Riforma Pontificia 1736

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda RFVS » mercoledì 6 aprile 2011, 12:52

FP ha scritto:Intanto ti cito la nota circolare del 1831:

Art. 8: Gli elenchi dei possidenti dovranno essere rettificati in ogni anno. Non verranno compresi ne' medesimi i possessori de' beni attualmente ecclesiastici, ed i luoghi pii. [...] Gli ecclesiastici aventi beni propri potranno essere nominati consiglieri al pari di qualunque altro possidente con permesso dell'Ordinario.

Nella circolare del 1833:

La prima operazione da farsi nel consiglio, quando si compie il biennio, sarà l'estrazione dei consiglieri [...] Quindi rettificati gli elenchi degli elegibili, secondo l'Art. 8 [suddetto], si formeranno le terne dei consiglieri nuovi [...]

Quello che mi dici mi suona strano in quanto leggo, ne "I documenti per la storia d'Italia con prospetti", di Carlo Pace, 1869:

Il primo giorno di ottobre fu pubblicato in Roma il motuproprio [del 1847] del papa concernente l'organizzazione del Consiglio e Senato di Roma. Eccone il preambolo e le disposizioni: [...] In ciascuno dei due primi biennii escono dal medesimo cinque fra i consiglieri tanto della prima, che della terza classe di possidenti, undici fra quei della seconda classe dei medesimi, ed altrettanti fra i consiglieri non possidenti.

Dal precedente estratto si evince come ancora nel 1847, quindi poco prima del 1850, i possidenti fossero ancora divisi in tre classi. Dagli altri due estratti vediamo invece come gli elenchi degli eleggibili fossero proprio gli elenchi dei possidenti. Continuo dunque a chiedermi dove fossero i non possidenti [nonono.gif]


Infatti, come accennavo, andavo a memoria . . .ed ovviamente ho sbagliato l'anno.
Quello a cui mi riferivo è il 1870.
Leggo però che il 14.7.1849 Viene ripreso l’uso primitivo a seconda dell’editto del 3.7.1831
RFVS
 
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » mercoledì 6 aprile 2011, 13:02

Riguardo l'anno 1850 ho però trovato questo asserto ("Rassegna Storica del Risorgimento", Poerio Carlo):

L'amministrazione comunale fu variata in senso liberale: Le rappresentanze e le amministrazioni municipali saranno regolate da più larghe franchigie che sono compatibili con gli interessi locali. Infatti l'elezione dei Consiglieri avrà per base un esteso numero di elettori avuto principalmente riguardo alla proprietà (Editto 24 novembre 1850), anziché rimanere di esclu­siva competenza del potere esecutivo. Altre riforme furono preannunciate. L'esecu­zione di queste riforme, con apposite leggi, venne a costituire nello Stato pontificio un sistema di amministrazione che non si può certo considerare retrogrado e che, rispetto a quello degli altri Stati italiani, non è tra i meno pregevoli.

Nell'estratto di cui sopra, però, non si accenna all'apertura dei ceti o all'abolizione dei fatidici elenchi dei possidenti divisi in classi di contribuzione. Se è vero che la riforma che dici è del 1870 stiamo parlando di poco prima dell'annessione del Lazio al R.I., quindi l'editto fu emanato solo per questa regione...non credi?
Riguardo il ripristino effettuato nel 1849 potresti spiegarmi meglio? Lo fece Pio IX al rientro dall'esilio?
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » mercoledì 6 aprile 2011, 13:10

Ah forse ho capito, alludi al ritorno a questo:

Circolare della Segreteria di Stato colla quale si diramano ai presidi delle provincie le disposizioni riguardanti la formazione delle congregazioni governative, e de' consigli comunitativi 7 luglio 1831 [...] Sarà pure necessario che V.S. Illustrissima ordini senza ritardo gli elenchi separati de' possidenti di ciascun territorio comunale [...] Nei comuni, in cui esiste distinzione di ceti, dovrà in tali elenchi apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta [cfr. Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello stato pontificio, Stabilimento governativo, Roma, 1833].
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