michele d'andrea ha scritto:Sarebbe assai interessante, caro Mario, sempre che non si tratti di materia riservata, conoscere l'attuale "quotazione" dell'OMRI rispetto alle più note onorificenze cavalleresche straniere.
Ciò aiuterebbe a comprendere, soprattutto se si potessero ottenere anche i dati del passato, il vantaggio di poter disporre di un secondo ordine nel quale convogliare, ad esempio, i conferimenti legati alla cortesia internazionale. Nel nostro caso, la rivitalizzazione dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana è stato uno fra i meriti maggiori della campagna ciampiana.
Un caro saluto.
Michele D'Andrea
Il livello delle "quotazioni" dell'OMRI nel contesto internazionale, soprattutto nel quadro degli scambi di cortesia, ha subito nel corso dei suoi sessant'anni di vita diverse oscillazioni.
Prendiamo ad esempio il periodo iniziale di vita dell'Ordine, tra gli anni cinquanta e sessanta, nel quale il nostro Paese ha sostituito a livello internazionale i tradizionali conferimenti destinati agli stranieri di ordini ben noti e prestigiosi come il S. Maurizio e Lazzaro o la Corona d'Italia (per non parlare dei conferimenti della Stella d'Italia nel contesto coloniale e, più tardi, dell'Aquila Romana nel contesto 'politico-ideologico'), con quelli dell'OMRI. Un'onorificenza appena istituita, riflesso premiale di una Repubblica costituitasi appena qualche anno prima in uno Stato che, oltretutto, era uscito sconfitto dall'ultimo conflitto mondiale. Uno Stato che stava sforzandosi di far dimenticare le 'colpe' accumulate durante il conflitto (ed il ventennio fascista) per riuscire ad reinserirsi a livello paritario nei più importanti consessi internazionali (mentre affrontava una difficile ricostruzione generale delle sue istituzioni e delle sue strutture nazionali).
Posso immaginare come il livello di prestigio attribuito all'OMRI (nel quale certe antiche prerogative equestri erano state ormai sostituite da principi esclusivamente meritocratici) dalle personalità straniere che cominciarono a riceverlo in quel periodo, sia stato piuttosto ridotto... Confrontabile probabilmente con l'importanza assai relativa che poteva all'epoca essere attribuita, ad esempio, anche all'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (istituito anch'esso nel 1951), da un Paese reduce da ben più rilevanti problemi politico-ideologici e ancora diviso allora in due distinte entità.
Mi metto nei panni di un'Ambasciatore francese o di uno britannico che abbiano ricevuto l'OMRI in quegli anni, e che avranno probabilmente formulato mentalmente confronti con le proprie corrispondenti massime istituzioni onorifiche (la Legion d'Onore, l'Ordine del Bagno, ecc.), ben più antiche, famose e prestigiose della nostra...
Questa sensazione è confermata da un carteggio risalente ai primi anni sessanta che ebbi occasione di visionare qualche tempo fa, costituito da uno scambio di corrispondenza tra l'allora Capo del Cerimoniale Diplomatico e l'allora Cancelliere dell'OMRI, nel quale si ipotizzava la riattivazione dell'Ordine di S. Maurizio e Lazzaro, per dotare l'Italia di una seconda (e prestigiosa) onorificenza da utilizzare nel campo internazionale. Ipotesi che in seguito, evidentemente, deve essere stata scartata...
Nel periodo successivo, tra gli anni settanta e ottanta, lentamente l'OMRI ha iniziato a conquistarsi all'estero un discreto livello di prestigio, favorito anche dalla migliorata immagine politico-economica del nostro Paese e dal crescente apprezzamento che in molte parti del mondo si iniziava a riservare al lavoro svolto dai nostri connazionali ed ai prodotti della nostra industria.
In questi anni semmai, fu sul fronte interno che l'OMRI subì una certa involuzione, provocata anche dall'eccessivo volume dei conferimenti e dalle troppo facili modalità di ottenimento, con un conseguente effetto inflazionistico ed un certo calo di prestigio. Ma non dobbiamo dimenticare come in questi decenni le nuove 'correnti di pensiero' abbiano influenzato la nostra società ad ogni livello, provocando un calo di interesse generalizzato verso i valori istituzionali ed i significati onorifici nazionali. Niente più bandiere esposte sugli edifici pubblici, niente più celebrazioni delle ricorrenze nazionali, contestazioni continue verso le istituzioni, ecc. ecc.
In questo periodo, va ricordato, stava inoltre progressivamente sparendo dalla scena l'OSSI, facendo gravare sull'OMRI l'intero peso delle investiture "esterne" italiane (stranieri e italiani all'estero).
Durante gli anni novanta, se sul fronte interno le cose cominciarono a migliorare grazie ai primi provvedimenti riduttivi nel volume dei conferimenti OMRI, all'estero si cominciava a fare i conti con il costante sviluppo dei nostri rapporti internazionali, che determinarono conseguenti crescenti esigenze premiali verso quei soggetti che - in numero sempre maggiore - operavano all'estero. Le numerose missioni umanitarie e di peacekeeping intraprese dalle nostre Forze Armate, il crescente numero di progetti di cooperazione allo sviluppo (supportati dall'impiego di numeroso personale di ONG ed organizzazioni umanitarie), i sempre più frequenti interventi di protezione civile all'estero e di aiuti in occasione di eventi calamitosi, il forte impulso promozionale del nostro "Sistema Italia" in tutto il mondo, nonchè il rilancio dei legami con le comunità dei nostri connazionali sparse sul pianeta (da ultimo con l'allargamento del voto agli italiani all'estero), hanno determinato una crescita considerevole del numero di soggetti che dall'esterno - attraverso attività e sacrifici di ogni genere -acquisiscono benemerenze verso la Nazione. In questo periodo, le limitazioni imposte dalla possibilità di utilizzare un'unico strumento onorifico per soddisfare tutte queste esigenze, hanno creato qualche ritardo e qualche problema. E nel contesto della cortesia internazionale i nostri conferimenti (tramite il solo OMRI), hanno talvolta dovuto confrontarsi ed accettare - come accennavo in precedenza - scambi a noi sfavorevoli.
La riattivazione dell'OSSI a partire dal 2001 sta indubbiamente consentendo, potendo ora disporre di due distinti strumenti onorifici, di ridefinire e riequilibrare l'intero sistema delle nostre concessioni in questo settore. Operazione che sta senz'altro rilanciando il prestigio dell'OMRI all'estero (potendone limitare l'uso solo ai conferimenti più rilevanti), e promuovere nel contempo lo stesso OSSI, i cui quadri si stanno di anno in anno riformando grazie ad un crescente e selezionato criterio di assegnazione. Non posso quindi che condividere i tuoi apprezzamenti nei confronti della "riforma ciampiana"...