UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » sabato 10 agosto 2013, 12:51

Senza creare uno spin-off dalla discussione, per una mia curiosità, puoi rispondermi ad una domanda ma senza risposta.

Atteso che lo SMOM intrattiene rappporti con la quasi totalità degli Stati da cui in maggioranza viene riconosciuto, atteso che, quindi, è presente con sue associazioni nazionali in questi paesi, atteso che in Italia ha un Corpo Militare di Sanità Militare ausiliario dell'Esercito, ha lo SMOM in altre nazioni in cui è presente analoghi corpi militari ausiliari dell'Esercito o delle FF.AA.?

La risposta al tuo quesito non è sempre e così facilmente rintracciabile nei siti web delle società nazionali: ausiliarietà algli eserciti è fuori discussione ma bisogna capire come si esplica ed è un dato quasi sconosciuto.

Come vedi, ho postato un documento americano sulle uniformi in uso da personale della American Red Cross in ausilio allo US Army. Ma se vai sul sito americano, un aspetto che compare attualmente è quella del supporto all'attività di comunicazione tra militari americani di qualsiasi forza ed i loro congiunti attraverso il network della ARC.

Probabilmente l'Italia e la società nazionale CRI è l'unica, nel panorama mondiale, ad avere un suo Corpo Militare in pianta stabile anche se questa realtà è relativamente giovane poichè ha avuto la sua espressione numerica attuale a partire dagli anni ì70 del secolo scorso: intendo dire che, prima di quella data, il personale del CM CRI in servizio coninuativo era veramente ridotto all'osso sia nelle articolazioni regionali (quando mi sono arruolato io, nel 1985, c'era a Torino un capitano ed un maresciallo) che centrali. Si anadava definedo cioè l'idea di un Corpo Militare stabile mentre per quasi un secolo era costituito quasi esclusivamente di solo personale in congedo.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » sabato 10 agosto 2013, 16:57

T.G.Cravarezza ha scritto: le Società nazionali degli altri stati svolgono questo duplice scopo: ausilio alle Forze Armate nazionali durante i conflitti armati (o anche per le missioni di pace) e ausilio alla sanità pubblica. Cioè, sono ancora in essere entrambi gli obiettivi per le altre Società nazionali? Come svolgono il servizio a sostegno delle Forze Armate? Esistono altri Corpi militari CR o il servizio è svolto solo in ambito civile?


chi se ne vuole avvalere la C.G. prevede questo,dipende da Stato e Stato e relative FF.AA. tipico esempio la CR Americana U.S.A. dove ne fanno ampio uso in ambito militare ed in quello civile prevalentemente prefigge e promuove gli scopi umanitari (DIU. Donazione Sangue,Raccolte di generi di prima necessità Assistenza vulnerabili)minimamente svolge "118" demandato a settori dei VVFF....sottolineo che i Volontari CR in USA sono altamente considerati e degni di ammirazione pubblica,hanno sconti particolari ed agevolazioni il Movimento della CR gode di ampia salute e riconoscimento pubblico a tutti coloro che ne sono Soci riservato in egual modo appartenenti a società internazionali.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 10 agosto 2013, 20:23

gnr56 ha scritto:Senza creare uno spin-off dalla discussione, per una mia curiosità, puoi rispondermi ad una domanda ma senza risposta.
Atteso che lo SMOM intrattiene rappporti con la quasi totalità degli Stati da cui in maggioranza viene riconosciuto, atteso che, quindi, è presente con sue associazioni nazionali in questi paesi, atteso che in Italia ha un Corpo Militare di Sanità Militare ausiliario dell'Esercito, ha lo SMOM in altre nazioni in cui è presente analoghi corpi militari ausiliari dell'Esercito o delle FF.AA.?

Che io sappia l'unico Corpo militare ausiliario di Forza Armata facente capo ad un'Associazione nazionale di cavalieri SMOM è quello italiano. In altri stati l'Ordine, tramite le sue Associazioni nazionali, svolge vari servizi, anche molto attivi (in Irlanda è fondamentale per il 118), ma non mi pare esistano altri corpi militari.
Però lo SMOM non ha tra i suoi scopi costituenti l'ausilio alle Forze Armate tramite l'assistenza sanitaria ai feriti militari e civili a causa di conflitti armati che è anche uno specifico mandato stabilito dalle Convenzioni di Ginevra e accettato da tutti i sottoscrittori che riconoscono, proprio per questi scopi, quale simbolo internazionale la croce rossa. Per questo sarebbe interessante capire come svolgono il servizio di ausilio alle forze Armate le Società nazionali di Croce Rossa degli altri stati, sempre che lo svolgano ancora oggi.
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Messaggioda fabione 66 » sabato 10 agosto 2013, 23:45

T.G.Cravarezza ha scritto: Per questo sarebbe interessante capire come svolgono il servizio di ausilio alle forze Armate le Società nazionali di Croce Rossa degli altri stati, sempre che lo svolgano ancora oggi.


altrettanto interessante capire la necessità da parte delle FF.AA. di avvalersi di Corpi Ausiliari ?
al contempo dei dicasteri vigilanti ?...
aggiungo un link per chiarire o farsi un'idea
http://www.ifrc.org/en/what-we-do/idrl/ ... nce-62580/
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Messaggioda Volpegrigia72 » domenica 11 agosto 2013, 4:10

L'unica Società Nazionale di C.R./M.R. dotata di un corpo militare (che veste uniformi del tutto identiche, anzi le stesse, a quelle in dotazione ad una delle FF.AA. nazionali) è senza alcun dubbio quella italiana. Ciò, anche se è inutile che mi ripeta, ha creato e crea a tutt'oggi non pochi imbarazzi in ambito internazionale, tanto che più volte la nostra Associazione è stata sollecitata da Ginevra a provvedere in qualche modo a mutare questo stato di cose o attraverso lo scioglimento di questo ente oppure almeno con il cambio di uniforme in favore di una combinazione di vestiario tale da permettere di distinguere il personale C.R.I. dall'Esercito Italiano. Il che per palesi ragioni di confusione tra due categorie di personale nettamente distinte che possono trovarsi ad operare in modo contiguo in un territorio in cui si sta svolgendo un conflitto armato:
1) il personale del C.M. C.R.I.;
2) il personale civile/volontario del C.I.C.R. oppure di una o più Società Nazionali.
Infatti, và da se che in certi posti del mondo, come si è riflettuto più volte, associare tutti gli appartenenti al movimento a dei soldati che, tra le altre cose, a torto o a ragione spesso vengono percepiti come una forza di occupazione o, comunque, ad essi in qualche modo collegati, non giova certo all'incolumità fisica di chi si aggira per tali territori protetto unicamente dal simbolo che indossa (veggasi punto 2)). Inoltre, ritornando a questioni del tutto italiane, a livello associativo centrale pare (ma quasto è solo ciò che ho udito e sulla cui veridicità non garantisco ma non ho neppure ragione di dubitare) non sia proprio del tutto gradito che componenti del Corpo Militare partecipino sovente ad attività addestrative non direttamente pianificate e gestite dal medesimo ed a competizioni del tipo: gare di tiro, gare di pattuglia ecc., indossando l'uniforme corredata delle insegne C.R.I., per la ragione che, come previsto dalle CC.G., il personale di C.R., impegnato in operazioni di soccorso nel corso di conflitti armati viene dotato del solo armamento personale a scopo di autodifesa e di protezione dei feriti, dei mezzi, dei materiali e delle installazioni a loro affidati. Nel ribadire, comunque come sia assolutamente lecito e sacrosanto che tale personale venga adeguatamente addestrato all'uso di tale tipo di armamento... ma non di altro, traspare come attività militari di tipo prettamente più aggressivo rispetto a quelle previste dalle CC.G. non vengano viste granchè di buon occhio dagli attuali vertici associativi ai quali, ricordo, volente o nolente, rispondono anche i componenti del C.M. poichè, "IN PRIMIS", soci della C.R.I., sempre che non siano mobilitati (im merito và specificato che la mobilitazione in ausilio delle FF.AA. avviene solo ed esclusivamente qualora il presidente della Società Nazionale vi apponga il proprio nulla osta... sennò non se ne fà nulla).
Per Fabione... nelle fila dei Volontari di medici ed infermieri ce ne abbiamo a paccate oltre ad altre categorie professionali di tutto rispetto... uno dei suddetti è la mia consorte... medico anestesista/rianimatore ;-).
Concludendo: è del tutto vero che lo stesso movimento è nato e si è sviluppato attraverso l'attività di cura dei militari feriti sui campi di battaglia, in particolare come corpo ausiliario della sanità militare ma... e ripeto ma... non siamo più nel 1859 a Solferino... siamo nel mondo globalizzato del 2013... da allora la storia ha apportato dei cambimenti assolutamente profondi ed imprevedibili per le menti di quel tempo. Non usiamo tutto ciò come scusa per continuare a non voler cambiare ciò che tutto il mondo ci chiede di fare...
P.S.: la Croce Rossa ha davvero contribuito a scrivere pezzi della la storia militare (appunto... della storia)... purtroppo o fortunatamente (il dibattito è aperto) le pagine del libro che ha contribuito a scrivere sono terminate ormai da svariati decenni, perchè non siamo noi a dover far più parte di tale tipo di storia. I militari facciano i militari... i volontari di C.R./M.R. ecc. ecc.... il che per evidentissime questioni etiche e deontologiche.
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Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
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Messaggioda fabione 66 » domenica 11 agosto 2013, 11:06

quindi la C.G. non funziona ed è obsoleta perchè non viene osservata dai belligeranti regolari e non...quindi si chiuda pure non serve perchè garantisce e tutela poco o nulla,
e pensare che appena c'erano venti di guerra era primaria importanza della diplomazia l'adesione alla C.G. degli stati belligeranti nel caso non vi avessero aderito e sottoscritto le regole convenute.....
gli imbarazzi internazionali si sono creati per l'ignoranza delle norme...
se l'Italia ritiene opportuno che il Corpo Militare CRI è utile non è certo una questione di divisa o di riconoscimento,se gli altri ignorano l'imbarazzo è tutto nostro che dobbiamo spiegargli cose che dovrebbero già sapere benissimo la figuraccia è loro e dei loro diplomatici ...il resto è solo "ausilio"sia di personale,professionalità e capacità a costo irrisorio specialmente in tempo di spending review ....se l'ausilio alle FF.AA. prevede la presenza di un uff.Medico dobbiamo fornirglielo,nonostante le difficoltà,non è previsto personale medico civile (la GDF per addestramento poligoni chiedeva equipaggio CRIMIL fornendo un proprio Generale Medico in pensione dal quale venivamo coordinati durante l'assistenza,altri Corpi non erano così organizzati o non avevano convenzioni con liberi professionisti anche ex del ramo militare e si affidavano a ciò che la CRI doveva fornire.
penso di aver approfondito un pochino e non aver pubblicato dati sensibili.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Cavaliere Errante » domenica 11 agosto 2013, 11:47

Permetta Signor Volpegrigia, una precisazione. Alcune Società Nazionali hanno un "servizio alle forze armate" che veste uniforme militare ed è sottoposto alle norme di disciplina militare quando al seguito delle stesse. Se l'organizzazione di questi servizi è dissimile dal nostro Corpo Militare, l'attività e l'immagine che ne derivano non lo sono poi così tanto.. Porto ad esempio la Croce Rossa Americana (presente già in Iraq e ora in Afghanistan, in alcune immagini) e quella Svizzera (in un video)..
http://4.bp.blogspot.com/-ljMbKtc-i48/UZ--HuVEZlI/AAAAAAAAAQI/VVQhnHGl5nM/s1600/Compassion.jpg
http://www.volunteervacrc.org/wp-content/uploads/2011/10/Military_RedCross4.jpg
http://redcrosschat.org/wp-content/uploads/2010/07/Arrived.jpg
https://www.youtube.com/watch?v=Kf5Gadn6grw
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 11 agosto 2013, 12:05

Molto interessante il contributo riguarda gli USA e la Svizzera. Non ho però compreso come sono inquadrati all'interno delle Forze Armate. Ad esempio, dalle foto inserite riguardo gli USA, noto che non portano gradi, ma solo la scritta ARC e sul petto, oltre il cognome proprio, la scritta "Red Cross", come anche sul copricapo solamente il simbolo della Croce Rossa. Sarebbe utile comprendere se sono semplici volontari della Croce Rossa che indossano, per ovvi motivi di uniformità e sicurezza, una vegetata dell'Esercito, ma non hanno particolare inquadramento militare (un po' come i giornalisti al seguito delle Forze Armate et similia) o se invece sono inquadrati in uno specifico Corpo e devono rispettare i regolamenti militari.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 11 agosto 2013, 13:34

Facendo una ricerca sul sito ufficiale della Croce Rossa Americana, ad esempio, ho trovato, tra le varie attività di volontariato dell'Associazione, quella di "supporto alle famiglie dei militari": http://www.redcross.org/what-we-do/supp ... y-families . Gli interventi sono molteplici, dal supporto psicologico, al volontariato negli ospedali per la riabilitazione dei reduci et similia. Ho visto i filmati in cui il personale della Croce Rossa era presente in zone di azione, ma non mi è parso avesse un'organizzazione paramilitare alle spalle, semplicemente svolgeva attività di volontariato sanitario/psicologico/riabilitativo negli ospedali da campo. Ho cercato un po' in tutto il sito, anche nella sezione dedicata al tipo di volontariato che si può svolgere per l'Associazione (http://www.redcross.org/support/volunteer/need-to-know) e l'unico che si avvicina è appunto quello riportato sopra (Armed Forces: Ensure delivery of emergency communications for members of the military and their families).
Insomma, sembra che la Croce Rossa Americana consideri l'ausilio alle Forze Armate al pari del normale volontariato civile e quindi mi pare che non esista un settore specifico, ma semplicemente gli stessi volontari civili della Croce Rossa che operano nell'ospedale civile come in quello militare, a seconda delle esigenze e delle personali sensibilità, ma senza specifiche qualifiche o inquadramenti. Sono anche sparite le "crocerossine americane" con le loro classiche divise a cui siamo abituati della I e II guerra mondiale.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 11 agosto 2013, 14:01

Anche la Croce Rossa Svizzera, sul suo sito, in un apposito dossier, specifica il tipo di servizio che svolge a favore dell'Esercito.

Il Servizio della Croce Rossa è composto da cittadine svizzere assegnate all’esercito in qualità di professioniste del settore sanitario – ai sensi delle Convenzioni di Ginevra – per «migliorare la sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna», per curare i feriti e i malati e per assumere diversi altri compiti del servizio sanitario.
Il 6 ottobre 1903 il Parlamento posava la prima pietra del Servizio della Croce Rossa. Da allora un numero incalcolabile di donne ha prestato servizio a favore di soldati malati, rifugiati, disabili e persone bisognose di cure. All’estero i membri del SCR hanno compiuto missioni segnatamente in Namibia, nel Sahara occidentale e in Kosovo. Oggi il Servizio della Croce Rossa conta circa 300 donne, tutte professioniste che hanno assolto una formazione medica, paramedica o medico-tecnica. Esse assumono degli incarichi principalmente negli Stati maggiori o nelle formazioni ospedaliere o sanitarie dell’esercito, ma anche nell’ambito delle scuole reclute e dei corsi per quadri e in seno a diverse commissioni tecniche e gruppi di lavoro del servizio sanitario dell’esercito. Alcuni membri del SCR coadiuvano peraltro il dipartimento Cooperazione internazionale della CRS nell’ambito dei suoi interventi in caso di catastrofe. Senza le loro competenze, numerose missioni non sarebbero realizzabili.
Dei membri del SCR appositamente formati e reclutati hanno inoltre l’incarico di promuovere il diritto internazionale umanitario e i Principi fondamentali della Croce
Rossa in seno all’Esercito svizzero (diffusione).


Anche in questo caso non si capisce come sono inquadrate queste 300 volontarie, se come militari o come volontari della Croce Rossa senza specifici status e gradi.
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Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 14:09

Volpegrigia72 ha scritto:L'unica Società Nazionale di C.R./M.R. dotata di un corpo militare (che veste uniformi del tutto identiche, anzi le stesse, a quelle in dotazione ad una delle FF.AA. nazionali) è senza alcun dubbio quella italiana. Ciò, anche se è inutile che mi ripeta, ha creato e crea a tutt'oggi non pochi imbarazzi in ambito internazionale, tanto che più volte la nostra Associazione è stata sollecitata da Ginevra a provvedere in qualche modo a mutare questo stato di cose o attraverso lo scioglimento di questo ente oppure almeno con il cambio di uniforme in favore di una combinazione di vestiario tale da permettere di distinguere il personale C.R.I. dall'Esercito Italiano. Il che per palesi ragioni di confusione tra due categorie di personale nettamente distinte che possono trovarsi ad operare in modo contiguo in un territorio in cui si sta svolgendo un conflitto armato:
1) il personale del C.M. C.R.I.;
2) il personale civile/volontario del C.I.C.R. oppure di una o più Società Nazionali.


Con l'intervento di Cavaliere errante spero che le granitiche convinzioni di Volpegrigia sia siano un poco ridimensionate e... ops... la patria della Croix Rouge utilizza personale della Croce Rossa Svizzera in uniforme militare (la stessa delle'Esercito svizzeroe e con tanto di gradi) integrato nelle unità militari? Ma le obiezioni di Ginevra valgono solo fuori casa?

P.S.: la Croce Rossa ha davvero contribuito a scrivere pezzi della la storia militare (appunto... della storia)... purtroppo o fortunatamente (il dibattito è aperto) le pagine del libro che ha contribuito a scrivere sono terminate ormai da svariati decenni, perchè non siamo noi a dover far più parte di tale tipo di storia. I militari facciano i militari... i volontari di C.R./M.R. ecc. ecc.... il che per evidentissime questioni etiche e deontologiche.
Cordialità
[/quote][/quote]

Siamo a 10 anni dall'inizio dell' intervento del CM CRI in Iraq, un tempo storico a noi molto vicino: vedasi, a questo link, un riassunto della presenza del CM CRI in Iraq http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.p ... gina/18044

e le pagine del libro della storia militare vengono continuate ad essere scritte e non terminate da svariati decenni, come qualcuno vuole far credere, e continua con la presenza di nostri medici e infermieri militari in afghanistan come desumibile da questo link http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.p ... gina/12156

per non dire del contributo che viene dato con la guardia attiva, nei fine settimana, all'Ospedale Militare del Celio in Roma.
Ultima modifica di gnr56 il domenica 11 agosto 2013, 14:22, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 14:14

Basta guardare con attenzione il filmato- sono presenti non solo donne, ma anche uomini - per accorgersi che oltre a portare equipaggiamento militare svizzero, hanno i gradi dell'esercito svizzero.
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Messaggioda fabione 66 » domenica 11 agosto 2013, 14:40

è l'utilità che ne ricavano le FFAA e lo Stato che se ne avvale della società,un'ordinamento militare impone un certo comportamento che un codice etico o deontologico non può insegnare regolamentare nè tantomeno sopperire.
le procedure burocratiche sono più snelle e veloci con un precetto ed in caso di necessità scavalcano le linee consuetudinarie molto lunghe in tempistica, le utilizzazioni da parte USA vanno a sopperire od integrare le lacune dell'esercito stesso e così in tutto il mondo ,appena un mio ex superiore residente negli USA mi risponderà spero di esaudire in dettaglio le domande poste...
si parlò anni addietro di una riforma di sanità militare ...non se ne fece nulla...perchè ? può essere una questione di scelte ed opportunità politiche (i commissari sono di designazione politica governativa) ? di normalissimo risparmio economico ? quanto costa avere un uff.medico che per convinzione e passione sostituisce od integra uno impiegato fuori area ? magari l'AUSL di competenza potrebbe con specifiche convenzioni "affittare..prestare"...i propri dipendenti (medici) alla bisogna SMD ? eppure le cose non stanno così mi risulta e se fosse chi li paga ?
gira che ti rigira amore bello.....è molto meno etico e deontologico il futuro ed il fine giustifica i mezzi ...ogni mezzo..! altro che divise riconoscibili.
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 15:12

Volpegrigia72 ha scritto: ritornando a questioni del tutto italiane, a livello associativo centrale pare (ma quasto è solo ciò che ho udito e sulla cui veridicità non garantisco ma non ho neppure ragione di dubitare) non sia proprio del tutto gradito che componenti del Corpo Militare partecipino sovente ad attività addestrative non direttamente pianificate e gestite dal medesimo ed a competizioni del tipo: gare di tiro, gare di pattuglia ecc., indossando l'uniforme corredata delle insegne C.R.I., per la ragione che, come previsto dalle CC.G., il personale di C.R., impegnato in operazioni di soccorso nel corso di conflitti armati viene dotato del solo armamento personale a scopo di autodifesa e di protezione dei feriti, dei mezzi, dei materiali e delle installazioni a loro affidati. Nel ribadire, comunque come sia assolutamente lecito e sacrosanto che tale personale venga adeguatamente addestrato all'uso di tale tipo di armamento... ma non di altro, traspare come attività militari di tipo prettamente più aggressivo rispetto a quelle previste dalle CC.G. non vengano viste granchè di buon occhio dagli attuali vertici associativi


Chi scrive dipinge le attività addestrative svolte dalle sezioni Unuci in Italia e dalle Associazioni d'Arma nelle gare di pattuglia di tipo prettamente più aggressivo rispetto a quelle previste dalle CC.G.?

Facile: cosa c'è di aggressivo in un corso di DIU o NBCR o di topografia o di guida su terreni innevati? Nulla.

Ma cosa c'è di aggressivo in una gara di pattuglia? La navigazione terrestre è aggressiva? Dimostrare come si soccorre un ferito è aggressivo? Il riconoscimento di mezzi è aggressivo? L'allestimento di una ZAE è aggressiva? La marcia in movimento tattico e come ci si predispone in una RAI da parte del personale sanitario presente in una pattuglia è aggressiva? Applicare il DIU ad una situazione sul campo è aggressivo?

Forse, c'è una decisa ignoranza su cosa sono e a cosa servano le gare di pattuglia in cui al militare CRI viene chiesto di mettere in atto quegli insegnamenti che ha appreso nei vari corsi seguiti a livello teorico.

Vi assicuro che aver seguito un magnifico corso di topografia con personale dell'IGM non aiuta, sul terreno, ad utilizzare bussola, coordinatometro e a rilevare i punti per una triangolazione in modo da determinare correttamente la rotta da seguire, studiare il DIU e poi trovarsi a risolvere un problema applicato ad una situazione sul campo è cosa ben diversa e gli si esempi si potrebbero sprecare alle varie situazioni

Certo, però, una gara di tiro quella sì che è aggressiva!

Certo saper usare una pistola e piazzare a bersaglio un certo numero di colpi potrà risultare aggressivo, ma avere un arma al fianco o un fucile d'assalto (arma leggera) e non saperla usare, non sapere come si arma, come si risolve un inceppamento, sapere quando si deve e non si deve sparare perchè è inutile, sapere come ingaggiare un bersaglio non serve a nulla nè a sè ne ai feriti nè alle strutture ospedaliere da difendere. Meglio essere disarmati, anche se sappiamo non essere possibile.

Tant'è che nei corsi di amalgama per l'invio in T.O. si fanno corsi di tiro operativo ormai da anni e senza che nessuno si scandalizzi.
Ultima modifica di gnr56 il domenica 11 agosto 2013, 20:01, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fabione 66 » domenica 11 agosto 2013, 16:34

se non fossero considerati dati sensibili e sanzionabili potrei snocciolare le attività svolte dal mio ex naapro in ausilio FFAA. ma siccome che le eccellenze offuscano l'operato di altri non potete far altro che fidarvi se dico che è indispensabile in Romagna la ns. presenza ed operato... i riconoscimenti delle autorità territoriali politiche e militari sono tanti e gratificanti,non certo quelli associativi...compiacente o spiacente che sia la realtà è questa, il ns. contributo è fondamentale e lo sanno bene da queste parti...meglio [zip.gif] e [stretcher.gif] altrimenti diventa becera autocelebrazione e molto altro.
scrivo più dettagliatamente in altri gruppi virtuali ed alcuni frequentatori sanno dove per attingere info e farsi un'idea più concreta.
Saluti e scusatemi ma non passano certe convinzioni e frasi fatte.
Il Corpo Militare è molto utile e professionale non ho dubbio alcuno,quello che succede altrove mi interessa di riflesso,sono conosciuto ed apprezzato per quello che faccio in loco,non dobbiamo insegnare nulla a nessuno.
di nuovo.
Fabio
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