adj ha scritto:Davide Shamà ha scritto:Sigillum1 ha scritto:Ritenete che ciò non abbia a che fare, come è sempre stato, con la nobiltà?
penso, per quanto posso sapere dai miei contatti con colleghi genealogisti viventi all'estero, che l'interesse per la nobiltà sia del tutto secondario. In questo, forse, avremmo qualcosa da imparare dei nostri amici europei e americani.
Credo che questo sia vero, ma forse non totalmente.
Cosa infatti spinge una persona a cercare i propri antenati?
Certo, può essere sufficiente il desiderio di conoscere la propria origine, per esempio, geografica, ma è indubbio che la curiosità di sapere di chi si è discendenti non sarebbe pienamente appagata da un arido elenco di nomi di individui che nessuna traccia di sé hanno lasciato.
Ora, il passo tra "aver fatto qualcosa degno di nota" e la nobiltà, almeno intesa nella sua accezione più ampia, non è poi così grande.
è stato fatto notare in forum che qua in Italia il 90% delle ricerche è viziato dalla ricerca dell'antenato nobile. Volenti o nolenti questa è la realtà. Basta anche leggere attentamente questo forum, il più importante nel mondo in lingua italiana, e notare come è impostata la richiesta di dati e notizie da parte dell'utenza. Gira e rigira si sbatte contro questo problema. All'estero, invece, gli appassionati sono più "liberi" mentalmente e, in genere, ricercano la storia familiare con altri scopi. Forse, non lo escludo, perchè esiste un altro concetto giuridico di nobiltà, e discendere da tizo o caio è più difficile che da noi. Perciò dico che avremmo qualcosa da imparare. Bisogna cambiare mentalità.






