura pur condita a iosa da termini accattivani, quali "ufficiale", "pubblico registro", "riconoscimento", etc., da parte di un Comune o di un Sindaco, che sono del tutto privi di qualsiasi fons honorum o di veri e chiari strumenti giurico-normativi per svolgerla nelle loro vesti di pubblico ufficiale o di Ente pubblico, e il rischio di scadere nel ridicolo è dietro l'angolo.
Ma manca anche una qualsiasi tradizione storica in questo senso a cui eventualmente richiamarsi in assenza di una normativa vigente, perché tra le attività di Consoli e decani dei piccoli comuni delle campagne lombarde non vi era certo quella della certificazione e disciplina araldica, a meno che ab antiquo proprio i sindaci di Mesenzana avessero ricevuto tale privilegio dall'autorità sovrana, fatto che allora rappresenterebbe un precedente significativo.

Se invece si tratta di un'operazione culturale di raccolta e censimento di stemmi sul territorio comunale promossa e patrocianata dal Sindaco e dal Comune, attuata in occasione di un festival di rievocazione medioevale, allora, si sgombri il campo dall'equivoco chiamando semplicemente le cose con il loro nome, per quello che sono, e se ne potranno apprezzare senza dubbi o riserve gli aspetti certamente benemeriti.

In ogni caso, già che c'era, nel contesto di una discussione, delle semplici note esplicative e chiarificatrici da parte Sua sarebbero state utili.

Un saluto cordiale,

FJVT
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Paolo Bizzozero » venerdì 24 settembre 2010, 1:47

Caro Franz Joseph von Trotta,
la mia era un’osservazione di carattere generale, ma vedo che si è comunque sentito chiamato in causa.

Le questioni che pone sono molteplici, ma in realtà ho l’impressione che sia una sola, anche se non esplicitata.

Parto dal fondo: Lei mi rimprovera “nel contesto di una discussione, delle semplici note esplicative e chiarificatrici da parte Sua sarebbero state utili”. Ha perfettamente ragione: potevo. Esattamente come Lei avrebbe potuto informarsi con maggiore serietà sulle caratteristiche dell’iniziativa in oggetto o avrebbe potuto contattarci direttamente per capire realmente i termini della questione, verificare come funzioni questa iniziativa e su quali basi giuridiche sia stata impostata, chiarire insomma i Suoi pur legittimi dubbi, per poi esprimere la propria valutazione (anche negativa) su basi certe; ma non l’ha fatto.
Ha presente quelle persone che per ricostruire il proprio passato familiare si affidano alle pergamene commercializzate in occasione di sagre e fiere invece che impegnarsi in una più faticosa ricerca d’archivio ? Similmente –stando a quanto da Lei scritto- per conoscere e comprendere i meccanismi di questa iniziativa ha preferito limitarsi a leggere uno stringato resoconto fatto da stampa non specializzata e successivamente il comunicato stampa di presentazione (che in quanto tale ha carattere divulgativo non certo scientifico).
Ecco il nocciolo della questione, si ha la netta impressione che Lei sia per partito preso contrario alla possibilità che un comune possa occuparsi di araldica familiare, o forse che sia ostile verso chi promuove questa specifica iniziativa, ovvero il Centro Studi Araldici.
Beninteso entrambe le ipotesi rappresentano delle scelte legittime.
Ci avversano già i commercianti di pergamene araldiche, si può aggiungere tranquillamente anche Lei.
Questo inoltre spiegherebbe (ma non giustificherebbe) anche qualcosa di meno legittimo. Infatti Lei per sostenere le Sue posizioni ha fatto ricorso ad una serie di approssimazioni ed imprecisioni, di cui ritengo che la più grave (ma non la sola) sia l’aver sostenuto che gli stemmi che saranno inseriti nel “Pubblico Registro Araldico di Mesenzana” saranno “concessi” (suppongo dal Comune in oggetto) con tanto di virgolette ad indicare una citazione testuale. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con l’araldica intuisce immediatamente la rilevanza ed il peso di tale attribuzione.
Questo però è semplicemente falso.
Tale espressione non figura né nel comunicato stampa, né nelle parole del sindaco, né nel regolamento del registro, né in alcun altro documento ad esso riferito e del resto mai ci sogneremmo anche solo di concepire una simile sciocchezza.

Ecco dunque spiegato perché ho ritenuto inutile fornire “delle semplici note esplicative e chiarificatrici”, perché in un simile contesto mi sono parse semplicemente inutili: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Quando dovesse cambiare idea e dovesse decidere di argomentare le Sue critiche in maniera più seria e corretta (magari rinunciando anche a prese di posizione preconcette) mi contatti pure.

Buona notte
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Re: Riconoscimenti araldici concessi DA Comune italiano

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 24 settembre 2010, 9:36

Gentile Signor Bizzozero,

spiace che la metta sul piano di un contrasto "per partito preso" di cui non ho alcun motivo.

Le cose sono molto semplici e credo che Lei capisca benissimo: un Comune ed un Sindaco della Repubblica italiana, NON hanno alcun ruolo giuridico o giustificazione normativa per occuparsi "ufficialmente", cioè nella loro veste di Ente amministrativo o di Pubblico ufficiale, di stemmi nuovi o antichi che siano. Non possono cioè "riconoscere" o "disciplinare" proprio nulla, né istituire "pubblici registri araldici", ovvero raccolte che conferiscano un qualche valore giuridico agli stemmi ivi trascritti - come avviene per l'unica raccolta di questo tipo oggi esistente e consentita, ovvero il Libro Araldico degli Enti morali dell'Archivio centrale dello Stato - indirizzati ad una sorta di "tutela legale" che in Italia, - ci piaccia o meno, non è questo il punto - la legge NON attribuisce agli stemmi personali. Tutte cose invece accennate ed evocate, nel pur stringato, ma chiaro in tal senso, comunicato riportato anche della Sua società araldica che cito integralmente alla fine del mio scritto per comprendere se davvero io sia stato poi cosi approssimativo o impreciso o se possibili fraintendimenti sono già insiti nel testo della Vostra comunicazione.

Sgombrato il campo da questo equivoco, che Lei continua a non voler chiarire, non vi sarebbe problema ad apprezzare una operazione storico-culturale di raccolta, censimento e valorizzazione degli stemmi del territorio svolta con il patrocino comunale, unico modo in cui un comune si può certamente occupare di araldica familiare. Ma, ripeto, a mio avviso si tratta solo di chiamare le cose con il loro nome senza creare inutili fraintendimenti.

Ognuno naturalmente è libero di approcciarsi e occuparsi della disciplina araldica nel modo in cui meglio ritiene, ma sono altrettanto legittime, credo, eventuali critiche ed osservazioni svolte nel merito e in modo garbato, soprattutto quando si sfiora un ambito così serio come questo ove la confusione e l'approssimazione è già molta.

Un saluto cordiale,

FJVT

«Mesenzana: primo comune araldico italiano
PER LA PRIMA VOLTA in Italia un ENTE PUBBLICO RICONOSCERA' gli stemmi araldici FAMILIARI.
Giovedì 9 settembre alle ore 21.00, presso la Sala Consiliare del comune di Mesenzana (provincia di Varese), verrà presentato il “PUBBLICO REGISTRO ARALDICO DEL COMUNE DI MESENZANA”. Gli stemmi araldici familiari in Italia sono in uso da circa 900 anni, ma in passato solo gli stemmi nobiliari hanno goduto di una tutela giuridica, e con l’avvento della repubblica anche a essi è stato negato tale diritto. Ora per la prima volta UN ENTE PUBBLICO NE RICONOSCERA' E DISCIPLINERA' L'USO". L’iniziativa messa a punto dal comune di Mesenzana con il supporto tecnico del Centro Studi Araldici rappresenta dunque un evento epocale per questa disciplina e per i suoi cultori. A presentare l’iniziativa il suo ideatore, il dr. Raffaele Coppola, rettore del Centro Studi Araldici.»
http://www.centrostudiaraldici.org/noti ... liano.html
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