Famiglie Notarili

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Famiglie Notarili

Messaggioda corbus » sabato 12 gennaio 2008, 22:07

Buonasera a tutti,
chi di voi proviene da famiglie di notai ed ha effettuato ricerche su argomento?
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Messaggioda RFVS » sabato 12 gennaio 2008, 22:37

Io non provengo da una famiglia di notai, ma se ti servono delle info in merito io sto studiando la famiglia corcianese-perugina dei Ballarini, poi Rossi-Scotti Ballarini, per cui se ritieni che possa esserti di qualche aiuto prova pure a chiedere... :wink:
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Messaggioda L.de Bellis » domenica 13 gennaio 2008, 11:33

Preg.mo Corbus,

io, ho al presente ed ho avuto nel passato Notai in famiglia, Lei in particolare cosa cerca?

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda corbus » domenica 13 gennaio 2008, 13:44

Gentilissimi,
grazie di avermi risposto. In preparazione al prossimo viaggio di ricerca negli archivi che avverrà tra qualche mese e dove vorrei trovare informazioni su una famiglia di notai, volevo avere opinioni in base alle vostre esperienze.
Oltre ai ben conosciuti archivi notarili (quelli che conservano i protocolli e le filze per intenderci) su quale altro fondo o documentazione mi consigliate di andare?
Mi viene in mente, che ne so, se erano iscritti in un albo, se depositavano dei sigilli o la firma, magari dove trovare informazioni sulle loro attività professionali e via di seguito. Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte.
Sempre tenendo conto che ogni stato preunitario aveva le sue precise norme in materia.
Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)

Grazie
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Messaggioda RFVS » domenica 13 gennaio 2008, 13:55

...non saprei...Perugia è particolarmente fortunata in questo campo poichè conserva l'archivo del Collegio dei Notai, importantissimo nei tempi passati.

Posso dirle che la Prof. Barbara Giappichelli, che da anni studia con grandi risultati la famiglia Ballarini, ha consultato, presso l'Archivio di Stato, il fondo del Collegio dei Notai ed in particolar modo la sezione dei Consigli e del Registro dei Priori, nonchè, come ha detto anche lei, il fondo notarile.
Inoltre ha consultato la Matricola dei mdottori giuristi, presso l'Archivio Storico dell'Università di Perugia.

purtroppo riesco a consigliarle solo questo. :oops:
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Messaggioda corbus » domenica 13 gennaio 2008, 14:02

E le sembra poco...? :-)
Spero di essere fortunato e riuscire a rintracciare intatto l'archivio del collegio dei notai.
Avendo il nome ufficiale dei fondi, posso fare delle domande mirate :-)
Ultima modifica di corbus il domenica 13 gennaio 2008, 14:22, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda RFVS » domenica 13 gennaio 2008, 14:05

..bhè..per le denominazioni corrette bisogna vedere...non so se fossero uguali in ogni dove..o meglio non credo. Penso comunque non differissero molto.. :D
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Messaggioda L.de Bellis » domenica 13 gennaio 2008, 14:22

Preg.mo Corbus,
calma, lei prima si recherà all'Archivio di Stato di ...Bari..

Istituto di conservazione: Archivio di Stato di BARI e troverà:

Denominazione: Archivi Notarili
IT-ASBA-F4601304

Estremi cronologici: 1457 - 1893

Consistenza: 33239 di cui 32496 voll.; 543 rep. e 200 indici

Strumenti di ricerca: Elenco alfabetico dei Notai per Piazza con Indice alfabetico-onomastico, Indice cronologico-onomastico, Indice dei capitoli matrimoniali, Indice dei testamenti

Indice alfabetico onomastico degli Archivi Notarili di Terra di Bari
Indice cronologoco onomastico degli Archivi Notarili di Terra di Bari
Indice dei capitoli matrimoniali degli Archivi Notarili di Terra di Bari
Indice dei testamenti - Archivi Notarili Terra di Bari
Inventario topografico degli Atti dell' Archivio notarile di Bari
Indice dei volumi notarili microfilmati - Archivi Notarili


Poi andrà al Comune ove cerca il suo Notaio:

Sottolivelli: Notai di Acquaviva
Notai di Adelfia
Notai di Alberobello
Notai di Altamura
Notai di Bari
Notai di Binetto
Notai di Bitetto
Notai di Bitonto
Notai di Bitritto
Notai di Capurso
Notai di Carbonara
Notai di Casamassima
Notai di Cassano
Notai di Castellana
Notai di Ceglie
Notai di Cellamare
Notai di Cisternino
Notai di Conversano
Notai di Fasano
Notai di Gioia
Notai di Giovinazzo
Notai di Gravina
Notai di Grumo
Notai di Locorotondo
Notai di Modugno
Notai di Mola di Bari
Notai di Monopoli
Notai di Noci
Notai di Noja
Notai di Palo
Notai di Polignano
Notai di Putignano
Notai di Rutigliano
Notai di Sammichele
Notai di Sannicandro
Notai di Santeramo
Notai di Toritto
Notai di Triggiano
Notai di Turi
Notai di Valenzano


Trovato il Comune:

Denominazione: Notai di Rutigliano IT-ASBA-F4601336

Estremi cronologici: 1516 - 1892

Consistenza: 963 di cui 936 voll.; 18 rep e 9 indici .


Buon Lavoro!

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda corbus » domenica 13 gennaio 2008, 14:33

Grazie de Bellis!
spero che l'archvio di Genova sia ben organizzato come quello di Bari!!
Non avendo accesso agli inventari (chissà perchè poi non li pubblicano su internet.. ) e da quel poco che mi hanno detto, nn penso che sia così ben strutturato :-)
Ho letto che all'atto dell'incarico i notai erano tenuti a depositare il proprio sigillo, dove posso trovare traccia di questa documentazione? Le è capitato di vedere questo tipo di documentazione?
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Messaggioda L.de Bellis » domenica 13 gennaio 2008, 19:12

corbus ha scritto:Grazie de Bellis!
spero che l'archvio di Genova sia ben organizzato come quello di Bari!!
Me lo auguro!
Non avendo accesso agli inventari (chissà perchè poi non li pubblicano su internet.. ) e da quel poco che mi hanno detto, nn penso che sia così ben strutturato :-)

Recati sul posto, devi prima accredidarti e compilare dei moduli, poi devi lasciare un tuo documento, mentre effettui la consultazione, e compilare un verbalino ogni volta.

Ho letto che all'atto dell'incarico i notai erano tenuti a depositare il proprio sigillo, dove posso trovare traccia di questa documentazione?

Non so,non credo,ma.. l'archivio può essere l'unico posto dove si conservi.

Le è capitato di vedere questo tipo di documentazione?


Mai, non credo che esista per i tempi antichi, altra cosa è nei tempi moderni.

Lorenzo
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » domenica 13 gennaio 2008, 19:17

corbus ha scritto:Gentilissimi,
grazie di avermi risposto. In preparazione al prossimo viaggio di ricerca negli archivi che avverrà tra qualche mese e dove vorrei trovare informazioni su una famiglia di notai, volevo avere opinioni in base alle vostre esperienze.
Oltre ai ben conosciuti archivi notarili (quelli che conservano i protocolli e le filze per intenderci) su quale altro fondo o documentazione mi consigliate di andare?
Mi viene in mente, che ne so, se erano iscritti in un albo, se depositavano dei sigilli o la firma, magari dove trovare informazioni sulle loro attività professionali e via di seguito. Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte.
Sempre tenendo conto che ogni stato preunitario aveva le sue precise norme in materia.
Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)

Grazie



Signor corbus,
io no provengo da famiglie di notai però Le rispondo in base alla mia esperienza in fase di ricerca.
Non so a quale area geografica Lei è interessato ad investigare.
Io nelle mie ricerche nelle Puglie e nel Salento Le posso indicare e testimoniare quanto segue:
Le posso rispondere co certezza di ricerca storica che precedentemente al 1879 ovvero al decreto legge del 25 maggio 1879 che istituì gli Archivi Notarile Distrettuale, i volumi di protocollo notarile "passavano" da Notaio a Notaio. Ho trovato nelle mie ricerche veri e propri atti di vendita di volumi di protocolli notarili.
A volte una vedova di un Notaio andava a venderli ad un'altro notaio.
I Notai se avevano figli o Nipoti preferivano indirizzare i figli o i Nipoti alla professione Notarile. Vi erano i "Conservatori" di Protocolli Notarili di altri notai. Così il trasferimento avveniva in luogo di "testamenti" o disposizioni varie sempre notarili. E' così che si sono conservati i volumi di protocolli notarili. Io ho scoperto che chi redigeva i cosidetti "repertori Notarili" (che per le leggi napoleoniche del decennio francese nel 1809 nel Regno di Napoli ogni Notaio doveva redigere dei volumi di protocollo che possedeva e presentarli al Collegio o Notarile) colui era il "Conservatore" il Custode e proprietario dei volumi di protocollo.
Essi non sono solo e solamente conservati nei cosidetti Archivi di Stato o negli Archivi Notarili Distrettuali.
Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.
Quindi alla domanda : Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte. posso rispondere :
tra gli atti di altri notai parenti dello stesso notaio, ove vi siano, o della stessa località. Nel "Repertorio Notarile " dal 1809 in poi ove vi è scritto chi ha compilato il repertorio.
alla domanda :
"se depositavano dei sigilli" Si parla di sigillo o timbro solo per il milleottocento, almeno per la mia esperienza, precedentemente veniva usato il "segno del tabellionato" che veniva apposto solo e solamente dal notaio in forma autografa, ma non sò se veniva "depositato".
I timbri dei notai del milleottocento almeno quelli che hanno rogato sino a dopo il 1879 con l'istituzione degli Archivi Notarili Distrettuali, credo che siano conservati presso gli stessi Archivi o che siano stati versati nei rispettivi Archivi di Stato insieme ai primi "versamenti di volumi di protocolli notarili.
alla domanda : "se erano iscritti in un albo"
Non sò in che anno è stato istituito l'Ordine dei Notai.
Certamente esistevano degli esami per accedere alla professione di Notaio. Nell'Archivio di Stato di Lecce si è conservato un"Questionario per sostener l'esame di notaio, trascritto dal Rev. D. Oronzo Adorante, notaio in Brindisi, [anno] 1695." con seguente segnatura archivistica ASL; Appendice n. 9 cfr COSI GIOVANNI , IL NOTAIO E LA PANDETTA, Galatina, Congedo Editore,1992.
Attualmente, come Lei sà, vi è un'Ordine dei Notai al quale Lei potrebbe rivolgersi. Qualche ricerca bibliografica anche può servire...
Scusi questo mio lungo, prolisso, per alcuni(spero non per tutti) tedioso intervento, spero Le possa risultare utile, altrimenti lo cestini
Non lo prenda come la lezione di un maestro (quale non sono), ma bensì come una comunicazione di qualcosa che io ho visto, e magari pure in malo modo.

Sono intervenuto perchè Lei ha scritto quella frase : "Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda corbus » domenica 13 gennaio 2008, 20:13

Giovannimaria Ammassari ha scritto:
corbus ha scritto:Gentilissimi,
grazie di avermi risposto. In preparazione al prossimo viaggio di ricerca negli archivi che avverrà tra qualche mese e dove vorrei trovare informazioni su una famiglia di notai, volevo avere opinioni in base alle vostre esperienze.
Oltre ai ben conosciuti archivi notarili (quelli che conservano i protocolli e le filze per intenderci) su quale altro fondo o documentazione mi consigliate di andare?
Mi viene in mente, che ne so, se erano iscritti in un albo, se depositavano dei sigilli o la firma, magari dove trovare informazioni sulle loro attività professionali e via di seguito. Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte.
Sempre tenendo conto che ogni stato preunitario aveva le sue precise norme in materia.
Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)

Grazie



Signor corbus,
io no provengo da famiglie di notai però Le rispondo in base alla mia esperienza in fase di ricerca.
Non so a quale area geografica Lei è interessato ad investigare.
Io nelle mie ricerche nelle Puglie e nel Salento Le posso indicare e testimoniare quanto segue:
Le posso rispondere co certezza di ricerca storica che precedentemente al 1879 ovvero al decreto legge del 25 maggio 1879 che istituì gli Archivi Notarile Distrettuale, i volumi di protocollo notarile "passavano" da Notaio a Notaio. Ho trovato nelle mie ricerche veri e propri atti di vendita di volumi di protocolli notarili.
A volte una vedova di un Notaio andava a venderli ad un'altro notaio.
I Notai se avevano figli o Nipoti preferivano indirizzare i figli o i Nipoti alla professione Notarile. Vi erano i "Conservatori" di Protocolli Notarili di altri notai. Così il trasferimento avveniva in luogo di "testamenti" o disposizioni varie sempre notarili. E' così che si sono conservati i volumi di protocolli notarili. Io ho scoperto che chi redigeva i cosidetti "repertori Notarili" (che per le leggi napoleoniche del decennio francese nel 1809 nel Regno di Napoli ogni Notaio doveva redigere dei volumi di protocollo che possedeva e presentarli al Collegio o Notarile) colui era il "Conservatore" il Custode e proprietario dei volumi di protocollo.
Essi non sono solo e solamente conservati nei cosidetti Archivi di Stato o negli Archivi Notarili Distrettuali.
Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.
Quindi alla domanda : Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte. posso rispondere :
tra gli atti di altri notai parenti dello stesso notaio, ove vi siano, o della stessa località. Nel "Repertorio Notarile " dal 1809 in poi ove vi è scritto chi ha compilato il repertorio.
alla domanda :
"se depositavano dei sigilli" Si parla di sigillo o timbro solo per il milleottocento, almeno per la mia esperienza, precedentemente veniva usato il "segno del tabellionato" che veniva apposto solo e solamente dal notaio in forma autografa, ma non sò se veniva "depositato".
I timbri dei notai del milleottocento almeno quelli che hanno rogato sino a dopo il 1879 con l'istituzione degli Archivi Notarili Distrettuali, credo che siano conservati presso gli stessi Archivi o che siano stati versati nei rispettivi Archivi di Stato insieme ai primi "versamenti di volumi di protocolli notarili.
alla domanda : "se erano iscritti in un albo"
Non sò in che anno è stato istituito l'Ordine dei Notai.
Certamente esistevano degli esami per accedere alla professione di Notaio. Nell'Archivio di Stato di Lecce si è conservato un"Questionario per sostener l'esame di notaio, trascritto dal Rev. D. Oronzo Adorante, notaio in Brindisi, [anno] 1695." con seguente segnatura archivistica ASL; Appendice n. 9 cfr COSI GIOVANNI , IL NOTAIO E LA PANDETTA, Galatina, Congedo Editore,1992.
Attualmente, come Lei sà, vi è un'Ordine dei Notai al quale Lei potrebbe rivolgersi. Qualche ricerca bibliografica anche può servire...
Scusi questo mio lungo, prolisso, per alcuni(spero non per tutti) tedioso intervento, spero Le possa risultare utile, altrimenti lo cestini
Non lo prenda come la lezione di un maestro (quale non sono), ma bensì come una comunicazione di qualcosa che io ho visto, e magari pure in malo modo.

Sono intervenuto perchè Lei ha scritto quella frase : "Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)


Gentilissimo Giovannimaria Ammassari
ha fatto benissimo, e non è stato per nulla tedioso...almeno per me.
Io sono interessato ai territori che erano domini della ex repubblica di genova. Ma nella sua esperienza ritrovo molti riscontri con quello che ho letto e vissuto in prima persona.
Alla fine anche prima del regno d'italia gli usi e costumi erano piu o meno gli stessi in alcuni ambienti. :-)
Mi conferma che era usanza anche vendere gli archivi, perchè sembra fosse una rendita. Ossia il notaio faceva pagare copia dell'atto che ne venisse richiesto.

Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.

Questo mi da molto da pensare, perchè non avevo preso in considerazione questa opzione. Io sono riuscito a rintracciare solo un archivio relativo ad uno di questi notai, mancano quelli del padre e del nonno.

Ha perfettamente ragione sul documentarsi su testi che trattano dell'argomento, infatti ho acquistato un libro e spero che mi arrivi il piu presto possibile.

Grazie per aver chiarito anche la questione dei sigilli, ero in dubbio se il tabellione era un secondo segno distintivo, in realà ne è l'antenato.

Mi viene una domanda, ma se la famiglia di un notaio vendeva i propri protocolli, le persone che volessero ricercare un atto, come avrebbero fatto a rintracciare il nuovo custode?
doveva essere scritto da qualche parte...almeno immagino
[/quote]
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » domenica 13 gennaio 2008, 20:49

corbus ha scritto:Gentilissimo Giovannimaria Ammassari
ha fatto benissimo, e non è stato per nulla tedioso...almeno per me.
Io sono interessato ai territori che erano domini della ex repubblica di genova. Ma nella sua esperienza ritrovo molti riscontri con quello che ho letto e vissuto in prima persona.
Alla fine anche prima del regno d'italia gli usi e costumi erano piu o meno gli stessi in alcuni ambienti. :-)
Mi conferma che era usanza anche vendere gli archivi, perchè sembra fosse una rendita. Ossia il notaio faceva pagare copia dell'atto che ne venisse richiesto.

Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.

Questo mi da molto da pensare, perchè non avevo preso in considerazione questa opzione. Io sono riuscito a rintracciare solo un archivio relativo ad uno di questi notai, mancano quelli del padre e del nonno.

Ha perfettamente ragione sul documentarsi su testi che trattano dell'argomento, infatti ho acquistato un libro e spero che mi arrivi il piu presto possibile.

Grazie per aver chiarito anche la questione dei sigilli, ero in dubbio se il tabellione era un secondo segno distintivo, in realà ne è l'antenato.

Mi viene una domanda, ma se la famiglia di un notaio vendeva i propri protocolli, le persone che volessero ricercare un atto, come avrebbero fatto a rintracciare il nuovo custode?
doveva essere scritto da qualche parte...almeno immagino
[/quote]

Signor corbus,
Le confermo che i volumi dio protocollo che si sono conservati, si sono conservati anche perchè da essi se ne traeva rendita per copie autentiche rilasciate. A volte ricordo nell'Archivio di Stato di Brindisi ho letto la dicitura che riportava la cifra in denaro da devolvere anche a favore di un convento di Brindisi.
Il fatto che non stiano nel luogo loro deputato ovvero stiano in Archivi Capitolari o diocesani ha anche ragioni storiche, che vanno dall'acquisto o anche all'intweresse, perchè quel notaio magari rogava atti col "Capitolo Cattedrale" e allora qualche sacerdote magari gli ha acquistati o "presi temporaneamente in prestito" od altro ancora.
Alla sua ultima domanda, immagino che in periodi lontani le "notizie" tra notai circolavano ossia credo che era cosa notoria chi erano i notai e quali volumi di protocollo di quale notaio essi conservavano.
Certo tanti volumi di protocolli notarili sono andati irrimediabilmente persi.
La vendita se c'è stata davanti ad uin notaio deve comparire da qualche parte tra i volumi di protocolli notarili .

Qualche tempo fa, non molto credo, in un palazzo della provincioa di Lecce, all'interno di un muro abbastanza spesso,forse un'antica dispenza a muro, sono stati rinvenuti dei volumi di protocolli notarili di un notaio del milleseicento!!!!!
Questi protocolli fortunatamente sono stati poi trasferititi dai proprietari dell'immobile (tramite vendita o altro ) all'Archivio di Stato di Lecce che gli ha acquisiti!!!!!!!
Saluti e.....Buona ricerca....
Giovannimaria Ammassari

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Documentazione notarile

Messaggioda Sigillum1 » domenica 13 gennaio 2008, 23:18

Gentile Corbus, può farsi un'idea della consistenza della documentazione relativa ai notai, presente presso l'archivio di Stato di Genova consultando la Guida generale degli archivi di Stato a questo indirizzo:
http://www.archivi.beniculturali.it/Pat ... cerca.html oppure, nella sala di consultazione di un grande biblioteca, la sua versione cartacea che ovviamente non è aggiornata, ma che, per i fondi notarili, può ugualmente essere adeguata.
Il "signum tabellionis" vergato manualmente viene sostituito dal sigillo notarile (poi timbro) già nel XIII secolo (anche se alcuni notai continuano ad usarlo anche più tardi) e presso gli Archivi di Stato sono spesso presenti grandi collezioni di questi sigilli che tuttavia si possono ritrovare anche nelle collezioni sigillari dei grandi istituti culturali di ogni città; potrà vederne, ad esempio, nel catalogo a stampa del Bargello di Firenze. Posso fornirle, se vuole, qualche indicazione bibliografica.
Un cordiale saluto e buon lavoro. Silvia
Silvia
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Re: Documentazione notarile

Messaggioda corbus » lunedì 14 gennaio 2008, 19:00

Sigillum1 ha scritto:Gentile Corbus, può farsi un'idea della consistenza della documentazione relativa ai notai, presente presso l'archivio di Stato di Genova consultando la Guida generale degli archivi di Stato a questo indirizzo:
http://www.archivi.beniculturali.it/Pat ... cerca.html oppure, nella sala di consultazione di un grande biblioteca, la sua versione cartacea che ovviamente non è aggiornata, ma che, per i fondi notarili, può ugualmente essere adeguata.

Grazie dell'indicazione, rimane sempre un mistero perchè gli archivi non sono propensi a pubblicare gli inventari in dettaglio, cosa che in francia avviene senza nessu problema.
Da questo sito per fortuna si possono vedere almeno la consistenza dei fondi. Purtroppo in questo momento mi manca il tempo di andare in biblioteca, ma se non mi sbaglio non tutte le grandi biblioteche hanno questo tipo di copie.
Grazie!!


Il "signum tabellionis" vergato manualmente viene sostituito dal sigillo notarile (poi timbro) già nel XIII secolo (anche se alcuni notai continuano ad usarlo anche più tardi) e presso gli Archivi di Stato sono spesso presenti grandi collezioni di questi sigilli che tuttavia si possono ritrovare anche nelle collezioni sigillari dei grandi istituti culturali di ogni città; potrà vederne, ad esempio, nel catalogo a stampa del Bargello di Firenze.

Ho ritrovato il signum tabellionis anche in atti del 1600, forse in alcune zone mantenne questo uso.

Posso fornirle, se vuole, qualche indicazione bibliografica.
Un cordiale saluto e buon lavoro. Silvia
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