Landenulfo da Sarno ha scritto:Grazie.
In verità ho dovuto limitare l'indagine ai cataloghi informatici ICCU, in cui l'opera del medico da lei citato non compare...
Le notizie confermano quanto io sapevo, ovvero che altri rami si erano stabiliti anche in altre regioni meridionali.
Potrebbe farmi sapere a quali opere (oltre al Noya di Bitetto) attinge l'Autore?
Ancora grazie.
p.s.: lo stemma è abbastanza simile a quello dei nobili di Napoli. Lo posterò in questi giorni.
Signor Landenulfo da Sarno,
non ho specificato nel mio precedente messaggio,che questo testo del Berlingerio ha come fonte principale il Catasto onciario di Mola di Bari(BA) dell'anno 1754. Da questa fonte archivistica sono riportate diverse pagine inerenti le Famiglie trattate.
La famiglia Berlingerio è trattata alle pagine 126-135 le "opere a cui attinge l'autore sono :
Rossi Flaminio, Il teatro della nobiltà d'Italia,1608, pagina 39;
Bacco Enrico, Breve descrizione del Regno dio Napoli diviso in dodici provincie,1640, pagine 267-269
Giovan Battista Nola Molise, Cronaca dell'antichissima e nobilissima città di crotone,1649, pagine 197-199, 202-208
Queste sono le opere edite, anche se l'ultima non l'ho trovate in ICCU tramite l' sbn.
Le fonti inedite :
(Registri Angioini vol XIII pag. 115 rif. 123) non è specificato il luogo ove è conservato il documento, ipotizzo, sottolineo ipotizzo Archivio di Stato di Napoli (NA)
(Portulani Aragonesi di Manfredonia pagina 77) non è specificato il luogo ove è conservato il documento, ipotizzo, sottolineo ipotizzo Archivio di Stato di Napoli (NA)
Notaio Giuseppe Circolone anno 1750 presso Archivio di Stato Bari
Ed ultimo ma non ultimo il nominato Catasto Onciario di Mola di Bari dell'anno 1754.
Su quest'ultima fonte vorrei riportare ciò che è scritto a pagina 30 del testo :
"
Mi preme invece sottolineare alcune informazioni circa la compilazione dello stesso, di cui oggi esiste una sola copia presso l'Archivio di Stato di Napoli, microfilmata per volere di P. Di Bari, microfilm oggi conservato nell'Archivio di Stato di Bari. L'esemplare presente a Mola (come riferito dallo stesso Di Bari) fu usato come carta igienica dagli impiegati comunali nei primi anni di questo secolo " [Millenovecento, n.d.r.] ORRORE;ORRORE;ORRORE
Per quanto riguarda Il "Di Bari" citato credo ed ipotizzo si riferisca allo scrittore Pasquale Di Bari.
Spero tutto ciò Le risulti utile.
Saluti