Famiglia Conte alias Comite

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Famiglia Conte alias Comite

Messaggioda MMT » lunedì 20 agosto 2007, 20:46

Ho ricevuto una richiesta di aiuto genealogico che vi rigiro: "[...]Traendo spunto da un disordinato carteggio che ho trovato tra gli scritti di mio nonno e che, in ragione della grafia e dei riferimenti ivi contemplati, presumo debba ascriversi alla mano del mio trisavolo Jacopo, ho avviato una ricerca con la quale appurare l'eventuale derivazione diretta della mia famiglia dalla casata Comite di Aquara che in quelle vecchie pagine si viene a sostenere, o, almeno, accertarne un'affinità che taluni elementi credo impediscano di liquidare come puramente fantasiosa od autoreferenziale: mi riferisco, ad esempio ma non solo, al fatto che i Comite erano stabilmente dimorati a Benevento oltre che a Napoli (del cui Patriziato erano parte), alla circostanza che essi si siano uniti alla famglia Mascambruno - facente parte ab antiquo del Patriziato di Benevento - con cui la mia famiglia è a sua volta imparentata, al fatto che il capostipite della mia famiglia - Giambattista Conte, Barone di Santa Maria Ingrisone dal 1589 che già nel 1585 sposava Donna Eleonora Caracciolo di Montanara - in una tavola genealogica (realizzata all'incirca nel 1830-1840) venga indicato Nobile di Salerno e di Napoli.
Ciò posto, Le sarei sommamente grato se fosse così gentile da comunicarmi eventuali notizie sull'argomento di cui si trovasse in possesso, ivi compresa una indicazione dello stemma dei Comite che non sono riuscito a trovare in alcuno tra i blasonari locali sinora consultati. Se a questa preziosa informazione, di per sè importantissima, potesse aggiungere qualche riferimento alla discendenza di Matteo Comite, barone di Aquara e Morigerati dal 1536 cui nel famoso (o famigerato?) carteggio si fa insistente riferimento talvolta in collegamento ad Eleonora Comite Baronessa di Colobraro, la mia ricerca gioverebbe di un contributo davvero risolutivo.
Grato sin d'ora per l'attenzione che vorrà riservare alla mia comunicazione, ed altresì fiducioso in un Suo positivo riscontro, La saluto cordialmente".
MMT
 
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Messaggioda L.de Bellis » martedì 21 agosto 2007, 7:43

Carissimo Michele,

rendo la nota sperando in una qualche utilità: la Famiglia Comite, fu nobilissima e patrizia in Bari di origine amalfitana(Nel 1087, Pantaleone Comite , nobile amalfitano e donatore nel 1066 delle porte di bronzo che si possono ancora ammirare nel Duomo di Amalfi, con una squadra di compatrioti e l'aiuto dei Pisani e Genovesi, tentò con successo l'impresa di rovesciare il principe di Tunisi e nel 1096 la Repubblica Amalfitana divenne nuovamente libera eleggendo a suo Duca Marino Sebaste Pansebaste ma, dopo lunghe mediazioni accettò, o forse le convenne riconoscere la sovranità dei principi normanni, i quali però dovettero concedere ampia autonomia amministrativa agli amalfitani.)

Arma: d'azzurro al pino d'oro, sradicato, con un uccelletto posto in cima sormontato in capo da tre stelle pure d'oro ordinate in fascia.

Cordialità

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda comite » lunedì 27 agosto 2007, 23:24

Carissimi amici,

nel presentare il mio saluto di neofita a tutti quanti sono parte di questo Forum cui anch'io - da quest'oggi - mi onorerò di fornire un mio modestissimo contributo, mi sia anzitutto consentito porgere qualche doveroso ringraziamento preliminare: a Tommaso Cravarezza, per la cortese sollecitudine con la quale ha provveduto all'accoglimento della mia domanda di iscrizione e alla conseguente attivazione del mio account, al gentilissimo Michele Tuccimei di Sezze, per l'impagabile disponibilità dimostratami nel replicare alla mia domanda di aiuto cui ha corrisposto addirittura mediante l'attivazione di un post apposito, a Fra Eusanio da Ocre, per il garbo e la puntualità con cui a sua volta ha voluto prestare attenzione ad una richiesta privatamente intervenuta e, in rigoroso ordine cronologico, a Lorenzo Longo de Bellis, per il generoso quanto tempestivo aiuto prestato mediante un'indicazione per me rivelatasi preziosissima.

Ciò posto, alieno da ogni piaggeria, posso soffermarmi (forse qualcuno dirà: finalmente!) sull'argomento come sopra introdotto. La mia difficoltà, segnatamente, deriva dal carattere frammentario del carteggio in mio possesso che, nel rappresentare il tentativo di una ricostruzione genealogica probabilmente condotta in maniera non estemporanea ove si considerino alcuni riferimenti - talvolta fin troppo minuziosi - di cui essa consta, è tuttavia chiaramente monca di alcune pagine e, come se ciò non bastasse, sembra corrispondere più alla bozza di un lavoro cui conferire successiva sistemazione che non ad un elaborato organico. Tuttavia, la precisione di alcune date ed i positivi riscontri che ho trovato in ordine ad alcuni particolari, mi inducono a bilanciare la prudenza dello studioso con l'attitudine speculativa del ricercatore. Risulta quindi molto interessante, in quest'ottica, l'indicazione fornita da Lorenzo Longo de Bellis che, difatti, si concilia ad un passaggio di quegli scritti in cui si afferma che da Matteo Comite (personaggio al quale viene riconosciuto un rilievo di obiettiva preponderanza) sarebbero derivati anche i Comite presenti a Bari ed ivi dimorati che, diramatisi pure in Rutigliano, avrebbero "mutato l'arme" ed assunto il seguente stemma: "un pino d'oro con un merlotto sulla cima, tre stelle anch'esse d'oro nel capo, il tutto in campo azzurro" (la blasonatura non è impeccabile, lo so, ma preferisco una citazione testuale che mi pare - comunque - intellegibile).

Ottimo, potrebbe dirsi ... Peccato, però, che alla notizia di tale cambiamento non si accompagni l'indicazione dell'arma originale da cui i presunti trapiantati in terra pugliese avrebbero voluto distinguere la propria, e nemmeno si dice se da quella fu derivata o si provvide ad una radicale innovazione. Certo, qualora si consideri che il pino, simbolo di nobiltà, è indicato dal de Bellis come sradicato e che in luogo dell'uccelletto si parla nel mio testo di un merlotto, sarei indotto a propendere per la seconda soluzione, ipotizzando l'assunzione di un'arma alludente con cui, in pratica, si sarebbe voluto indicare una famiglia di chiara nobiltà (il pino - e se in origine fosse stato piantato in un monte?), non oriunda ma sopraggiunta (l'uccelletto o il merlotto, che mi pare stiano ad significare viaggi o spostamenti), e diramatasi dalla casata forse indicata dalla simbologia rappresentata nel capo (e se le tre selle d'oro in fascia fossero la parte più importante dello stemma originario dei Comite?) ... presto a concludersi: ringraziando per l'attenzione e la pazienza, attendo con ansia lumi e commenti!

Giacomo Conte
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Messaggioda L.de Bellis » martedì 28 agosto 2007, 6:45

comite ha scritto:Carissimi amici,

nel presentare il mio saluto di neofita a tutti quanti sono parte di questo Forum cui anch'io - da quest'oggi - mi onorerò di fornire un mio modestissimo contributo, mi sia anzitutto consentito porgere qualche doveroso ringraziamento preliminare: a Tommaso Cravarezza, per la cortese sollecitudine con la quale ha provveduto all'accoglimento della mia domanda di iscrizione e alla conseguente attivazione del mio account, al gentilissimo Michele Tuccimei di Sezze, per l'impagabile disponibilità dimostratami nel replicare alla mia domanda di aiuto cui ha corrisposto addirittura mediante l'attivazione di un post apposito, a Fra Eusanio da Ocre, per il garbo e la puntualità con cui a sua volta ha voluto prestare attenzione ad una richiesta privatamente intervenuta e, in rigoroso ordine cronologico, a Lorenzo Longo de Bellis, per il generoso quanto tempestivo aiuto prestato mediante un'indicazione per me rivelatasi preziosissima.

Ciò posto, alieno da ogni piaggeria, posso soffermarmi (forse qualcuno dirà: finalmente!) sull'argomento come sopra introdotto. La mia difficoltà, segnatamente, deriva dal carattere frammentario del carteggio in mio possesso che, nel rappresentare il tentativo di una ricostruzione genealogica probabilmente condotta in maniera non estemporanea ove si considerino alcuni riferimenti - talvolta fin troppo minuziosi - di cui essa consta, è tuttavia chiaramente monca di alcune pagine e, come se ciò non bastasse, sembra corrispondere più alla bozza di un lavoro cui conferire successiva sistemazione che non ad un elaborato organico. Tuttavia, la precisione di alcune date ed i positivi riscontri che ho trovato in ordine ad alcuni particolari, mi inducono a bilanciare la prudenza dello studioso con l'attitudine speculativa del ricercatore. Risulta quindi molto interessante, in quest'ottica, l'indicazione fornita da Lorenzo Longo de Bellis che, difatti, si concilia ad un passaggio di quegli scritti in cui si afferma che da Matteo Comite (personaggio al quale viene riconosciuto un rilievo di obiettiva preponderanza) sarebbero derivati anche i Comite presenti a Bari ed ivi dimorati che, diramatisi pure in Rutigliano, avrebbero "mutato l'arme" ed assunto il seguente stemma: "un pino d'oro con un merlotto sulla cima, tre stelle anch'esse d'oro nel capo, il tutto in campo azzurro" (la blasonatura non è impeccabile, lo so, ma preferisco una citazione testuale che mi pare - comunque - intellegibile).

Ottimo, potrebbe dirsi ... Peccato, però, che alla notizia di tale cambiamento non si accompagni l'indicazione dell'arma originale da cui i presunti trapiantati in terra pugliese avrebbero voluto distinguere la propria, e nemmeno si dice se da quella fu derivata o si provvide ad una radicale innovazione. Certo, qualora si consideri che il pino, simbolo di nobiltà, è indicato dal de Bellis come sradicato e che in luogo dell'uccelletto si parla nel mio testo di un merlotto, sarei indotto a propendere per la seconda soluzione, ipotizzando l'assunzione di un'arma alludente con cui, in pratica, si sarebbe voluto indicare una famiglia di chiara nobiltà (il pino - e se in origine fosse stato piantato in un monte?), non oriunda ma sopraggiunta (l'uccelletto o il merlotto, che mi pare stiano ad significare viaggi o spostamenti), e diramatasi dalla casata forse indicata dalla simbologia rappresentata nel capo (e se le tre selle d'oro in fascia fossero la parte più importante dello stemma originario dei Comite?) ... presto a concludersi: ringraziando per l'attenzione e la pazienza, attendo con ansia lumi e commenti!

Giacomo Conte


Preg.mo sig. Conte,

la ringrazio per cortese attenzione alla mia persona, purtroppo non conosco l'arma originaria, se mai c'è stata, diversa da questa documentata ai nostri giorni,ma non escludo che una ricerca approfondita in Amalfi porti a risultati imprevedibili.

Ma veniamo all'arme, il Pino è uno degli alberi più pregievoli del blasone indica antica e generosa nobiltà, benignità e cordialità.Emblema di animo filosofico, si rappresenta terrazzato, sradicato, nodrito ecc.
Non di rado, in diverse armi, devo riferire, ho osservato il pino sormontato da tre stelle ordinate in fascia o male ordinate, in merito al volatile anche lui lo si vede posto sull'albero,se fosse il merlotto sta a significare i nemici vinti in battaglia.In conclusione, i simboli rappresentati nell'arme,non sono rari, alle volte cercare difficili significati può diventare una forzatura.

Rivolgo un augurio per le sue ricerche e certo in un suo gradimento rendo la breve nota.

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda comite » giovedì 30 agosto 2007, 1:53

Gentilissimo sig. Longo de Bellis,

non ha da ringraziarmi per una menzione che sentivo doverosa e che, d'altra parte, la Sua replica dimostra come non fosse un atto di formale ridondanza! Con riferimento alle ultime osservazioni che Lei proponeva, peraltro, concordo sull'opportunità di non indulgere a voli di fantasia che tanto possono nuocere ad un'analisi seriamente condotta (la mia, del resto, era nulla più che una provocatoria ipotesi di studio), così come nulla ho da aggiungere riguardo alle considerazioni relative alla non particolare rarità dei simboli di cui compone lo stemma dei Comite di Bari e che non intendevo presentare sotto questa veste (sebbene la mia interpretazione del significato dei merlotti non fosse meramente deduttiva bensì mutuata dalla Enciclopedia Araldico Cavalleresca del Crollalanza).

Credo, tuttavia, che l'oggetto della mia ricerca mi debba condurre più che ad Amalfi - da cui il casato dei Comite effettivamente deriverebbe solo nel caso di una sicura discendenza dal celeberrimo Pietro de Comite Maurone a cui Lei faceva significativo riferimento - a Napoli e Salerno, al cui Patriziato erano iscritti i Comite di Aquara e Morigerati di cui il mio trisavolo parlava. Purtroppo i miei impegni lavorativi, tanto più gravosi per un giovane che aspiri a qualificarsi quale professionista serio e competente, mi impediscono una frequentazione di Archivi di Stato e parrocchiali che possa dirsi confacente alla difficoltà di una ricostruzione come quella cui sto dedicandomi: da cui la mia richiesta di aiuto!

RingraziandoLa nuovamente per l'attenzione e per gli auguri, spero di poter ancora conversare con Lei ed avere occasione di ricambiare la Sua cortesia!

Giacomo Conte
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 30 agosto 2007, 17:17

Gentile signor Conte
Le rispondo anch'io, per essere stato da Lei personalmente interpellato a riguardo.

In sostanza devo consigliarla di dover necessariamente "perdere" un pò di tempo negli archivi per trovare ciò che cerca.
Un buon genealogista è (ed aggiungo deve essere) innanzitutto un buon ricercatore genealogico.

Sintetizzando la questione (lascerei da parte per ora il problema araldico) la domanda dovrebbe essere: i documenti in suo possesso che genealogia dimostrano?
Chi è il capostipite accertato (documentariamente) del suo ramo?
Può costui essere collegato ad un esponente di un casato nobile e già noto? (Ritenuto magari tale tramite titolo usato in documenti etc.).
E se è postiva tale affermazione rintracciare poi i seguenti dati e documenti di tale famiglia nobile.

In attesa, Le porgo cordiali saluti

G.
Grimaldi
 


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