Solo discendenza maschile?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 28 maggio 2013, 10:52

Ottima analisi .
Personalmente, parlando di nobiltà italiana tendo a prendere in considerazione anche e soprattutto quella non titolata né legata alla feudalità . E' evidente che il passaggio alle eredi femmine , al marito ed ai figli, era sempre da essere considerata una soluzione “ di ripiego “ i maschi godevano di un trattamento preferenziale nella successione, per la quale vigevano norme tendenti ad evitare o almeno a limitare il frazionamento dell’asse ereditario, che doveva essere, per quanto possibile, conservato nella linea maschile, favorendo, all’occasione, i proprinquiores maschi rispetto alla diretta discendenza femminile.

Oltre al caso più conosciuto ( la trasmissione femminile siciliana ) la legge salica importata ed imposta dai Franchi non fu applicata in vaste zone italiane.
Mi riferisco alle popolazioni sottoposte alla giurisprudenza tardo-romana , longobarda e bizantina , dal Secolo VIII al XII :
parte del Meridione. appunto Sicilia, Sardegna e, prima delle "nuove" leggi nobiliari, Venezia .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda petecciano » martedì 28 maggio 2013, 18:39

da GENS VALERIA » martedì 28 maggio 2013, 10:52

Ottima analisi .
Personalmente, parlando di nobiltà italiana tendo a prendere in considerazione anche e soprattutto quella non titolata né legata alla feudalità . E' evidente che il passaggio alle eredi femmine , al marito ed ai figli, era sempre da essere considerata una soluzione “ di ripiego “ i maschi godevano di un trattamento preferenziale nella successione, per la quale vigevano norme tendenti ad evitare o almeno a limitare il frazionamento dell’asse ereditario, che doveva essere, per quanto possibile, conservato nella linea maschile, favorendo, all’occasione, i proprinquiores maschi rispetto alla diretta discendenza femminile.

Oltre al caso più conosciuto ( la trasmissione femminile siciliana ) ogni qual volta la legge salica importata ed imposta dai Franchi non fu applicata I vaste zone italiane.
Mi riferisco alle popolazioni sottoposte alla giurisprudenza tardo- romana , longobarda e bizantina , dal Secolo VIII al XII :
parte del Meridione. appunto Sicilia, Sardegna e, prima delle "nuove" leggi nobiliari, Venezia .




Naturalmente io mi riferivo al periodo post unitario ( e dopo le riforme) quindi dal 1860 in poi.
Se posso permettermi un'eresia............ho dei dubbi a comprendere l'albo d'oro della nobiltà e la consulta araldica , nel senso che l'epoca in cui furono istituite già ( è un mio parere) era già molto lontana dalla fine della feudalità per cui la loro stessa essenza mi appare non spiegabile.
Dopo il referendum repubblicano, poi ,credo che tutte le questioni relative siano un non sense, sia per le note disposizioni della costituzione vigente, sia per altre motivazioni.
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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda contegufo » martedì 28 maggio 2013, 20:50

Salve

La famiglia veniva prima di ogni cosa, ed in ogni caso prevaleva sul singolo.
A mantenere integro il patrimonio servì per quanto iniqua la legge del maggiorascato a cui si aggiungeva il fidecommesso di primogenitura mediante il quale l'avente diritto non aveva la facoltà di frammentare i beni che sarebbero dovuto poi passare ad altri. In sostanza era usufruttuario dei beni ma non ne disponeva completamente.
Le cose poi cambiarono quando la campana della rivoluzione francese spanse i suoi sinistri rintocchi ogni dove.......

Le argomentazioni circa titoli e nobiltà sono da intendersi come discorsi puramente di accademia, speculazioni da caffè credendo che i partecipanti al topic la sottintendano ovvero da non ripetersi ogni volta.

Saluti
Ultima modifica di contegufo il mercoledì 29 maggio 2013, 19:54, modificato 2 volte in totale.
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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda petecciano » martedì 28 maggio 2013, 21:17

Una precisazione: il regime feudale è conosciuto da tutti ( con la traslazione del feudo al primogenito e nulla ai cadetti, salvo per quelle poche famiglie con moltissimi feudi, nessun diritto alle donne etc etc.).
Dopo l'abolizione del feudalesimo ( parlo del regno del sud ) Murat stesso, se non vado errato, creò un primo maggiorascato, replicato poi dal re Ferdinando II e rimasto in vigore sino all'unità.( se ne fa cenno anche nei Vicerè di De Roberto, mi ricordo)
Con la unificazione sotto i Savoia, con il codice civile del 1865 sparì il maggiorasco, ma fu abolito anche ( nella lotta del tempo contro la manomorta ecclesiastica e civile) il fidecommesso, reintrodotto poi dal codice del 1942 e completamente trasformato nello spirito e nei termini dalla riforma del 1975.
Il maggiorasco Ferdinandeo prevedeva come condizione una possidenza superiore a 4.000 ducati ( 16.000 òire dell'epoca) di rendita fondiaria - all'epoca il Catasto funzionava bene- e concedeva la possibilità, previa esibizione dei titoli di proprietà e rendita nonchè delle prove di nobiltà, di fondare un maggiorasco - inalienabile e procedente di primogenito in primogenito-di metà dell'intero, mentre l'altra metà doveva restare svincolato proprio per consentire ai cadetti e alle donne di non restare sul lastrico.
La mia famiglia ottenne il maggiorasco ma, prima della morte del fondatore del maggiorasco....la legge cambiò.
Il mio antenato non si perse d'animo: essendogli premorto l'unico figlio ed erede presunto, così divise i beni tra i tre nipoti ex filio ( tutti maschi).
Al primo la metà di tutti i beni ( come fosse il maggiorasco non più esistente)
al secondo un terzo
al terzo un sesto.
Ovviamente, liberi dal vincolo e liberi finalmente di viaggiare e conoscere il Nord e l'estero...il primo nipote rimase a secco dopo 20 anni; il secondo morì in povertà dopo aver per fortuna dotato il proprio unico figlio per le nozze; il terezo mantenne ( e gliene sono grato in quanto discendente da lui) buona parte delle proprietà perchè sposato a 18 anni subì il condizionamento della propria moglie.
Peggio avvenne all'unica famiglia feudale ancora esistente dalle mie parti:e ancora in possesso di beni ex feudali ( gli Acquaviva a metà 800 erano già economicamente provatissimi) l'ultimo discendente , alimentando leggende ..fondate, rimase in pessime condizioni a 50 anni e morì in una casa di riposo, senza eredi naturali e diretti.
Ultima modifica di petecciano il martedì 28 maggio 2013, 21:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 28 maggio 2013, 21:23

petecciano ha scritto:
Naturalmente io mi riferivo al periodo post unitario ( e dopo le riforme) quindi dal 1860 in poi.
Se posso permettermi un'eresia............ho dei dubbi a comprendere l'albo d'oro della nobiltà e la consulta araldica , nel senso che l'epoca in cui furono istituite già ( è un mio parere) era già molto lontana dalla fine della feudalità per cui la loro stessa essenza mi appare non spiegabile.
Dopo il referendum repubblicano, poi ,credo che tutte le questioni relative siano un non sense, sia per le note disposizioni della costituzione vigente, sia per altre motivazioni.


Discorso lunghetto... comunque diciamo che:
i criteri adottati e le decisioni della consulta araldica non (sempre) furono rispettosi delle realtà nobiliari regionali pre-esistenti , non riconoscendone molte.
Dopo il referendum la nobiltà in Italia è istituzionalmente ignorata , ma esiste pur con semplice valore storico-morale .

Cordialmente
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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda petecciano » martedì 28 maggio 2013, 21:36

Discorso lunghetto... comunque diciamo che:
i criteri adottati e le decisioni della consulta araldica non (sempre) furono rispettosi delle realtà nobiliari regionali pre-esistenti , non riconoscendone molte.
Dopo il referendum la nobiltà in Italia è istituzionalmente ignorata , ma esiste pur con semplice valore storico-morale .

Cordialmente

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Sì, in effetti tendo a essere logorroico.
In realtà ciò che intendevo rispetto alla Consulta...era qualcosa di radicale e ( per alcuni) blasfemo, e credo che questa non sia la discussione indicata.
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Re: Solo discendenza maschile?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 giugno 2013, 15:09

Un ottimo lavoro di Gian Carlo Jocteau , che mette a fuoco il lavoro della regnicola Consulta araldica e prende in esame a come si arrivò in Italia all'abolizione della successione femminile è nel seguente ( gratuito ) PDF :

http://www.rivistameridiana.it/files/Jo ... aliana.pdf

Buona lettura !
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