Lapide da decifrare ad onta delle abbreviazioni

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda RFVS » sabato 29 dicembre 2007, 17:53

in base a quanto detto fin ora, secondo me si può tradurre così:

Dio Ottimo Massimo
Giovanni Bonaventura Carnesecchi, (figlio) di Francesco, dottore in entrambe le leggi, (membro) del Collegio dei Nobili Fiorentini e della Sacra Milizia Gerosolimitana e chiamato ??????? dei Serenissimi pose (questo ricordo) nell'anno del Signore 1705, all'età di 77 anni, non immemore dei tanti benefici per (a casua della) la primogenitura, istituita nella famiglia Carnesecchi, di Ginevra, figlia di Pietro Antonio Francesco Carnesecchi e vedova di Giuliano Pietro Pitti.

può andare?! :wink:
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Messaggioda GPF » sabato 29 dicembre 2007, 17:59

Per quanto possa valere la mia modesta opinione, può andar bene...anche se rimane pur sempre quel criptico pricipaetr...
ne foedar moriar
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Messaggioda Guido5 » sabato 29 dicembre 2007, 18:08

Caro Pierluigi,
ho qualche dubbio sulla terzultima riga. Lasciami pensare ancora un po'...

Ciao a tutti!
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Messaggioda da Fiore » sabato 29 dicembre 2007, 18:27

Mi devo complimentare con Guido che, come al solito dimostra grandi doti di latinista, oltre che un’ottima preparazione epigrafica; ed anche con gli altri amici, in particolare Riccardo, che hanno fornito ottimi spunti per interpretare questa “compediosa” epigrafe.
Ho provato a fare una traduzione integrale dell’epigrafe, per come si presenta il testo, e ho anche sciolto alcune abbreviazioni che ho indicato tra parentesi quadre. Per il riferimento al sodalizio dei nobili al quale apparteneva del personaggio, lascio a voi l’interpretazione, non essendo specifico campo di mio interesse.


A Dio Ottimo Massimo

A Ginevra di Pietro Antonio Francesco de’ Carnesecchi, vedova di Giuliano Pietro
de’ Pitti, a causa della primogenitura istituita (ob pri[m]oge[n]itura[m] instituta[m])
nella famiglia de’ Carnesecchi sull’intero suo patrimonio,
non immemore di tanto grande beneficio,
Giovanni Bonaventura de’ Carnesecchi, figlio di Francesco
dottore nell’uno e nell’altro diritto, chiamato a vita dal Collegio dei nobili fiorentini
della Sacra Milizia di Gerusalemme e
dei Serenissimi Principi (sere[n]issi[m]oru[m]q[ue] pri[n]cipu[m])
pose
nell’anno del signore millesettecentocinque, in verità nel settantasettesimo di sua età.


Che ne pensate?

Ciao a tutti :wink:
Marilisa
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
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Messaggioda Guido5 » sabato 29 dicembre 2007, 19:18

Cari amici,
il mio dubbio credo che sia lo stesso di Marilisa, della quale, in verità, aspettavo il sempre puntuale parere. Non so bene se quell'«advocatus» stia per "chiamato" o per qualcosa come "consigliere giuridico a vita" dei "serenissimi principi" della "sacra Milizia di Gerusalemme"...

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda da Fiore » sabato 29 dicembre 2007, 20:17

Guido5 ha scritto:Cari amici,
il mio dubbio credo che sia lo stesso di Marilisa, della quale, in verità, aspettavo il sempre puntuale parere.
Beh, ormai tra assidui del forum :P ci conosciamo bene e riusciamo anche a prevedere i nostri interventi a secondo degli argomenti che si discutono:wink:

Non so bene se quell'«advocatus» stia per "chiamato" o per qualcosa come "consigliere giuridico a vita" dei "serenissimi principi" della "sacra Milizia di Gerusalemme"...

Ciao a tutti!
Guido5

Anch'io avevo pensato a "dei serenissimi principi della sacra milizia di Gerusalemme", ma c'è il que alla fine di serenissimorum che separa le due espressioni, dunque ho optato più per l'interpretazione della "sacra milizia di Gerusalemme" come specificazione dei nobili fiorentini.
Quanto all'advocatus, l'ho tradotto nel modo più pedestre, e potrebbe anche essere tradotto in relazione a serenissimorum principum, cioè: egli veniva dai ranghi della nobiltà fiorentina dell'Ordine Gerosolimitano ed era "delegato" (o quel che era) dei Serenissimi Principi.
Io inviterei gli esperti a darci suggerimenti in merito, perchè sicuramente si tratta di una qualche carica dell'Ordine Gerosolimitano.

Ciao
M.
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Messaggioda RFVS » sabato 29 dicembre 2007, 21:11

e se l'eventuale espressione "serenissimi principi" fosse invece riferita agli allora Granduchi di Toscana?

in quell'anno, 1705, dovrebbe esser stato Gian Gastone de' Medici (1671-1737)
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Messaggioda Guido5 » sabato 29 dicembre 2007, 21:24

Caro Riccardo,
è proprio per questo che avevo chiesto dove fosse la lapide... La risposta mi ha fatto pensare subito a Fiano Romano e ho inconsapevolmente scartato l'ipotesi dei Granduchi di Toscana. Vedo adesso che un Fiano è in provincia di Firenze e un altro in quella di Lucca... Complimenti!

Ciao a tutti!
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Messaggioda da Fiore » sabato 29 dicembre 2007, 21:34

Guido5 ha scritto:Caro Riccardo,
è proprio per questo che avevo chiesto dove fosse la lapide... La risposta mi ha fatto pensare subito a Fiano Romano e ho inconsapevolmente scartato l'ipotesi dei Granduchi di Toscana. Vedo adesso che un Fiano è in provincia di Firenze e un altro in quella di Lucca... Complimenti!

Ciao a tutti!
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Caro Guido...siamo proprio un'invincibile armata!! :wink:
la collaborazione e l'incrocio delle competenze porta sempre alla soluzione, vero?

Ciao
M.
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Messaggioda RFVS » sabato 29 dicembre 2007, 21:45

caro Guido...troppo buono perchè la mia è stat solo un intuizione....insomma la classica botta di fortuna.

:wink: :D
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Messaggioda Guido5 » sabato 29 dicembre 2007, 22:11

Cara Marilisa e caro Riccardo,
adesso spettiamo che Pierluigi collochi al posto giusto questi suoi antenati nelle pagine che sta costruendo ormai da anni... Grazie ancora per la collaborazione.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda pierluigic » sabato 29 dicembre 2007, 22:29

si effettivamente la forza di questo forum e' la meravigliosa capacita' di mettere assieme le competenze
La collaborazione e' una forza inarrestabile
Bravissimi tutti un ottimo lavoro !

Guido puoi riepilogarmi la traduzione da mettere sul sito citando tutti voi come i solutori


Effettivamente mi risulta che l'avvocato gio bonaventura non era un cavaliere

grazie
pierluigi
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Re: Lapide da decifrare ad onta delle abbreviazioni

Messaggioda pierluigic » sabato 24 dicembre 2011, 12:04

.

Credo che chiunque faccia ricerca genealogica abbia stimoli da lettore di libri gialli

Uno stimolo a scoprire l’assassino ! mettere alla prova le proprie capacita’ deduttive

“Quarto grado insomma

Mi par di sentirne il conduttore <<Ci sono risvolti clamorosi sul giallo di ……. ….>>


A volte anche una semplice lapide…………………………..

Voglio aggiornarvi sulla lapide di un castello vicino a Certaldo ( FI) che qui sul forum mi avete aiutato a tradurre e trarne qualche considerazione

Mi pare di aver capito un po di cose :

Giuliano di Pietro di Luca Pitti ( nato 1474 gonfaloniere di compagnia nel 1518 Priore nel 1519 Gonfaloniere di Giustizia ne 1525 ) sposa Ginevra ( nata 1493 ) di Pierantonio di Francesco Carnesecchi

Non ho ancora idea se il castello appartenesse al marito o fosse un bene dotale della moglie

Rimasta vedova Ginevra e' proprietaria del castello ; ottiene supporto ed aiuto dal senatore Bartolomeo Carnesecchi suo parente abbastanza stretto

Lascia il castello in eredita’ al figlio di Bartolomeo con un fedecommesso a favore della primogenitura carnesecchi

Nel 1691 estintosi il ramo di Bartolomeo in Francesco Carnesecchi , la vedova Sestilia Del Rosso ed i suoi nipoti entreranno in lite con altri Carnesecchi per l’eredita’

L’avvocato Buonaventura Carnesecchi era pero’ un osso duro per i Del Rosso ( cio’ nonostante entreranno in possesso di quasi tutte le ingenti sostanze di Francesco ) forte del fedecommesso entrera’ nella proprieta’ del castello

A questo punto mettera’ la lapide secondo me non per gratitudine ma per ribadire il suo diritto legale a presente e a futura memoria
La larga discendenza di Bonaventura si disgreghera’ tra morti e tra vocazioni religiose per cui il castello passera’ ad un altro ramo


Quello che non era riuscito ai Del Rosso riuscira’ agli Aulla
Un ramo di questa famiglia pisana aveva assunto il doppio cognome Aulla Carnesecchi

Pur dovendo il castello passare alla primogenitura maschile Carnesecchi Essendo questa troppo povera e impotente fu un gioco da ragazzi per gli Aulla impadronirsi di tutto


E’ interessante notare come nel settecento ci fossero continue liti per questioni ereditarie
Come in queste liti pesasse enormemente il peso politico ed economico dei litiganti e quindi raramente si potesse parlare di giustizia

In Toscana si era persa la capacita’ di fare impresa e si ci tornava a ripiegare nel possesso fondiario come fonte di reddito e gli aristocratici si sgonfiavano lentamente in questo clima economico paludoso

Eventuali interventi mi aiuteranno a cinquadrare meglio il clima economico di quel periodo


pierluigic

.
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Re:

Messaggioda Franco Benucci » domenica 25 dicembre 2011, 1:38

RFVS ha scritto:e se l'eventuale espressione "serenissimi principi" fosse invece riferita agli allora Granduchi di Toscana?
in quell'anno, 1705, dovrebbe esser stato Gian Gastone de' Medici (1671-1737)

Fuori tempo massimo, ma claro que si... AETR(URIAE)
Franco Benucci
 

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