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il cognome Vernazzi comincia nel 1000+
pierluigic ha scritto:.
fai bene attenzione a quando nascono i cognomi nei luoghi teatro delle vicende
Non ti fidare delle cronache. Anche le piu' attendibili tendono a proiettare nel passato la loro realta' quotidiana
Giovanni Villani a Firenze retrodata i cognomi di un secolo.
Quando diciil cognome Vernazzi comincia nel 1000+
dubito sia cosi
Serve la consultazione dei documenti coevi
E' possibile ( senza prove ) che il cognome Vernazzi sia esistito per molti secoli nell' individuare la famiglia cremonese che sembra essersi estinta nel xix secolo e che viene nobilitata in diverse occasioni oltre ad avere vicende storicamente rilevanti
Molto piu' difficile e' capire se e' la stessa famiglia di Luigi Natale parmigiano che appare nei documenti senza titolo nobiliare
Ma qui occorre qualcuno che conosca i documenti e la storia di quei luoghi
.
Dante Alighieri ci racconta :
............che il marchese Ugo di Toscana concesse il cingolo militare e il privilegio di inserire il suo stemma i "tre pali d’argento in campo rosso” nel loro a poche ( e quindi di antichissima nobiltà ) famiglie fiorentine
Dante ci racconta cio' che lui credeva vero ai primi del trecento
Dante credeva vero che Ugo di Toscana avesse un suo blasone. Oggi sappiamo che non era possibile
Ma questo ci dice qualcosa in piu'
Ci dice che qualche erudito molto prima di Dante aveva assegnato al Marchese Ugo un'insegna parto della sua fantasia ,
Nella convinzione che ogni grande uomo dell'antichita' avesse uno stemma suo , gli eruditi del XIII secolo avevano cioe' inventato cio' che non trovavano e lo avevano cosi imposto alla convinzione comune
Dante Alighieri ha fatto da cassa di risonanza a questa invenzione fino ai giorni nostri
pierluigic ha scritto:-
Per Nessuno
La penso allo stesso modo
i primi modi di cognomizzazione ( quasi sempre non definitivi ) sono legati ai luoghi su cui si detenevano poteri signorili e a famiglie che detenevano cariche perlopiu ecclesiastiche ( come per quelle famiglie che sostituivano i Vescovi nei vuoti della carica )
poi e' seguita la forma "i filii di ............." o "i nipoti di ............"
Nei nostri studi io cerco sempre di porre in rilievo come non si possa prescindere dalla conoscenza di un intervallo di datazione dei primordi della araldica e della cognomizzazione
Escludendo per ora Venezia ( che va studiata a parte ) credo che la molla che ha favorito il passaggio dal sistema patronimico al sistema cognominale sia stata l'araldica
Il segno grafico in una societa' in gran parte analfabeta io credo abbia avuto il potere dirompente di congelare il patronimico e farlo divenire cognome
E questo credo sia avvenuto quasi ovunque in Italia nel corso del XII secolo
Credo non si possa prescindere da questa conoscenza perche' questa datazione sbugiarda tutti quegli assurdi studi genealogici che pretendono di dare uno stemma ai paladini o un cognome alle famiglie del ceto dirigente. Ma non solo . A Firenze ne viene sbugiardato il cronista Giovanni Villani e Dante Alighieri stesso. Questi sbagliavano in buona fede proiettando la loro realta' ai secoli precedentiDante Alighieri ci racconta :
............che il marchese Ugo di Toscana concesse il cingolo militare e il privilegio di inserire il suo stemma i "tre pali d’argento in campo rosso” nel loro a poche ( e quindi di antichissima nobiltà ) famiglie fiorentine
Dante ci racconta cio' che lui credeva vero ai primi del trecento
Dante credeva vero che Ugo di Toscana avesse un suo blasone. Oggi sappiamo che non era possibile
Ma questo ci dice qualcosa in piu'
Ci dice che qualche erudito molto prima di Dante aveva assegnato al Marchese Ugo un'insegna parto della sua fantasia ,
Nella convinzione che ogni grande uomo dell'antichita' avesse uno stemma suo , gli eruditi del XIII secolo avevano cioe' inventato cio' che non trovavano e lo avevano cosi imposto alla convinzione comune
Dante Alighieri ha fatto da cassa di risonanza a questa invenzione fino ai giorni nostri
Giovanni Villani nomina a ridosso del 1000 una infinita' di famiglie con un cognome che oggi sappiamo dai documenti coevi non potevano ancora avere
Altrettanto giuste le considerazioni sul diverso peso sociale dei rami dell'albero genealogico di una famiglia
Niente di nuovo sotto il sole. Anche oggi come ieri in uno stesso albero ci sono i parenti potenti e quelli impotenti
Durante l'ancien regime i genealogisti e le stesse famiglie operarono una potatura degli alberi eliminando i parenti poveri che creavano disdoro e che avrebbero potuto creare complicazioni ereditarie nei frequenti fedecommesso
Per cui l'unica strada percorribile oggi per eventuali rami secondari utile a dimostrare non trattarsi di omonimia ma di parentela e' una seria ricerca genealogica
Chiederei a Nessuno di aggiungere le considerazioni sui documenti cremonesi ( molto interessanti ) anche sul post
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=6&t=23279&p=255187&hilit=bizzocchi#p255187
in modo che possa essere un post ancora piu' utile
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