Caro Ferrante,
una rapida ma ottima trattazione sulle istituzioni medievali del comune di Bologna è:
Giorgio Tamba,
I documenti del governo del Comune bolognese (1116-1512). Lineamenti della struttura istituzionale della città durante il Medioevo, in "Quaderni Culturali Bolognesi", 6, 1978.
È reperibile on-line al seguente link:
http://badigit.comune.bologna.it/govern ... tamba1.htmProvo comunque a delinearne una sintesi, cercando di indicare schematicamente i nomi e le funzioni dei diversi organi nel corso dei secoli.
Il consiglio degli anziani, di cui chiedi notizie, nasce nel 1228. Negli anni precedenti il comune era stato gestito prevalentemente dalla classe aristocratica, nel 1228, invece, un tumulto capeggiato dai mercanti e dai cambiatori impone la convocazione del consiglio generale (misto: aristocratico e popolare). Questi i principali organi di governo:
- Podestà: potere giudiziario ed esecutivo.
- Consiglio di credenza, ora detto “speciale”: si riunisce e delibera unitamente al consiglio generale
- Consiglio generale: in unione con il consiglio speciale diviene il nuovo organo legislativo; funge inoltre da collegio elettorale degli ufficiali del comune, che quindi possono essere anche scelti all’interno della fazione popolare.
- Scompare la curia (che affiancava il podestà nella gestione politica del comune), sostituita da un organo collegiale, gli anziani, composto di rappresentanti delle società della mercanzia, del cambio (i consoli) e di altre società popolari. La funzione è sempre quella di consulenza al podestà.A partire dal 1245, in seguito alle lotte intestine tra le fazioni aristocratiche dei Geremei e dei Lambertazzi, la parte popolare si struttura maggiormente creando una serie di organi che finiranno per sostituire quelli precedenti. Si affiancano quindi agli organi sopra ricordati:
- consiglio ristretto del popolo, guidato dagli anziani e dai consoli e composto dai rappresentanti di ciascuna società- Anziani e consoli: presiedono e convocano il consiglio del popolo (funzione poi svolta dal capitano del popolo).- Consiglio grande del popolo, di cui fanno parte i membri del consiglio ristretto, i ministrali di ciascuna società e i loro consiglieri. Più tardi ne faranno parte anche i “sapienti della massa” (fino a 4 per ciascuna società). Ha potestà normativa sulle materie che toccano direttamente l’organizzazione popolare, ma deve ottenere l’approvazione del consiglio speciale e generale.
- Capitano del popolo (dal 1255, soppresso nel periodo 1256-67): approva gli statuti e le matricole delle società popolari (probabilmente per evitare che vi entrassero aristocratici, che già dal 1248 erano stati esclusi dall’anzianato). Presiede e convoca il consiglio del popolo.
Nel 1274, i Geremei sconfiggono i Lambertazzi condannandoli all’esilio grazie all’appoggio fondamentale della parte popolare, sostenuto da
Rolandino de’ Passeggeri (nominato nel 1278 “anziano perpetuo”). Il consiglio generale e speciale viene abolito e sostituito da:
- Consiglio dei Quattrocento (dal 1275 dei Seicento): presieduto dal podestà, è il nuovo organo legisltivo del comune. Si riunisce quasi sempre insieme al consiglio del popolo.
Nel 1278, l’imperatore Rodolfo d’Asburgo riconosce le pretese della Santa Sede su Bologna e sulla Romagna. Nel 1282 e nel 1284, vengono emanati due “ordinamenti”, grazie ai quali i popolari ottengono maggiori tutele e garanzie processuali. Inoltre il consiglio dei Seicento viene integrato con altri 200 membri (consiglio degli Ottocento), ma il consiglio del popolo e della massa detiene ormai la piena potestà legislativa (non deve più ottenere alcuna approvazione).
Nasce il consiglio dei Duemila, in cui i cittadini, divisi per quartiere, eleggono gli ufficiali del comune.
A questo punto l’organizzazione politica è radicalmente mutata, e si ha una duplice organizzazione:
- il “comune”, con a capo il podestà (scelto da una commissione che rispecchia gli interessi degli anziani consoli, e affiancato da una
familia di giudici e notai), con funzioni giudiziarie, militari e di rappresentanza dell’intero governo cittadino. Organo collegiale è il consiglio degli Ottocento (composto di cittadini di parte geremea), la cui competenza è limitata a argomenti di ordinaria amministrazione.
- il “popolo”, con a capo il capitano del popolo, anch’esso affiancato da una
familia di giudici e notai, che hanno il compito di giudicare coloro che sono colpiti da bando per motivi politici e di decidere riguardo ai loro beni. Organo collegiale è il consiglio del popolo e della massa, che svolge la potestà legislativa. Conta circa 600-650 membri, 1/6 dei quali provengono dalle società della mercanzia e del cambio (mentre a partire dal 1318 i rappresentanti di queste due società verranno equiparati a quelli delle altre società).
L’organo più importante della parte popolare e di tutta l’organizzazione comunale è il collegio degli anziani consoli, composto da 24 membri (4 sono i consoli dei mercanti e dei cambiatori, 20 sono i veri e propri anziani, rappresentanti delle altre società a turno, che si rinnovano ogni mese). Convocano il consiglio del popolo e della massa anche in assenza del capitano del popolo, producono (attraverso la nomina di “balìe”) la normativa d’urgenza, quella in materia delegata dal consiglio del popolo e i semplici regolamenti. In sostanza quindi rappresentano un organo che unifica al vertice le due strutture costituzionali cittadine. Nel 1303, dopo la pacificazione con i Lambertazzi, caldeggiata dal Papa e voluta dai Geremei più moderati (di contro ai Geremei più intransigenti), viene creata una nuova magistratura: il difensore delle venti società, presente costantemente nelle balìe che guidano la vita del comune.
Nel 1306 i Geremei intransigenti prendono il sopravvento, alleandosi con il marchese d’Este. Nascono anche nuove magistrature in cui si accentra il massimo potere politico:
- Otto conservatori, poi i dodici della guerra, con competenze militari.
- Dodici capitani della parte di chiesa e dei Geremei, teoricamente un organo della parte politica vittoriosa, anche se di fatto
partecipano insieme agli anziani consoli alle balìe più importanti.- Bargello (1307), organo dapprima di repressione della fazione sconfitta, poi assumerà le funzioni dell’abolito difensore delle venti società.
Tra il 1315 e il 1319 il consiglio della parte di chiesa e dei Geremei viene inserito ufficialmente nell’ordinamento costituzionale bolognese, e ne fanno parte anche il bargello e
200 consiglieri scelti dagli anziani consoli. In questi anni l’ispiratore della politica bolognese è Romeo Pepoli, ricchissimo e costantemente favorevole alla parte popolare. Gli sono ostili le altre grandi famiglie cittadine (come i Gozzadini e i Beccadelli), unite nella fazione “maltraversa”, che nel 1321 ne provocano la cacciata dalla città. In questo stesso anno nasce il gonfaloniere di giustizia, dotato di ampi poteri, con il compito di salvaguardare l’autonomia comunale e prevenire l’affermazione di una signoria. Tuttavia le lotte di parte non accennano a sopirsi, tanto che il legato pontificio Bertrando del Poggetto viene nominato signore di Bologna i 5 febbraio 1327. Queste le principali modifiche all’ordinamento cittadino ordinate dal nuovo signore:
- il podestà viene sostituito da un rettore nominato dal legato.
- Il capitano del popolo viene abolito; al suo posto è nominato un vicecapitano con poteri molto limitati e direttamente responsabile nei confronti del legato.
- Vengono aboliti il bargello e il gonfaloniere di giustizia.
- Il consiglio del popolo e della massa non viene più convocato.
- Il consiglio degli Ottocento rimane quale assemblea in cui si pubblicano le sentenze.
- Gli anziani consoli diventano 12, nominati (3 per ciascun quartiere) dal legato, che ne fa un semplice strumento per l’esercizio dell’attività di governo, esplicata direttamente da Bertrando del Poggetto.Nel 1334 Bertrando del Poggetto lascia la città in seguito a una rivolta. Nel 1335 viene ripristinata l’antica struttura di governo:
- ricompaiono il podestà e il capitano del popolo
(la cui nomina è competenza degli anziani consoli), il bargello, ma non il gonfaloniere di giustizia.
- Il consiglio del popolo e della massa ritorna all’antica attività legislativa.
- Il consiglio degli Ottocento è confermato quale organo in cui si pubblicano le sentenze e si mettono all’incanto i dazi.
- Gli anziani consoli, portati a 20, dirigono tutte le attività di governo.Continua...