Nei giorni scorsi sono stato impegnato e non ho avuto modo di pubblicare niente, ma ho trovato altri interessanti documenti riguardanti alcune pagine non proprio edificanti della storia dei Castagnola, i quali sono stati anche protagonisti di violenze, congiure, faide e scontri tra fazioni, sia in Liguria che a Napoli. Non voglio certo insabbiare questo tipo di argomento solo perché si tratta dei miei antenati, se ci sono state delle malefatte parliamone pure.
La prima citazione riguarda una congiura contro i Griffi di Napoli nel 1308. I frammenti, dalla rivista "Archivio Storico Italiano" della Deputazione Toscana di storia patria, del 1925, sono come al solito largamente incompleti, però si capisce che tra i congiurati c'erano otto membri della famiglia Castagnola, e che questi erano stati denunciati e forse banditi:
linkNon stupisce certo che ci fossero già dei Castagnola a Napoli nel 1308, anzi abbiamo visto nel precedente post che la famiglia doveva essere abbastanza importante se già nel 1264 aveva avuto la concessione di edificare la propria "staurita" o "estaurita", cioè confraternita, sul suolo della chiesa di S. Maria al Porto. Un ulteriore riferimento alla stessa circostanza si trova in un altro frammento dall'"Archivio Storico per le province napoletane" della Deputazione Napoletana di storia patria:
linkTornando invece all'argomento delle faide e congiure, anche la "casa madre", quella dei Castagnola liguri di Sori, risulta implicata in una congiura nella Val Fontanabuona, zona dell'entroterra di Chiavari e Lavagna e feudo della potente famiglia genovese dei Fieschi, nome che già di per sé è sinonimo di congiura. Però in questo caso non si tratta della famosa "Congiura dei Fieschi" del 1547 contro i Doria, ma di una scaramuccia "di provincia" forse legata alla guerra civile del 1575, scontro tra fazioni ma anche rivolta locale contro il Governo centrale. Il frammento è tratto da "Faide e parentele: lo stato genovese visto dalla Fontanabuona", di Osvaldo Raggio, 1990:
linkScavando tra i diversi frammenti di questo libro, si coglie un aspetto potenzialmente interessante dal punto di vista genealogico, e cioè che i personaggi implicati nei fatti di sangue contrattavano la loro uscita di scena e venivano confinati per esempio "nel Regno di Napoli… nelle città della Padana, a Livorno, in Corsica, nel Ponente ligure… in Provenza". Questo potrebbe spiegare la diffusione del cognome in epoche di poco successive già documentata nei post precedenti in alcune delle aree citate, per esempio anche in Corsica.
Per quanto riguarda la ricerca sui possibili legami già ipotizzati tra il ramo còrso dei Castagnola e la mia famiglia, quella dei Castagnola di Civitavecchia, non ho trovato alcuna evidenza, anzi tutto farebbe pensare ad una provenienza ligure diretta. Infatti il primo Castagnola citato a Civitavecchia alla metà del '700, quel Giuseppe stimato ingegnere idraulico e comandante del porto, è indicato da tutte le fonti come "genovese", anzi sembra che fosse a capo di un "clan dei genovesi" che controllava e gestiva gran parte delle attività del porto e della Marina Pontificia, quindi a quanto sembra neanche lui proprio uno stinco di santo. Ecco il frammento da “Bella Italia militar: eserciti e marine nell'Italia pre-napoleonica, 1748-1792”:
linkAl di là delle malefatte vere o presunte, provo a fare un attimo il punto: l'origine dei Castagnola, o meglio del loro ceppo principale, è accertata e documentata nel Levante ligure già da prima dell'anno 1000, e su questo non credo ci possano essere dubbi. La diffusione locale del cognome, piuttosto intensa anche oggi e concentrata in alcuni comuni ne è una prova ulteriore.
Per altri nuclei dei Castagnola, in provincia di Parma, Piacenza e Pavia, in Corsica, in Sicilia e (cosa che a me interessa più da vicino) nel Lazio, la provenienza ligure non è sempre dimostrabile al 100% ma certo ci sono forti indizi. Altri gruppi di Castagnola, come quello lombardo-ticinese, potrebbero invece aver avuto un'origine autonoma legata a toponimi locali.
Rimane invece abbastanza incerta, almeno per quanto mi riguarda, l'origine dei Castagnola di Napoli. La loro esistenza è già documentata nel 1264, il che in effetti potrebbe far pensare ad un'origine autonoma, anche se non credo si possa del tutto escludere che qualche famiglia di mercanti liguri, “Giovanni e Gregorio, figli del fu Bartolomeo”, si fosse stabilita a Napoli già intorno a quella data. In questo caso, visto che il Crollalanza e tutti gli altri testi di araldica parlano dei Marchesi Castagnola di Napoli e Genova, e sembra probabile che quel Geronimo Castagnola, mercante genovese attivo a Napoli nel '500, sia proprio l’ultimo dei fratelli, figli del fu Bartolomeo, nobilitati nel 1496, si arriverebbe alla conclusione che la migrazione di alcuni rami della famiglia dalla Liguria a Napoli si sia svolta almeno in due riprese in epoche diverse.