150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda MarinaM » martedì 5 ottobre 2010, 12:33

Il 3 ottobre 1860 Vittorio Emanuele II entra ad Ancona, liberata il 29 settembre, e inizia il suo viaggio nelle Marche. Ne ho parlato con il professor Gilberto Piccinini, docente all'Università di Urbino e presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche.

http://www.altezzareale.com/2010/10/03/ ... ad-ancona/

Durante il suo soggiorno nelle Marche il Re intreccia una relazione con una fanciulla di Grottammare.

http://www.altezzareale.com/2010/10/04/ ... anuele-ii/

Marina
MarinaM
 
Messaggi: 49
Iscritto il: giovedì 5 novembre 2009, 13:59

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda adj » martedì 5 ottobre 2010, 15:15

MarinaM ha scritto: liberata

[hmm.gif]

MarinaM ha scritto:
Durante il suo soggiorno nelle Marche il Re intreccia una relazione con una fanciulla di Grottammare.

Su questo c'erano pochi dubbi...
adj
 

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda MarinaM » martedì 5 ottobre 2010, 15:32

da marchigiana ed anconetana si la parola "liberata" è quella giusta. al di là dei se e dei ma.

quanto ai pochi dubbi sulla relazione con la fanciulla di Grottammare non è che ce ne fossero, è che proprio la cosa non era nota. anche Roberto Gervaso che ha ha steso un catalogo alla Leporello di questa signorina non sapeva nulla.
MarinaM
 
Messaggi: 49
Iscritto il: giovedì 5 novembre 2009, 13:59

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda adj » martedì 5 ottobre 2010, 17:41

MarinaM ha scritto:da marchigiana ed anconetana si la parola "liberata" è quella giusta. al di là dei se e dei ma.

Vedo che è piuttosto perentoria nell'attribuire i suoi sentimenti a un'intera popolazione.
D'altronde, c'è anche chi ritiene che Napoleone sia stato un liberatore, quindi figuriamoci se mi stupisco per analoghe fantasticherie sul buon Vittorio Emanuele.

MarinaM ha scritto:quanto ai pochi dubbi sulla relazione con la fanciulla di Grottammare non è che ce ne fossero, è che proprio la cosa non era nota. anche Roberto Gervaso che ha ha steso un catalogo alla Leporello di questa signorina non sapeva nulla.

Non mi riferivo a questa precisa fanciulla, soltanto non nutrivo dubbi che una qualche fanciulla ci fosse stata.
adj
 

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda MarinaM » martedì 5 ottobre 2010, 18:45

non vorrei proprio aprire un fronte di polemiche. sinceramente (e questo è un mio pensiero personalissimo, lungi da me generalizzare ed attribuire i miei sentimenti all'intera popolazione) preferisco di gran lunga essere cittadina dello stato italiano, piuttosto che dello stato della chiesa.
quanto a napoleone posso solo dire di condividere il pensiero espresso da ernesto ferrero nel suo lezioni napoleoniche.
MarinaM
 
Messaggi: 49
Iscritto il: giovedì 5 novembre 2009, 13:59

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 5 ottobre 2010, 19:26

Carissimi,
in realtà, la "liberazione" delle Marche aveva come unico scopo quello di prendere alle spalle l'esercito borbonico che, attestato tra Gaeta e Capua, stava dando "filo da torcere" alle bande di garibaldini i quali, nel giro di poche settimane, dopo il famoso "scontro" di Teano tra Vittorio Emanuele e Garibaldi, verranno costretti a lasciare il campo all'esercito regolare piemontese, senza il cui apporto l'Impresa dei Mille sarebbe rimasta, probabilmente, una breve parentesi rivoluzionaria nella storia del Regno delle Due Sicilie! Da sottolineare il fatto che il "Re Galantuomo" non dichiarò mai ufficialmente guerra a S.M. Francesco II e, a differenza di quest'ultimo, si tenne sempre ben lontano dal campo di battaglia.
A presto.
PMMO
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 5 ottobre 2010, 19:28

MarinaM ha scritto:non vorrei proprio aprire un fronte di polemiche. sinceramente (e questo è un mio pensiero personalissimo, lungi da me generalizzare ed attribuire i miei sentimenti all'intera popolazione) preferisco di gran lunga essere cittadina dello stato italiano, piuttosto che dello stato della chiesa.
quanto a napoleone posso solo dire di condividere il pensiero espresso da ernesto ferrero nel suo lezioni napoleoniche.


Bè, anche io preferisco di gran lunga essere cittadino della Repubblica Italiana, piuttosto che del Regno d'Italia! [jump.gif]
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda MarinaM » martedì 5 ottobre 2010, 20:08

Caro Pasquale,
per motivi vari nei mesi scorsi ho un po' approfondito le vicende anconetane fra il 1858 ed il 1860 e sinceramente non mi sembra proprio che la "liberazione" di Ancona e delle Marche (conseguenza diretta della battaglia di Castelfidardo) avvesse come unico scopo quello di prendere alle spalle l'esercito borbonico. La liberazione era richiesta e attesa perché il territorio, guardato a vista dagli austriaci, era piuttosto malmesso sia dal punto di vista economico che sociale. Per dirne una, il porto di Ancona (il porto franco di Clemente XII) era praticamente chiuso sia in entrata che in uscita. Per dirne un'altra, davanti al porto il generale Lamoricière fa creare una piazza e per farlo fa abbattere una delle tre sinagoghe della città il che non fu visto propriamente come un gesto tollerante e distensivo. Ad ogni modo se, come mi è stato fatto notare, io sono stata "parentoria" nell'attribuire i miei sentimenti all'intera popolazione ecco mi pare che lei abbia fatto altrettanto.

Marina

ps ho detto che preferisco essere cittadina dello Stato italiano.
MarinaM
 
Messaggi: 49
Iscritto il: giovedì 5 novembre 2009, 13:59

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Franco Benucci » martedì 5 ottobre 2010, 23:15

MarinaM ha scritto:ps ho detto che preferisco essere cittadina dello Stato italiano.

Ognuno si consola come può, ma forse c'è un errore di stampa nel vocabolario che sta usando: il termine giusto è annessa, non liberata
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:anche io preferisco di gran lunga essere cittadino della Repubblica Italiana, piuttosto che del Regno d'Italia!

Già, al peggio non c'è mai fine, infatti dopo la prima è arrivata la seconda
Franco Benucci
 

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 6 ottobre 2010, 5:35

Prevdo gia' possibili feroci sviluppi di questa discussione, ma certe affermazioni, per quanto chiaramente prive di fondamento, vanno comunque corrette.

Leggo con una certa sorpresa che:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:in realtà, la "liberazione" delle Marche aveva come unico scopo quello di prendere alle spalle l'esercito borbonico


Deve quindi essere per questo che il 17 marzo 1861 quando fu proclamato il Regno d'Italia Marche ed Umbria vennero restituite al Pontefice (o forse non ando' proprio cosi'?).

Ed ancora:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:...alle bande di garibaldini i quali, nel giro di poche settimane, dopo il famoso "scontro" di Teano tra Vittorio Emanuele e Garibaldi, verranno costretti a lasciare il campo all'esercito regolare piemontese, senza il cui apporto l'Impresa dei Mille sarebbe rimasta, probabilmente, una breve parentesi rivoluzionaria nella storia del Regno delle Due Sicilie!


Gia', gia' infatti la strada da Marsala a Gaeta e' ben poca cosa rispetto alla smisurata vastita' della valle del Volturno, le cui immense risorse avrebbero chiaramente potuto permettere, con il fervido sostegno di tutti coloro che avevano gia' cosi' ben sostenuto il povero Francesco II da costringerlo a ritirarsi a Gaeta, di riconquistare tutto in poche settimane o forse persino pochi giorni. Per fortuna che c'e' un "probabilmente", almeno quello.

Infine:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Da sottolineare il fatto che il "Re Galantuomo" non dichiarò mai ufficialmente guerra a S.M. Francesco II e, a differenza di quest'ultimo, si tenne sempre ben lontano dal campo di battaglia.


Questa frase e' ricca di una tipica ambiguita' che pur affermando una cosa ne lascia intendere un'altra non vera. Risulta infatti che Vittorio Emanuele II non combatte' durante la conquista del Sud, ma da come si e' posta la frase si fa intendere che fosse un pavido che mai affronto' il campo di battaglia quando invece risulta che combatte' durante la guerra del 1848 a Pastrengo, Santa Lucia, Goito e Custoza, fu presente a Novara nel 1849 ed a San Martino nel 1859.

Il punto di vista sulle Marche puo' tranquillamente essere personale, ci mancherebbe, per me, che sono con un piede da una parte ed uno dall'altra, le Marche furono conquistate ed annesse, ma senza che ne derivasse poi grave danno.
Certo dato cio' che si vede oggi nella magnifica Repubblica mi vien da rimpiangere il Papa Re, ma anche Casa Savoia.



Il Cronista di Livonia


P.S. Visto che altre volte l'evidenziare affermazioni molto fantasiose, ambigue o prive di fondamento e' stato ritenuto insulto al quale ne sono seguiti di veri al mio indirizzo, tengo a precisare che non costituisce insulto, ma semplice esercizio di correzione.
Cronista di Livonia
 
Messaggi: 1116
Iscritto il: lunedì 10 luglio 2006, 14:09

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda adj » mercoledì 6 ottobre 2010, 11:21

MarinaM ha scritto:La liberazione era richiesta e attesa perché il territorio, guardato a vista dagli austriaci, era piuttosto malmesso sia dal punto di vista economico che sociale.


I Savoia "liberarono" Milano, la Romagna, la Toscana, il Regno delle due Sicilie, Ancona, Venezia, Roma, Trento e Trieste (forse l'unico caso, con Venezia, in cui il termine può essere corretto)...
... e infine l'Italia si liberò di loro.

(anche se ritengo che siamo caduti - come suol dirsi - dalla padella nella brace)
adj
 

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 6 ottobre 2010, 11:28

Carissimi,
mi preme precisare che tutto quello che ho affermato non è attinto dai numerosi testi di matrice neoborbonica che circolano qui al Sud o dalla rivista l'Alfiere, che non ho mai nemmeno sfogliato. Ho riportato solo il pensiero autorevole di alcuni storici legittimisti della seconda metà dell'800, a cominciare dal grande Giacinto de'Sivo, autore di una monumentale Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861,di circa 1000 pagine, che consiglio vivamente di leggere, come ho fatto io.
Infine, consentitemi una riflessione del tutto personale; mi risulta davvero strano che gli anconetani preferissero un sovrano franco-piemontese ad un papa nato nella vicina Senigallia. Un papa che, non a caso, la Chiesa ha proclamato beato e che, quindi, non posso credere, da cattolico, che fosse un così cattivo governante dei suoi stati. Un papa così pio da dimenticare le scomuniche inferte a Vittorio Emanuele II e mandargli in punto di morte un sacerdote perchè la sua anima potesse salvarsi.
Gli anni del Risorgimento furono davvero duri per gli uomini di Chiesa retti come il beato Pio IX e i tanti vescovi incarcerati, espulsi o costretti a fuggire dalle loro diocesi al Nord come al Sud. Che diritto aveva uno stato che si dichiarava formalmente cattolico d'incamerare i beni donati alla Chiesa nei secoli da tanti benefattori di ogni estrazione sociale? Che diritto aveva questo stesso stato che sosteneva sempre formalmente il principio di una "libera Chiesa in libero stato" di sopprimere ordini religiosi antichissimi, i cui Carismi furono ispirati dallo Spirito Santo e che diedero grandi santi alla Chiesa, ma anche grandi scienziati al mondo? Questo non mi sembra proprio un comportamento da liberatori, nè delle Marche, nè del resto d'Italia! Mi si potrebbe contestare che fu eliminata la "manomorta ecclesiastica" (la relativa tassa, introdotta da Cavour, fu soppressa nel 1954, durante la tanto vituperata Repubblica Italiana), ma non sarebbe più giusto dire che fu usurpato il patrimonio dei poveri? Cordialmente.
PMMO
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 6 ottobre 2010, 12:27

adj ha scritto:I Savoia "liberarono" (...) Trento e Trieste (forse l'unico caso, con Venezia, in cui il termine può essere corretto)...


Beh, ecco, a Trento e Trieste non è che fossero poi così ansiosi d'esser "liberati" dall'ottima appartenenza alla Duplice Monarchia :D... De Gasperi riconosceva che a Trento gli irredentisti erano "minoranza" e Trieste dopo la conquista italiana decadde, ridotta dall'essere il primo porto commerciale dell'Impero, tra i principali del Mediterraneo, dinamico ed effervescente centro economico-culturale, a monotona e spenta città di provincia pur anche provincia italiana...
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda adj » mercoledì 6 ottobre 2010, 13:03

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Beh, ecco, a Trento e Trieste non è che fossero poi così ansiosi d'esser "liberati" dall'ottima appartenenza alla Duplice Monarchia


E difatti un forse ce l'avevo messo...
E se i dubbi sorgono per Trento e Trieste, qualche dubbicello mi sia consentito anche per Ancona.
Certo che, se per conoscere la volontà delle popolazioni italiche nel 1860 ci si rifà ai testi della vulgata patriottico-risorgimentale (e non aggiungo massonico-anticlericale-ecc...) si finisce per credere anche alla correttezza dei plebisciti con cui furono sancite certe annessioni (o certe svendite, vedasi Nizza).
adj
 

Re: 150° visita Vittorio Emanuele II ad Ancona e nelle Marche

Messaggioda MarinaM » mercoledì 6 ottobre 2010, 14:47

credo che Pio IX sia stato beatificato più per alcuni interventi sul magistero che per la sua statura di governante. comunque il fatto che sia stato - oggi - proclamato beato non significa che - allora - sia stato un buon capo di stato. specie per le province decentrate. chedete ai perugini cosa pensano di Pio IX.
ma a parte questa diatriba che si è aperta su VIttorio Emanuele II-Pio IX la cosa che più mi sconforta è la nettissima sensazione che non esista più la Patria come valore, come ideale così come ci era stata trasmessa appunto dal Risorgimento e da tutti quegli uomini che per una Italia unita hanno sacrificato la vita. è molto triste questo, ma appunto per questo siamo ridotti così. mi pare evidente che ci governa pensa a tutto tranne che allo Stato come valore.
Marina
ps
direi che non è possibile paragonare la situazione di Trento e Trieste a quella di Ancona e delle Marche e mi pare anche offensivo parlare di "vulgata patriottico-risorgimentale".
MarinaM
 
Messaggi: 49
Iscritto il: giovedì 5 novembre 2009, 13:59

Prossimo

Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 21 ospiti