A proposito di un misterioso feudo nell'agrigentino.

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Messaggioda RobertoC » venerdì 6 maggio 2005, 18:26

Gent.mo Marcello,
la ringrazio per la sua squisita cortesia.
Non ho accesso diretto alle fonti che lei e Giovanni Grimaldi mi indicate, poiché non frequento più la biblioteca nazionale centrale di Roma come un tempo.
Francamente ho un po' di pudore a riferire il nome del cavaliere, che una letteratura uniforme pone tra i miei antepassati, perché l'ostentazione -peggio ancora se poggiante su assunti fragili- è l'ultimo dei miei desideri, e del resto non sono qui per questo.
Fatto salvo quanto sopra, l'evento storico sarebbe stato il seguente: tra il 1257 ed il 1258 il Re Manfredi fu impegnato in una lunga e sfibrante campagna in Sicilia, al termine della quale, e sulla scorta anche di tendenziose informazioni circa l'infausto destino di Corradino, fu incoronato sovrano di Puglia e di Sicilia l'11/8/1258.
In questo contesto egli avrebbe infeudato, il 18/11/1259, con la signoria di Melgara -da taluni detta Malgara- nel territorio di Agrigento, il giovinazzese Pietro Celentano che, alla testa di una compagnia di 100 balestreri, mantenuti a proprie spese (nel diploma la circostanza è in qualche modo evidenziata), lo avrebbe soccorso.
Benché il diploma -di cui peraltro non v'è traccia nella scarna raccolta diplomatica superstite Sveva pubblicata da Huillard-Bréholles- abbia avuto, per così dire, "buona stampa" (Paglia, Nitti di Vito, Capasso, de Ninno, per citare alcuni autori), per via di un personale ipercriticismo e per considerazioni storiche che, se vuole, le accennerò, prima di considerare "pacifico" il fatto vorrei verificare l'esistenza storica del toponimo, ben conscio dei problemi sollevati con grande correttezza e competenza sia da Giovanni Grimaldi che da fra' Eusanio.

Le sottopongo il testo del diploma, scusandomi sin d'ora per gl'inevitabili refusi di trascrizione.

Manfridus Dei Gratia Rex etc.
Exaltat potentiam Principum munifica remuneratio subiectorum, quia recipientium fide crescit ex praemio, et alii ad obsequendam devotius animantur exemplo; Sane attendes merita, et obsequia sincerae devotionis, ac fidei Nobilis Viri Petri Celentano de Juvenatio, cum scilicet ipse cum aliis centum Balestreriis propriis expensis conductis in nostro Exercitu contra nostro hostes strené militaverit, et quo ille à Nobis cingulo militari meruit decorari: Nos haec omnia considerantes, de benignitate Nostrae Gratiae ipsi Petro terram Melgara in Sicilia in tenimento Agrigenti concedimus, et donamus cum omnibus iuribus suis, domos, vassallorum, et ipsas vassallorum personas, quas Nostra Curia, nunc possidet in tenimento praedicto, ad cuius concessionis inditium, ipsam per manus Iazzolini de Marra nostri Cancellarii scribi praecipimus, et Bulla Aurea insigniri.
(...)
Dat. Ortae Anno Dominicae Incarnationis 1259 18 novembris III Inditionis Regnorum Nostrorum anno II.
Manfridus
Iazzolinus de Marra

La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione e per le fonti pertinenti che vorrà indicarmi.
Cordialità.
Roberto
RobertoC
 

Messaggioda Marcello Cantone » domenica 8 maggio 2005, 20:15

Ho trovato in Catalioto Luciano “Terre, baroni e città in Sicilia nell’età di Carlo I d’Angiò” qualcosa su un feudo che per nome assomiglia un po’ a Melgara: “MELGUNA” casale sito in territorio di Agrigento e che già in epoca angioina portava anche il nome di “MONGETARA”. Detto casale fu infeudato nel 1271 a Raymond de Pluyna e nel 1272 a Pierre da Carfagno.

Ho cercato nuovamente nei testi che riportano la storia e la successione dei feudi Siciliani sotto la voce “Mongetara”, ma non ho trovato nulla; forse il casale cambiò nuovamente nome o fu abbandonato scomparendo nell’oblio, sorte che toccò a tantissimi casali siciliani di cui si conosce il nome da qualche documento, ma non si conosce l’esatta ubicazione.

Cordialmente Marcello
Marcello Cantone
 
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Messaggioda RobertoC » mercoledì 11 maggio 2005, 13:08

Molte grazie Marcello.
Ciò che intendevo dire con l'affermazione che fra' Eusanio censurò :1: :D ("Per inciso osservo che in provincia di Udine esiste proprio una frazione nomata "Melgara" (grazie Grimaldi: la "scoperta" la devo a lei!), il che mi conforta circa la possibilità onomastica -passatemi l'espressione- del luogo") è che, a mio avviso, è già un elemento in linee generali interessante sapere che un toponimo identico, sebbene completamente indifferente al contesto al quale sono interessato, è storicamente accertato. Questo, se da una parte nulla ci dice sull'eventualità che un omonimo sia mai esistito nell'agrigentino; dall'altra sta lì a dirci che potrebbe essere possibile che un toponimo del genere sia stato usato.
Sarebbe interessante cogliere l'etimo della Melgara Udinese.
Qualcuno ha ipotesi da formulare?

Ancora, vorrei dire che, tra i miei appunti, ho rinvenuto due opere da me consultate anni addietro sul problema, ma con esito negativo: G. Bosco, Il comune di Agrigento nel medioevo, Agrigento, 1973; ed E. Ricca, La nobiltà del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1859-1879.

Qualcuno può indicarmi una bibliografia pertinente sulla storia di Agrigento e/o dell'agrigentino?

Infine, vorrei fare a tutti una domanda.
Se foste voi al mio posto, cioè allo stato delle mie ricerche, e quindi sapendo che:
a)esiste un diploma attribuito a Manfredi che infeuda, l'anno 1259, un militare di una terra nell'agrigentino;
b)il diploma è stato pubblicato da numerosi autori, ma che non è riscontrabile mancando gli atti della cancelleria manfrediana;
c)alcuni autori contestano la veridicità del diploma sulla scorta delle considerazioni del Capasso, per il quale Gozzolino della Marra all'epoca dei fatti forse non era ancora cancelliere della Curia manfrediana;
d)l'infeudato non risulta nell'arcinoto Catalogus Baronum curato dal Cuozzo, che per la verità non è esaustivo;
e)non si trova traccia del toponimo che individuò il feudo;
f)d'altro canto, i nudi eventi storici (e cioè la campagna di Sicilia ed il riconoscimento) sono plausibili, e da taluni autori ritenuti pacifici;
che cosa concludereste?
Pensereste di avere in mano un vero od un falso?
E che altro genere di riscontri cerchereste?

Cordialità.
Roberto
RobertoC
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 11 maggio 2005, 13:45

RobertoC ha scritto:.... (omissis)....

Se foste voi al mio posto, cioè allo stato delle mie ricerche, e quindi sapendo che:
a)esiste un diploma attribuito a Manfredi che infeuda, l'anno 1259, un militare di una terra nell'agrigentino;

Non è che "esiste" (non risulta, per ora, da fonti ufficiali), ma è "riportato" come esistente da altri autori;

b)il diploma è stato pubblicato da numerosi autori, ma che non è riscontrabile mancando gli atti della cancelleria manfrediana;

Cercherei in volumi che trattano della cancelleria sveva in epoca manfrediana e in epoca angioina (le fornirò poi riferimenti bibliografici);

c)alcuni autori contestano la veridicità del diploma sulla scorta delle considerazioni del Capasso, per il quale Gozzolino della Marra all'epoca dei fatti forse non era ancora cancelliere della Curia manfrediana;

Bisognerebbe approfondire la questione studiando libri e fondi sull'argomento.... Consiglio cmq DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI vol. XXXVII, 1989 a cura di Mario Caravale http://www.treccani.it/istituto/curricu ... ravale.htm


d)l'infeudato non risulta nell'arcinoto Catalogus Baronum curato dal Cuozzo, che per la verità non è esaustivo;

Il Catalogus Baronum tratta dei feudatari del sec. XII, OVVERO l'elenco normanno dei
feudatari e suffeudatari tenuti al servitium feudale; fu redatto nel 1150 ed aggiornato nel 1167/8


e)non si trova traccia del toponimo che individuò il feudo;

Magari era un semplice suffeudo oppure non ancora esistente e/o abitato

f)d'altro canto, i nudi eventi storici (e cioè la campagna di Sicilia ed il riconoscimento) sono plausibili, e da taluni autori ritenuti pacifici;
che cosa concludereste?

A riguardo ho delle riserve che spiegherò dopo accertamenti. Ad ogni modo il 10 agosto 1258, a Palermo, i baroni del Regno elessero Manfredi re di Sicilia..

Pensereste di avere in mano un vero od un falso?
E che altro genere di riscontri cerchereste?


Egr. signore, allo stato dei fatti lei possiede una traccia, magariplausibile, ma alla quale occorrono riscontri...
Io farei ricerche bibliografiche (citate cancellerie) ed archivistiche.

Saluti

P.s. le segnalo cmq:
- Palumbo, Pier Fausto - Citta, terre e famiglie dall'eta sveva alla angioini - Roma - 1989
- La registrazione dei documenti delle cancellerie meridionali dall'epoca sveva all'epoca viceregnale Napoli 1971
Grimaldi
 

Messaggioda RobertoC » mercoledì 11 maggio 2005, 14:40

Giovanni, non avevamo convenuto di darci del "tu"?
Ovviamente quando predicavo l'esistenza del documento attribuito a Manfredi, intendevo per l'appunto significare che è stato reso noto e di dominio pubblico come tale, non che lo sia.
M'interesserà molto conoscere il tenore delle tue perplessità, per confrontarle con le mie (ne ho più d'una, altrimenti non avrei sollevato il caso).
Cordialità.
Roberto
RobertoC
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 11 maggio 2005, 15:49

Caro Roberto (diamoci del tu, dunque)

ti farò sapere, informandomi ulteriormente, di quello che penso della questione.

Tu, intanto, cerca riferimenti bibliografici.

Saluti

G.
Grimaldi
 

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