Restauro smalti

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
Deepening knowledge about decorations, their preservation and buy and sell.

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Restauro smalti

Messaggioda Tilius » giovedì 7 maggio 2009, 15:25

Partendo da una necessità contingente (vedere placca di cui sotto, acquistata sul noto sito, pagata poco ma forse troppo per lo stato un po' dissestato in cui versa: ampie mancanze agli smalti rossi opachi del bordo della croce e agli smalti verdi traslucidi del bordo dello scudetto circolare al centro) volevo porre i segg. quesiti:

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    - qualcuno conosce/ha sperimentato/ha inventato dei metodi artigianali e/o economici (il motivo é ovviamente evitare che il tutto venga a costare come un pezzo integro o addirittura di più... nel qual caso il gioco non sarebbe valso la candela) per restaurare smalti opachi?

    - qualcuno conosce/ha sperimentato/ha inventato dei metodi artigianali e/o economici per restaurare smalti traslucidi?

    - dando per assodato che il metodo ortodosso sarebbe passare dall'orefice, gli orefici odierni sono ancora in grado di fare questi lavori?

    - se sì, li fanno con smalti a freddo?

    - oppure li fanno con smalti a fuoco?

    - in quest'ultimo caso, é necessario scrostare precedentemente tutto lo smalto dell'alveolo interessato? O addirittura dell'intero pezzo?

    - infine, per un lavoro "fatto bene", quanto potrebbe essere richiesto da un orefice?

Ringrazio sin d'ora per le eventuali risposte. :)
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Re: Restauro smalti

Messaggioda arturolorioli » giovedì 7 maggio 2009, 17:05

Tilius ha scritto: ...qualcuno conosce/ha sperimentato/ha inventato dei metodi artigianali e/o economici ... per restaurare smalti opachi? ... per restaurare smalti traslucidi ...


Gentile amico,
smalti coprenti e smalti semitrasparenti hanno (circa) la stessa base e procedure di lavorazione. Quindi la discriminante è se parliamo di smalti a fuoco (vetrosi, raserati) oppure smalti epossidici (plastici, raserati o non raserati).

Di questi gli unici che potrebbero essere usati "artigianalmente" sono gli smalti epossidici non raserati. Per gli smalti a fuoco servono perlomeno un forno (e non parliamo del forno da cucina, servono temperature da 800° in su ...) ed una mola, per quelli epossidici raserati serve comunque una mola. Più, in ambedue i casi, bisogna ripassare a galvanica il tutto.

Gli smalti epossidici non raserati si applicano invece a siringa ed asciugano all'aria (o nel forno da cucina ... anche se poi non ci cucinerei mai più i biscotti!). Ma il risultato và dal triste all'abominevole.

Tilius ha scritto:- dando per assodato che il metodo ortodosso sarebbe passare dall'orefice, gli orefici odierni sono ancora in grado di fare questi lavori?


Un bravo orafo è perfettamente in grado di farlo. Se è bravo ... (e, ovviamente, se ha l'attrezzatura, cosa che "quelli bravi" di solito hanno).

Tilius ha scritto: ... se sì, li fanno con smalti a freddo? ... oppure li fanno con smalti a fuoco


Appunto per questo dicevo "se è bravo". Se lo è, sa smaltare a fuoco. Se non lo è ma "fa finta" (o non ha voglia) usa smalti epossidici non raserati. Se non lo è (ed è onesto) e/o per qualche motivo non ha l'attrezzatura dice tranquillamente di non essere in grado.

Tilius ha scritto:]- in quest'ultimo caso, é necessario scrostare precedentemente tutto lo smalto dell'alveolo interessato? O addirittura dell'intero pezzo?


Se non si vuol fare vedere "la menda" sì, la base metallica và riportata al nudo, si rismalta, risalda (se serve) e si rifà la galvanica. Qualsiasi altra procedura ha *altissime* probabilità di far vedere la riparazione.

Tilius ha scritto:- infine, per un lavoro "fatto bene", quanto potrebbe essere richiesto da un orefice?


Domanda, temo, cui è impossibile dare risposta. Di solito secondo quanto l'orafo ritiene il cliente sia in grado di pagare. O, ad essere più benevoli, secondo quanto valuta il proprio tempo e la propria arte. Di costi "vivi" a livello industriale (gli unici su cui posso esprimermi con una qualche competenza) parliamo probabilmente di una decina di Euro o giù di lì (ma i costi industriali hanno solo una labile parentela con quelli artigianali).

Ciò detto, e qui esprimo un parere del tutto personale, ho l'orrore delle "riparazioni restaurative" : l'oggetto è quello che è, con la sua storia ed i suoi danni, e come tale anche se ridotto male "vale" (da un punto di vista storico e artistico) mille volte di più di uno "ricostruito", anche se bene. Se la riparazione è invece "conservativa" (per evitare danni peggiori), allora un epossidico trasparente ben dato è probabilmente la soluzione meno invasiva ... e che mi orripila comunque abbastanza. Ma, ripeto, sono solo opinioni soggettive ...
Cordiali saluti

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Re: Restauro smalti

Messaggioda Tilius » giovedì 7 maggio 2009, 22:26

Carissimo, innanzitutto ringrazio per la straordinariamente completa risposta.
Mi trovo perfettamente d'accordo nell'avversare la pratica di ricotruzioni arbitrarie (ad esempio, il rifacimento completo d'uno smalto parzialmente danneggiato) che falsino irrimediabilmente lo stato di conservazione dell'insegna.
Però altresì caldeggio un concetto moderno di restauro dell'oggetto faleristico nella sua più ampia accezione di bene artistico. Se infatti in passato il restauro dell'opera d'arte era spesso inteso come integrazione anche arbitraria delle parti mancanti, é anche vero che in tempi recenti (soprattutto anni '60, '70, '80) si é passati all'eccesso diametralmente opposto:lasciare e quindi evidenziare la lacuna in nome di un malinteso senso di conservazione dell'integrità dell'opera. Così facendo infatti non si aggiunge una virgola all'integrità (ché un buco non ha neanche un atomo che si possa definire originale), mentre é altresì garantito che così facendo si compromette gravemente la leggbilità dell'opera (ovvero é garantito che si lascia l'oggetto in una condizione di leggibilità gravemente compromessa).
Oggidì si preferisce una sensata via di mezzo: integrazione sì a patto che sia verosimile (dove manca lo smalto rosso manca inequivocabilmente lo smalto rosso: non é plausbile, ad esempio, che ci fossero dei pois gialli solo ed esclusivamente nelle zone mancanti) e che non pregiudichi né occulti alcuna parte originale dell'opera (motivo per cui intendo conservare ogni scaglia di smalto, seppure frantumato, ancora in situ).

Queste motivazioni fanno sì che la proposta smalto epossidico non raserato mi alletti assai [cheers.gif] (é chiaramente distinguibile dalla parte originale; copre il buco restituendo una visione d'insieme; é - presumo - reversibile, nel senso che può essere asportato - e qui sempre presumo - con un solvente tipo acquaragia o diluente nitro).

Puotesi avere qualche dettaglio in più (nomi di prodotti, reperimento commerciale dei medesimi)?
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Re: Restauro smalti

Messaggioda arturolorioli » domenica 10 maggio 2009, 18:57

Tilius ha scritto: ... Queste motivazioni fanno sì che la proposta smalto epossidico non raserato mi alletti assai .... (é chiaramente distinguibile dalla parte originale; copre il buco restituendo una visione d'insieme; é - presumo - reversibile, nel senso che può essere asportato - e qui sempre presumo - con un solvente tipo acquaragia o diluente nitro)....


Gentile amico,
per carità ... come ho chiaramente indicato le mie erano solo opinioni soggettive.

Mi permetto però - assolutamente nel modo più amichevole - di ribadire che una "menda" in smalto epossidico non raserato su una onorificenza smaltata a fuoco darebbe un risultato ... "che và dal triste all'abominevole". Differente tonalità del colore (a meno di comperare parecchi barattoli di tinte diverse e miscelare con sapienza), differente "grana" e riflettività del materiale, differente tipologia della superfice (liscia nello smalto a fuoco che segue la curvatura della superficie dell'onorificenza, "imbarcata" verso l'interno per lo smalto epossidico non raserato per effetto della tensione superficiale durante la posa e del "ritiro" durante l'asciugatura) ... non consiglierei una soluzione del genere al peggiore e più meritevole di sgarbi tra i miei nemici, figuriamoci ad una persona cortese come te.

Tilius ha scritto:Puotesi avere qualche dettaglio in più (nomi di prodotti, reperimento commerciale dei medesimi)?


Se proprio insisti nel tuo scellerato proposito, prova gli smalti epossidici "Dur Enamels" :
Rosso codice 363 (più vivo) o 377 (più cupo)
Verde semitrasparente codice 422
Più ovviamente l'indurente (codice K180).

Sono facili da usare (un semplice smalto epossidico bicomponente) e relativamente economici (circa 20 Euro per ciascun barattolo da 1 kg, se ben ricordo).

Li trovi facilmente da vari fornitori, ad esempio Eurodrop (http://www.eurodrop.it - 0245867272).

Caveat emptores : non ho mai ordinato materiali da loro, nè ho mai utilizzato i Dur Enamels (da persona seria - o per lo meno aspirante tale - uso solo smalti a fuoco o epossidici raserabili ... ). Ti segnalo i due solo perchè sono i più conosciuti e di facile reperimento.

E comunque ... ripensaci !!!!
Cordiali saluti

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Re: Restauro smalti

Messaggioda Tilius » lunedì 11 maggio 2009, 13:30

Carissimo, innanzitutto ringrazio per la squisita disponibilità.

A complicare la situazione sono le condizioni meccaniche del pezzo: le poderose botte che hanno frantumato lo smalto sulle punte hanno anche grandemente piegato le medesime, col risultato che, se si volesse ripristinare una smaltatura cDc, bisognerebbe pure procedere al raddrizzamento delle punte, col risultato, nelle migliore delle ipotesi, di far saltare buona parte dello smalto rimanente, ovvero di spezzare la punta nel peggiore dei casi.
Smaltare le punte piegate credo sia tecnicamente alquanto difficoltoso (ne risulterebbe uno smalto en-ronde-bosse... ;) )
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Re: Restauro smalti

Messaggioda arturolorioli » lunedì 11 maggio 2009, 13:39

Gentile Tilius ... ripensaci! Ripensaci! Ripensaci! Risparimi soldi, tempo ed eviti di *scempiare* definitivamente una onorificenza già abbastanza ... sofferente!
Cordiali saluti

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Re: Restauro smalti

Messaggioda lea » giovedì 21 maggio 2009, 10:44

buon giorno,
ho letto tutti i consigli che ti hanno dato per il restauro della placca, ho esperienze sul restauro, solo su mobili antichi e statuine di gesso, ma a scuola ho studiato un pò di oreficeria, ma in ogni caso il consiglio degli esperti era rendere piacevole l'opera senza modificarla o comunque rendere reversibile il lavoro.
e sopratutto rendere visibili le inclusioni nuove.
morale ripulire ma lasciare il pezzo comè altrimenti perde di valore, è come togliere la patina da un mobile antico, usando la soda caustica, il risultato poi è bello ma ti ritrovi un mobile nuovo e senza valore...
quindi togliere il vecchio colore solo per vedere bene l'oggetto non sempre è la cosa migliore. ho però visto un mio insegnante usare, per rendere gradevole un medaglione dei colori a freddo per il vetro che vanno fatti asciugare, volendo anche al sole o nel forno di casa a bassa temperatura, ci vuole precisione , un pennellino molto piccolo per posizionare il colore e tanta tanta pazienza.
comunque il la lascerei così................ ciao lea
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Re: Restauro smalti

Messaggioda Tilius » giovedì 21 maggio 2009, 11:21

lea ha scritto:buon giorno,
ho letto tutti i consigli che ti hanno dato per il restauro della placca, ho esperienze sul restauro, solo su mobili antichi e statuine di gesso, ma a scuola ho studiato un pò di oreficeria, ma in ogni caso il consiglio degli esperti era rendere piacevole l'opera senza modificarla o comunque rendere reversibile il lavoro.
e sopratutto rendere visibili le inclusioni nuove.
morale ripulire ma lasciare il pezzo comè altrimenti perde di valore, è come togliere la patina da un mobile antico, usando la soda caustica, il risultato poi è bello ma ti ritrovi un mobile nuovo e senza valore...
quindi togliere il vecchio colore solo per vedere bene l'oggetto non sempre è la cosa migliore. ho però visto un mio insegnante usare, per rendere gradevole un medaglione dei colori a freddo per il vetro che vanno fatti asciugare, volendo anche al sole o nel forno di casa a bassa temperatura, ci vuole precisione , un pennellino molto piccolo per posizionare il colore e tanta tanta pazienza.
comunque il la lascerei così................ ciao lea

Grazie, Ccncordo appieno sul restauro il meno invasivo possibile, reversibile e distinguibile.
Epperò lasciarla in tali condizioni di rottame mi piange il cuore...
Colori per vetro... mumble, mumble, mumble [hmm.gif] ... qualche marca da suggerire?
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Re: Restauro smalti

Messaggioda lea » giovedì 21 maggio 2009, 20:00

quelli più usati sono della "maimeri" sono delle resine liquide di veri colori sia trasparenti che opachi, comunque in un buon negozio di belle arti ti sapranno consigliare, a Roma c'e Vertecchi o l'arte 3 vicino all'accademia di belle arti, ma non so dove vivi ciao
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