Caro sig. Alessio,
mi piace approfondire la questione di Ser Gianni con lei.
Il Caracciolo divenne Gran Siniscalco del Regno ed ho letto che il suo potere era immenso nel regno di Napoli. Vista la sua "amicizia" con Giovanna II ebbe in dono moltissimi feudi tra cui anche quello di Aversa che fu donato ad un Orsini, fratello del principe di Taranto, che aveva sposato la figlia. Il Giannone nell "Istoria del Regno di Napoli" vol. VIII (se non erro) dice che lo stesso Ser Gianni era quasi da considerarsi un vicerè e con il matrimonio del figlio Troiano con Maria Caldora si poteva pensare all'ascesa al trono di Napoli di un nuovo potentato formato dal connubio tra la carica di Gran Siniscalco e di Gran ... non ricordo quella del Caldora. Comunque sia ritengo molto corretta la Vs. interpretazione relativa ad una nobiltà proporzionale alla ricchezza per la quale Ser Gianni può non rientrarci alla grande ma se considerassimo l'equivalenza potenza=nobiltà il Caracciolo sarebbe da considerarsi davvero un vicerè napoletano.
Sig. Alessio aspetto i suoi commenti perchè è un periodo che sto approfondendo con certi miei studi e spero di trovare in lei ulteriori spunti per degli approfondimenti.
Cordialmente saluto



