UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Luca Bracco » martedì 6 agosto 2013, 16:25

Andiamo con ordine perche gli argomenti si accavallano.

I volontari CM CRI hanno diritto alla divisa rossa al pari dei volontari "civili". Dove è il problema? Che la divisa rossa, nel 99% dei casi la dovrebbe fornire il proprio comitato di appartenenza (visto che dovrebbe essere usata per i servizi d'istituto o comunque non di ausilio FFAA per i quali è previsto il richiamo o in casi eccezionali l'autorizzazione all'uso dell'uniforme) e i comitati spesso i volontari CM a loro appartenenti non li hanno mai nemmeno visti in faccia.

Perché è inutile, non stiamocela a raccontare (conosco troppo bene i meccanismi CRI)....c'è un buon 2/3 dei volontari militari che non sa nemmeno dove sta di casa il proprio Comitato Locale se non per pagare la quota annuale (che molti pagano al Centro di Mobilitazione il quale poi la riversa al comitato di appartenenza del socio) tantomeno per fare servizi d'istituto per cui servirebbe la tuta rossa.

Compaiono poi tutti come funghi quando c'è una emergenza e devono partire e battono i pugni sul tavolo perché loro la tuta rossa non ce l'hanno o non la vogliono proprio perché guai a confondersi con gli ex VdS o i Pionieri.

Non nascondiamoci anche il fatto che molti militari la quota nemmeno la pagavano fino a due anni fa quando è stato ribadito che se non si paga non si è soci e quindi nessuna attività con il Corpo può essere fatta (e anche lì ho sentito urlare "ma io sono stato nominato dal Presidente della Repubblica e ho diritto ad essere richiamato" dimenticando che si è stati nominati per i servizi CRI e su richiesta della struttura CRI).

Perché le IIVV non hanno adottato la tuta rossa? Perché loro sono molto più libere di agire e di partecipare a cerimonie?
Secondo me perché nel tempo hanno fatto molti meno casini di noi militari CRI.
Nessuna IV si presenta nel territorio di un altro ispettorato senza aver avvertito prima il vertice di riferimento (io invece ho trovato militari CRI a cerimonie pubbliche che nemmeno sapevamo da dove arrivassero).
Tutte le IV che vedi in giro fanno di sicuro servizio (nei vari livelli e vari comitati) perché altrimenti sarebbero messe in riserva e si sognerebbero di notte di uscire in divisa (i militari invece credono di essere esenti da tutto e da tutti).
Quante IV sono state oggetto di gravi procedimenti penali per aver abusato della propria tessera di appartenenza al Corpo che spacciavano come "lasciapassare" per ogni dove, anche per fermare le auto in mezzo alla strada? Credo nessuna, ma di colleghi militari un paio li conosco.

Certo, mai fare di ogni erba un fascio, ma la realtà e le differenze tra i due Corpi (CM e IV) sono distanti anni luce per colpa principalmetne dei militari.

O almeno così la penso e penso anche che se domani mattina decidessero di darci un'altra uniforme (per intenderci diversa da quella dell'esercito, magari BLU E GIALLO CANARINO ma con le mostrine e i gradi...tanto per sorridere) che non si confondesse tanto con quella dell'EI...tante richieste di partecipare a cerimonie UNUCI (di cui faccio parte anche io per inciso) non ci sarebbero.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » martedì 6 agosto 2013, 16:47

Perche molti hanno scelto di aderire alla CRI in questo status e chi siamo noi per negarglielo sono scelte intime.
Perchè le responsabilità vanno direttamente a decadere sui Presidenti Locali "nuovo statuto" e nn tutti sono concordi e pronti ad assumersi tali responsabilità cmq.vedo che dove necessità impone ed i buoni rapporti esistono la promiscuità e la tuta rossa ben coeseisdtono vedasi naapro fc e province limitrofe.
Perchè chi si è sempre comportato bene e distinto non capisce i motivi di tanti problemi e problemucci di uniforme e congedo che inevitabilmente e non raramente viene coinvolto ?
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » martedì 6 agosto 2013, 17:42

1) è vero ciò che dici, ma devi ricordare, per onestà, che sino alla Presidenza Rocca i soci della sola componente CM CRI erano volutamente emarginati dai Comitati Locali (salvo rari casi) impedendo la partecipazione ai corsi di aggiornamento esclusiva dei soli VdS e Pionieri ed esclusi dai servizi di soccorso in ambulanza, dai corsi SMTS e OPSA. Ed anche nelle tante emergenze di PC, esperienza personale, in quanto militari spesso visti non di buon occhio dai nostri stessi colleghi di CRI delle componenti civili. Peccato che la CR sia nata sui campi di battaglia (ricordi Solferino?) per il soccorso dei feriti militari ad integrazione delle scarse risorse della sanità militare ed il Corpo Militare sia stata la sua prima espressione operativa che ha caratterizzato la presenza della CR in Italia per larga parte del IX e XX secolo e ben prima della nascità delle componenti , ora disciolte, dei VdS e dei Pionieri.

2) Gli strumenti per colpire chi assume comportamenti non corretti ci sono, basta applicarli, non è che le situazioni che riferisci sono il frutto del lassismo di chi era preposto a controllare? Eppoi ho l'impressione che coloro che sono volontari cri nel CM CRI siano considerati volontari quando fa comodo per poi applicare le regole del loro status militare per colpirli e sanzionarli.Detto ciò, non è colpevolizzando tutti gli appartenenti al CM CRI che si ottiene un cambiamento: la stragrande maggioranza si è sempre comportata correttamente ed in assoluto ossequio alle norme ed ai regolamenti nel pieno ed assoluto rispetto della gerarchia.

3) Le II.VV. meglio di noi militari CRI? E' vero, bisogna riconoscerlo: sono più militari dei militari del CM CRI. Infatti la loro Ispettrice è stata l'unica a dissentire (Palazzo Vecchio, ottobre 2012) sulla folle decisione di smilitarizzare la componente permanente del CM CRI decretata decreto Legislativo 178/12 .

4) Sai benissimo che in quanto ausiliari delle FF.AA. non è possibile indossare una uniforme difforme da quanto stabilito

Art. 985 (DPR 15 marzo 2010, n. 90)

Uniforme

1. Il personale della Croce rossa italiana veste una divisa di tipo militare, conforme al modello stabilito dal «Regolamento sull'uniforme del personale dell'Associazione» (che non esiste, n.d.r). Sull'uniforme deve essere portato il distintivo del corpo, definito nel predetto regolamento, il cui uso e' obbligatorio, senza eccezione alcuna.
2. Il personale chiamato in servizio, porta le stellette a cinque punte come segno dello stato giuridico di militare.

per cui, provocazione a parte, alle cerimonie a cui partecipa UNUCI come il 2 giugno e il 4 novembre non è possibile partecipare con la tuta da gabibbo con le stellette ed il patch omerale araldico.
Ultima modifica di gnr56 il mercoledì 7 agosto 2013, 12:22, modificato 2 volte in totale.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » martedì 6 agosto 2013, 18:20

ritenendo non sia il luogo deputato a disquisire sulle funzioni del CMCRI in questo forum,evidenzio che le mie informazioni sono puramente attestanti di esperienze dirette e personali e non vogliono essere o apparire atti d'accusa contro i Vertici CRI le mie critiche e paragoni li faccio in gruppi forum e luoghi deputati (forse non altamente esaustivi, competenti, protetti e tutelati) dove almeno lo storico argomentale è disponibile ad un'attenta lettura e serena critica con persone informate sui fatti e sulle vicissitudini ,certamente quì non posso scrivere e testimoniare se non in forma generica non avendo neppure il contraddittorio di coloro che possono ritenersi tirati in causa e risentirsene.
le tute non sono da gabibbo come abitudinariamente vengono classificate,anzi sono molto più funzionali e sicure delle cbt.
chi di interno al CRIMIL conosce i comportamenti di taluni ma fortunatamente non di tutti gli appartenenti del Corpo ,certo è che arginare il fenomeno in questo modo a modesto avviso non è il migliore, i comportamenti degni ci sono ma trasversalmente ne risentono eccome e tante volte porta a considerazioni ben più avvilenti che la semplice riflessione o il recepimento di un'ordine che forse del tutto non lo è !
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » martedì 6 agosto 2013, 18:35

gnr56 ha scritto: come il 2 giugno e il 4 novembre non è possibile partecipare con la tuta da gabibbo con le stellette ed il patch omerale araldico.

sinceramente in SIsma Abruzzo ho visto attuata questa "Genialata "e quella del "padellone identificativo" mi ha personalmente e non solo a me creato imbarazzi istituzionali e gerarchici all'interno della Caserma Rossi ....quindi sarebbe opportuno che prima di arrogarsi decisioni sia il caso che ci si rifletta un'attimino sopra,gli altri non sono "soci CRI" e mo vaglielo a spiegare perchè e percome....?!
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » martedì 6 agosto 2013, 20:15

Luca Bracco ha scritto:Perché è inutile, non stiamocela a raccontare (conosco troppo bene i meccanismi CRI)


Luca la mia ammirazione nei tuoi confronti per quel che può importarti è tanta,ma non sei l'unico che conosce i meccanismi CRI purtroppo.
come Soci CRI le Crocerossine devono indossare la tuta rossa alla pari di tutti i Soci (per quanto contrario possa essere tradizionalmente ed opportunamente)ma ciò non toglie che debbano farlo non solo per il Valore dimostrato e non perchè creano meno problemi alla CRI come tanti altri sottolineo e di cui facevo parte fino a poco tempo fà (se i problemi sono l'alta operatività e disponibilità a servire ed ausiliare ? )
altrimenti questa disposizione nazionale assume contorni apertamente criticabili nella sua applicazione.

Luca Bracco ha scritto:.c'è un buon 2/3 dei volontari militari che non sa nemmeno dove sta di casa il proprio Comitato Locale se non per pagare la quota annuale (che molti pagano al Centro di Mobilitazione il quale poi la riversa al comitato di appartenenza del socio) tantomeno per fare servizi d'istituto per cui servirebbe la tuta rossa.

altra realtà scomoda ? mi sono battuto e sostenuto la necessaria promiscuità nella continuazione degli intenti e nelle necessità...risultato ? o con noi o contro di noi !!! quindi spendibile e sacrificabile senza tutela o sostegno...
Luca Bracco ha scritto:Compaiono poi tutti come funghi quando c'è una emergenza e devono partire e battono i pugni sul tavolo perché loro la tuta rossa non ce l'hanno o non la vogliono proprio perché guai a confondersi con gli ex VdS o i Pionieri.

non completamente riscontrato chi serve come "soldato è regolamentato e confermato dalla 178 del 12/sett./ 2012 nei casi previsti dalla legge stessa ..i problemi sono ben altri e molto meno etici e deontologici del servizio stesso ...altro che confondersi con gli altri Soci CRI ..ci siamo distinti nel Sisma EMILIA 2012....la realtà è questa come l'apprezzamento della popolazione dove impiegati ..ho servito come Civile e Militare e l'apprezzamento è stato lo stesso ma con riconoscimenti diversi ... in veste militare ci vedevano come presenza dello Stato e delle istituzioni,le stellette hanno non solo fascino ma anche la loro riconducibilità non ci importava nulla se dovevamo specificare la somma sorpresa sul distinguo di appartenenza di soldati CRI, è differente il recepimento della popolazione su una tuta verde e quella rossa sarà connaturato ? indotto ? credo proprio di sì avendo passato entrambi gli status pur impiegato differentemente...niente da fare le stellette e le persone che le portano infondono maggior sicurezza, rispetto e conforto....in quello che abbiamo fatto è quanto abbiamo recepito.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Freccia16 » giovedì 8 agosto 2013, 10:51

Luca Bracco ha scritto:Andiamo con ordine perche gli argomenti si accavallano.

I volontari CM CRI hanno diritto alla divisa rossa al pari dei volontari "civili". Dove è il problema? Che la divisa rossa, nel 99% dei casi la dovrebbe fornire il proprio comitato di appartenenza (visto che dovrebbe essere usata per i servizi d'istituto o comunque non di ausilio FFAA per i quali è previsto il richiamo o in casi eccezionali l'autorizzazione all'uso dell'uniforme) e i comitati spesso i volontari CM a loro appartenenti non li hanno mai nemmeno visti in faccia.

Perché è inutile, non stiamocela a raccontare (conosco troppo bene i meccanismi CRI)....c'è un buon 2/3 dei volontari militari che non sa nemmeno dove sta di casa il proprio Comitato Locale se non per pagare la quota annuale (che molti pagano al Centro di Mobilitazione il quale poi la riversa al comitato di appartenenza del socio) tantomeno per fare servizi d'istituto per cui servirebbe la tuta rossa.

Compaiono poi tutti come funghi quando c'è una emergenza e devono partire e battono i pugni sul tavolo perché loro la tuta rossa non ce l'hanno o non la vogliono proprio perché guai a confondersi con gli ex VdS o i Pionieri.

Non nascondiamoci anche il fatto che molti militari la quota nemmeno la pagavano fino a due anni fa quando è stato ribadito che se non si paga non si è soci e quindi nessuna attività con il Corpo può essere fatta (e anche lì ho sentito urlare "ma io sono stato nominato dal Presidente della Repubblica e ho diritto ad essere richiamato" dimenticando che si è stati nominati per i servizi CRI e su richiesta della struttura CRI).

Perché le IIVV non hanno adottato la tuta rossa? Perché loro sono molto più libere di agire e di partecipare a cerimonie?
Secondo me perché nel tempo hanno fatto molti meno casini di noi militari CRI.
Nessuna IV si presenta nel territorio di un altro ispettorato senza aver avvertito prima il vertice di riferimento (io invece ho trovato militari CRI a cerimonie pubbliche che nemmeno sapevamo da dove arrivassero).
Tutte le IV che vedi in giro fanno di sicuro servizio (nei vari livelli e vari comitati) perché altrimenti sarebbero messe in riserva e si sognerebbero di notte di uscire in divisa (i militari invece credono di essere esenti da tutto e da tutti).
Quante IV sono state oggetto di gravi procedimenti penali per aver abusato della propria tessera di appartenenza al Corpo che spacciavano come "lasciapassare" per ogni dove, anche per fermare le auto in mezzo alla strada? Credo nessuna, ma di colleghi militari un paio li conosco.

Certo, mai fare di ogni erba un fascio, ma la realtà e le differenze tra i due Corpi (CM e IV) sono distanti anni luce per colpa principalmetne dei militari.

O almeno così la penso e penso anche che se domani mattina decidessero di darci un'altra uniforme (per intenderci diversa da quella dell'esercito, magari BLU E GIALLO CANARINO ma con le mostrine e i gradi...tanto per sorridere) che non si confondesse tanto con quella dell'EI...tante richieste di partecipare a cerimonie UNUCI (di cui faccio parte anche io per inciso) non ci sarebbero.


Condivido appieno tutto ciò che scrivi, è una parte della realtà del quotidiano del CM.
Sogno un giorno un'uniforme del CM diversa da quella di tutte le altre FF.AA. .
Non solo non ci sarebbero più le richieste di partecipare a cerimonie UNUCI, ma ci sarebbero molte meno domande di arruolamento (in special modo negli Uff.li Commissari) da parte di coloro che lo fanno solo per indossare un'uniforme pressoché simile a quella dell'Esercito (e su questa somiglianza ci "giocano" MOLTISSIMO).
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Luca Bracco » giovedì 8 agosto 2013, 11:23

Mi fa piacere di trovare condivisione, anche perché il fatto che l'uniforme debba essere "di foggia militare" non vuol dire che deve essere quella dell'esercito (stemmi di corpo a parte, ovviamente).
E perché non quella della marina?

Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.

Non ci sarebbe quindi nulla di illegittimo ad adottare una uniforme diversa per il CM CRI (e anche quello SMOM che almeno ha le mostrine diverse e proprie...) in un colore diverso.

Anzi...se qualcuno ricorda, un paio di anni fa era invalsa l'idea di tornare al "grigiomarrone" dei tempi della 1GM.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 8 agosto 2013, 12:17

Luca Bracco ha scritto:Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.

perchè è già accaduto ed è stata ampiamente impiegata nei territori balcanici....battesimo della tuta rossa per il CRIMIL ma dovuto solo per la contingenza in teatro,non vedo problemi di sorta in territorio nazionale o nei t.o. dove sono rispettate nei fatti la C.G.
i problemi sono legati esclusivamente allo spauracchio dei rimborsi precettizi,o si modifica o si integra la legge 484 del 38 oppure il patto trà galantuomini non deve essere unilaterale

Freccia16 ha scritto:Non solo non ci sarebbero più le richieste di partecipare a cerimonie UNUCI, ma ci sarebbero molte meno domande di arruolamento (in special modo negli Uff.li Commissari) da parte di coloro che lo fanno solo per indossare un'uniforme pressoché simile a quella dell'Esercito (e su questa somiglianza ci "giocano" MOLTISSIMO).

è un discorso che non mi/ci riguarda nel NAAPRO FC ...ciò non toglie che basta poco dati e fatti alla mano controllabili e consultabili dove sono gli impieghi operativi e meno quelli "istituzionali diplomatici" ho ben contezza di quello che accade in altri CDM e NAAAPRO ...chi di dovere deve propendere ad agevolare chi porta lustro e riscontro pratico al CRIMIL e qui mi fermo i dettagli in separata sede....spiacente non passano i luoghi comuni con il sottoscritto.
Saluti
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Messaggioda Luca Bracco » giovedì 8 agosto 2013, 12:25

fabione 66 ha scritto:allo spauracchio dei rimborsi precettizi


scusa quali rimborsi?
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 8 agosto 2013, 12:31

chi rimborsa i datori di lavoro presentando regolare precetto ?
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Messaggioda Luca Bracco » giovedì 8 agosto 2013, 12:51

l'INPS
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 8 agosto 2013, 13:23

bene la domanda ovvia seguente è chi rimborsa l'INPS ?

a volte non capisco le decisioni verticistiche come l'Ordinanza Commissariale che appena trovo il nr. lo posto (quella famosa che esautorò dal servizio il CRIMIL(in precetto in osservanza ed ossequio alla 178 2012 non diversa dalla precedente in quel di San Felice sul Panaro durante sisma Emilia nella quale era contenuto non solo il termine missione previsto per il 1 luglio 2012 ma pure una personale affermazione in riguardo ai dipendenti pubblici ed alla probabilità che potevano chiedere rimborsi ai propri datori di lavoro,a parte il Suo pensiero personale (mai visto in una o.c.) in quanto ferito ed offeso nella mia etica volontaristica mai presentato nulla nelle missioni e nei richiami in servizio attivo a nessuno.
con questa giustificazione allora ed ora totalmente fuori luogo sia nei termini che nelle applicazioni decretava la fine dei servizi in teatro di coloro che tanto hanno dato alla missione .
sicchè le domande sorgono spontanee. sono le risposte che latitano ...
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Freccia16 » giovedì 8 agosto 2013, 16:09

Luca Bracco ha scritto:Mi fa piacere di trovare condivisione, anche perché il fatto che l'uniforme debba essere "di foggia militare" non vuol dire che deve essere quella dell'esercito (stemmi di corpo a parte, ovviamente).
E perché non quella della marina?

Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.

Non ci sarebbe quindi nulla di illegittimo ad adottare una uniforme diversa per il CM CRI (e anche quello SMOM che almeno ha le mostrine diverse e proprie...) in un colore diverso.

Anzi...se qualcuno ricorda, un paio di anni fa era invalsa l'idea di tornare al "grigiomarrone" dei tempi della 1GM.


Fu emanata il 20.01.2009 una Circolare da parte dell'Isp. Naz. nel quale era scritto: "Con la presente si porta a conoscenza delle SS.LL. sulla necessità di procedere alla variazione delle uniformi del Corpo Militare C.R.I., riprendendo il proprio colore storico del Corpo, al fine di assicurare una migliore identificazione del personale miltare della Croce Rossa rispetto al personale militare delle Forze Armate.
(omissis)"

Non averla applicata è, a mio personale giudizio, una grossa occasione mancata (avremmo risolto parecchi abusi e problemi, che puntualmente si ripresentano, causa furbizie italiche...)
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 8 agosto 2013, 17:13

Freccia16 ha scritto:Non averla applicata è, a mio personale giudizio, una grossa occasione mancata (avremmo risolto parecchi abusi e problemi, che puntualmente si ripresentano, causa furbizie italiche...)


ALLA xxx conferenza internazionale del movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa del 2007 è stato ribadito che uno dei compiti di una società nazionale è quello di "fornire tutti i supporti sanitari delle FFAAA conformemente all'art. 26 della 1 convenzione di Ginevra del 1949............
le furbizie italiche devono andarsi a ricercare dove vengono sistematicamente applicate...in alto o in basso ovunque siano e sopratutto non sparare nel mucchio e fare di tutta un'erba un fascio altrimenti ci si difende dove e come si può.
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