Chirurgo sec.XVIII Napoli

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » venerdì 20 giugno 2014, 13:50

Salve a tutti,
avrei una domanda probabilmente banale, nella seconda metà del XVIII secolo, nella città di Napoli, per esercitare la professione di Chirurgo si richiedeva una Laurea in medicina oppure al pari di cerusici e barbieri no?

Grazie fin d'ora,
Cordialmente,
E.V.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Gennaro » venerdì 20 giugno 2014, 14:00

Laurea in medicina o presso l'università degli studi di Napoli o presso uno dei tanti istituti privati.
Avatar utente
Gennaro
 
Messaggi: 239
Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2012, 16:09
Località: Caserta

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » venerdì 20 giugno 2014, 14:51

Certo che erano Laureati.
Esisteva sin dal 1428 il Collegio dei Dottori soppresso nel 1811.
Lei quale nominativo cerca???
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » venerdì 20 giugno 2014, 15:26

Grazie mille delle risposte. La persona che cerco è il fratello minore del mio quintisavolo, tale Paolo Vacchiano, nato a Napoli nel 1774, figlio di Giuseppe ed Elisabetta Fiorenzano, marito di Saveria Vitagliano, morto nella medesima città nel novembre 1805.

Cordiali saluti,
E.V.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Delehaye » venerdì 20 giugno 2014, 18:22

Giovannimaria Ammassari ha scritto:Esisteva sin dal 1428 il Collegio dei Dottori soppresso nel 1811.


Lo strumento riproduce parte di uno schedario di coloro che conseguivano la patente dottorale in medicina, in legge o in teologia presso il Collegio, organo dello Studio di Napoli, diviso inizialmente in due sezioni, medicina e legge, poi, con l'aggiunta di teologia, in tre. L'istituto fu poi soppresso durante il decennio francese, quando con il decreto organico per l'istruzione pubblica del 29 novembre 1811 e con il Regolamento per la collazione dei gradi del 1° gennaio 1812 si stabilì che i gradi delle facoltà (approvazione, licenza e laurea) sarebbero stati conferiti dalla stessa facoltà, presieduta dal rispettivo decano. La documentazione, costituita da 314 pezzi, si articola in diverse serie: le informationes de studio e atti dei dottori, attestazioni relative agli studi compiuti dall'aspirante, rilasciate dal Cappellano Maggiore e da testimoni e domande presentate dall'aspirante affinché il Collegio provvedesse a richiederle; gli atti di ammissione, certificazioni dello stato anagrafico; i registri dei giuramenti dei dottori, riportanti la data del giuramento prestato; gli atti di exequatur, concessi a coloro che chiedevano di far valere nel Regno titoli acquisiti presso un altro Studio; i registri dei privilegi, in cui era annotata la data del rilascio del privilegio relativo al dottorato; i registri dei giuramenti dei dottori; i registri riguardanti le prove d'esame e il conseguimento del dottorato.
L'inventario non riflette la non rigorosa e poco attendibile articolazione in serie. I record riportano comunque l'indicazione della denominazione tradizionale dell'insieme di cui fanno parte le unità documentarie.
Il data base, incompleto, rende accessibili attualmente circa 30.000 record.

fonte: http://patrimonio.archiviodistatonapoli ... asna035864

dal link precedente è possibile visionare il contenuto dei 163 Contenitori dell'Archivio dell'Almo Collegio dei Dottori di Napoli, con estremi cronologici dal 1584 al 1830.

il cognome Vacchiano (e cognomi similari: Vachiano, Vacchiani, Vachiani, Vecchiano, Vechiano, Vecchiani, Vechiani) non c'è!

Interessante questa disamina su l Collegio e sullo Studio (Università) a Napoli:

"La costituzione del Collegio dei Dottori della città di Napoli risale al periodo angioino. Nel 1428, dietro supplica del gran cancelliere Ottavio Caracciolo, la regina Giovanna II pubblicò in forma di privilegio, rapportato dal reggente Tappia, dei regolamenti che radunavano in un corpo o Collegio un certo numero di persone che intendevano conseguire la laurea dottorale in legge o medicina o in ambedue le facoltà scegliendo uno dei due Collegi. I due Corpi dipendevano dal gran cancelliere, anche se ciascuno aveva un capo o preside, denominato priore, che era eletto col consenso degli altri elementi del Collegio e rimaneva in carica per un anno. Per ciascun Collegio era eletto un notaio, denominato anche cancelliere, addetto alla registrazione di tutti gli atti. I Collegi formavano una sorta di Corporazione.
I Collegi svolgevano dunque una funzione di selezione professionale, visto anche l'elevato costo finanziario degli esami di laurea (i laureandi, fra l'altro, erano anche tenuti ad offrire doni alla commissione esaminatrice e alle altre autorità presenti alla cerimonia) (1).
Occorre precisare che il Collegio non coincideva con la moderna "Università" perché quest'ultima era allora denominata "Studio"; quindi si trattava di due enti distinti anche se in stretta relazione fra loro.
Lo Studio di Napoli, infatti, era stato fondato nel 1224 da Federico II di Svevia con un privilegio firmato a Siracusa il 5 giugno, che ordinava la sua istituzione a tutte le autorità del regno. Tale privilegio, inviato nel mese di luglio dello stesso anno, determinava la sua apertura per il giorno di S. Michele del medesimo anno.
Alla morte di Federico, lo Studio fu trasferito per un determinato tempo a Salerno, per volontà del figlio Corrado e poi nuovamente a Napoli da Manfredi.
Lo Studio napoletano, contrariamente a quanto avveniva in altre città, non era autorizzato al rilascio delle abilitazioni all'esercizio delle professioni perché tale prerogativa era stata riservata al sovrano. Dopo aver frequentato lo Studio, gli studenti ne uscivano senza aver sostenuto alcun esame o aver ricevuto titoli accademici, tranne quello di "Baccelliere". Superato il primo grado si era esaminati da altri professori e presentati al gran cancelliere da un professore di propria scelta; in seguito ci si sottoponeva all'esame di "Licenza", che costituiva un esperimento che precedeva la "Laurea".
La "Laurea" si conseguiva con la ripetizione dell'esame precedente, ma in pubblico, in un contesto costituito da un apparato solenne e molto dispendioso economicamente. Per quest'ultimo motivo alcuni si fermavano al secondo grado godendo degli stessi diritti dei dottori, oppure facevano passare molto tempo fra i due gradi accademici (2).
In particolare il Collegio dei Dottori in legge fu istituito con diploma del 28 maggio 1428, mentre quello di medicina e filosofia fu stabilito con diploma del 18 agosto 1430.
L'esame dello studente e la concessione della laurea spettavano al re, che nominava a tale scopo, di volta in volta, una commissione, presieduta dal gran cancelliere e formata da persone di sua fiducia, fra cui potevano esservi anche professori dello Studio. Più tardi tale esame fu delegato ad una commissione stabile formata dall'insieme dei vari Collegi dei Dottori. I rapporti tra i Collegi e il pubblico Studio erano frequenti, nonostante fossero organismi distinti. Secondo alcuni i Collegi erano una sorta di completamento dello Studio perché abilitavano alle civili professioni coloro che erano stati indottrinati dallo Studio.
Gli Aragonesi conservarono i Collegi, nonostante il periodo di gran travaglio e turbolenza, caratterizzato dalle "lotte di predominio" scatenatesi in particolar modo tra Francia e Spagna. Nel periodo dei viceré, grazie all'istituzione del cappellano maggiore e alla vendita della sua giurisdizione, cessò l'ingerenza del gran cancelliere. Tali Collegi quindi continuarono ad esistere anche sotto i governi vicereali e furono interessati da consistenti iniziative di riforma e di riordino. Nel 1614 il viceré duca di Lemos emanò ad una consistente riforma degli studi con la sospensione della giurisdizione del gran cancelliere; inoltre fu rinnovata la sede e lo statuto dell'Università.
La Prammatica De regimine studiorum del duca di Ossuna del 1616, sebbene non ne parli di proposito, li presuppone come parte integrante dell'assetto universitario. Tale prammatica rappresentò una vera e propria riforma degli studi, che riguardava sia i medici che i giuristi; lo scopo era quello di rendere più difficile l'accesso al dottorato.
La distanza tra dottori fisici e cerusici rimaneva ancora netta per molti motivi. In primis l'accesso alla chirurgia non era sottoposto ai requisiti di nascita e di legittimità, com'era quello del Collegio medico, poiché permaneva la convinzione della superiorità delle arti liberali rispetto a quelle meccaniche. Il contrasto tra medici e chirurghi era poi acuito dall'opposizione di teoria ed empirìa, alimentata dai pregiudizi del ceto ecclesiastico e nobiliare contro il lavoro manuale, dalla superiorità del titolo universitario e dottorale e dalla conoscenza del greco e dall'uso del latino come lingue dotte. Il corso per ascendere al grado di "dottore fisico" durava sette anni (di cui tre di filosofia e quattro di medicina); per ottenere il titolo di dottore in chirurgia invece bastava frequentare i quattro anni di medicina, oltre a sostenere il successivo esame.
I dottori fisici si concentravano prevalentemente sulla medicina interna, denominata anche filosofica o teorica perché non si limitava a registrare i sintomi dei mali, ma cercava di risalire alle loro cause, e su queste basava la cura dei mali interni.
I cerusici si occupavano invece della parte esterna del corpo umano e di una pratica terapeutica basata sulle ragioni della teoria. Il punto di contatto tra le due professioni era lo studio dell'anatomia.
Il dottorato in medicina, soprattutto in alcuni periodi, divenne una sorta di pre-abilitazione al tirocinio in medicina poiché conferiva «la facoltà di esercitare e non l'abilità».
Il Collegio medico entrò spesso in contrasto giuridico col Protomedicato che aveva competenze simili, come l'ispezione alle spezierie, l'imposizione dei prezzi sui farmaci e il controllo sul vasto universo dei paramedici: chirurghi, speziali, barbieri, salassatori, guaritori e levatrici.
I dottori iscritti ai Collegi godevano di forti privilegi, quali l'esenzione da tutte le imposte e il diritto di non essere giudicati dalla magistratura ordinaria (3).
Premettiamo inoltre che non tutta la documentazione del Collegio dei Dottori del suddetto periodo è giunta fino a noi, andando in gran parte dispersa. Esso era un organo degli ordini professionali dei medici e dei giuristi che rilasciava patenti dottorali, previa presentazione dei titoli prescritti, sia relativi al loro stato, sia al loro corso di studi. L'istruttoria era conclusa con un esame del candidato e col seguente giuramento del patentato. Il fondo si compone: delle informazioni sul corso di studi, notizie sullo stato del candidato (fedi di battesimo, notizie sul matrimonio dei genitori, sulla nascita e sul parto della madre), testimonianze del corso di studio, esame e «licenziature», exequatur e giuramenti. La documentazione napoletana parte soltanto dal 1600 per giungere fino al 1838."

Fonte: http://www.iststudiatell.org/atella/..% ... ottori.htm

i cerusici NON erano "laureati" nè presso il Collegio, nè presso lo Studio...
Ultima modifica di Delehaye il venerdì 20 giugno 2014, 18:35, modificato 2 volte in totale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » venerdì 20 giugno 2014, 18:30

Grazie mille della risposta sig. Delehaye,
il soggetto di cui sopra, nei vari atti, viene sempre riportato sempre come chirurgo, a titolo esemplificativo online c'è l'atto di morte di sua moglie (pag. sulla sinistra), nel quale viene citato anche il detto Paolo:

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Napoli/Stato+civile+della+restaurazione/Montecalvario/Morti/02_08_1836-31_12_1836/004908722_00323.jpg.html?g2_imageViewsIndex=0

Dal fatto che non è presente nell'elenco da lei segnalato se ne deve dedurre che i chirurghi non erano dottori e non avevano lauree, immagino, e che si tratta solamente di dicitura alternativa a quella di cerusico riportata nell'articolo

Cordiali saluti,
E.V.
Ultima modifica di smn il venerdì 20 giugno 2014, 18:32, modificato 1 volta in totale.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Delehaye » venerdì 20 giugno 2014, 18:34

i "cerusici" (ovvero "chirurghi") NON erano "laureati" nè presso il Collegio, nè presso lo Studio...

Solo dopo con l'avvento napoleonico il "Collegio dei Dottori" si trasformò in "Collegio Medico-Cerusico":

"Ci informa in proposito il Celano: “…fondato il dì 14 maggio 1810 nell’Ospedale degli Incurabili per aver buoni medici chirurgi e farmacisti”, veniva poi “…tramutato (sta per 'trasferito', n.d.r.) in quella parte dell’antico monastero di S.Gaudioso che guarda S.Andrea delle Monache colla porta d’ingresso all’imboccatura del vico del Settimo Cielo. Gli alunni vi imparano la struttura del corpo umano, i segni e i caratteri delle piante e delle droghe usuali e la chimica medicinale. Praticano inoltre le operazioni anatomiche, chirurgiche e chimiche, ed assistono alle cliniche del cennato ospedale.”.
Si trattava, dunque, di un’istituzione sorta nel periodo murattiano e conservata, dopo la Restaurazione, dai Sovrani di Casa Borbone, con un’avvedutezza ed una lungimiranza che, come vedremo, non saranno parimenti dimostrate dai Savoia dopo la forzata annessione del Nostro Antico Regno .
...
Nel 1871, dopo sessantuno anni di prestigiosa attività, il Collegio Medico Cerusico fu soppresso dal governo italiano senza alcuna valida motivazione."

fonte: http://www.quicampania.it/tesori/colleg ... usico.html
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 20 giugno 2014, 21:36

Carissimi una domanda: in passato parlando di un territorio piemontese(l'Alto Canavese) ho fatto presente l'esistenza di laureati in Medicina, laureati n Chirurgia e barbieri salassatori e chirurghi. In secoli molto risalenti(1500/1600). Ho preso una grossa cantonata(non solo io, ma pure il compianto autore di una storia locale(Valperga))?Ciao,
fabrizio guinzio
 
Messaggi: 1826
Iscritto il: mercoledì 12 settembre 2007, 13:43
Località: fiumicino

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » venerdì 20 giugno 2014, 23:09

Chiedo scusa se mi permetto di esprimere un ulteriore dubbio sulla questione, ma,impiegando l'eccellente strumento di ricerca segnalato dal sig. Delehaye, risulterebbe, fin dal XVII secolo, l'esistenza di una "facoltà medicina-chirurgia", ben precedente all'istituzione dell'omonimo collegio: http://patrimonio.archiviodistatonapoli.it/xdams-asna/public/application/jsp/titoli.jsp?titolo=inventari&qrId=3se051524a10a261&toElement=0&fromElement=1260&db=asna035864

E' possibile che i cerusici/chirurghi svolgessero un qualche studio presso questa facoltà? Se sì tali studi parrebbero concludersi in una laurea, almeno per alcuni.

Inoltre, per la questione del nominativo particolare, leggo "Il data base, incompleto, rende accessibili attualmente circa 30.000 record.", che ve ne siano altri non ancora pubblicati?

I miei più cordiali saluti,
E.V.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » venerdì 20 giugno 2014, 23:27

smn ha scritto:
Inoltre, per la questione del nominativo particolare, leggo "Il data base, incompleto, rende accessibili attualmente circa 30.000 record.", che ve ne siano altri non ancora pubblicati?

I miei più cordiali saluti,
E.V.


Signor smn,
ora mi ricordo di Lei e dei Vacchiano cercati nel Fondo Stato Civile della Città di Napoli, dei quali tra l'altro nulla ci ha fatto sapere più.

ha perfettamente ragione:
smn ha scritto:
Inoltre, per la questione del nominativo particolare, leggo "Il data base, incompleto, rende accessibili attualmente circa 30.000 record.", che ve ne siano altri non ancora pubblicati?

I miei più cordiali saluti,
E.V.


anche io credo che possa essere mancante nel database oppure persa la pratica.
Buona ricerca....

In questo Forum sin dal 2007 si è discusso circa il colleggio dei dottori........i copia/incolla a volte sono superflui...................
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » venerdì 20 giugno 2014, 23:37

Giovannimaria Ammassari ha scritto:Signor smn,
ora mi ricordo di Lei e dei Vacchiano cercati nel Fondo Stato Civile della Città di Napoli, dei quali tra l'altro nulla ci ha fatto sapere più.


Sig. Ammassari,
non ho dimenticato il prezioso aiuto che mi ha fornito in altre circostanze di stallo nelle mie ricerche, per cui sempre la ringrazio. Le ricerche procedono, come sempre, impegni permettendo.

Giovannimaria Ammassari ha scritto:ha perfettamente ragione:
smn ha scritto:
Inoltre, per la questione del nominativo particolare, leggo "Il data base, incompleto, rende accessibili attualmente circa 30.000 record.", che ve ne siano altri non ancora pubblicati?

I miei più cordiali saluti,
E.V.


anche io credo che possa essere mancante nel database oppure persa la pratica.
Buona ricerca....


Proverei a fare una richiesta all'archivio, magari agli incaricati del progetto specifico, ma prima vorrei accertarmi che i chirurghi/cerusici effettivamente avessero, o meno, una laurea, e non fossero più vicini ai "barbieri artigiani" che ai dottori veri e propri...

Ancora cordiali saluti,
E.V.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 21 giugno 2014, 10:11

Qui un altro saggio di cui non è scritto l’Autore ma che è in parte identico al saggio di Luigi Russo

«Archivio storico del Caiatino», vol. VI, Capua 2008 Caiatini nel Collegio dei Dottori di Napoli
(1706-1800) – II ^ parte vedi :
http://www.larecherche.it/public%5Ctest ... O%20II.pdf
Poi c’è Frattamaggiore in uno studio sempre di Luigi Russo :
http://www.iststudiatell.org/atella/..% ... ottori.htm
In data successiva troviamo nel Periodico telematico di Storia e Scienze Umane
http://www.storiadelmondo.com (.it/.net/.org) Numero 60 (2009) il saggio di
Luigi Russo Cittadini di Capua nel collegio dei dottori di Napoli (1610 – 1811).
Presente in http://www.storiadelmondo.com/60/russo.dottori.pdf in Storiadelmondo n. 60, 15 dicembre 2009
Ci troviamo dinnanzi ad un moltiplicarsi generale di notizie…………………..
Si rivolga a chi ha archiviato e sistemato il Fondo de il Collegio dei Dottori ovvero alla Dottoressa Imma Ascione vedi :
http://www.beniculturali.it/mibac/multi ... iculum.pdf

Attualmente è la Dirigente dell'Archivio di Stato di Napoli.
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda smn » sabato 21 giugno 2014, 10:47

La ringrazio Sig. Ammassari, ha riportato informazioni utilissime.

La distanza tra dottori fisici e cerusici rimaneva ancora netta per molti motivi. In primis l’accesso
alla chirurgia non era sottoposto ai requisiti di nascita e di legittimità, com’era quello del Collegio
medico, poiché permaneva la convinzione della superiorità delle arti liberali rispetto a quelle
meccaniche. Il contrasto tra medici e chirurghi era poi acuito dall’opposizione di teoria ed empiria,
alimentata dai pregiudizi del ceto ecclesiastico e nobiliare contro il lavoro manuale, dalla superiorità
del titolo universitario e dottorale e dalla conoscenza del greco e dall’uso del latino come lingue
dotte. Il corso per ascendere al grado di “dottore fisico” durava sette anni (di cui tre di filosofia e
quattro di medicina); per ottenere il titolo di dottore in chirurgia invece bastava frequentare i quattro
anni di medicina, oltre a sostenere il successivo esame


Questo concetto figura in tutti i testi citati mi pare, quindi ne dedurrei che i chirurghi non erano laureati in medicina, ma bensì lo erano in chirurgia, assai meno prestigiosa, ma pur sempre un percorso di studi, il che spiega anche la presenza di una facoltà di Medicina-Chirurgia nel database di cui sopra.

Farò richiesta alla dott.sa Ascione, e non mancherò di tenervi informati qualora ci fossero degli sviluppi.

Ancora grazie,
Cordialmente,
E.V.
smn
 
Messaggi: 215
Iscritto il: lunedì 25 febbraio 2013, 19:22

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Delehaye » sabato 21 giugno 2014, 16:34

nel 1815 gli studi per diventare medici e/o chirughi, presso la regia università degli studi di napoli, erano questi: https://play.google.com/books/reader?id ... g=GBS.PA28
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Chirurgo sec.XVIII Napoli

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 21 giugno 2014, 19:21

Per chi non ha google play :

http://books.google.it/books?id=PTkBAAA ... &q&f=false

Ma mi chiedevo il Nostro Paolo Vacchiano essendo nato a Napoli nel 1774 e deceduto nel 1805 ha frequentato il Collegio medico cerusico presso la casa degli incurabili di Napoli???
Dato che lo stesso fu istituito con Decreto del 14 aggio 1810???
http://san.beniculturali.it/web/san/det ... e?id=40004
Vi è anche l’inventario manoscritto numero 444 digitalizzato (basta cliccare sul simbolo della macchina fotografica):
http://www.archiviodistatonapoli.it/pro ... usico.html
Però da un’altra parte ovvero nel sito ufficiale dell’attuale Università degli Studi di Napoli Federico II nello scrivere degli “ Antichi ospedali di Napoli Capitale: viaggio nella memoria “ circa la “ Real Casa degli Incurabili è scritto :
<< Dal 1764 era attivo il collegio medico-cerusico atto a rilasciare i gradi di dottorato in medicina e chirurgia: questa istituzione era il più concreto esempio di come l’ospedale fosse luogo di formazione ben accreditato nel mondo scientifico internazionale. Gli studenti selezionati a numero chiuso tra le varie province del regno, venivano addestrati con dura disciplina allo studio teorico e, con il tutoraggio di illustri maestri, alle preparazioni anatomiche e all’esercizio professionale in corsia. >>

Ho trovato un altro saggio di Lorenzo Pellegrino del 2007 dal titolo << Dal “dottor fisico” “barbiere” “chirurgo”al “medico-chirurgo” in Capitanata>> ecco il link :
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia ... egrino.pdf

Si deve ancora ricercar………………….
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
Giovannimaria Ammassari
 
Messaggi: 629
Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 20:30
Località: lecce

Prossimo

Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 9 ospiti