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gnr56 ha scritto: come il 2 giugno e il 4 novembre non è possibile partecipare con la tuta da gabibbo con le stellette ed il patch omerale araldico.
Luca Bracco ha scritto:Perché è inutile, non stiamocela a raccontare (conosco troppo bene i meccanismi CRI)
Luca Bracco ha scritto:.c'è un buon 2/3 dei volontari militari che non sa nemmeno dove sta di casa il proprio Comitato Locale se non per pagare la quota annuale (che molti pagano al Centro di Mobilitazione il quale poi la riversa al comitato di appartenenza del socio) tantomeno per fare servizi d'istituto per cui servirebbe la tuta rossa.
Luca Bracco ha scritto:Compaiono poi tutti come funghi quando c'è una emergenza e devono partire e battono i pugni sul tavolo perché loro la tuta rossa non ce l'hanno o non la vogliono proprio perché guai a confondersi con gli ex VdS o i Pionieri.
Luca Bracco ha scritto:Andiamo con ordine perche gli argomenti si accavallano.
I volontari CM CRI hanno diritto alla divisa rossa al pari dei volontari "civili". Dove è il problema? Che la divisa rossa, nel 99% dei casi la dovrebbe fornire il proprio comitato di appartenenza (visto che dovrebbe essere usata per i servizi d'istituto o comunque non di ausilio FFAA per i quali è previsto il richiamo o in casi eccezionali l'autorizzazione all'uso dell'uniforme) e i comitati spesso i volontari CM a loro appartenenti non li hanno mai nemmeno visti in faccia.
Perché è inutile, non stiamocela a raccontare (conosco troppo bene i meccanismi CRI)....c'è un buon 2/3 dei volontari militari che non sa nemmeno dove sta di casa il proprio Comitato Locale se non per pagare la quota annuale (che molti pagano al Centro di Mobilitazione il quale poi la riversa al comitato di appartenenza del socio) tantomeno per fare servizi d'istituto per cui servirebbe la tuta rossa.
Compaiono poi tutti come funghi quando c'è una emergenza e devono partire e battono i pugni sul tavolo perché loro la tuta rossa non ce l'hanno o non la vogliono proprio perché guai a confondersi con gli ex VdS o i Pionieri.
Non nascondiamoci anche il fatto che molti militari la quota nemmeno la pagavano fino a due anni fa quando è stato ribadito che se non si paga non si è soci e quindi nessuna attività con il Corpo può essere fatta (e anche lì ho sentito urlare "ma io sono stato nominato dal Presidente della Repubblica e ho diritto ad essere richiamato" dimenticando che si è stati nominati per i servizi CRI e su richiesta della struttura CRI).
Perché le IIVV non hanno adottato la tuta rossa? Perché loro sono molto più libere di agire e di partecipare a cerimonie?
Secondo me perché nel tempo hanno fatto molti meno casini di noi militari CRI.
Nessuna IV si presenta nel territorio di un altro ispettorato senza aver avvertito prima il vertice di riferimento (io invece ho trovato militari CRI a cerimonie pubbliche che nemmeno sapevamo da dove arrivassero).
Tutte le IV che vedi in giro fanno di sicuro servizio (nei vari livelli e vari comitati) perché altrimenti sarebbero messe in riserva e si sognerebbero di notte di uscire in divisa (i militari invece credono di essere esenti da tutto e da tutti).
Quante IV sono state oggetto di gravi procedimenti penali per aver abusato della propria tessera di appartenenza al Corpo che spacciavano come "lasciapassare" per ogni dove, anche per fermare le auto in mezzo alla strada? Credo nessuna, ma di colleghi militari un paio li conosco.
Certo, mai fare di ogni erba un fascio, ma la realtà e le differenze tra i due Corpi (CM e IV) sono distanti anni luce per colpa principalmetne dei militari.
O almeno così la penso e penso anche che se domani mattina decidessero di darci un'altra uniforme (per intenderci diversa da quella dell'esercito, magari BLU E GIALLO CANARINO ma con le mostrine e i gradi...tanto per sorridere) che non si confondesse tanto con quella dell'EI...tante richieste di partecipare a cerimonie UNUCI (di cui faccio parte anche io per inciso) non ci sarebbero.
Luca Bracco ha scritto:Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.
Freccia16 ha scritto:Non solo non ci sarebbero più le richieste di partecipare a cerimonie UNUCI, ma ci sarebbero molte meno domande di arruolamento (in special modo negli Uff.li Commissari) da parte di coloro che lo fanno solo per indossare un'uniforme pressoché simile a quella dell'Esercito (e su questa somiglianza ci "giocano" MOLTISSIMO).
fabione 66 ha scritto:allo spauracchio dei rimborsi precettizi
Luca Bracco ha scritto:Mi fa piacere di trovare condivisione, anche perché il fatto che l'uniforme debba essere "di foggia militare" non vuol dire che deve essere quella dell'esercito (stemmi di corpo a parte, ovviamente).
E perché non quella della marina?
Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.
Non ci sarebbe quindi nulla di illegittimo ad adottare una uniforme diversa per il CM CRI (e anche quello SMOM che almeno ha le mostrine diverse e proprie...) in un colore diverso.
Anzi...se qualcuno ricorda, un paio di anni fa era invalsa l'idea di tornare al "grigiomarrone" dei tempi della 1GM.
Freccia16 ha scritto:Non averla applicata è, a mio personale giudizio, una grossa occasione mancata (avremmo risolto parecchi abusi e problemi, che puntualmente si ripresentano, causa furbizie italiche...)
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