Pataro: ipotesi sulle origini del cognome

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Pataro: ipotesi sulle origini del cognome

Messaggioda Stefanoptx » martedì 5 febbraio 2008, 12:55

Salve a tutti,

mi chiamo Stefano Pataro e sono nuovo sul forum.

Sto svolgendo da circa un anno una ricerca su due fronti: 1) da un lato sto cercando di determinare le origini del mio cognome; 2) dall'altro sto tracciando l'albero genealogico della mia famiglia.

Qui di seguito espongo le mie ipotesi relative all'origine del mio cognome, nella speranza di avere da voi una conferma, un consiglio, o quantomeno una smentita.

Ho fatto due ipotesi circa le origini del cognome Pataro:

a) deriva dalla Pataria, ovvero da quel movimento del clero di base e dei ceti piu' umili (i Patarini, ovvero gli straccioni) in reazione contro la ricchezza e la simonia degli ecclesiastici di alto rango, sorto a Milano nel 1045 e diffusosi nel nord Italia, e fatto oggetto di inquisizione per eresia nel 1185 da Papa Lucio III; (Wikipedia)

b) e' una deformazione del cognome Spataro, e quindi deriva da quei mestieri medievali che avevano a che fare con le spade (fabbricazione, commercio...) (Spataro, sul Dizionario Ragionato dei Cognomi Italiani)

Sono piu' propenso a credere alla prima ipotesi. La maggior parte delle famiglie Pataro di mia conoscenza, tra cui la mia, proviene dalla zona a cavallo fra la Basilicata e la Calabria, nell'immediato entroterra tirrenico (20-40km dalla costa).

Ho collegato i Patarini del nord Italia con i Pataro del profondo sud grazie ad uno studio linguistico condotto dal dialettologo G. Rohlfs negli anni '20 e '30. Il Rohlfs dimostro' che i dialetti parlati nella zona di provenienza della mia famiglia hanno ben poco a che vedere con gli altri dialetti meridionali, ma derivano piuttosto dai dialetti Galloitalici parlati nel nord Italia. Il Rohlfs ipotizza che il Galloitalico sia stato portato in certe zone della Lucania e della Calabria nel XII secolo da alcune colonie del nord Italia, in fuga dalle persecuzioni contro gli eretici.

Ho messo assieme questi elementi: 1) la netta similarita' fra il cognome Pataro e il nome del movimento della Pataria e dei suoi affiliati Patarini; 2) il fatto che la Pataria sia stata oggetto di inquisizione nel XII secolo; 3) la tesi del Rohlfs secondo la quale nel XII secolo intere colonie del nord Italia si trasferirono nelle zone di provenienza dei Pataro, portando con se il dialetto Galloitalico.

Ne ho tratto la conclusione che i Pataro discendono dai Patarini. E' una conclusione azzardata? Sta in piedi o e' da scartare? Quali altre origini potrebbe avere il cognome Pataro?

Vi ringrazio anticipatamente per i vostri pareri.

- Stefano Pataro
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Messaggioda alfabravo » martedì 5 febbraio 2008, 13:19

Il cognome Pataro, rarissimo, ha un ceppo nel nordmilanese, ed uno tra potentino e cosentino, l'origine potrebbe risalire ad un soprannome di epoca tardo medioevale, riferendosi al movimento, più o meno eretico, dei patari che prendeva forse il nome da Roberto Patta da Giussano, quando il termine pataro arrivò ad essere sinonimo di eretico, e in questo caso starebbe ad indicare una lontananza del capostipite dai principi religiosi dell'epoca, si deve però anche considerare che Patorus o Patarus fu un nome utilizzato in epoca tardo medioevale, ne abbiamo un esempio con Patoro o Pataro Buzzacarini nobile di Padova tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 e così molti altri nel padovano in epoca successiva.

Distinti saluti da Ritter e benvenuto tra noi
alfabravo
 
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Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 febbraio 2008, 13:26

Benvenuto nel forum I.A.G.I. !!! :D

Sono interassatissimo a questo tuo studio , in quanto il cognome di mia nonna materna , viterbese D.O.C. , era PATARA .
Cordialmente
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Messaggioda Stefanoptx » martedì 5 febbraio 2008, 15:17

Mi rendo conto di essermi iscritto ad un forum popolato da persone veramente competenti in materia, e la cosa mi fa molto piacere!

Da quanto ho letto fin'ora su questo forum vige il "tu", e quindi mi adeguo alla consuetudine.

Ritter, fino ad ora non mi ero mai imbattuto in questo Roberto Patta da Giussano. Ho fatto una veloce indagine e credo di poter smentire che il movimento della Pataria prenda nome da lui, in quanto la Pataria si affermo' nell'XI secolo, mentre Roberto Patta da Giussano visse nel XIII secolo (a quanto pare, intorno al 1254 si era erto a protettore di eretici).

La tesi piu' accreditata riguardo all'etimologia della parola "Pataria" la ricollega alla parola "patee", che in dialetto Milanese significava "stracci" o "straccioni". Essendo la Pataria composta dai ceti piu' bassi della popolazione e del clero, si pensa che l'appellattivo dispregiativo "Patarini" sia stato loro affibbiato per via della loro infima condizione sociale.

Non sapevo dell'esistenza del nome proprio medioevale "Patarus" o "Patorus", ne tantomeno ero al corrente di tale Pataro Buzzacarrini.

Credo che sara' quasi impossibile stabilire in maniera certa le radici del cognome Pataro; continuero' comunque ad approfondire il piu' possibile. Come mi consigli di procedere? Suppongo che l'ipotesi della storpiatura di "Spataro" sia da scartare. Credi che sia piu' plausibile una derivazione dal movimento della Pataria, o semplicemente dal nome proprio Patarus?

Posso chiederti come fai a conoscere la distribuzione territoriale del cognome?

Sergio, se dovessi scovare qualcosa di interessante non manchero' di informarti. Data l'estrema similarita' fra il cognome di tua nonna materna e il mio credo che la radice storica sia la stessa.

Grazie mille!

- Stefano Pataro
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Messaggioda L.A.S. » martedì 5 febbraio 2008, 16:07

Ritter ha scritto: ne abbiamo un esempio con Patoro o Pataro Buzzacarini nobile di Padova tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 e così molti altri nel padovano in epoca successiva.


Quanto afferma Ritter, in riferimento all'esemplificazione sopra riportata, troverebbe riscontro anche nella non irrilevante presenza del cognome in oggetto a Padova. A parte questo caso, tuttavia, io propendo per la seconda ipotesi, quella della derivazione da spada, come nel caso, maggioritario, di Spataro.

Cordialmente,
Lorenzo
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Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 febbraio 2008, 16:15

Non mi sento di escludere un' origine :shock: orientale del nome , consultando
http://gens.labo.net/ i Pataro sarebbero arroccati tra Basilicata e Calabria mentre i Patara nell'alto Lazio

Le ossa dell' arcivescovo di Myra , S. Nicolò , furono 8) traslate a Bari dal porto di Pàtara nella Lycia .
Nel Nuovo Testamento , Patàra era porto della Lycia, dove S. Paolo si fermò verso la fine del suo terzo viaggio missionario prima di attraversare il mar Mediterraneo ( At 21:1) .
L'origine etimologica , anche secondo il Dizionario di Erudizione Storica Ecclesiastica non è certa . Sicuramente pataro/a assunse il signiicato di eretico/a .
Da Google Book :

http://books.google.it/books?id=FGwAAAA ... ygTL_v3hBw

cordialmente :)
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Messaggioda Guido5 » martedì 5 febbraio 2008, 16:46

Caro Stefano,
anzitutto un cordialissimo benvenuto nel “forum”. Il tuo cognome sembra avere la massima diffusione in un’area ben determinata, i comuni di Rotonda (Potenza), Laino e Aieta (Cosenza). Il mio consiglio è di fare una ricerca passo dopo passo in quelle zone - ammesso che la tua famiglia provenga dall’area tra Calabria e Basilicata - e troverai molto probabilmente a chi, per primo è stato dato il cognome Pataro.
Circa l’etimo non scarterei a priori le ipotesi che hai fatto né quelle che ti sono state suggerite (in particolare Patara , sulla costa sud-occidentale della Turchia), e cercherei anche con i caratteri dell'alfabeto greco. Non me la sento però di buttar via l’ipotesi di una forma sincopata del soprannome “patataro”. Aggiungo solo che il termine “pataro”, nel significato di “eretico” risente dell’influsso di “cataro” e che da esso deriva il nome della “patarina”, la campana del Campidoglio portata via nel 1200 da Viterbo.

Ciao a tutti!
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Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 febbraio 2008, 16:55

Aggiungo solo che il termine “pataro”, nel significato di “eretico” risente dell’influsso di “cataro” e che da esso deriva il nome della “patarina”, la campana del Campidoglio portata via nel 1200 da Viterbo.



I Patara vieterbesi sarebbero associati all'impresa della campana
" presa in prestito " ? :wink:
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Messaggioda Guido5 » martedì 5 febbraio 2008, 17:11

Caro Sergio,
indirettamente sì: Viterbo era invisa a Innocenzo III per l'ospitalità concessa ai patarini e, quando i Romani vennero a conflitto con i Viterbesi - a causa dei "fastidi" che questi davano a Vitorchiano - e li sconfissero, portarono la campana del Comune sulla torre del palazzo senatorio e la chiamarono appunto patarina.

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Messaggioda Stefanoptx » martedì 5 febbraio 2008, 17:27

In sostanza, credete che Patara-Pataro abbiano la stessa fonte, o pensate che abbiano radici storiche differenti?

E inoltre, viste le varie spiegazioni proposte finora, e' possibile che i Pataro collocati in differenti aree del territorio abbiano connotazioni storiche differenti nel loro cognome? Per esempio, che i Pataro di Padova traggano il cognome dal Pataro Buzzacarrini, mentre i Pataro concentrati a cavallo fra la Basilicata e la Calabria (che sono maggioritari) abbiano una connotazione differente? Sicuramente questa ipotesi renderebbe molto piu' difficile la ricerca.

Guido, nell'ambito della ricerca genealogica sulla mia famiglia paterna (di cui scrivero' piu' avanti, se potra' interessare) ho tracciato una connessione diretta molto importante con Laino Borgo. I Pataro del mio ramo si sono stabiliti a Trecchina (Potenza) come minimo nel 1879 (data di nascita di un mio bisnonno). Il mio trisavolo, padre del bisnonno in questione, e' nato invece a Laino Borgo (Cosenza) nel 1854. Le mie fonti certe terminano qui; attraverso fonti sinceramente un po' dubbie sono comunque risalito di figlio in padre fino ad un mio antenato diretto nato sempre a Laino Borgo nel 1720. Ovviamente alla prossima occasione utile ho intenzione di confermare con fonti di primo grado tutti i dati dubbi; credi comunque che sia effettivamente possibile risalire al primo depositario del cognome, per lo meno per quanto riguarda la mia famiglia? Fino a che anno risalgono gli archivi ecclesiastici, di solito?

- Stefano Pataro
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Messaggioda Guido5 » martedì 5 febbraio 2008, 19:18

Caro Stefano,
i registri battesimali sono stati resi obbligatori dal Concilio di Trento con il "Decretum de reformatione matrimonii" dell'11 novembre 1563. Non tutte le parrocchie ne hanno avuto immediata notizia e, soprattutto, non tutte avevano il fonte battesimale. Nei piccoli centri non è difficile così arrivare alla prima "cognominatio". Il fatto poi che uno stesso cognome possa avere più ceppi originari del tutto slegati fra loro è cosa quanto mai plausibile, così come il fatto che forme diverse di un cognome possano avere invece lo stesso ceppo. Un esempio: il nonno di Arrigo Boldrini, la Medaglia d'oro scomparsa di recente, si chiamava Buldrini, come la gran parte dei romagnoli, mio babbo compreso. Tra noi con c'era tuttavia alcun legame di parentela. In Emilia e nelle Marche prevale invece la più corretta forma Boldrini che deriva dal nome proprio Boldrino.

Ciao a tutti!
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Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 febbraio 2008, 19:28

Viterbo era invisa a Innocenzo III per l'ospitalità concessa ai patarini

Caro Guido , Se avessi detto a quella pia persona di mia nonna che discendeva da una famiglia di eretici , mi avrebbe rincorso per tutta la casa armata di scopa ! :lol:
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Messaggioda vdaurelio » mercoledì 6 febbraio 2008, 18:30

Caro amico innanziatutto ben venuto.
Il citato linguista Rolfhs ha scritto diverse cose e tra l'altro uno sui cognomi calabresi che credo dovrebbe essere un buon punto di partenza per ritracciare l'origine onomastica del tuo cognome.
Ora io ti voglio dare un consiglio ... non sottovalutare l'ipotesi di un'origine onomastica greca poichè, come nel Salento, questa meravigliosa popolazione ha lasciato tracce profonde e indelebili nell'arte, nella lingua e nella cultura. Anche se la zona di tuo interesse ha parlato una lingua nordica non è detto che la stessa popolazione non abbia subito le influenze grecaniche (e qui ci metto la mano sul fuoco! :) ). La maggior parte dei cognomi del sud Italia hanno origine greca e poi latina e questo dovrebbe essere una buona motivazione per fare ricerca su questa linea. Hai pensato che PATARO sia da PATHOS ad esempio? Oppure possa essere un cognome di origine albanese visto che proprio nella zona della Calabria da te interessata vi è stata e c'è tutt'ora una grossa comunità Arbresh.
Pataro e Patara possono certamente essere lo stesso ceppo linguistico o persino lo stesso cognome (io ad esempio in questi giorni ho appurato che il mio cognome Aurelio ha una variante in Aurelia e persino in Oreglia e persino in Alerio), infatti nei documenti scritti a mano molto facilmente una o può essere letta in a e viceversa (l'analfabetizzazione è stata una delle maggiori cause delle attuali varianti cognominali).
In bocca al lupo e buona ricerca!
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda vdaurelio » mercoledì 6 febbraio 2008, 18:48

Scusa Stefano,
aggiungo velocemente perchè devo scappare (ti leggo domani mattina).
Il luogo Cozzo Patari a Corigliano Calabro è un geotoponimo che deriva dal latino PATARIUM e significa tessitore di panni.
Questo è il link (vai al punto 49)
http://www.coriglianocalabro.it/index.p ... &Itemid=65
Ciao scappooo!
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda Stefanoptx » giovedì 7 febbraio 2008, 17:15

Eccoci qua...

Cari Guido e Vincenzo, vi ringrazio per la chiarificazione. Finora credevo che ogni cognome avesse la sua provenienza specifica; non é così e questo complicherá le mie ricerche, ma le renderá anche piú interessanti e quindi non mi scoraggio. A questo punto investigheró tutte le ipotesi da voi proposte. C'é un modo per avere indicazioni importanti, ora che ci penso: un'analisi del DNA. Ho scovato su internet alcune compagnie che si occupano di tracciare la provenienza geografica del codice genetico dei clienti, e in particolare del codice trasmesso di padre in figlio. Non ne cito nessuna perchè non so quali sono le regole del forum in proposito...c'é da fidarsi?

Inoltre, alla prima occasione utile investigherò gli archivi ecclesiastici di Laino Borgo. Spero che il parroco in questione sia disponibile!

Per quanto riguarda la letteratura del Rohlfs, ho giá chiamato qualche libreria ma non si trova niente - neanche da ordinare. Sapreste consigliarmi dove procurarmi le sue opere?

Vi ringrazio per gli utilissimi consigli!

- Stefano Pataro
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