Caro Roger,
devo fare qualche precisazione. Quanto premetti è giusto: la registrazione dei matrimoni (e dei battesimi) è conseguente alle decisioni del Concilio di Trento, precisamente al "Decretum de reformatione matrimonii" approvato l'11 novembre 1563. I registri dello "stato civile" sono nati in
tutta Italia (questo vuol dire che ci sono eccezioni) nel novembre 1865.
Dopo di questa data il matrimonio veniva celebrato presso l'Ufficio Comunale del Comune di residenza dello sposo o della sposa ?
Non credo che la legge abbia mai stabilito un "dove" anche se concordo con Alessio: in genere era quello della sposa se lo sposo risiedeva in un altro comune.
Il matrimonio religioso di solito seguiva nel tempo quello civile ?
Non c'è un "di solito": dipendeva dalle circostanze ma i cattolici preferivano dare la precedenza al matrimonio ecclesiastico per evitare motivi di scandalo.
C'era anche allora la possibilità di limitarsi all'atto civile?
Questa possibilità c'è sempre stata così come era ed è possibile la convivenza "more uxorio". D'altra parte difficilmente un ateo si sposa con rito religioso...
Da che data il matrimonio in Chiesa ha incluso oltre a quella religiosa anche la registrazione civile dell'atto?
Sono d'accordo anche qui con Alessio: la facoltà (di tale si tratta) deriva dall'art. 34 del Concordato fra la Santa Sede e l'Italia dell'11 febbraio 1929 ("Lo Stato italiano, volendo ridonare all'istituto del matrimonio, che è base della famiglia, dignità conforme alle tradizioni cattoliche del suo popolo, riconosce al sacramento del matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, gli effetti civili..." vedi [url]http://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%2021%20[1929]%20-%20ocr.pdf[/url]) e dalla legge di esecuzione 27 maggio 1929, n. 847.
Ciao a tutti!
Guido5