mestieri degli antenati

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 24 settembre 2007, 13:05

...Anche i nostri foreros, ebbero in concessione dalle Enti ecclesiastici e dagli Ordini cavallereschi,la Terra,solo successivamente, nei secoli stipularono contratti ad meliorandum ( contratti di miglioria)con i Galantuomini ,obligandosi a pagare l’annuo estaglio ( fitto),quest’ultimi non disponevano di capitali da investire nelle trasformazioni colturali, poi nel tempo si passò alla mezzadria e alla colonia parziaria .La mezzadria (da un termine di latino tardo che indica colui che divide a metà) è un contratto agrario d'associazione con il quale un proprietario di terreni (chiamato concedente) e un coltivatore (mezzadro), si dividono (tipicamente a metà) i prodotti e gli utili di un'azienda agricola (podere). La direzione dell'azienda spetta al concedente.
Nel contratto di mezzadria, il mezzadro rappresenta anche la sua famiglia (famiglia colonica).

Una sottospecie della mezzadria è la colonia parziaria, dove il coltivatore (qui chiamato colono) contrae però obblighi solo per se stesso e non anche per la sua famiglia............
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Messaggioda Guido5 » lunedì 24 settembre 2007, 13:34

Cari amici,
non credo di aver detto che in tutti i "libri dei battezzati" esiste quell'indicazione. Ho detto che molto dipende "dai luoghi, dall'epoca e ... dalla cortesia dei parroci". Posso aggiungere che, in qualche caso, la professione paterna veniva indicata in un'apposita colonna su libri prestampati.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda AndreaFurlan » lunedì 24 settembre 2007, 21:07

E se per caso non lo trovo scritto sui documenti di battesimo\matrimonio come posso fare per reperirli?
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Messaggioda MMT » lunedì 24 settembre 2007, 23:12

Può provare all'Archivio di Stato del luogo ove risiedevano, e controllare gli archivi notarili. La ricerca si fa in questo caso più complessa, perchè spesso ai notai si ricorreva solo in casi eccezionali, specie le classi abbiette. Lì potrebbe trovare l'indicazione ricercata. Per il resto può provare a vedere sulle lapidi tombali su cui magari era riportato il mestiere o l'attività o la condizione sociale del de cuius.

Michele Tuccimei
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Messaggioda corbus » giovedì 27 settembre 2007, 14:41

Ha visto negli stati delle anime? di solito vengono riportati i mestieri dei capifamiglia. Negli archivi notarili, come ha ben detto Michele Tuccimei, la ricerca diventa più complessa perchè non esistono indici e dovrà vagliare molte carte. Ma tenga conto che in passato ci si rivolgeva al notaio piu di quanto non ci si rivolge oggi :D Fosse l'acquisto di un asino, un testamento o per l'elenco della dote matrimoniale.
saluti
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Messaggioda Gallicianus Scriptor » venerdì 28 settembre 2007, 23:45

In riferimento al caso segnalato da Lasa pur dir e cioè di un chirurgo con la qualifica di magnifico, figlio di un bracciale, che a prima vista, effettivamente, lascia sconcertati, vorrei segnalare che studi recenti, basati su fonti notarili, stati delle anime, ecc. hanno dimostrato, ormai con un buon grado di attendibilità, che nel Regno di Napoli, da dove sembra provenire il caso in oggetto, vi è stata nei secoli scorsi una mobilità sociale molto più elevata ed estesa di quanto gli storici abbiano finora comunemente ritenuto.
Talune ben note teorie di presunte "chiusure oligarchiche" che avrebbero ostacolato le dinamiche sociali o addirittura congelato qualsiasi tentativo di ascesa sociale in quello stato - teorie di matrice etico-politica per intenderci, frutto di una temperie e di una scuola di pensiero di cui pochi oggi avvertono la nostalgia - sotto la spinta della ricerca e attraverso l'esplorazione delle fonti si sciolgono come neve al sole, dimostrando tutta la loro infondatezza.

Alla luce di ciò, forse, il caso segnalato dovrebbe stupirci molto meno.
Bella la discussione e complimenti a tutti.

Saluti

G.S.
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Messaggioda Giovanni Stefanelli » domenica 30 settembre 2007, 10:02

[quote="Gallicianus Scriptor"]In riferimento al caso segnalato da Lasa pur dir e cioè di un chirurgo con la qualifica di magnifico, figlio di un bracciale, che a prima vista, effettivamente, lascia sconcertati, vorrei segnalare che studi recenti, basati su fonti notarili, stati delle anime, ecc. hanno dimostrato, ormai con un buon grado di attendibilità, che nel Regno di Napoli, da dove sembra provenire il caso in oggetto, vi è stata nei secoli scorsi una mobilità sociale molto più elevata ed estesa di quanto gli storici abbiano finora comunemente ritenuto.

Concordo pienamente con quanto da lei esposto.Contrariamente a quanto si crede il 5-6 e 700 fu caratterizzato da una notevole mobilità sociale per cui non di rado dei figli di artigiani riuscivano a laurearsi ed in alcuni casi addirittura a nobilitarsi.
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Re: mestieri degli antenati

Messaggioda CORNELIA » venerdì 12 ottobre 2007, 18:01

AndreaFurlan ha scritto:Salve,

sapete per caso se negli archivi delle nascite dei secoli scorsi trovo scritto anche il mestiere degli antenati?

Grazie

Andrea Furlan


Buongiorno a tutti, questa è la mia prima visita nel forum e spero di gestire correttamente la parte "informatica " di questa avventura.
Da circa vent'anni mi diletto di consultazione di archivi per la ricostruzione di storia locale. La prima fonte da considerare sono gli archivi storici delle parrocchie. Nella Diocesi di Milano le registrazioni obbligatorie partono con San Carlo Borromeo e anche nel resto del paese l'epoca di comparsa dei registri parrocchiali e più o meno la stessa.
I registri dei battezzati, dei morti e dei matrimoni del XVI secolo, raramente riportano la professione dei genitori del battezzato, tale dato diventa obbligatorio quando, intorno al 1810-1820, le Curie Arcivescovili distribuiscono registri stampati a campi obbligatori dove vengono inseriti i seguenti dati: nome del battezzato, paternità e maternità, professione dei genitori e indicazione dei padrini. Spesso, in quegli anni, anche sul registro dei orti viene indicata la professione del defunto.
E' invece interessante, anche se molto più raro a trovarsi, il documento denominato "Stato delle Anime", compilato periodicamente dai parroci e inviato in copia alla Curia Arcivescovile. Lo stato delle Anime è una sorta di censimento in cui il parroco enumera i componenti di ogni famiglia, la "residenza" (interessantissimi i toponimi riportati), la professione dei componenti e l'età di ognuno. Ho avuto modo di consultarne uno del 1590 e le assicuro che è una fonte insostituibile di informazioni. Potrebbe, passando attraverso una lettera di presentazione del Suo parroco, chiedere di verificare la presenza di tale documento presso l'archivio storico della Curia di pertinenza della zona di appartenenza dei Suoi antenati. Io ho ricostruito centinaia di alberi genealogici, tranne il mio !
Spero di averLe fornito qualche piccola informazione in più.
Cordialità, P.M.
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Messaggioda L.de Bellis » venerdì 12 ottobre 2007, 19:55

Gent.ma Cornelia,

benvenuta,ottimo intervento preciso, complimenti sarà di certo aiuto al viandante che vuol percorrere la strada.

Cordialità

Lorenzo Longo de Bellis
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Re: mestieri degli antenati

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » venerdì 12 ottobre 2007, 21:25

AndreaFurlan ha scritto:Salve,

sapete per caso se negli archivi delle nascite dei secoli scorsi trovo scritto anche il mestiere degli antenati?

Grazie

Andrea Furlan


Signor Andrea Furlan,
non esistono "archivi delle nascite" semmai Archivi ove si custodiscono i registri degli atti di nascita.
Il mestiere dei nostri antenati è riportato in tanta documentazione cartacea, lapidea, manufatturiera.....come è stato riportato.
Bisogna conoscere la località il territorio di appartenenza dei nostri antenati.
A Padova, dove Lei risiede non conosco che documentazione possa esistere.
Ad esempio in Veneto lo Stato Civile italiano iniziò solo e solamente nel settembre 1871. Dalle nmie parti nelle Puglie ed in tutto il Regno di Napoli nel 1809 in Sicilia nel 1820...Negli atti di Stato Civile era indispensabile inserire la professione negli atti di nascita dei genitori del nascituro, nel matrimonio invece degli sposi dei genitori degli sposi dei testimoni ed idem nell'atto di morte tranne in quest'ultimo dse i genitori fossero già defunti.
Certamente cvi sono gli atti di Battesimo, Matrimonio e Morte ecclesiastici.
Non sempre è segnato il mestiere del soggetto. Tranne per gli U.JD. ovvero i Dottori nell'una e l'altra Legge Civile ed Ecclesiastica, a volte anche per i MASTRI che naturalmente non sapremo mai se sono Mastri ferrai, Mastri falegnami, Mastri muratori, specie se sono battesimio del milleseicento. Ci sono gli Atti notarili in cui ad esempio possiamo sapere se questi Mastri erano Falegnami, muratori o quant'altro.
Nel Regno di Napoli, ma non è il caso di Padova vi è la fonte oggi tornata in voga ed utilissima anche sotto questo aspetto degli antichi mestieri de Catasti Onciari voluti da Re Carlo di Borbone nel 1741.
Nati come documento finanziario, paragonabbili all'attuale denunzia dei redditi, in essi compare il mestoiere del Capofuoco ossia Capofamiglia ed anche a volte dei suoi figli o parenti compresi nel nucleo famigliare.
Vi sono certo gli Stati delle Anime. Quest'ultimi venivano compilati da parte delle autorità ecclesiastiche per fini spirituali uniti anche ad un controllo numerico dei fedeli o filiani o Anime residenti in una determinata località dipendente da una determinata Parrocchia. In essi era segnata non sempre la professione dei capifamiglia. Importante per il Parroco era sapere l'età del soggetto se fosse comunicato (avesse ricevuto la prima comunione) se fosse cresimato e soprattutto se era o meno sposato e coniugato, infatti raramente, ma si trovano dei concubini o conviventi in questi stati delle anime figli illegittimi o solo figli naturali.
Bisogna aggiungere che i cosidetti Stati delle Anime non erano obbligatori. Essi furono resi obbligatori con la Costituzione Apostolicae Sedi nel 1614 di Papa PaoloV nel 1614. E' da aggiugere che gli Stati delle Anime venivano scartati, ossia venivano distrutti, ogni qual volta ne veniva compilato uno nuovo ed aggiornato, quelli precedenti. Ecco perchè è difficile trovarne in gran numero negli Archivi Parrocchiali.
Nel Regno di Napoli esistevano, sem,pre per motivi fiscali e finanziari , le cosidette "numerazioni dei fuochi" compilate sin dal millequattrocento. La maggior parte di esse fu distrutta dalle truppe tedesce presso Nola(NA) nelle TRAGICHE vicende dell'anno 1943.
L'italia è lunga ed è diversa, tanto diversa anche nella documentazione cartacea, sopratutto per quella ante 1861.
Scusate per la lungaggine e la prolissità dell'intervento.
Nel dare il Benvenuto a CORNELIA porgo i miei soliti e cordiali
Saluti
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
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