Spedizioni e dazi

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
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Spedizioni e dazi

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 19 gennaio 2009, 18:03

Tilius ha scritto:Il est arrivé! Il est arrivé! (É arrivato! É arrivato!)
Con tempi invero sorprendentemente rapidi, è giunto a destinazione un plico libri dalla Francia che ha tutta l'aria d'essere il famoso catalogue...
Vi fò partecipi in diretta dell'apertura del pacco e del disvelamento del contenuto...


Un bel resoconto con tanto di fotografie caro Tilius, e soprattutto... a lieto fine ;) . Ora goditi il prezioso contenuto.
Essendo l'operazione avvenuta all'interno dell'Unione Europea non hai nemmeno dovuto pagare il dazio. Pensa che su una decorazione acquistata dagli USA (tramite il notosito) qualche giorno fa, mi sono visto arrivare un addebito dalle Poste Italiane di 80 Euro di dazio e spese ! mi domando se convenga ancora farsi spedire articoli acquistato fuori dall'Europa :cry: ...
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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 19 gennaio 2009, 18:54

Mario Volpe ha scritto:Un bel resoconto con tanto di fotografie caro Tilius, e soprattutto... a lieto fine ;) . Ora goditi il prezioso contenuto.
Essendo l'operazione avvenuta all'interno dell'Unione Europea non hai nemmeno dovuto pagare il dazio. Pensa che su una decorazione acquistata dagli USA (tramite il notosito) qualche giorno fa, mi sono visto arrivare un addebito dalle Poste Italiane di 80 Euro di dazio e spese ! mi domando se convenga ancora farsi spedire articoli acquistato fuori dall'Europa :cry: ...


Quando compri negli USA, il prezzo che ti fanno è comprensivo di VAT (l'iva americana al 15%). Arrivando in italia, verrà aggiunta anche l'iva (al 20%), quindi si paga praticamente la stessa tassa sul valore aggiunto 2 volte: in Usa e in Italia.

Uno stratagemma legale per pagare di meno è chiedere al venditore di scorporare il VAT dal prezzo pagato. In questo modo l'IVA italiana verrà calcolata sul prezzo reale e non su quello già tassato.

Il dazio è invece comunque obbligatorio e dipende dal corriere con cui spediscono le cose. Orientativamente è il 17%.

Dunque le due equazioni:

1. Prezzo pagato + spese di spedizione = imponibile doganale
2. (imponibile doganale + 17% dazio) + 20% iva = costo finale

;)
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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 19 gennaio 2009, 20:42

Il bello però è che fino a qualche mese fa potevi ricevere pacchetti da tutto il mondo e nessuno si sognava di applicarti il dazio e l'iva (personalmente ne ho ricevuti diversi negli ultimi anni senza "problemi")... In realtà forse dovremmo essere contenti che le Poste Italiane abbiano iniziato solo ora ad applicare (fiscalmente) leggi che esistevano già da diversi anni. Comunque, acquistare online dall'estero (extraeuropeo) comincia a convenire sempre meno...
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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 19 gennaio 2009, 20:53

Si infatti.. le stesse regole esistono da tanti anni. Solo che prima in dogana erano meno attenti o lasciavano correre di più.

I venditori spesso spedivano il pacco con dicitura "gift" e in tal modo si evitavano spese doganali e iva. Questo però è un illecito.

Molti poi, come al solito, ne hanno approfittato. Ho sentito di persone che compravano scatoloni di 30/40 scarpe nike cinesi per poi rivenderle in Italia. E naturalmente si facevano spedire le cose come gift per non spendere nulla in iva o dazi. :roll:

Per questo motivo da un paio d'anni in dogana si paga tutto. E se mettono la scritta gift è facile che il pacco non arriva... :evil:

Dunque prima di comprare occorre fare bene i calcoli o.. si rischia di spendere di più che in Italia :lol:
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Spedizioni e dazi

Messaggioda Tilius » martedì 20 gennaio 2009, 11:14

Mario Volpe ha scritto:Il bello però è che fino a qualche mese fa potevi ricevere pacchetti da tutto il mondo e nessuno si sognava di applicarti il dazio e l'iva
(personalmente ne ho ricevuti diversi negli ultimi anni senza "problemi")... In realtà forse dovremmo essere contenti che le Poste Italiane abbiano iniziato solo ora ad applicare (fiscalmente) leggi che esistevano già da diversi anni. Comunque, acquistare online dall'estero (extraeuropeo) comincia a convenire sempre meno...


Penso che alle Poste in passato fossero semplicemente più lassisti.
Quattro anni fa nessuno si sognava di fare pagar dazio sulla corrispondenza extra CEE.
Poi, in maniera assolutamente random, la frequenza delle volte che "si accorgevano" del valore dichiarato e decidevano quindi di tassarlo é andata progressivamente aumentando.
Per controbattere la sgradevole tendenza, un possibile (probabilmente non lecito) trucchetto é far dichiarare al venditore (generalmente fa fede il valore scritto all'esterno della busta) una cifra esigua (es., dagli USA 10 US$), dimodoché generalmente alla Dogana perdono interesse a fare tutta la trafila per 2 euro scarsi di tasse e il pacco passa senza colpo ferire.
Dichiarando un valore esiguo, ci si assume un po' di rischio in termini assicurativi (ma neanche tanto: ad esempio dagli USA mi sembra che le spedizioni assicurate verso l'Italy non siano nenanche ammesse...)
Dubito che sia lecito (io infatti non lo faccio: ora semplicemente evito accuratamente di comprare extra CEE).
Ultima modifica di Tilius il giovedì 22 gennaio 2009, 10:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda arturolorioli » martedì 20 gennaio 2009, 17:02

Alessio Bruno Bedini ha scritto: ... (imponibile doganale + 17% dazio) + 20% iva = costo finale


Forse la situazione non è così catastrofica ...

A quanto mi risulta su libri e riviste l'IVA è del 4% (di questo sono abbastanza sicuro) ed il dazio del 2.5% (qui vado a memoria). Una cosa ragionevolissima. Il problema è che se non è immediatamente chiaro quale sia il contenuto del pacco, le dogane tassano "ad occhio", con aliquote più alte. Quindi chiedete sempre a chi spedisce di applicare un *enorme* targhetta sul pacco con la dictura in italiano "Contenuto : Libri" (o stranamente ancora meglio "manuali tecnici") e di ripetere la stessa dictura (altrettanto enorme) nella fattura accompagnatoria vicino all'importo pagato, fattura di cui una copia deve essere inserita in una busta da applicare all'esterno del pacco, con dicitura "contiene fattura".

Facilissimo. Basta perdere qualche minuto (e qualche riga di eMail) per spiegarlo al venditore.

In teoria se si è pagato di più si potrebbe fare ricorso ... ma rabbrividisco al pensiero dei tempi, spese e complicazioni necessari! In quel caso meglio lasciar correre e subire il sopruso ... e stare più attenti a far confezionare chiaramente il pacco la volta successiva!
Cordiali saluti

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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 20 gennaio 2009, 17:11

Quasi occorrerebbe un nuovo topic per contenere i nostro OT sulle spedizioni :lol:

Comunque come scrissi nel mio primo intervento del topic il dazio dipende dal corriere: ultimamente con FEDEX (corriere costoso ma sicuro e super veloce) mi hanno applicato il 17% dagli USA. :roll:

Usare corrieri che fanno risparmiare sul dazio potrebbe essere non sicuro. Ad esempio conosco una persona che si è fatta spedire un oggetto prezioso con USPS (poste statunitensi) che arrivato in Italia è stato consegnato alle poste italiane e recapitato con SDA. Bè il pacco che gli è arrivato a casa era .. vuoto! :shock:

Morale: conviene usare corrieri costosi ma sicuri quando si tratta di oggetti preziosi ...

L'iVA invece dipende dall'oggetto. A parte poca roba di solito è il 20% :lol:

il trucco di dichiarare meno invece oltre che illecito (evasione fiscale) non funziona nemmeno più. Anzi. In genere quando in dogana vedono pacchi con poco valore sono proprio i primi ad essere aperti. Ormai questi trucchetti li sanno anche i doganieri ... :lol:
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Messaggioda arturolorioli » martedì 20 gennaio 2009, 17:51

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Comunque come scrissi nel mio primo intervento del topic il dazio dipende dal corriere: ultimamente con FEDEX (corriere costoso ma sicuro e super veloce) mi hanno applicato il 17% dagli USA. :roll:


Gentile Sig.Bedini ... il dazio e l'IVA dipendono dal contenuto del pacco, non da chi gestisce la spedizione. Le aliqote per i libri sono (credo) quelle che le ho indicato, sia che l'inoltro sia postale, che a mezzo corriere espresso, che a mezzo vettore+spedizioniere. Se il suo corriere è stato così sciatto da farle pagare più del dovuto (ed è solo colpa loro, perchè sono loro che presentano la documentazione di sdoganamento ....) alzi il telefono e li scuota - metaforicamente - per la giacchetta. O meglio ancora, cambi corriere!

oggetto prezioso con USPS (poste statunitensi) che arrivato in Italia è stato consegnato alle poste italiane e recapitato con SDA. Bè il pacco che gli è arrivato a casa era .. vuoto


Per spedizioni postali è *sempre* consigliabile assicurare il contenuto. Anche per un importo infimo, non ha importanza : i colli assicurati viaggiano tutti con le stesse (maggiori) procedure di sicurezza e tracciabilità, sia che siano assicurati per 5 Euro che per 5000... E le assicuro che neppure i "grandi corrieri" sono del tutto sicuri : più di una volta mi hanno perso spedizioni importantissime ... in realtà mi è successo più spesso con loro che con le amministrazioni postali (3 a 2, ad oggi).

Mi scuso, tra l'altro, per questa digressione chiaramente off-topic. Ma credo l'argomento sia di interesse comune : e ricevendo e spedendo - per i miei hobby o per motivi professionali - decine di pacchi al mese in ogni parte del mondo ... qualche amichevole consiglio mi sento di darlo!
Cordiali saluti

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Re: Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Tilius » mercoledì 21 gennaio 2009, 16:50

Alessio Bruno Bedini ha scritto:... Ormai questi trucchetti li sanno anche i doganieri ... :lol:


...le cose staranno anche così, però bisognerebbe informarne anche quei doganieri :roll: che hanno maneggiato il pacchetto dall'Australia giunto proprio stamane a un mio collega (per fortuna che non era destinato a me, ché altrimenti penso che non sarei sopravvissuto alle risate :lol: ...) : Customs Declarations completamente vuota (non la Full Description of Goods, non la crocetta su Gift/Documents/Merchandise/Commercial Sample/Returned Goods/Other, non il Value AU$, niente di niente).
In questi casi il povero doganiere cosa può tassare: niente!
Non che ci fosse granché da tassare.
Anche aprendo e ispezionando il pacco avrebbero trovato vecchie medagliette ossidate e coperte di sudiciume, fatte nemmeno d'argento: che valore attribuire a quelle che nei fatti sono cianfrusaglie da mercatino delle pulci???
Documentazione inserita dal fornitore di fatto non ce n'era. In alternativa, la dogana cosa poteva fare? Convocare il destinatario e richiedergli documentazione attestante il titolo del possesso dell'oggetto inviatogli??? E se si fosse tratto realmente di un gift? Non era nemmeno questo il caso, perché dalla pur scarna documentazione si evinceva che il mittente era un negozio, e in un angolino nascosto nascosto ma nemmeno troppo c'era scritta, in caratteri piccoli piccoli, addirittura la parolina magica "ebay". :roll:
Senza contare che in questo caso nessuno ha illecitamente dichiarato il falso: il venditore, nemmeno richiesto in tal senso, ma di sua spontanea iniziativa (o forse solo di sua spontanea pigrizia/sciatteria) non ha semplicemente dichiaro nulla.
Il pacco ci ha messo effettivamente un po' di tempo ad arrivare (20 gg., mi ha detto la persona destinataria), ma la cosa riteniamo sia stata dovuta alle Poste australiane (un enigmatico adesivo con logo "Australia POST" recita: "Delayed for compliance with Aviation Security Regulations", suggerendo che l'innocente pacchettino sia stato sospettato d'essere potenzialmente un pacco-bomba... :mrgreen: :roll: )

Anyway, memore di questa nostra discussione, di tutti i nostri timori & apprensioni annessi... stavo morendo dal ridere. Immagine
Francamente non credevo che una spedizione potesse anche solo partire con una documentazione così sfacciatamente incompleta (forse é solo dagli USA che sono un po' più fiscali... o forse la dichiarazione del valore non é postalmente necessaria qualora il pacco non sia assicurato... boh!?)
In questo caso, il tutto è passato tranquillamente, intatto, intonso e intassato. :mrgreen:

PS: Qualcuno é a conoscenza se, in tutto questo discorso, a livello normativo v'é alcuna differenza se l'acquisto extra CEE viene fatto presso aziende oppure presso privati?

PPS: A me, quando é capitato, hanno sempre applicato un 20% abbondante, più spese accessorie varie. Le modalità di riscossione sono state invece molteplici: da pagare in posta, da pagare al corriere, da pagare con bollettino di C/C postale allegato a letterina minatoria inviata direttamente (!) dalla Dogana di Linate (ufficio doganale che probabilmente non durerà ancora a lungo... :twisted: ) dove il mio pacco giaceva nel frattempo, praticamente sotto sequestro.
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Messaggioda arturolorioli » mercoledì 21 gennaio 2009, 18:40

Rispondo qui, in attesa che venga - nel caso - aperto un topic specifico. E rinnovo le mie scuse per l'argomento off-topic.

Tilius ha scritto: ... Documentazione inserita dal fornitore di fatto non ce n'era. In alternativa, la dogana cosa poteva fare? Convocare il destinatario e richiedergli documentazione attestante il titolo del possesso dell'oggetto inviatogli??? ....


Esattamente, gentilissimo Tilius. Di solito mandano una abbastanza cortese lettera invitando a trasmettere la fattura relativa alla merce in attesa di sdoganamento. Che può essere, in mancanza di altro, anche una autofatturazione, per chi è in grado di emetterla. In mancanza di risposta, trascorso il tempo di giacenza rispediscono il tutto al mittente (se lo ha indicato sul bollettino di spedizione) o mandano il tutto al macero. In alternativa valutano "ad occhio" il valore e la natura del bene, e se poi il destinatario non è soddisfatto può fare ricorso fornendo la necessaria documentazione. Ovviamente se giudicano che il valore del tutto sia inferiore alla franchigia (credo una ventina di euro?) il tutto passa senza balzelli.

Insomma, la burocrazia ha sempre una risposta ... se poi questa risposta fosse sempre univoca rientrerebbe nella più accettabile e nobile categoria delle "regole" ... ma a questo sembra che il nostro popolo sia geneticamente refrattario.

Morale : come già detto in un messaggio precedente esigete sempre che il venditore etichetti il pacco chiaramente con la tipologia della merce (scritta in italiano) e che alleghi una copia della fattura (sempre con la decrizione della merce in italiano) all'interno del pacco ed una all'esterno (in una busta marcata chiaramente con "contiene fattura"). A far le cose per bene si risparmia sempre tempo.
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Re: OFF TOPIC

Messaggioda Tilius » mercoledì 21 gennaio 2009, 19:14

arturolorioli ha scritto:Rispondo qui, in attesa che venga - nel caso - aperto un topic specifico. E rinnovo le mie scuse per l'argomento off-topic.

Tilius ha scritto: ... Documentazione inserita dal fornitore di fatto non ce n'era. In alternativa, la dogana cosa poteva fare? Convocare il destinatario e richiedergli documentazione attestante il titolo del possesso dell'oggetto inviatogli??? ....


Esattamente, gentilissimo Tilius. Di solito mandano una abbastanza cortese lettera invitando a trasmettere la fattura relativa alla merce in attesa di sdoganamento. Che può essere, in mancanza di altro, anche una autofatturazione, per chi è in grado di emetterla. In mancanza di risposta, trascorso il tempo di giacenza rispediscono il tutto al mittente (se lo ha indicato sul bollettino di spedizione) o mandano il tutto al macero. In alternativa valutano "ad occhio" il valore e la natura del bene, e se poi il destinatario non è soddisfatto può fare ricorso fornendo la necessaria documentazione. Ovviamente se giudicano che il valore del tutto sia inferiore alla franchigia (credo una ventina di euro?) il tutto passa senza balzelli.

Insomma, la burocrazia ha sempre una risposta ... se poi questa risposta fosse sempre univoca rientrerebbe nella più accettabile e nobile categoria delle "regole" ... ma a questo sembra che il nostro popolo sia geneticamente refrattario.

Morale : come già detto in un messaggio precedente esigete sempre che il venditore etichetti il pacco chiaramente con la tipologia della merce (scritta in italiano) e che alleghi una copia della fattura (sempre con la decrizione della merce in italiano) all'interno del pacco ed una all'esterno (in una busta marcata chiaramente con "contiene fattura"). A far le cose per bene si risparmia sempre tempo.


La busta "contiene fattura" ("INVOICE ENCLOSED") in questo caso c'era, anche se poi in realtà ospitava solamente lo striminzito foglietto da cui si evinceva ragione sociale del mittente e, in caratteri minuscoli, il riferimento a ebay.
Se solo l'avessero aperta, questa fattura ...(né il pacco, né gli allegati mostravano infatti il minimo segno di avvenuta apertura o manomissione o ispezione). Non so se sia stata la provenienza un po' anomala (Australia, invece dei più classici e sospetti USA e Hong Kong) o la totale assenza del valore dichiarato a sortire l'effetto: il fatto é che il tutto é passato sotto l'occhio dell'ispezione doganale, in seguito alla quale non è stata sollevata obiezione alcuna. :?

A me (fin'ora) non é mai capitato che venisse contestato un valore diverso da quello dichiarato (anche perché, a meno che non siano beni di consumo venduti a listino, oppure metallo prezioso quantificabile quantomeno a peso, si entra nello spinoso campo della stima... e la dogana italiana, a meno di cifre realmente importanti, non me la vedo a smazzarsi in tal senso ogni signolo pacchetto anonimo o di valore esiguo... il gioco non varrebbe la candela e/o i ritardi nelle consegne sarebbero ancora più spaventosi rispetto a quelli già in essere...; al più faranno dei controlli a campione - e in questo caso, ritengo un campione molto diluito...)

PS: sì, l'off topic sta proliferando in maniera furibonda, ergo forse è il caso di scorporarlo... :D
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Re: Spedizioni e dazi

Messaggioda Emibro » giovedì 22 gennaio 2009, 11:14

Mi ricordo che per alcuni anni (mi pare fra il 2000 e il 2005, anno più, anno meno), l'amministrazione delle Dogane avesse "appaltato" alle Poste Italiane il disbrigo delle pratiche doganali, con il "simpatico" risultato di costringere il destinatario a pagare le spedizione due volte (la prima al mittente, e la seconda a Poste Italiane per "disbrigo delle pratiche doganali e consegna").

La cosa è stata poi sanzionata, e chi fosse in possesso delle ricevute di pagamento potrebbe richiedere il rimborso della "seconda spedizione".

Io ho smesso di acquistare oggetti all'estero, con grande malincuore, dopo una serie di spiacevoli eventi:

-Medaglia INTERFET arrivata dall'Australia, "sdoganata" a un prezzo superiore a quello pagato per la medaglia in se (sempre su eBay).
-Pacchi dispersi appena arrivati in Italia.
-Pacchi abbandonati sull'uscio di casa, o consegnati ai vicini.

Su altri forum ho sentito ben di peggio... E mi pare che ci siano anche un paio di Blog che mostrano lo stato in cui versano i centri di smistamento... E il fatto che sia impossibile capire chi è che comanda...

E*
---- Orbis Non Sufficit ----

**** Fortuna Defuit non Virtus ****

"Carri armati nemici fatta irruzione a sud. Con ciò "Ariete" accerchiata. Trovasi circa cinque chilometri nordovest Bir el Abd. CARRI "ARIETE" COMBATTONO!"
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Re: Spedizioni e dazi

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 22 gennaio 2009, 12:03

Ho trovato in rete questo "vademecum" che credo possa essere utile.

COME PARTONO LE MERCI DAGLI USA
Tutte le spedizioni provenienti dagli Stati Uniti che transitano le frontiere italiane devono subire una procedura di controllo prima della consegna al destinatario. Il controllo si può verificare soltanto sui documenti che accompagnano la merce oppure anche sulla merce stessa. In particolare viene controllato:

- Il valore della merce ai fini doganali e in che misura devono essere versati i dazi.
- Se la merce sia adeguatamente contrassegnata con la sigla del paese di origine
- Se la merce sia stata correttamente fatturata (per ebay per esempio basta anche una stampata della pagina di asta)
- Se la spedizione non contenga articoli dei quali l'importazione sia proibita o soggetta a restrizioni
- La possibile verifica che la merce sia conforme a quanto dichiarato sulla Bolletta doganale (apertura e controllo, di solito è casuale).
- La facoltà della dogana di prelevare alcuni campioni (tranquilli, non lo fanno praticamente mai, riguarda solo grosse esportazioni)

La procedura stabilisce che è responsabilità del venditore statunitense assicurarsi che tutti i documenti necessari siano forniti debitamente compilati e conformi alle leggi e alle disposizioni doganali applicabili in Italia.

IN PRATICA: il venditore statunitense deve scrivere sul talloncino verde applicato al pacco il valore della merce e la natura. Per esempio: ROLEX, USD 10,000

Potete chiedere al venditore di non apporre il prezzo intero sul pacco, ma diciamo un costo effettivo (per esempio quello a cui lui l'ha pagato). Se il valore è alto, potrebbe rifiutarsi per questioni di assicurazione visto che viene rimborsato il valore dichiarato. Trovate magari una via di accordo: un costo che protegga lui nel caso di smarrimento del pacco e quindi rimborso e che faccia pagare un dazio per l'effettivo valore della merce a voi.

INIZIO DELLA PROCEDURA DI SDOGANAMENTO - PERCHE' USARE I CORRIERI E' MEGLIO

Per comprare dagli USA, spendete qualche dollaro di più e usate un corriere, finirete per risparmiare. NON USATE UPS, perchè le spedizioni di UPS in Italia vengono affidate alle poste e siete punto e a capo. Sono ottime soluzioni: TNT Traco, DHL, FedEX
Perché? Perchè attraverso un sistema informatico che collega in rete la dogana alle compagnie aeree e agli spedizionieri doganali le procedure sono attivate ancor prima dell'arrivo della merce stessa in Italia, quindi viene dichiarato il contenuto e la cifra di acquisto ANCORA PRIMA CHE LA MERCE ARRIVI EFFETTIVAMENTE IN ITALIA, dove sarà applicato il dazio.
Questo significa:
- PROCEDURA DI SDOGANAMENTO VELOCISSIMA (io ho ordinato un computer, con TNT è stato consegnato in 3 giorni. Provate a usare le poste...!)

- NIENTE FAX E SBATTIMENTI PER ANDARE AVANTI E INDIETRO DALLE DOGANE SE C'è QUALCHE INGHIPPO BUROCRATICO (vi basta guardare il forum di ebay per vedere a cosa andate incontro)

- NIENTE TELEFONATE AGLI UFFICI POSTALI, DOGANALI ECC PER SAPERE SE IL PACCO è FINALMENTE ARRIVATO. Vedete online le fasi di consegna e tutta la burocrazia la sbriga il corriere


ALCUNI DETTAGLI IN PIU' E LE BUFALE CHE GIRANO SU INTERNET

LA BOLLETTA DOGANALE
Riguarda solo le importazioni di merci da parte di importatori professionisti, non fatevi confondere dalle notizie scopiazzate che trovate in giro. La DAU la fanno solo gli importatori, non i privati. La Bolletta Doganale o DAU (Documento Amministrativo Unico) è il documento con il quale l'importatore manifesta la propria volontà in merito alla destinazione doganale che intende conferire alla merce. Solitamente viene compilata dallo spedizioniere doganale per conto dell'importatore.

SPESE APPLICATE ALLE MERCI PROVENIENTI DAGLI USA
Con il pagamento dei diritti doganali gravanti sulle merci estere si attribuisce alle stesse la condizione di merci nazionalizzate. Soltanto il pagamento del dazio e dell’IVA permette l'immissione al consumo nel territorio nazionale. (VEDI LA NOSTRA GUIDA AL CALCOLO DELLE SPESE DOGANALI) Non è vero che il dazio assolve l'IVA. Quello che pagate è DAZIO+IVA, anche se alle merci americane è già applicato il VAT

***Se il venditore americano è un venditore professionista, chiedetegli lo scorporo del VAT (iva americana) visto che spedisce verso l'Italia dove si applica l'IVA - In teoria non sarebbe giusto pagare due tasse, ma in molti lo fanno lo stesso, specialmente sulle merci di elettronica e informatica perchè comunque costano sempre meno che in Italia, anche pagando due volte ****

FORME DI PAGAMENTO DELLE TASSE DOGANALI
I dazi e l'IVA vengono riscossi direttamente in dogana, normalmente entro 8 giorni dalla data di registrazione della Bolletta Doganale SOLO PER GLI IMPORTATORI. I privati le pagano direttamente alle Poste o al corriere, in contanti.

IMPORTAZIONE DI OPERE D'ARTE
Comprare un quadro non vuol dire comprare un'opera d'arte. Per opera d'arte si intende un bene certificato e valutato da organismo competente in materia. L'importazione di opere d'arte non va confusa infatti con l'acquisto di un quadro o una statua su ebay, per quanto possano essere pregiati. Tenete conto che per importare un'opera d'arte il venditore deve esibire alla dogana la fattura di acquisto e la certificazione sull'origine del bene. La dogana inoltre, per accertare il carattere di "opera d'arte", può richiedere l'intervento dell'Amministrazione dei beni culturali ed ambientali. Occhio quindi a quello che dichiarate... la dicitura "opera d'arte" è decisamente da evitare se non volete finire in un labirinto di burocrazia inutile.
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Re: Spedizioni e dazi

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 22 gennaio 2009, 12:09

Oppure, per i più pazienti, si può fare riferimento a questo riepilogo dell'Agenzia delle Dogane: http://aidaonline.agenziadogane.it/taric/wtidpc.htm
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Re: Spedizioni e dazi

Messaggioda arturolorioli » giovedì 22 gennaio 2009, 15:10

Mario Volpe ha scritto:. ... NON USATE UPS, perchè le spedizioni di UPS in Italia vengono affidate alle poste e siete punto e a capo. ....


??? Ricevo in media 2 o 3 pacchi a settimana dall'estero tramite UPS, e lo faccio da almeno 15 anni : vi assicuro che le consegne NON sono effettuate da Poste italiane, ma direttamente da UPS. Ho idea che l'autore del vademecum faccia confusione con SDA (che è invece di proprietà di Poste Italiane, ed offre un servizio quanto meno deprecabile). Al contrario il servizio UPS è ragionevolmente buono (a parte le loro imprecisioni amministrative!) e la tracciabilità dei beni in transito solitamente ottima : insomma, nè sensibilmente meglio nè sensibilmente peggio degli altri principali corrieri espressi internazionali (con solo un certo vantaggio nelle spedizioni da/verso località molto remote : la rete degli uffici e corrispondenti UPS è molto più estesa di quella della concorrenza).

Un elemento che forse vale la pena di sottolineare - e che manca invece nel vademecum - è che tutti i corrieri espressi internazionali offrono varie tipologie di servizi, che vanno dal "prima sia possibile" (il 99% del traffico, e quello meno "garantito" non solo come rapidità, ma anche come affidabilità) per arrivare al "garantito entro le 10.00 di domattina". Ovviamente, i prezzi sono commisurati alla rapidità del servizio richiesto.

Se poi aspettate merce *veramente* importante, nessuno dei corrieri espressi internazionali elencati è probabilmente la soluzione giusta. In quel caso sarebbe buona cosa rivolgersi ad uno spedizioniere serio (Odino-Valperga, Avandero o simili), che seguirà la consegna in modo personalizzato curando ogni singolo aspetto secondo le vostre esigenze, dall'imballaggio alla scelta del vettore. Il costo sarà, come prevedibile, molto alto : il servizio, come intuibile, affidabilissimo.
Cordiali saluti

Arturo Filippo Lorioli
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