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pierluigic ha scritto:Andiamo al nocciolo della questione
Sono d'accordo con lei le fonti secondarie sono da evitare come la peste anche quando abbiano un nome altisonante ( Ammirato , Mugnos, Crollalanza ,Passerini ) o comunque verificate con estrema accuratezza ( io ne so purtroppo qualcosa )
Io invece non considero i libri d'oro fonti secondarie, anzi li considero documenti originali
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Sicuro ?
“a) Fonti primarie. Sono le fonti coeve che risalgono al periodo che lo storico intende studiare;
b) Fonti secondarie. Sono piuttosto studi, interpretazioni, ricerche, ricostruzioni effettuate in epoca successiva al periodo che si intende studiare.”
Questo pretenziosissimo gia' nel titolo "Elenco nobiliare toscano " ( parlando anche della nobilta' fiorentina) introduce concetti diversi da quelli regolamentati dalla legge granducale quindi induce in errore chi lo legge.
Qui cominciamo ad essere decisamente in sintonia !
Questa e' la peggior cosa che un libro ( se e' ) di erudizione possa fare
Un operazione che si ponga l'obiettivo di aggiungere o eliminare delle famiglie dal libro d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana impone che chi si assume questa responsabilita' spieghi con quali criteri ha inteso fare questa operazione e quale e' la sua autorita' e da chi gli e' stata riconosciuta.
Una difficoltosissima procedura che francamente non vedo in che modo si possa attualmente attuare per un gruppo di persone
Concordo che sarebbe un’opera ciclopica e complicatissima alla quale mai metterei mano, per scarsa conoscenza e profonda incapacità.
Sui criteri abbiamo già discusso e lei sa come la penso e qualunque serio studioso può scrivere appunti sulle famiglie di un territorio, a patto che citi fonti primarie e/o credibili ed eviti di coinvolgere ( senza permesso ) discendenti viventi.
D’altra parte nessuno ha certo bisogno di essere investito particolari autorità per scrivere la storia e genealogia di una o più famiglie nobile e/storica, Colonna, Doria, Sforza, le biblioteche ne sono ricche, per fortuna.
Normalmente per fare degli elenchi viene utilizzata la storicita' delle famiglie , accettando il criterio delle famiglie illustri .
Concetto quello della storicita' in realta' un pochino piu' chiaro di quello della nobilitazione ed anche un poco piu' giusto perche' basato sul merito
In molta nobilitazione , a mio parere pero', non c'e' traccia di merito all'origine ed in seguito , in molti casi , non induce a particolari comportamenti virtuosi : in parole poverissime cioe' un burino nobilitato rimane un burino
Quindi occhio a generalizzare una situazione personale
Famiglie nobili + notabili = famiglie storiche … perché no ? Fa molto “polically correct” ma vedo il rischio di escluderne moltissime e suscitare polemiche a non finire della serie :
“ Io ci ho il zio prete ed il trisnonno notaro, perché mo’ mi avete tenuto fora ?”
Il mio pensiero ed il suo pensiero sulla nobilta' sono semplicemente molto diversi
Io considero la nobilitazione un fatto del tutto strumentale e che va collocato e limitato al suo tempo.
In Italia la nobiltà familiare NON è riconosciuta né dalla legislazione nazionale né internazionale. NON ha più privilegi ( per fortuna ), TUTTI i titoli e trattamenti sono considerati “di cortesia” e vengono , o meglio , dovrebbero essere usati in ambito privato.
Rispettiamone almeno storia , genealogia, tradizioni e ( per chi se la sente ) i valori :
se non rappresentano fonte di arricchimento morale per qualcuno,oggi hanno l’indubbio pregio di non danneggiare nessuno.
Altrettanto non posso dire dei figli dei Lumi i quali furono mandanti di pulizie su base ideologico-culturale :
La settimana scorsa nella città-fortezza di Palmanova in Friuli osservavo stemmi nobiliari e insegne del leone marciano della Serenissima sfregiate a colpi di scalpello dai soldati di Napoleone, i quali avevano ordine di cancellare la memoria storica del patriziato veneto e della sua millenaria forma governo.
Lei ha come termine di paragone la sua famiglia che ha tale storia da non poter far testo.
E' chiaro che una famiglia che per tanti secoli ha partecipato alla guida di una Repubbblica come quella veneziana alla fine assimili nel proprio DNA un etica particolare e finisca per associare nobilta'=comportamento nobile
Proprio per questa etica le viene spontaneo generalizzare questo sentire suo agli altri
Io la ritengo una generalizzazione rischiosa ed in un certo qual modo gravemente ingiusta (anche verso i suoi ) : che mescola uomini grandi con uomini meschini
Ma lei con me sfonda una porta aperta!!!
Perché mai (sia tra nobili sia tra roturiers ) generalizzare e fare di ogni erba un fascio?
Tornando infine all'ambito toscano :
I conti Guidi , conti dell'impero , non hanno bisogno per la loro gloria di alcuna nobilitazione e' la loro storia a parlare per loro
L'importanza dei conti Guidi ( che poi erano solo degli ufficiali del potere centrale come i nostri prefetti , che avevano usurpato i territori che governavano ) infatti e' nell'aver influito sulla vicende storiche del territorio toscano non nella loro maggior o minor nobilta' .
pierluigi
Ps : un libro piu' attendibile e' sicuramente :
Bruno Casini Libro d'oro della nobilta fiorentina e fiesolana.
Dello stesso
Il libro d'oro della nobilta' di Pontremoli
I "Cittadinari" del Comune di Pisa: sec. 16-19 Massa: Centro culturale apuano, 1986, 231 p., ill., tav.,
Casini Bruno I Cavalieri di Siena e del territorio senese membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Pisa Lucca Volterra membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Arezzo Cortona e Sansepolcro membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Pistoia ,Prato e Pescia membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I cavalieri delle citta'e dei paesi della Toscana occidentale e settentrionale membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
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