Famiglia Landenulfo Franco

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Messaggioda Landenulfo da Sarno » martedì 22 febbraio 2005, 21:03

Salve amici, e scusate la ormai lunga assenza causa studio e lavoro.

Mi permetto di "uppare" questo topic cui ci siamo affezionati...

per Rosario: ti ripeto, non sapevo di questa omonima famiglia. Quel che è certo e che un cognomen o soprannome Franco è già attestato in area campana nel secolo X e più volte (CDC, Cod. Verg., Montecass., ecc...), per cui puoi immaginarti quante diverse origini per un unico cognome. E' comune anche agli ebrei (questo, però, nel Nord della penisola, dove un ramo di Livorno, trasferitosi in Inghilterra nel XVIII sec. ebbe il titolo di baronetto).
In generale, penso sia più che possibile che una famiglia fancese stanziatasi nel meridione d'Italia possa essere stata chiamata o intesa "Franco" (v. la stirpe veneziana dei Dal Franco). Tuttavia suggerirei un'altra ipotesi... Si cita Carlo VIII, poi il Gran Conestabile, infine il Maresciallo francese, quindi i ricordi affondano ai primi del '500 o, al massimo alla fine del '400, quando il meridione era conteso fra Spagna e Francia. Una famiglia napoletana o, in generale, campana che appoggiasse i francesi doveva assicurarsi che l'impegno profuso nel sostenere questa fazione gli ritornasse poi utile. Ed ecco spiegato l'aggancio con i francesi, i quali avranno garantito sulla nobiltà (di origine francese) di questi Franco, mentre probabilmente in realtà nobili non erano ed erano più napoletani dei napoletani. Lo stesso nome del padre di Antonio, Orlando, sta a testimoniare questa ideologia filo-francese di fondo ed avversatrice agli Aragona e loro successori. Cmq si dovrebbe indagare più approfonditamente (purtroppo nell'elenco del Collegio dei Dottori in Napoli non vi figura la scheda di Orlando, si dovrebbe passare al notarile). Di certo non sono nè baroni nè feudatari fra l'inizio del Viceregno (1503) e i primi del '600. Lo stemma non mi dice nulla, anzi, rompe con le antiche raffigurazioni degli stemmi famigliari, sia per figure che per partizioni. Sai mica se c'è qualche altra notizia di carattere famigliare (mi sto interessando sempre più al caso)?

per Giovanni: Concordo sul quanto da te riportato nell'ultima tua. Io intendevo fornire uno spunto di riflessione più che un "sasso di inciampo". Ai fini giuridici so benissimo che la corrispondenza privata non avrebbe alcun effetto in tribunale (salvo nel caso da te suddetto, che potrebbe rappresentare una forma di riconoscimento di prole).
Ritornando, poi, sul problema della effettiva validità di una ricerca... Se gli atti rilasciati dal Comune sono in copia conforme all'originale e quelli desunti dai Registri delle parrocchie vengono convalidati dal parroco, dall'archivista e dal Vicario della Curia diocesana, credo che questo sia la migliore forma di convalida di genealogia possibile. Ben venga poi la valutazione accademica dei certificati, ma poi, a prova di che? Servirebbe a corroborarne la veridicità? No. :cry: Sarebbe solo un "divertissement" per gli appassionati del genere, e basta. :roll: Purtroppo a questo è oggi limitato lo studio scientifico della genealogia. Ahinoi!!! :1:

Con amicizia,
Alfredo.

P.S. Io sto realizzando molte tavole con l'ultima versione di AUTOCAD in italiano. Si possono importare le immagini che si desiderano e poi ripassarle con le linee. Alla fine l'effetto non è malvagio, ma la differenza fra la mano e il cpu si vede.
[...] E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi [...] (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Lib. I)
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Messaggioda MMT » martedì 22 febbraio 2005, 22:08

Massimo ha scritto:Caro Fabio,
se ha il programma di calcolo AutoCad glielo faccio io e gli mando il file.

Se non ce l'ha glielo stampo e mando.

Mi faccia sapere.

Cordialmente,

Massimo De Filippis Delfico


Landenulfo da Sarno ha scritto:...omissis...P.S. Io sto realizzando molte tavole con l'ultima versione di AUTOCAD in italiano. Si possono importare le immagini che si desiderano e poi ripassarle con le linee. Alla fine l'effetto non è malvagio, ma la differenza fra la mano e il cpu si vede.


Perchè non ci rendete partecipi di questi esempi di schemi genealogici e se possibile, ci potreste dare la spiegazione di come li avete creati!? :wink:

Grazie,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » giovedì 24 febbraio 2005, 23:42

Caro Michele, tenterò di trasportare il file in veste grafica così potrete "ammirare" tutti.

A presto. :D
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alberi genealogici

Messaggioda Fabio7131 » venerdì 25 febbraio 2005, 9:19

Attendiamo tutti con ansia........

Per Franz Chiariza ho provato a contattare l'indirizzo che mi hai dato, ....nessuna risposta ed il sito è sempre in blocco, speriamo di riuscire prima o poi


Fabio Gaspare Curone
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Messaggioda MMT » sabato 26 febbraio 2005, 1:08

Grazie, caro Landenulfo ! :P


Michele.
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » sabato 26 febbraio 2005, 20:43

Caro Michele e gentili amici,

ho inviato i files di cui parlammo
al moderatore che presto avrà cura
di inserirli nella discussione.

Il file ottenuto con il cpu è molto
"rigido", quindi non credo sia l'ideale
per gli alberi genealogici (fig. con sfondo nero) :cry: ,
mentre si presta bene per gli schemi genealogici
(fig. con sfondo bianco).

Tuttavia, permettetemi di farvi notare
la mia bravura (che presuntuoso! 8) ) nel disegno
e la sua qualità superiore rispetto a quella
ottenuta a mezzo cpu (foto allegata).

Rissumendo, credo che AUTOCAD o qualunque
altro programma grafico sia efficiente
per schemi e grafici, ma è poco utilizzabile
per ciò che riguarda l'aspetto esornativo
(a meno che non si abbia molto tempo a disposizione
per ripassare tutte le linee di un disegno preesistente).
Come il grafico a sfondo nero ben dimostra,
una volta ripassato un disegno, è però possible
copiarlo centinaia di volte (e qui entra in
gioco l'abbattimento del tempo di realizzazione
di un albero "artistico").

In fede,
a.f.


P.S.#1: nel disegno a sfondo nero ho cancellato le
generalità poichè non erano direttamente attinenti
con la mia famiglia (si trattava di un conoscente)

P.S.#2: siamo finiti off-topic? No, vero? :shock:
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Messaggioda MMT » sabato 26 febbraio 2005, 21:27

In attesa di vedere i capolavori rispondo al 2° PS: NO assolutamente! :P


Saluti,
Michele T.d.S.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 8 marzo 2005, 18:13

Gentili Signori,
ecco gli alberi genealogici in questione:

Immagine

Immagine

Immagine
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MMT » martedì 8 marzo 2005, 18:15

Grazie a Tomaso! :P
Caro Landenulfo ci illustri i suoi dsegni. :wink:


Michele
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » mercoledì 9 marzo 2005, 21:56

Bene, caro Michele ...

1) Il programma AUTACAD è un progr. di elaborazione grafica
2) nasce per i disegni tecnici, del tipo piante, mape topografiche ecc.... ecc...
3) Vi è la possibilità di inserire contemporaneamente caselle di txt e linee a nostro piacimento all'interno del foglio di disegno (lo schermo) senza incorrere i quei noiosissimi "salti" delle caselle da una pagina all'altra...
4) si può dunque costruire una intera tavola a svluppo verticale [file sfondo bianco] con ottimi risultati
5) è, però, poco pratico per realizzazioni di alberi di tipo esornativo o artistico (che dir si voglia) in quanto bisogna ripassare una figura scandita su vari layers (per il momento fidati senza approfondire di più...) [figura a sfondo nero]
6) è cmq molto comodo xchè una volta realizzato uno schema "artistico" c'è la possibilità di copiarlo infinite volte senza ridisegnare lo schema come invece occorre fare disegnando a mano [figura #3 a sfondo bianco]Che ne pensi? :wink:
E voi, altri amici? :)

in fede,
a.f.
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 18 aprile 2005, 10:54

Cari signori
scusatemi se riprendo questo vecchio topic ma credo che davvero sia il caso.
Ultimamente mi è capitato sotto mano il citato libro del signor Alfredo Franco, "L'orma del lupo".

Chiederei al signore in questione maggiori delucidazioni sul suo lavoro.

In attesa di una risposta da parte del sign. Franco
saluto tutti cordialmente
Grimaldi
 

Messaggioda Landenulfo da Sarno » sabato 23 aprile 2005, 23:47

Son qua!
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Messaggioda Grimaldi » domenica 24 aprile 2005, 12:48

Egr. signor Landenulfo

ho avuto modo di leggere attentamente il suo libro "L'orma del lupo" e da esso, fra l'altro, risulta una lunga, lunghissima genealogia.
Da questo suo lavoro ma non mi è ben chiaro però se lei parla di ipotesi o di affermazioni accertate.

Le chiederei di darci ulteriori spiegazioni (ha letto la e-mia mail privata?)

In attesa di chiarimenti la saluto con cordialità.
Grimaldi
 

Messaggioda Landenulfo da Sarno » domenica 24 aprile 2005, 18:41

Caro sig. Giovanni non ho ancora ricevuto la sua del private message.
CMQ risponderò per quel che posso in attesa di sapere quali punti siano meno chiari. Oppurre possiamo tranquillamente discuterne qui sul forum.

Se lei ha letto, soprattutto l'appendice, li viene riportata la genealogia documentata della famiglia (da me accettata), fatto salva l'identificazione dei due Giulio dei quali parlammo (cfr. qualche post fa).

Ebbene, il padre di questo Giulio, Nicola è titolato barone e figlio del defunto Bartolomeo alla metà del '400, poi non ho avuto la fortuna di rinvenire alcun altro atto. Quindi, per me, Bartolomeo è da considerare il capostipite documentato attualmente più antico. Nulla vieta che successivi rinvenimenti di documenti integrino il filo li ricostruito.

Gli antecessori di Bartolomeo sono riportati nelle opere 600/700sche, ma in alcuni punti anch'esse risultano vaghe, anche nei nomi. Stando ai documenti da me consultati e dai regestari, si può affermare che una famiglia Franco risulta presente in Capua dalla prima metà del sec. XII, ma gli atti non ci dicono che, ad es. (cfr. con le pagg. in questione) Guerriero sia figlio di quel Bartolomeo che a sua volta è figlio di un Landenulfo figlio di un Leone. Questo è affermato solo nelle opere a stampa e le stesse riportano i verbali di reintegra al seggio capuano di napoli.

Io ho inteso, più di ogni altra cosa, esporre la mia ipotesi (fondata) sulla discendenza dai "capuanites" della famiglia e la ricerca posta in atto per definire la genealogia del ramo sarnese. Voglio che lei ponga infine attenzione all'errata corr. che da sola spiega l'essenza del mio agire: la realtà documentale, non essendoci titolo da rivendicare!

#1 La vera genealogia, se si da per buona quella data dal Della Marra,
termina, ragionevolmente con Guerriero (forse) figlio di un Bartolomeo
che risulta sicuramente vivente nel 1239 e meno sicuramente nel 1269.
Questa persona NON può essere figlio dello stesso Bartolomeo che agisce
nel 1152 quando già era mundualdo di sua madre (sarà, probabilmente un suo nipote)!

#2 Per connettere questi primi esponenti capuani agli omonimi conti
longobardi si è proposta la loro discendenza attraverso un Poto Franco
"langobardo" agente sia in Napoli che in Irpinia, dove si ritrovano altri
Franco "de genere longobardorum".

#3 Le altre connessioni sono state rintracciate più sicuramente per
il periodo 400/500sco. Per i rami che non si sono potuti connettere
sulla base dei nomi e delle aree di influenza (ma la cui appartenenza
al casato è chiara) si è data la sola notizia dell'esistenza.

#4 già in Capua fra il 200 ed il 300 si assiste ad una ramificazione
molto diffusa motivo per cui non mi è stato possibile seguire la progressiva genealogia di tutti i rami (non mi importava + di tanto).

#5 il ramo di BN si è supposto discendente dai capuani solo perché
gli esponenti del primo avevano cospicue proprietà in CP ed un Nicola di Giovanni Franco è attestato in amendue le località. Fra l'altro anche il della Marra nel suo discorso affermò " si veda questi ... Franco esser chiamati talora di Capua o indifferentemente di Napoli".

#6 i rami di Piedimonte e Postiglione appartengono allo stesso ceppo, che generò (se il capostipite di ambedue è identificabile con un omonimo
del ramo di Napoli-Piedimonte - Giulio UJD) anche i rami di Sarno, Nocera,
Mugnano d. C. ed Avellino salvo altri.

Conscio di aver un solo doc. che farebbe agganciare i munianensi-
sarnesi-nocerini (che non sono nobili ma altoborghesi e/o popolari) ho omesso i titoli di magnifico e di onorabile alle persone agiate
di sarno che compaiono nel '600 e nel '700 a scanso di equivoche rivendiche da parte di terzi. Nulla di nuovo che la nobiltà poteva perdersi,
e con essa anche il proprio retaggio e la propria genealogia. Tuttavia se nel 1601 qualcuno di sarno volle identificare il proprio capostipite con un discendente di un Giulio UJD qualcosa significherà pure, anche considerando il fatto che quest'ultimo è detto patrizio di CP!


RICAPITOLANDO:

Il legame fra i rami di CP ed AV è sostenibile da doc. anche se in forma di ipotesi, fondata invece è la discendenza di Ladenulfo Franco conte di Caiazzo nel 1066 dai principi capuani;

La discendenza dei Conti di Sarno dagli Avellinesi è certa;

La discendenza del ramo di BN da CP è sostenibile da documenti ma in forma di ipotesi;

Certa è l'appartenenza ai capuani dal ramo di Fontanarosa;

Prestando fede al Della Marra, stante l'assoluta mancanza di doc. supestiti nel periodo 1335-1440, si può affermare che gli Alifani ed i napoletani (m.si di Postiglione) discendano dalla famiglia capuana;

Certa è la discendenza dei sarnesi dal ramo di mugnano che si origina nel 1525 da un funzionario (se nobile, nobile di carica e non di spada) il cui padre era integrato nella struttura amm/va di CP (essendone patrizio); ipotetica è l'identificazione di questo Giulio UJD con un omonimo Giulio UJD vivente nella seconda metà del '400. Io ho ritenuto logico supporre che si tratti della stessa persona, ma nulla vieta di pensarla diversamente.

Mi faccia sapere se sono stato chiaro,
in fede,
a.f.
:)

p.s. come prima Le dicevo possiamo discuterne più liberamente, se preferisce, anche sul forum. Mi perdoni l'impietosa lunghezza del messaggio.

Cosa ne pensa delle tavole realizzate in AUTOCAD? E del libro?
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 25 aprile 2005, 12:28

Egr. sign. Landenulfo,
innanzitutto grazie per le sue risposte.

Le risponderò per ora brevemente non soffermandomi sui vari punti incerti della questione.

Ad ogni modo, però debbo francamente sottolineare che da quello che mi è risultato dal suo libro e dalle tavole genealogiche riportate in appendice sembra che lei cerchi di dimostrare di essere diretto discendente dei Conti e poi Principi di Capua longobardi.
Una genealogia di 42 generazioni che farebbe di lei e della sua famiglia un principe di famiglia sovrana (ex lex langobardorum).

Ho capito male? La pregherei di spiegarmi meglio le sue ricerche in tale senso.

Da come lei stesso afferma però, specificandolo qui ed in nostri precedenti post, non ha i documenti per allacciare scientificamente e documentalmente i vari gruppi familiari fra i Principi longobardi di Capua e la sua famiglia di Sarno.

A questo punto le volevo dunque chiedere: lei parla di IPOTESI o di GENEALOGIE DIMOSTRATE (uso il maiuscolo solo per sottolineare i due concetti)?

In altra analisi non mi trovo poi daccordo con alcune sue conclusioni, come ad esempio l'identificazione dei Francisio Signori di Monteforte ed una famiglia chiamata Franco (dai lavori del prof. Cuozzo non mi risulta nulla di questo) come ramo disceso sempre dai Principi longobardi di Capua.

La richiesta privata spedita era per via email e non come messaggio privato. Ma posso provvedere.

In attesa di capire innanzitutto, come detto, se il suo lavoro è basato su ipotesi o genealogie accertate, le porgo i miei più cordiali saluti.

Grazie
Grimaldi
 

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