da L.M.E Bagnoli » martedì 9 settembre 2008, 17:22
Gentile Lorenzo,
in riferimento alla presenza della famiglia Minguzzi nel Consiglio Stabile di Bagnacavallo fin dal 1677 riporto il testo integrale della Costituzione del cardinal Chigi, che illustra anche il funzionamento dell'organo di rappresentanza:
"Al M°.Magn.°Signore il Sig.Governatore de Bagnacavallo-M°.Mag°.Signore-Essendo noi stati supplicati da codesto Pubblico a voler riformare il Conseglio,e d'ammovibile che fin qui è stato,ridurlo a stabile e perpetuo col Memoriale del tenore che segue:
Emo. e Rmo. Principe.
Gli anziani di Bagnacavallo umi Oratori di V.E. umilmente gli espongono essere stato proposto in pien consiglio di supplicare V.E. a voler riformare il presente consiglio,e d'ammovibile ridurlo in stabile e perpetuo in riguardo del tornar ciò in maggior comodo et utile dell'interesse pubblico,ed essendo stata detta proposta approvata dai consiglieri senza alcuna discrepanza,supplicando pertanto V.E. a volerne loro fare la grazia.Che etc.etc.E avendo noi naturalmente considerato che tutto ciò possa,come si venne a rappresentarci,tornare in molto utile degli interessi di codesto medesimo Pubblico,siamo condiscesi volentieri a secondare l'istanza e perciò in vigore di questa,abbolito e annullato il Consiglio vecchio formiamo il nuovo con dichiararne trenta consiglieri stabili e perpetui che saranno i seguenti:
Cap.no Agostino Biancoli, Alberto Zorli, Battista Molinari, Bernardino Bagnoli, Claudio Ghieri, Cristoforo Annichini, Ercole Sorboli, Cap.Francesco Biancoli, Francesco M.Vitelloni, Francesco Folicaldi, Giacomo Biancoli, Dott. Gio. Ant. Pochintesti, Gio. Franc. Gajani, Giuseppe Vaini, Giuseppe Malpeli, Annibale Cortesi, Antonio Sorboli, Cap. Giovanni Lazzari, Luigi Gajani, D.Matteo Gigli, Nicolò Gajani, Horatio Malpeli, Dott.Pietro Papini, Paolo Ercolani, Dott.Pietro Sorboli, Dott.Pietro S.Papini, Co.Sigismondo Brandolini, Tiberto Beltrami, Tommaso Molinari, Paolo Sorboli. Dal numero dei quali vogliamo che si estraghino quattro correttori, i quali debbono nominare 16 persone da ballottarsi dalli sopradetti Consiglieri stabili,dieci delle quali,che avranno avuto maggior numero di voti favorevoli,resteranno consiglieri ammovibili per un triennio,avvertendo che tali persone sieno capi di casa e capaci di negozi pubblici ne possano essere figliuoli di famiglia, mentre non sieno dottori. E perchè Francesco Gajani e Antonio Sorboli connumerati da noi tra i consiglieri stabili,sentiamo che in riguardo dell'età non sono capaci di avere presentemente luogo in Consiglio,dichiariamo che non debbono intervenire,nè votare in esso:se non dopo raggiunti i 25 anni,e ordiniamo che ogni tre anni si debba venire all'elezione dè suddetti dieci consiglieri ammovibili,del numero dei quali in ogni muta d'Anziani dovrà entrarne uno,dovendo gli altri tre anziani essere del numero dè consiglieri stabili.
Mancando uno o più Consiglieri stabili,e stando assenti più di due anni,o restando inabili,il Consiglio dovrà eleggere loro il successore,nel che lodiamo,ma non precettiamo l'aver riguardo ai figlioli,quando sieno in età capace,o prossima di poter entrare in consiglio,lasciando però tutta la libertà ai consiglieri,i quali speriamo che sapranno avere sempre ogni maggiore avvertimento a fare che l'elezione resti proficua per il decoro et utilità del pubblico.Mancando un ammovibile avanti la metà del triennio,dovrà farsi nel suddetto modo il successore,convocando il Consiglio;e mancando dopo la metà,s'aspetti il Consiglio del fine del triennio,quando non venisse giudicato altrimenti per avere il Consiglio in pieno numero.Dichiariamo nel rimanente che ogni altra cosa resti come prima,eccettochè il numero di 30 Consiglieri è ridotto da un triennio a vita,et tutte le altre cose di sopra espresse.Farà ella radunare li sopranominati Consiglieri stabili in consiglio,e leggerà loro la presente,la quale parimenti s'avrà da registrare nel libro del Consiglio.In oltre ilculcherà per parte nostra ai medesimi consiglieri,e agli altri officiali della Comunità che si fanno pro tempore,la piena osservanza de presenti provvedimenti e ordini,quali vogliamo che si osservino in perpetuo,non ostante qualsivoglia statuto,uso,consuetudine,et altro che facesse in contrario,a che d'autorità Nostra deroghiamo rispetto alle cose di sopra espresse.Così dovrà seguire,e Dio lo guardi.
Ferrara 21 Dicembre 1674.Al piacer suo Sigismondo Cardinale Chigi."
La Costituzione del cardinale Marescotti del 1677, escluse i seggi moltiplicati, e ridusse la rappresentanza ad un solo membro per ogni famiglia, permettendo così l'ingresso di ulteriori 10 famiglie, antiche ad illustri, ma all'epoca emarginate dalla elite del potere locale e quindi rimaste escluse dal consiglio; queste furono: i Graziani, i Tallandini,i Teli, i Botti, i Contessi, i Guicciardi, i Moruzzi, i Saladini, i Tigrini, i Bovi ("Storia di Bagnacavallo", AAVV, vol. II, pag.11, contributo di Cesarina Casanova).
A conferma di quanto riportato, nella seduta consiliare del 28/12/1732, il consigliere Giuseppe Bagnoli, nominato correttore da Florio Tassinari, chiamò al ballottaggio: per i terrieri: Franco Pirazzoli (che ebbe palle bianche 21 nere 1), Antonio Stefanini (che ebbe palle bianche 15 nere 7), Franco Zaffoni (che ebbe palle bianche 17 nere 5); per i contadini: Giacomo Antonelini (che ebbe palle bianche 15 nere 7), Giacomo Minguzzi (che ebbe palle bianche 17 nere 5) [dei 10 consiglieri amovibili triennali, 6 dovevano essere del territorio, cioè della città, 4 del contado, cioè delle frazioni]; Giacomo Minguzzi fu tra i 4 del contado più votati sicchè nel consiglio successivo del 25 marzo 1733 figurava tra i consiglieri presenti. ("Sedute Consigliari" libro IV° - IX° della cronologia originaria - anni 1730/1755, Archivio Comunale, presso Biblioteca Taroni di Bagnacavallo)
Quindi, in conclusione. la famiglia Minguzzi entrò nel novero delle famiglie consiliari stabili tra il 1733 ed il 1771.
Cordialmente,
Luca Bagnoli.
perdentis non possum, placidus didignor, bagnoli ego sum.